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Aggiornato il  17-05-2007

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IL TERRITORIO

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La Lunigiana

 

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L'Appennino del  nostro territorio

LA  FAUNA

Si chiama comunemente “fauna” il complesso degli animali di una regione o di un periodo determinato della vita della Terra. La “fauna apenninica” è appunto quella che vado a trattare, ed in particolare quella dell’Appennino Settentrionale, versante sud, nel quale è compreso il territorio del Comune di Bagnone, in Lunigiana, provincia di Massa carrara.

La ricchezza e la varietà della fauna di un ambiente dipendono naturalmente dalla vegetazione o flora di esso, e quindi della natura del suolo, dal clima, ecc., poiché gli animali si nutrono di sostanze proteiche provenienti dalle piante, direttamente gli erbivori, indirettamente gli insettivori e i carnivori.

La flora terrestre si distingue in flora epigea, che comprende gli animali che vivono in superficie, e in flora ipogea, aanimali che vivono sotto la superficie. Gli abitanti delle due flore variano secondo la latitudine e le regioni; la nostra è nella flora paleartica, che si estende tra il circolo polare e la zona dei deserti africani.

Nessuno crederebbe che in Italia vi siano ancora animali feroci, eppure ve ne sono, ed anche sul nostro Appennino; su tutta la fascia nord-sud si rintana nei boschi più folti il lupo; nell’alta valle del Sangro, custudito, nel Parco Nazionale dell’Abruzzo, vive l’orso bruno. E non è forse feroce il cinghiale che vive abbondante sul nostro Appennino, nelle macchie delle coste toscane e laziali, in Campania e Calabria?

Le ultime fiere del nostro Paese vivono quindi sulle basse montagne dell’Appennino e non su quelle alte e nevose delle Alpi. In contrapposizione, sull’Appennino vivono anche gli animali più mansueti: gli ovini.

I pascoli appenninici poco estesi e meno ricchi di erbe di quelli alpini, non consentono l’allevamento di grandi mandrie bovine, invece possone venire allevate ed anche in gran numero le pecore e le capre.

I boschi di castagni, con il sottobosco ricco ed abbondante di frutti e di prodotti commestibili, permette ad una ricca fauna il nutrimento necessario, mentre il ruscellare di canali e torrentelli di un’acqua sorgiva, aiuta l’abbeveraggio di tutti gli animali che vi vivono numerosi in coabitazione.   

Ed ecco il frutto di una lunga mia ricerca, della quale non posso affermare di aver trattato tutti gli animali selvatici esistenti sul territorio, sicuramente tra gli insetti e gli invertebrati ed altri, qualcuno è sfuggito alla mia memoria e me ne scuso.

I LINK    INDICE  ALFABETICO    I LINK

 Farfalla cavolaia
 Farfalla ilia
 Formica
 Fringuello
 Furetto
  G
 Gallinella-acqua
 Gambero
 Gatto selvatico
 Gheppio
 Ghiandaia
 Ghiro
 Granchio
 Gufo
  I
 Istrice
  L
 Lepre
 Lombrico
 Lontra
 Lucertola mur.
 Lucertola camp.
 Lui
 Lumaca
 Lupo appenn.
  M
 Marmotta
 Martin pescat.
 Martora
 Merlo
 Merlo acquatico
 Moscardino
  P
 Passero
 Pernice rossa
 Pettirosso
 Picchio verde
 Pipistrello
 Poiana
 Puzzola
  Q
 Quaglia
  R
 Ragno
 Ramarro
 Rampichino
 Rana
 Règolo
 Riccio
 Rondine
 Rondone
 Rospo
  S
 Salamandra
 Sanguisuga
 Scoiattolo
 Scorpione
 Scricchiolo
 Starna
 Storno
  T
 Talpa
 Tartaruga
 Tasso
 Topo selvatico
 Tordo
 Tortora
 Trota
  U
 Usignolo
  V
 Verdone
 Verzellino
 Vipera
 Volpe
  Z
 Zigolo

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- 100  Speci  selvatiche -

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Arvicolino

Arvicola rossastra

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Genere di roditori, della famiglia dei roditori. La specie più diffusa é l' Arvicoola terrestris, i cui esemplari sono topi di forme abbastanza tozze e massicce che misurano fino a 25 cm di lunghezza (un terzo spettanti alla coda scagliosa),  con mantello di colore bruno con dorso rossastro, orecchie ed occhi piccoli.

A seconda dei generi e delle speci hanno abitudini varie, ottimi scavatori, buoni nuotatori e arrampicatori. In genere sono attivi di notte e si cibano di vegetali; sono molto prolifici. 

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Capriolo

Capriolo

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Genere di ruminanti della famiglia dei Cervidi. La specie più diffusa é il Capreolus capreolus; ha un corpo abbastanza slanciato, la testa relativamente corta, le orecchie e gli occhi grandi, il collo lungo e sottile. I maschi hanno corna corte, dritte, ordinariamente con tre rami che cadono al finire dell'autunno e ricrescono nell'inverno. Vivono in piccoli branchi, guidati da un maschio. Si cacciano per la carne squisita, per le pelli e per le corna.

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Cervo

Cervo

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Genere tipo dei Cervidi, ruminante a corna ramose e caduche. Il nostrano é il Cervus alphus, bello ed elegante, il corpo raccolto e robusto, presenta una testa alta su un collo vigoroso, un muso quadrato, occhi e orecchie grandi, zampe di discreta lunghezza, sottili, terminanti con zoccoli robusti dalla punta affinata. Il mantello formato da corta lanuggine e pelo ruvido, é rosso-brunastro nel periodo estivo, grigio-bruno nell'inverno. Ornamento caratteristico del machio sono le corna ramose che possono raggiungere e superare il metro di lunghezza, e mutano ogni anno; di solito cadono in febbraio. Il numero dei rami delle corna varia secondo l'età. Il Cervo ha vista acutissima, olfato molto fine, é timidissimo e fugge veloce ad ogni segno di pericolo. Si ciba di vegetali: erbe, fronde d'albero, faggiole, ghiande e, d'inverno, anche licheni, muschi, scorze d'albero.

Un tempo molto diffuso, oggi da noi quasi scomparso del tutto.

I maschi, una volta

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Cinghiale

Cinghiale

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Genere di mammiferi artiodattili dei Suidi, comprendenti speci e sottospeci; il rappresentante tipico nostrano é il Cinghiale comune, Sus scropha, diffusissimo sul nostro Appennino.

Il cinghiale è di statura grande, corpo tozzo e robusto anteriormente, testa grande, muso (o “grugno”) nudo, occhi piccoli, orecchie dritte e pelose, dentatura composta di 44 elementi con i canini delle mandibole che fuoriescono dalle labra, coda pendente e ricca di setole alle estremità, pello assai spessa coperta di setole scure. Vive in branchi, si nutre di vegetali e piccoli animali, che ricerca di notte; é molto selvaggio. Si caccia il cinghiale generalmente in battuta, per averne carne, pelle e setole. M'angiatore di radici é un distruttore del sottobosco che scava e sconvolge per grandi superfici. 

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Donnola

Donnola

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Nome volgare di un piccolo mammifero carnivoro dei Mustelidi, Mustela nivalis. Di dimensioni piccole e forma slanciata, la Donnola ha un corpo allungato, collo poco meno grosso del corpo, con musetto ornato da lunghe vibrisse; brevi ma robustissime zampe, ornate di unghie acute e taglienti, le orecchie e la coda corte.

 La sua pelliccia, rasa, morbidissima, è di colore bruno chiaro  nella parte superiore e biancastra sulla gola e sul ventre; la pelliccia é pregiata. Vive nei cavi degli alberi, nelle gallerie delle talpe, nelle fessure delle rocce, nei solai delle case e nei fienili. Ha abitudini notturne; si arrampica con agilità senza pari, assale lepri, conigli e galline, per succhiarne il sangue; di solito però si accontenta di topi, talpe e insetti.

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Faina

Faina

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Nome comune di un piccolo carnivoro dei Mustelidi, Martes foina. É simile alla Martora, ma ha le dimensioni di un piccolo Gatto

La faina ha una forma slanciata, il corpo allungato, il muso appuntito e gli occhi non molto grandi. La sua pelliccia è folta e di colore bruno grigia, con una macchia chiara sotto il collo. Vive prevalentemente nei boschi ma anche nei solai e nei fienili; esce di notte per depredare i pollai, o per dare la caccia alle talpe, ai topi e ai piccoli nidiacei. Ha un odore sgradevole, ma é ricercata per la sua pelliccia.

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Furetto

Furetto

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Nome comune di un carnivoro dei Mustelidi (Mustela putorius furo), è una varietà albina della Puzzola, dal pellame poco pregiato, di colore bianco e grigio, occhi tondi e rossi.

Originario delle zone mediterranee, fu addomesticato fin dai tempi antichi che lo adoperavano per la caccia ai topi, e ai conigli; uso che in certi luoghi si è conservato.

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Gatto selv.

Gatto selvatico

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É un mammifero dell'ordine dei carnivori, famiglia dei felidi, (felis silvestris), assomiglia al gatto domestico, si distingue per gli arti più slanciati e per il tronco più allungato. Il pelo è lungo e folto specialmente d'inverno; coda grossa e folta. Striato con colorazione di base grigia; le striature ornano la testa, una banda nera percorre il corpo dalla base del collo fino alla radice della coda. La punta della coda e tipicamente nera e ornata da due o quattro anelli dello stesso colore.
Il Gatto selvatico si nutre di piccoli roditori, ma anche uccelli, conigli selvatici, lepri, insetti. Vive nei boschi di tutti i tipi alternati a prati e pascoli.
L'accoppiamento in gennaio - marzo; la gestazione è di nove dieci settimane; il parto avviene ad aprile - maggio; la maturità sessuale è raggiunta a 10 mesi.
É un animale schivo, sospettoso e solitario, attivo all'alba e durante la notte; usa tipicamente rifugiarsi in tane abbandonate da altri animali o in cavi d'albero.

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Ghiro

Ghiro

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Genere di piccoli e graziosi roditori, della famiglia dei Ghiri, Myoxus glis, sono simili a Scoiattoli, ma più piccoli.

Il ghiro è di dimensioni relativamente grandi e forma snella, 15 cm e altrettanto di coda assai folta, la pelliccia di color grigio castano é morbida.

La specie più comune è il Glis glis, frequente da noi, vive nelle cavità dei vecchi alberi, di preferenza notturno, si muove agilmente. Si nutre di nocciole, ghiande, frutti, ma non trascura le uova e i piccoli nidiacei. D' Inverno cade in tetargo e dorme sino alla Primavera: da ciò il detto dormire come un Ghiro. É cacciato per la carne saporita e per la pelliccia. Gli antichi Romani, ghiotti delle sue carni, lo allevavano nel ghirarium.

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Istrice

 Istrice

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Genere di roditori diffusi nelle nostre zone, vive l' Histrix Cristata, volgarmente detta anche porcospino, il più gosso dei nostri rosicanti. Ha corpo tozzo lungo ca. 50 cm, muso grosso ottuso, zampe brevi; può superare anche 15 kg di peso. Il dorso, le spalle e le gambe sono rivestite di aculei duri lunghi fino a 20 cm, ad anelli bianchi e neri, frammisti a setole più o meno lunghe, sottili e flessibili; queste formano sul collo una specie di crinierà. L'animale, pauroso e inofensivo, può, a suo piacere, rizzare gli aculei a scopo di difesa, ma non lanciarli come si crede comunemente.

L'Istrice, ha abitudini notturne, é terragnolo e scavatore; esce di notte in cerca di cibo costituito per lo più di radici e semi. Gli si da la caccia per la carne e per gli aculei usati come portapenne, manici di pennelli, ecc. per cui va diventando sempre più raro.

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Lepre

Lepre

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Genere di roditori duplicidentati della famiglia dei Leporidi, Lepus Europaeus, caratterizzato dal particolare sviluppo delle orecchie che misurano fino a 15 cm e sono generalmente a cartoccio; gli occhi grandi sono privi di palpebre; il labbro superiore é spaccato; le zampe posteriori più lunghe delle anteriori, sono atte al salto e alla corsa, nella quale le lepri sono velocissime e assai resistenti; la breve coda é ripiegata all'insù; la mole media si aggira sui 4 ÷ 5 kg di peso. La lepre prevalentemente notturna, indole timidissima, olfato e udito finissimi. É uno dei capi di selvaggina più diffusi e comuni, pregiata per le carni gustose ed anche per la bella e morbida pelliccia, si nutre di erbe e verdure.

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Lontra

Lontra 

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Genere di mammiferi carnivori dei Mustelidi, Lutra lutra, assai diffusi.

Le lontre sono abili nuotatrici dal corpo lungo e flessuoso, di forma snella ma bassa, testa corta e rotonda non molto distinta dal collo, muso corto, occhi piccoli e vivaci, arti corti e piedi palmati, dalla coda corta e piatta. Questi animali vivono principalmente lungo i torrenti, cibandosi di ottime trote, di crostacei, molluschi e topi che cacciano con grande abilità. La lontra comune, lunga circa 1 m, ha pelo corto e denso, bruno nella parte superiore del corpo e chiaro in quella inferiore. Vive sola o a coppie, in tane a due entrate, una sul terreno e l'altra sotto il livello dell'acqua, e conduce vita generalmente notturna. D'indole generalmente vivace, viene anche allevata per la sua pelliccia; addomesticata può essere addestrata alla pesca.

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Lupo

Lupo

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Mammifero carnivoro della famiglia dei Canidi, Canis lupus, che differisce dal cane propriamente detto per il muso aguzzo, le ampie orecchie erette, il pellame folto, la coda villosa e pendente, il lupo è di forma slanciata e dimensioni medio-grandi, robusto e muscoloso. Il colore del suo mantello varia, con l’età e la stagione, dal grigio al nero. Vive solitario o a coppie nei boschi, nelle macchie dove assale piccoli animali, non si avvicina all'abitato se non spinto dalla fame; ma nei periodi freddi, d'inverno, si unisce in branchi e diventa pericoloso anche per i grossi animali e per l'uomo. É un animale cacciato perchè dannoso agli armenti e per la sua pelliccia. Catturato giovane si addomestica e può produrre ibridi col cane. Caratteristico é il suo ululato.

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Marmotta

Marmotta  

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Genere di roditori della famiglia degli Scuiridi o Scoiattoli, Marmota marmota. La marmotta è il più grande roditore montano, è lunga fino a 60 cm e può arrivare a pesare 6 chili. Hanno corpo robusto e corto, testa grossa, occhi e orecchi piccoli, arti corti armati di unghioni atti a scavare le tane; il corpo é coperto da pellame folto, grigio-brunastro. Vivono prevalentemente in montagna, in comunità generalmente abbastanza numerose; la loro vita attiva all'aperto é limitata ad un periodo di pochi mesi, durante il quale escono all'alba per ricercare erbe aromatiche e succose di cui sono ghiottissime e raccolgono le provviste nelle tane, profonde fino a 4 m; qui in autunno cadono in letargo e si svegliano in primavera magrissime. Sono attivamente cacciate per la peliccia, la carne ed il grasso. E' un animale che ama prendere il sole, in gruppo: di giorno  va in cerca di cibo e di sole, gioca con le altre marmotte, ma rimane sempre vicino alla propria tana, in cui rientra la sera; passa anche molto tempo a pulirsi.

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Martora

Martora  

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Nome comune ad alcuni mammiferi carnivori dei Mustelidi del genere Martes, al quale appartengono numerose specie. La Martora comune Martes martes, può raggiungere la lunghezza di 70 cm dei quali un terzo spetta alla coda; la sua pelliccia bruno rossiccia e brillante presenta una macchia gialla caratteristica sulla gola. Vive per lo più nei boschi cacciando uccelli e scoiattoli e viene a sua volta cacciata ed allevata per la sua pelliccia assai pregiata.

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Moscardino

Moscardino  

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Genere di piccoli roditori ella famiglia dei Ghiri, diffusi nelle zone a vegetazione arbustiva, da noi ée nota la specie Muscardinus avallanarius, detta anche topo delle nocciole o nocciolino o topo d'oro per il colore giallo dorato della pelliccia. Misura solo 18 cm ca. di lunghezza di cui la metà spetta solo alla coda.

Crepuscolare e notturno, il moscardino è poco attivo di giorno. Molto agile, si arrampica veloce sugli alberi, salta con abilità e lontano. Si nutre di frutta secca e di piccoli animali. In estate costruiscono un nido subsferico sugli arbusti, mentre in inverno ne prepara uno più accogliente e riparato nel cavo degli alberi. Il nome deriva

a tali animaletti dal tenue odore di muschio che essi emanano.

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Pipistrello

Pipistrello

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Nome usato in genere per indicare i Mammiferi appartenenti all'ordine dei Chirotteri. La forma piàu diffusa è il Pipistrello comune, Pipistrellus pipistrellus.

Alcune specie di pipistrelli sono solitarie, ma la maggior parte è gregaria. Gli individui di questa specie hanno tronco e capo lunghi 8 cm compresa la coda ed una apertura alare di ca. 20 cm.  Il corpo è ricoperto da pelliccia bruna nella parte superiore e grigia nella parte inferiore, le ali sono nerastre con una sottile bordatura bianca o gialla. 

In questi animali il volo viene espletato da un patagio sottile ed elastico che si diparte dalla base del collo ed include gli arti anteriori, salvo il pollice, trasformati in ali, e quelli posteriori escluso le dita.  Le orecchie sono subtriangolari, larghe ma relativamente corte e più brevi della testa. Nel volo i neonati si trattengono ai capezzoli della madre mediante i denti da latte. I Pipistrelli con l’emissione e la percezione di ultrasuoni evitano gli ostacoli; hanno abitudini crepuscolari e notturne; nei climi temperati passano l’inverno  in letargo, appesi con le unghie alle volte dei loro ricoveri. Se ne conoscono molte specie di dimensioni variabili, un po’ ovunque, ma più numerose e di dimensioni maggiori nelle regioni calde.

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Puzzola

Puzzola  

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Piccolo mammifero carnivoro dei Mustelidi, Mustela putorius; la Puzzola è incredibilmente agile, grazie a una colonna vertebrale molto flessibile, che le consente di infilarsi anche nei cunicoli più stretti, di arrampicarsi e di nuotare. Il suo nome è dovuto allo sgradevole odore che emette, dovuto ad un liquido maleodorante delle ghiandole anali che utilizza per marcare il territorio e difendersi dai predatori. 

Animale notturno, la puzzola può però essere attiva anche di giorno e vive per lo più solitaria, ad eccezione del periodo dell’allevamento della prole, che le femmine trascorrono con i piccoli. 

Molto coraggiosa, la puzzola non esita ad attaccare animali più grandi di lei, anche se si limita ad uccidere solamente quelli necessari alla sua alimentazione; caccia piccoli animali o volattili di cui succhia il sangue. Le prede più piccole vengono accumulate nella tana, che funge da vera e propria dispensa.

Ha corpo basso, muso appuntito, pelame chiaro sul dorso, quasi nero sul ventre; é un animale notturno. 

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Riccio

Riccio  

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Nome comune di alcuni Mammiferi insettivori di medie dimensioni. Il Riccio, Erinaceus europaeus, ha coda brevissima, corpo tozzo, gambe brevi, dita unghiute, muso puntuto, occhi piccoli e orecchie larghe. La regione dorsale del corpo é munita di aculei grigi alla base e bianchiall'estremità; la regione ventrale é coperta di pelo rado e bruno. Vive un po' dovunque, evitando le zone troppo umide e si ripara durante il giorno in tane rudimentali; la notte valendosi del suo olfatto molto sviluppato, caccia piccoli animali tra cui Vipere ed altre forme velenose delle quali tollera agevolmente il veleno.

Il riccio è un animale solitario tranne durante la stagione riproduttiva, può percorrere fino a 10 chilometri in una notte ed è un eccellente nuotatore. Per difendersi dai nemici usa avvolgersi a palla erigendo gli aculei; trascorre l'inverno in letargo.

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Scoiattolo

Scoiattolo 

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Col nome di Scoiattolo si indicano numerose specie della famiglia degli Sciuridi, mammiferi roditori Semplicidentati. La specie più comune, Sciurus vulgaris, misura 

20 - 25 cm, presenta muso appuntito, grandi orecchie mobilissime sormontate da un ciuffo, lunga e ricca coda erettile, arti anteriori e posteriori muniti di cinque dita sottili e provviste di unghie appuntite. Vivacissimo arrampicatore, equilibrista, saltatore e nuotatore, essenzialmente diurno, lo scoiattolo è molto attivo nella buona stagione e meno in inverno, vive quasi esclusivamente sugli alberi. 

Lo Scoiattolo sui nutre di vegetali, uova, uccelletti. Stà seduto sulle zampe posteriori. Vive nei boschi, nei parchi, in buchi, nei tronchi degli alberi che tappezza con foglie e muschio e dove accumula riserve di cibi per la brutta stagione, sebbene non cada in letargo. 

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Talpa

Talpa

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Genere di Mammiferi insettivori della famiglia dei Talpidi, Talpa europaea, dal corpo tozzo, coperto di fitto e morbido pelo nero-azzurro vellutato, muso allungato a grugno, occhi minuti nascosti dal pelo, padiglione dell'orecchio mancante, zampe anteriori larghe e nude a forma di pala, armate di robuste unghie adunche, coda corta e scagliosa.

Vive sottoterra, in gallerie che scava servendosi degli arti anteriori e dove caccia, si nutre e passa la maggior parte della sua esistenza solitaria, nutrendosi di lombrichi e di insetti di cui mangiano una quantità pari al peso del loro corpo, talora danneggiano i coltivi recidendo al passaggio le radici, di cui però non si cibano. A nimale assai comune dalle nostre parti, la Talpa necessita di una continua alimentazione per sopperire alle energie richieste dal suo lavoro di escavazione; viene cacciata per la pelliccia vellutata, molto delicata.

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Tasso

Tasso  

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Il Tasso, nome comune di alcuni Mammiferi carnivori dei Melini. La specie più nota é il Tasso comune, Meles meles,  è un animale tozzo delle dimensioni di un cane di media taglia e un peso che varia dai 9 ai 20 chili. Arti brevi armati di unghioni atti a scavare, pelame ruvido prevalentemente grigio con due strisce nere sul capo. Normalmente fa vita notturna e caccia piccoli animali e si nutre anche di vegetali. D'inverno cade in letargo per svegliarsi in primavera. Viene cacciato per la carne, il grasso come medicamento empirico e la pelliccia i cui peli sono ottimi per la fabbricazione di pennelli. Catturato giovane si può addomesticare.

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Topo

Topo selvatico  

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Nome comune di numerose specie di animali Roditori della famiglia Muridi, Apodemus sylvaticus, di colore bruno rossiccio sul dorso e bianco sul ventre, presentano un muso a punta e peloso, orecchie grandi, coda lunga ricoperta di squamette e di brevi peluzzi. Scava gallerie nel terreno e si nutre di frutta, semi e di piccoli animali. Il topo selvatico, che arriva a una lunghezza di 110 millimetri, è un animale notturno, agile arrampicatore e buon scavatore. Sono animali a movimenti rapidi, recano notevoli danni in abitazioni, cantine, magazzini, campi e boschi. Sono assai prolifici. 

Tra le specie più diffuse sono il Topolino domestico, Mus masculus, di colore grigio, di 8 - 9 cm escluso la coda altrettanto lunga. Vive nelle case, costruendo i nidi nelle soffitte o in luoghi tranquilli, crea enormi danni alle cose domestiche.

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Volpe

Volpe  

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Genere di Mammiferi Carnivori dei Canidi, Vulpes vulpes, di dimensioni piccole e forma snella, fornito di pelo folto e lungo; hanno un muso aguzzo, pupilla ovale, orecchie grandi e diritte. Le volpi sono animali guardinghi e sospettosi, dotati di udito e olfato finissimi.  Le volpi sono una specie adattabile, solitaria e territoriale; hanno abitudini prevalentemente notturne; scavano gallerie o usurpano quelle di altri animali; si nutrono di piccola e media selvaggina, uccelli, topi, pollami, anche uva e frutta e non disdegnano insetti e vermi. 

La spietata caccia che si dà loro é ingiustificata perché le volpi distruggono grandi quantità di topi. La loro pelliccia é pregiata.

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Uccelli

 

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Airone

Airone

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Nome comune dato estensivamente agli uccelli ciconiiformi, dei vari generi, della famiglia deigli Ardeidi. Hanno collo ad S, becco lungo, gambe alte e sottili; vivono generalmente isolati lungo i fiumi e presso gli stagni; si cibano di pesci, molluschi, rane; nidificano sugli alberi o fra le canne. Sono tutti uccelli di palude, parte diurni e parte notturni; le loro penne sono usate per ornamento; la carne è sgradevole e poco commestibile. 

La specie più nota, che vive anche da noi, è l’Airone cenerino, Ardea cinerea, è detta volgarmente sgarza o nonna; ha dimensioni notevoli potendo raggiungere un metro di lunghezza e m 1,80 d’apertura alare. Il piumaggio è cenerino sopra e bianco sotto, con grandi macchie longitudinali sul collo; il becco lungo e giallo è dritto.            

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Allocco

Allocco

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Nome comune di un uccello rapace notturno della famiglia degli Strigiformi, Strix aluco, detto anche Gufo selvatico, diffuso da noi. 

Ha grandi cerchi intorno agli occhi ed é simile al Gufo, ma un po' più grande e privo di ciuffi sul capo. 

Vive nei boschi e si nutre di piccoli mammiferi, insetti e rettili; il suo piumaggio é grigio o rosso ferruginoso. Di abitudini prevalentemente notturne si concede delle escursioni anche nelle ore diurne. Ha movimenti molto lenti e pesanti ma il suo volo è leggero, oscillante ma non rapido.

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Allodola

Allodola 

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Genere di piccoli uccelli passeriformi canori, il più noto membro della famiglia degli Alaudidi. Abbastanza grande e robusta, piumaggio colore bruno chiaro, macchiato su dorso e petto, ventre bianco, penne cervicali erettili, becco conico e robusto, coda corta e forcuta; nidificano per terra nelle depressioni del suolo; cantano volando alto in modo melodioso; si nutrono di insetti e di grani, e sono più utili che dannosi all'agricoltura. La loro carne é pregiata. Le specie più note sono: l'Allodola canterina, Alauda arvensis, diffusa da noi e si addomestica facilmente.

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Balestruccio

Balestruccio  

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Nome volgare di una specie di piccola ed  elegante Rondine, Martula urbica, molto diffusa da noi. Misura tra i 10 e i 15 cm, ha la coda più corta e meno forcuta di quella della Rondini comuni; piumaggio nero-azzurrognolo superiormente (capo, ali e coda), bianco sul groppone e nelle parti inferiori. Non si posa mai sugli alberi ma solo sui fili, sulle rocce e sui cornicioni delle abitazioni dove nidifica; il suo nido è simile a quello della Rondini; é uccello insettivoro, sverna in Africa.

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Ballerina 

Ballerina bianca  

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La ballerina bianca è il nome volgare di varie specie di piccoli uccelli passeracei del genere Motacilla alba. Sono uccelli insettivori, frequentano i prati, i corsi d'acqua, caminano sul terreno alzando ed abbassando continuamente la lunga coda; hanno il becco sottile, corpo snello e agile, lunga circa 20 cm, ha il dorso grigio chiaro, la nuca ed il petto neri, il ventre bianco e una lunga coda con penne bianche e nere. 

Da noi é frequente in gruppetti, durante l'autunno e l'inverno; preferisce le rive dei torrentelli e i campi arati di fresco, dove trova le piccole prede che costituiscono il suo nutrimento.

Ballerina gialla  

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La ballerina gialla del genere Motacilla cinerea, ha piumaggio cinerino al di sopra e giallastro sotto; ha il sopracoda olivastro e il sottocoda giallo vivo. Da noi vive prevalentemente in montagna e solo in autunno scende a valle.

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Barbagianni

Barbagianni  

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Nome comune di un uccello rapace notturno degli Strigiformi, Strix flammea o Tyto alba, chiamato anche impropriamente Allocco.

Il barbagianni ha una lunghezza che varia dai 33 ai 35 cm e un’apertura alare 85-95 cm; il suo peso medio è pari a 350 gr. Ha piumaggio morbido ed abbondante che é fulvo con screziature grigie superiormente e bianco o giallo rugginoso sul ventre. I dischi facciali uniti tra loro, assumono la forma a cuore ed includono gli occhi ed il becco. L'apertura auricolare é munita di opercolo, circondato da rigide penne. Il barbagianni vive nei cavi degli alberi, tra vecchie muraglie ed a volte nei solai, ed in città. Rapace notturno, dà la caccia a topi, talpe, ecc.; talvolta manda grida strane simili al russare profondo di un uomo.

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Beccaccia

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Beccaccia  

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La beccaccia, nome volgare di un uccello degli Scolopacidi, Scolopax rusticola, unica specie nostrana del suo genere. É caratterizzata dal becco lungo, dritto, sottile, piuttosto molle e delicato; misura fino a 35 cm di lunghezza totale compreso becco e coda, collo corto, zampe brevi, coda corta leggermentre cuneata, ali brevi larghe e forti.

 É rivestita di un piumaggio color foglia morta, bruno-rossiccio, con linee trasversali giallognole scure; i suoi occhi sono di grandi dimensioni e collocati in modo da poter vedere anche dal retro. La beccaccia é un uccello migratore notissimo, molto ricercato per il sapore squisito delle sue carni. Da noi lo si incontra due volte all'anno, solo di passaggio, a primavera e in autunno inoltrato.

La beccaccia fa vita notturna e si nutre di lombrichi e di insetti, frugando con il becco nel terreno umido e molle delle zone pludose che frequenta.

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Beccaccino

Beccaccino

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Nome volgare di uccello di palude degli Scolopacidi, Capella gallinago, simile alla beccaccia ma più piccolo. Snello, col becco sottile presenta colori variabili nelle ali; l'addome é candido senza macchia alcuna. Il volo del beccaccino é rapidissimo, ed ha inizio con guizzi tortuosi. Da noi é di doppio passo, ed in autunno é frequente nelle zone umide e paludose, dove si ciba di lombrichi, di insetti, larve e molluschi, come la beccaccia, trova frugando con il becco nel terreno umido e molle delle zone che frequenta. É selvaggina molto ricercata per la prelibatezza delle carni.

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Biancone

Biancone  

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Nome volgare di un grosso uccello rapace diurno dei Falconiformi, Circaetus gallicus. Il maschio e la femmina del biancone sono molto simili, anche se quest’ultima è di taglia leggermente più grande, misura fino a 70 cm e ha un'apertura alare di oltre m 1,50; ha testa grossa e larga, occhi grandi ed infossati, becco breve fortemente uncinato e robusto. Ha il piumaggio del capo, del collo, del dorso e del petto bruno cinerino; quello dell'addome e delle zampe, bianche con sbarrette trasversali brunastro-rossicce; la coda bruna con fasce trasversali più scure. Da noi sono stazionari, se ne vedono pochi esemplari in periodi diversi; vivono in zone boscose e nidificano sugli alberi, si cibano prevalentemente di animali del sottobosco; ovvero

serpenti e lucertole, ma anche mammiferi fino alle dimensioni di un coniglio e uccelli fino a quelle di un fagiano. Spesso ingolla la preda in volo, cominciando dalle testa e aiutandosi con le zampe.

 

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Cardellino

Cardellino o Cardello 

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Vi sono numerose varietà del cardellino, che si differenziano tra loro per una leggera variazione di lunghezza e per lievissime sfumature di colore; é un uccelletto passeriforme, Carduelis carduelis, della famiglia dei Fringillidi.  Ha un piumaggio grazioso e variopinto: dorso gigio-bruno, parti inferiori bianchicce, pileo e nuca neri, fronte e gola di color rosso sanguigno fino agli occhi, coda e remiganti nere con apice bianchi, una fascia di color giallo vivace sulle ali, becco perfettamente conico. Si nutre principalmente di semi di cardi. Comunissimo da noi, in autunno si accoppia frequentemente con i verdoni, i lucherini e i canarini dando ibridi vitalissimi.

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Cincia

Cincia e Cinciallegra

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Nome volgare di uccelli passeriformi della famiglia dei Paridi, Parus major,  comunissimi e stazionari nei nostri boschi, hanno piccole dimensioni; con piumaggio variabile a seconda del tipo, principalmente morbido, di colori tendenti al verde sul dorso, giallastro nelle parti inferiori, con una fascia nera nel petto.  Colori vivaci ed aspetto grazioso, becco corto e robusto. Si nutrono di insetti ed anche di piccoli uccelli che assalgono ferocemente. Nidificano nel cavo degli alberi e nei buchi dei muri o delle rocce. Vi appartengono la C. bigia, la C. mora, la C. dal ciuffo, la C. azzurra o cinciarella, la C. maggiore o Cinciallegra.

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Ciuffolotto

Ciuffolotto  

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Nome comune dato ad alcuni uccelli passeriformi dei Fringillidi. La specie più nota detta anche monachino, pyrrhula pyrrhula coccinea,  misura circa 15 cm di cui un terzo spetta alla coda; ha un piumaggio folto ed abbondante, soffice e rigonfio; il becco grosso e massiccio é breve; brevi inoltre sono le ali e la coda é quasi tronca. La colorazione del piumaggio é prevalentemente grigio-azzurrognola sul dorso, il petto é rosso cinabro, il pileo, la coda e le ali e la gola sono neri, il basso ventre e il sottogola sono bianchi. Il maschio, in particolare, presenta la testa nera, il dors...

Da noi vive in montagna, particolarmente nelle faggete, si nutre di semi, di bacche e di germogli e di piccoli insetti; é apprezzato anche come uccello di gabbia.

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Civetta

Civetta  

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Uccello rapace notturno degli Strigidi, Carine noctua, ha testa larga con becco corto quasi interamente ricoperto di piume; occhi rotondi e gialli; il piumaggio ha colore cinerino-bruno olivastro superiormente con macchie bianche rotonde. La civetta é comune nelle nostre zone vicino ai luoghi abitati; nidifica nei buchi dei muri e degli alberi; di notte emette un grido monotono e lugubre; si nutre di topi, uccelli e grossi insetti. Il popolo superstizioso ha sempre avuto un certo terrore della civetta come nunzia di morte o di disgrazie. Nella mitologia greca invece, la civetta era animale sacro alla dea Atena, venerato specialmente ad Atene dov'era considerato il simbolo della città stessa, tanto da essere raffigurato sulle monete.

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Cornacchia

Cornacchia  

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Nome comune di una certa specie di uccelli dei Corvidi, e più precisamente del genere Corvus corone corone. Le Cornacchie sono molto simili per dimensioni e abitudini al Corvo comune; vivono generalmente ai margini dei boschi e delle case. Si riuniscono in branchi per migrare, nidificano sugli alberi e sulle rocce. Si nutrono di insetti, di animali morti, di uccelletti, di cereali, frutta e gemme e sono perciò quasi sempre dannose. Se ne conoscono due specie: la Cornacchia bigia e la Cornacchia nera. Da noi é più nota la nera, con piumaggio nero-violaceo, il becco più massiccio e arrotondato, si può addomesticare con facilità per la sua notevole intelligenza. 

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Corvo

Corvo

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Genere di uccelli della famiglia dei Corvidi, comprende forme grosse, con larghe e robuste ali, e con piumaggio, becco e piedi di color nero. Il nostrano é il corvo nero, corvo frugileus, grosso quanto una gallina, che può raggiungere la lunghezza di 70 cm ed una apertura alare di oltre un metro. Vive in gruppi numerosi, nidifica sugli alberi e nelle fessure delle rocce; si nutre di insetti, uccelletti, ranocchi, vermi, lepri, frutta , legumi, carne in decomposizione; é più nocivo che utile; é noto il suo sgradevole gracchiare. Sono uccelli molto intelligenti, riconoscono facilmente le trappole e usano metodi particolari per procurarsi il cibo.

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Falco

Falco  

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Genere di uccelli dei Falconiformi, i più astuti, agili e coraggiosi tra i rapaci. Hanno sempre ali molto lunghe ed appuntite e sono veloci volatori. Possiedono zampe corte ma dotate di artigli potenti; becco non lungo, molto incurvato e con il ramo superiore munito di una sporgenza caratteristica, detta dente. Si nutrono di preda viva che catturano volando; alcuni invece sono insettivori.

Ne esistono numerose specie 60 ca. di cui 13 vivono nel nostro Paese, hanno dimensioni medie o piccole ma di aspetto fiero; tutte possibili abitatrici delle nostre zone, di viverci o di spostarsi.

Tra le più note sono: il falcone o semplicemente detto il falcone comune, il grillaio, il gheppio, lo smeriglio, il lanario, il lodolaio, il girifalco; ogni esemplare ha un piumaggio e caratteristiche diverse.

Il  falco pellegrino,  falco peregrinus, è un animale estremamente specializzato e con una sua ben precisa nicchia ecologica. Negli innumerevoli anni di selezione naturale è stato plasmato per divenire uno dei migliori volatori in assoluto e, senza dubbio, il più veloce essere vivente sulla terra.

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Fringuello

Fringuello  

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Genere di uccelli dei Fringillidi. La più nota é il Fringuello comune, Fringilla coelebs, lungo ca. 15 cm otto dei quali spettano alla coda. Ha becco grigio e conico, ali acute e coda forcuta, piumaggio variabile nei due sessi e secondo la stagione; il maschio, a differenze della femmina, é vivacemente colorato, con il petto rossastro che durante il corteggiamento mette in mostra per conquistare la femmina.
Il fringuello si sposta d'inverno nelle zone calde, vive nelle zone boscose dove costruisce il nido con cura, esternamente é ricoperto di muscio e licheni per nasconderlo, sugli alberi o sui cespugli, in questo periodo diventa molto territoriale, e il maschio canta per delimitare il suo territorio. Depone 4/5 uova che saranno covate per per due settimane; i piccoli lasciano il nido un paio di settimane dopo la schiusa.
Si nutre di bacche e d'insetti e di invertebrati; é ricercato per la carne saporita e per il canto melodioso.

Un tempo veniva tenuto in gabbia ed accecato perché cantasse di più.

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Gallinella

Gallinella d'acqua  

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Nome comune di un uccello palustre, Gallinula chloropus, della famiglia dei Rallidi detto anche Sciabica. Ha le dimensioni di una piccola gallina con piumaggio grigio-ardesia, verdastro sul dorso. Il becco ha forma particolare, perché il ramo superiore, che alla base presenta l'aspetto di una placca cornea, raggiunge, prolungandosi, quasi il vertice del capo; la sua colorazione, che é gialla all'apice, diventa poi rossa; di color rosso vivo é invece la placca cornea. Ottima nuotatrice e camminatrice, la Gallinella d'acqua non é altrettanto abile nel volo; costruisce il nido lungo i corsi d'acqua. Da noi é stazionaria e nidificante; le sue carni sono poco pregiate.

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Gheppio

Gheppio

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Il gheppio è il falco più diffuso, appartiene all'ordine dei Falconiformi (Falcus tinnunculus), famiglia degli Accipitridi. Tra i rapaci il Gheppio è uno dei più piccoli, appena 35 centimetri di lunghezza per 70-90 centimetri di apertura alare. Ha colore bruno-rossiccio, macchie scure sul dorso, capo e coda grigio scuro. La coda termina in una fascia bianca, le sue parti inferiori si presentano di colore bianco sporco, le zampe gialle. Predilige gli spazi aperti con vegetazione bassa, boschi cedui ecastagneti, ove cacciare e luoghi sicuri ed elevati come le nostre crode appenniniche, dove posarsi, è facile avvistarlo. 
Si nutre di piccoli roditori, insetti vari, lucertole, piccoli serpenti ed uccelli, quali storni, passeri ed allodole che caccia librandosi in cielo quasi immobile e gettandosi all'improvviso sulla preda. Osservando la coda si determina il sesso: nei maschi è grigia con una bandana nera all'estremità nelle femmine invece è di un colore bruno-rossastro più uniforme e striata di nero. Durante la riproduzione è il maschio a provvedere il procacciamento del cibo, mentre la compagna si prende cura di uova e piccoli. La preda viene lanciata vicono al nido e raccolta al volo dal partner. 

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Ghiandaia

Ghiandaia  

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Nome comune di un uccello passeriforme dei Corvidi, Garrulus glandarius, affine alla Gazza, vive e nidifica nelle macchie di querce e di lecci. La Ghiandaia é lunga  ca.35 cm metà dei quali spettano alla coda; ha piumaggio abbondante, morbido e variopinto e un ciuffo bianco sul capo; becco conico e robusto di colore scuro. Il maschio e la femmina sono simili e il piumaggio non cambia nelle stagioni; lancia alcune grida forti, sguaiate e aspre. Ad esclusione del periodo della riproduzione si associa spesso in piccole bande. Di solito costruisce il nido con ramoscelli e steli in una biforcazione fra i rami di un albero, rivestendolo con radici sottili e peli.
É dannosa agli orti e alle specie avicole di piccole dimensioni perché si nutre di semi, di frutta, di uova e di uccelletti implumi.

Si addomestica facilmente.

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Gufo

Gufo

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Nome volgare di alcuni uccelli rapaci notturni degli Strigiformi. Sono di media grossezza, la femmina più grande del maschio, e hanno ciuffi auricolari caratteristici, ali lunghe piume morbide, tarsi piumati, si nutrono di ranocchie, chiocciole, topi campagnoli. Possiedono una vista molto acuta, ed hanno una grande mobilita' del collo che gli permette di muovere il capo ruotandolo anche di 270 gradi, invece é incapace di ruotare gli occhi.

Il volo di queste specie é morbido, fatto di battiti d'ali leggeri. 

Sono diffusi il Gufo reale, Bubo bubo, il più grosso dei rapaci notturni nostrani, frequente in montagna, soprattutto nei boschi; il Gufo comune, Asio otus, ed il Gufo di palude, Asio flammeus, di più piccole dimensioni. 

Una caratteristica, comune agli altri Strigiformi, (Allocco, Barbagianni, Civetta...), é la capacità di ingurgitare prede intere, mentre le parti molli vengono digerite, le parti dure: le ossa, i peli, le unghie ecc. vengono rigurgitate sotto forma di pallottole allungate dette borre.
Nidifica a terra vicino ad un albero o una roccia, depone 2/3 uova che cova per un mese, i piccoli dopo 6 settimane iniziano a spostarsi dal nido, e dopo circa 2 mesi sono in grado di cacciare.

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Luì

Luì

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Nome comune dato a piccoli uccelli passeriformi dei Silviidi del genere Phylloscopus, che significa esploratore di foglie. Questi uccelli, graziosi e vivaci saltellano tra il fogliame alla ricerca di insetti, hanno becco e piedi deboli, codina forcuta e ali allungate, piumaggio bruno olivastro con tendenza più o meno marcata di verde. Da noi sono abbastanza comune, alcune specie sono stanziali ed altre di passo. Il Liù grosso, ha piumaggio verde oliva tendente al giallo sul sopracoda; nelle nostre zone dove peraltro nidifica d'estate solo sui monti. Il Liù piccolo, con ali e coda brune marginate di verde, da noi é stanziale, nidifica d'estate sugli alti monti, e sverna a valle. A differenza di queste due specie parzialmente stanziali, altre come il Liù verde e il Liù bianco sono da noi solo di passo estivo.

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Martin p.

Martin pescatore  

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Il martin pescatore (Alcedo atthis) è lungo 16/17 cm, con un becco lungo, grosso alla base, ali e coda brevi e piedi piccoli. Nelle parti superiori è blu-verde metallico, in quelle inferiori e sulle guance giallo ruggine, ai lati del collo spicca una macchia bianca.

E' dotato di un volo sempre rapido e uniforme, che gli permette di fendere l'aria in linea retta, mantenendosi in una direzione parallela a quella del livello del liquido e seguendo così le tortuosità del fiume senza mai allontanarsi dall'acqua.

A causa dei piccoli piedi si limita a saltellare su qualche pietra o qualche palo, e non cammina mai sul terreno. E' un uccello poco socievole e vive solitario e non tollera alcun concorrente nel suo territorio di caccia. Il martin pescatore si nutre principalmente di pesciolini e di granchi, a cui aggiunge molti insetti, destinati soprattutto ai piccoli. In quanto molto vorace necessita di una grande quantità di cibo ed ogni giorno, per saziarsi, deve mangiare dieci o dodici pesciolini lunghi un dito. Non di rado riesce ad impadronirsi anche di prede abbastanza grosse.

Vive in tutta Italia è stazionario e di passo ed è comune ovunque.

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Merlo acq.

Merlo acquatico  

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Il merlo acquaiolo nome comune dato ad un uccello passeriforme dei Cinclidi, Cinclus cinclus, detto anche acquaiola comune, diffuso da noi con varie sottospeci. É lungo in genere 17 cm, ha il piumaggio bruno e grigio scuro nelle parti superiori e sul ventre, bianco sul petto. Possiede tutti i sensi assai sviluppati, in particolare la vista e l'udito. Conduce una vita isolata, le coppie quindi si formano solo nel periodo della riproduzione e si sciolgono appena i piccoli sono indipendenti. Il merlo acquaiolo nidifica vicino ai corsi d'acqua, nelle rocce, sotto ponti e cascate, costruendo un nido di forma sferica, dove in aprile la femmina depone e cova da 4 a 6 uova. Questo uccello si ciba in preferenza di insetti acquatici, larve, molluschi, vermi e piccoli pesci.

Vive di solito lungo i torrenti montani, sul cui fondo corre e nuota veloce,catturando le sue prede. Si spinge fino a 2000 metri di altezza.

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Merlo

Merlo

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Nome comune di uccelli passeriformi dei Turdidi; il più diffuso é il Merlo comune detto Tordus merola, da noi stazionario. Il maschio ha piumaggio nero intenso e becco giallo, mentre la femmina é bruna e becco color scuro; vive nei boschi tra gli arbusti e le siepi, ed anche nei giardini; ha canto sonoro variamente modulato e armonioso. 

Si nutre di insetti, larve, bacche selvatiche e di frutti; le sue carni sono pregiate.

Nel merlo sono frequenti le anomalie di colore, specialmente l'albinismo totale o parziale.

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Passero

Passero o Passera d'Italia

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Il passero o Passera d'Italia, e' l'uccello piu' diffuso, genere dei Passeriformi della famiglia dei Ploceidi, Passer italiane, comprendente alcune specie cosmopolite.

Lungo una quindicina di cm, vive normalmente in branchi, salvo il periodo della riproduzione quando si formano le coppie; nidifica in cavita' di alberi o rocce, sotto i tetti, nelle spaccature dei muri, ed occupa nidi abbandonati da altri uccelli.
Le uova (3/7) vencogo deposte in aprile, e entrambi i genitori si alternano alla cova, che dura un paio di settimane; i piccoli resteranno nel nido per circa tre settimane.
Si adatta a vivere in ogni ambiente.

Ne esistono più specie; sono garruli e irrequieti, familiari con l'uomo. Il passero si nutre di insetti e semi di ogni genere arrecando gravi danni ai seminati.

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Pernice

Pernice rossa  

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Nome comune di alcuni uccelli Galliformi di famiglie diverse. Ai Fasianidi  appartengono varie specie del genere Alectoris; tra esse la Pernice rossa, Alectoris rufa, di medie dimensioni, con becco e piedi rossi, coda ed ali corte ed arrotondate. Vive in piccoli branchi nei cespuglieti delle zone collinose e montuose ed é una preda ambita dai cacciatori.

Altre specie sono la Pernice di Sardegna e la Pernice bianca, più agile e snella é la Coturnice. La Pernice bianca nidifica tra i cespugli montani e si nutre di piccoli animali e bacche; il suo volo é rapidissimo. 

Si conoscono molte specie di Pernici e sottospecie affini, note comunemente col nome di Pernice tarmigan.

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Pettirosso

Pettirosso  

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Nome volgare di un uccello Passeriforme dei Turdidi, Erithacus rubecola. Il Pettirosso lungo ca. 15 cm, ha becco sottile, dorso bruno-olivastro, fronte gola e petto rosso-aranciato, da qui il suo nome. `un uccello dalla vivacità inesauribile; nidifica nei cespugli o in terra; si nutre di insetti e di piccoli invertebrati.  Non vola molto, solamente per procurarsi il cibo e lungo il terreno si muove a saltelli. Ogni esemplare, maschio e femmina, dispone di un proprio territorio che quando si accoppiano uniscono. La femmina si occupa della costruzione del nido, mentre il maschio procura il cibo per lei e per i piccoli. Ci possono essere anche tre covate durante l'anno. 

Da noi é stazionario: in estate vive isolato nelle zone collinari; in autunno lo troviamo anche a valle dove vive gregario con più ampia distribuzione e maggior frequenza.

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Picchio

Picchio verde  

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Uccello Piciforme caratteristico per il becco lungo e accuminato con il quale fora il tronco degli alberi alla ricerca di insetti che cattura con la lingua protrattile, provvista di uncini e di ghiandole secernenti una sostanza vischiosa. Le timoniere dei Picchi hanno rachidi robustissime che servono da puntello per arrampicarsi sugli alberi. I Picchi vivono nei boschi, nidificano in buche scavate nei tronchi. Da noi troviamo il Picchio verde, Picus viridis, di colore verde oliva col capo rosso nel maschio. Vi sono svariati tipi di Picchi con colori vivaci che vivono in zone tropicali.

Il danno che i Picchi creano ai tronchi degli alberi é compensato dalla distruzione degli insetti che essi compiono e specialmente di larve di coleotteri. 

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Poiana

Poiana

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Nome volgare di alcuni uccelli Falconiformi degli Accipitridi. Sono rapaci diurni di medie dimensioni e grandi distruttori di roditori, conigli, coleotteri, lucertole, serpentelli, anfibi e piccoli uccelli.

Svolge un ruolo primario nel mantenimento dell'equilibrio dell'ecosistema naturale cibandosi anche di carogne. Frequenta montagne, colline, vallate, pianure, regioni boscose e ampi spazi coltivati. Nidifica sui fianchi delle pareti rocciose e sugli alberi. 

Le Poiane, note anche con i nomi di abuzzagardo e aburrago, appartengono al genere Buteo rappresentato in Italia da tre specie: la Poiana comune, Butteo butteo ha piumaggio soffice di colore variabile con l’età. Gli adulti hanno le parti superiori bruno-castane, le inferiori bruno-fulve ed una macchia nera sulla nuca. La Poiana calzata, Buteo lagopus, rara da noi ma comunissima nel Nord Europa, si distingue per i tarsi coperti di piume.  Il piumaggio degli adulti è bianco sul capo e nelle parti inferiori, Grigio-bruno con macchie bianche sulle parti superiori. 

La Poiana dalla coda bianca, Butteo rufinus, pure assai rara da noi, ma molto diffusa in Oriente ha piumaggio grigio-fulvo e coda bianca con una fascia nera.

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Quaglia

Quaglia

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Nome comune di un uccello Galliforme dei Fasianidi, Coturnix coturnix, detta anche Coturnice comune, oggetto di intensa caccia per le sue carni prelibate.  Uccello migratore in autunno migra per i paesi caldi e per le isole mediterranee. La Quaglia ha becco corto leggermente uncinato, ali di media lunghezza, coda corta ed arrotondata; il suo aspetto è assai grazioso per il suo piumaggio a macchie bianche, castane e nere; i maschi presentano sul petto una zona bianca con un netto contorno nero, mentre le femmine hanno la medesima parte fulva.    

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Rampichino

Rampichino

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Nome comune di alcuni uccelli passeriformi dei Certiidi. Abilissimi nel correre sui tronchi d’albero, i Rampichini hanno il corpo agile ed elegantre, la testa piccola con un becco allungato, sottile ed allungato verso il basso, le ali e le zampe brevi e le dita armate di unghie forti e falcate.

Assai noto è il Rampichino comune, Certhia brachydactyla, dal piumaggio fulvio con macchie bianche, nelle parti superiori, biancastre nelle inferiori e sulle sopracciglia; becco e zampe sono brune; è diffuso da noi come sedentario sui rilievi montuosi; trascorre le giornate sui tronchi di conifere alla ricerca di semi, insetti e larve; nidifica nei luoghi più disparati.  

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Régolo

Règolo

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Gernere di piccoli e vivaci Uccelli Passeriformi dei Rigulidi diffusi anche da noi. 

La specie principale il Règolo, Regulus regulus, è uno dei più piccoli uccelli d’Italia. Ha piumaggio giallo olivastro con una fascia bianca sulle ali; sul capo, un largo spazio è occupato da penne lineari allungate di color giallo-arancio; frequenta prevalentemente boschi di conifere cibandosi di insetti. Affine per aspetto e abitudini è il Fiorrancino, Regulus ignicapillus, le cui piume del capo sono però di colore arancio focato e percorse longitudinalmente da sottilissime strisce nere. Le due specie sono comuni e nidificano anche da noi.

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Rondine

Rondine  

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Genere di uccelli passeriformi delle Rondini, grandi volatori, migratori e cacciatori di insetti, dal becco corto, dalle ali sviluppatissime, dalla coda spesso forcuta e dalle dita brevi dotate di unghie forti e uncinate atte ad attaccarsi ai più diversi sostegni.

La Rondine Comune, Hirundo rustica, dal piumaggio nero-azzurro brillante sul dorso e bianco sul petto, costruisce il nido sotto le gronde dei tetti delle case urbane e rurali o sulle rocce, col fango e paglia, e, guidata da meraviglioso senso di orientamento  e memoria dei luoghi, lo rioccupa talvolta per parecchi anni di seguito, di ritorno dal Sud, riconoscendolo e riattandolo ad ogni primavera. Si nutrono di piccoli insetti, soprattutto mosche e zanzare. Col nome di Rondine si indicano altre specie della stessa famiglia ma appartenenti a generi diversi. In autunno la Rondine emigra per latitudini minori.

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Rondone

Rondone

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Nome comune delle varie specie di uccelli appartenenti agli Apodiformi e comprendente volatori per eccellenza, con arti estremamente ridotti e penne remiganti e trimoniere sviluppatissime. Il loro corpo è piccolo ed elissoidale, la testa è breve e depressa, il becco largo e debole. Le zampe, brevi e robuste, sono provviste di quattro dita armate di grosse unghie; il piumaggio ha tinte sobrie. I Rondoni si posano molto raramente sul terreno ma restano per lo più aggrappati a vari sostegni rocciosi da cui si lasciano cadere. Sono migratori a vastissimo raggio e nidificano nelle fessure delle roccie. Il Rondone, Apus apus, è comune d’estate da noi; ma ne esistono molteplici altre specie in Europa e in Asia.

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 Scricciolo

Scricciolo o Reattino  

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Nome volgare di alcuni uccelli Passeriformi dei Trogloditidi, da noi è assai comune, lo Scricchiolo o Reattino, Troglodytes troglodytes, sono uccelletti vivaci, irrequieti e agilissimi. Sono bravi cantori e lanciano alti trilli; si trovano prevalentemente nel folto delle siepi ove costruiscono due tipi di nidi, uno per rifugio e l’altro per la cova; si nutrono di insetti e larve.  

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Starna

Starna

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Nome volgare di un uccello Galliforme dei Fasianidi, Perdix perdix.

Un tempo comune in Toscana é oggi invece diventata rara, un fasianide stanziale di origine steppica un tempo diffuso in tutta Italia ed ora gravemente minacciato di estinzione. Ha piumaggio rossiccio, con un macchia castana a ferro di cavallo sul petto. Il suo corpo è robusto e lungo ca. 30 cm, si nutre di grani ed insetti. Vive in quasi tutta l’Europa, è presente anche da noi, nidifica tra le erbe del suolo, particolarmente nei terreni coltivati a mais, ed è attivamente cacciata per le sue carni prelibate.

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Storno

Storno  

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Nome comune di varie specie di uccelli Passeriformi degli Sturnidi, Sturnus vulgaris, ha piumaggio nero con una macchia bianca all’apice di ogni penna. É assai diffuso da noi, d’inverno emigra verso sud. Depone le uova in rozzi nidi, negli alberi cavi e sui tetti delle case. Utile in primavera perché insettivoro, arreca danni ai frutteti e ai vigneti a fine estate e in autunno, calando a stormi. 

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Tordo

Tordo

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II Tordo sassello (Turdus iliacus), ha dimensioni medio-piccole, forme piuttosto slanciate, becco robusto, coda di media lunghezza e quadrata, tarsi lunghi. 

In entrambi i sessi il piumaggio è di colore bruno-olivastro scuro nelle parti superiori, bianco-fulvo striato di scuro nelle parti inferiori, sopracciglio crema, fianchi e ascellari castani, coda marrone scuro con punta delle piume bianco-fulvicce. In volo, visto da sotto, è riconoscibile per la colorazione castana sotto le ali e la striatura del petto e dei fianchi. 

Dalla Cesena si riconosce per le minori dimensioni, mentre per le forme pressoché identiche è facilmente confondibile con il Tordo bottaccio. Il sassello è più rumoroso, zirla in continuazione durante il volo per tenersi in contatto con i congeneri e paga a caro prezzo la sua gregarietà che lo porta a curare molto i richiami. Il soggetto isolato è più portato a nascondersi nel mezzo degli alberi, più raramente del bottaccio si posa per terra.

Migratore a lungo raggio, da noi è di passo in ottobre-novembre e in febbraio-marzo; è svernante.  Possiede un volo veloce e abbastanza diritto, simile a quello del Tordo bottaccio, ma in genere ad altezze superiori. Ricerca il cibo sul terreno nei campi e nel sottobosco, dove corre e saltella agilmente. Si ciba principalmente di insetti e loro larve, molluschi, bacche e frutti selvatici.  Arboricolo, riposa sugli alberi e sui cespugli nascosto tra il fogliame.

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Tortora

Tortora

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Nome comune di uccelli Colombiformi dal becco più sottile, ali più corte e coda più lunga del Colombo. Giungono in Italia in primavera per nidificare, vivono a copie, sono arboricoli, vegetariani, timidi e diffidenti.  La femmina depone generalmente due uova covate per circa 14 giorni. Normalmente le covate sono due all'anno. L'alimentazione della tortora è basata su elementi vegetali. Semi di graminacee e di girasole sono prediletti. Da noi si incontra la Tortora comune, Streptopelia turtur, cenerino-rossiccia, anche domestica.

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Usignolo

Usignolo

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Nome di uccelli Passeriformi dei Turdidi, Luscinia megarhyncha, comune da noi, é noto per il canto modulato che il maschio fa udire nelle ore fresche diurne e notturne.

Giunge in Italia in primavera ove nidifica e ne riparte in autunno. Si nutre di insetti, vermi e vegetali; vive e ha canto melodioso anche in cattività.

Altra specie è l’Usignolo maggiore, Luscinia luscinia, di dimensioni più grandi ma simile per aspetto od abitudini al precedente. La sua voce, bellissima e profonda, è tuttavia meno dolce.

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Verdone

Verdone o Calenzuolo

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Nome comune di un grazzioso uccello Passeriforme detto anche Calenzuolo, della famiglia dei Fringillidi, Chloris chloris, per il suo piumaggio verde-oliva. Misura ca. 15 cm è comune da noi e vi nidifica dove lo si trova abbastanza frequente.  

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Verzellino

Verzellino

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Nome volgare di uccelli passeriformi dei Fringillidi, Serinus canarius serinus. É simile per l’aspetto ai canarini, ma ha piumaggio diverso: giallo nelle parti inferiori e verdastro nelle superiori. Le penne delle ali e della coda sono nere coi margini bianchi e gialli. 

É un uccello grazioso, vivace e canterino che vive e nidifica nei cespugli e che migra nella cattiva stagione.

Si nutre di insetti e semi preferibilmente oleosi.  

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Zigolo

Zigolo - Strillozzo

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Uccello passeriforme di piccola e media statura, distinto dagli altri Fringillidi per la struttura del cranio e per il becco corto e sottile. Comune da noi è lo Strillozzo, Emberiza calandra, bruno striato di nero sul dorso, chiaro sul ventre. Altro esemplare è lo Zigolo giallo, Emberiza citrinella, con penne gialle macchiate di marrone. Sono tutti granivori e insettivori, alcuni stazionari altri di passo.

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Pesci

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Alborella

Alborella, vulgo "Scagion"

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Pesce dei Ciprinidi, affine all’Alburno, Alburnus alborella. Da noi comunemente chiamato “Scagion”. 

L'alborella è un pesciolino dalle piccole dimensioni. Ha corpo slanciato e compresso lateralmente. La testa è medio-piccola, lievemente appuntita e con il muso molto in alto. La bocca è dotata di denti minuscoli; la mascella inferiore e leggermente prominente rispetto alla superiore. gli occhi sono grandi. La coda, abbastanza sviluppata, è fortemente incisa. Raggiunge una lunghezza di 10-12 cm, ma vi sono esemplari più sviluppati che toccano i 15-18 cm.  Il corpo dell'agile alborella è rivestito di squame minute, quasi trasparenti e poco aderenti. Sul dorso i suoi colori tendono al grigio perlaceo con riflessi azzurri o verdi più o meno pronunciati. Lungo i fianchi corre una sottile striscia più scura, al di sotto della quale il grigio del dorso si fa più chiaro. Durante il periodo della produzione, le alborelle sessualmente mature assumono colori più vivaci, con sfumature giallo aranciate.

É comune nelle acque limpide e correnti dei nostri torrenti sino ai 300 m s.l.m. Come il Barbo, le carni sono spinose e poco apprezzate. 

La sua pesca è considerata un passatempo per le persone anziane e per i bambini.

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Anguilla

Anguilla

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Genere di pesci Teleostomi, ordine degli Anguilliformi, Anguilla anguilla, ha corpo serpentino, cilindrico, allungato, pelle spessa, lubrica, testa piccola, fessure branchiali strettissime, pinne pettorali; non ha pinne ventrali; la pinna dorsale el’anale formano una specie di orlo lungo il corpo e si uniscono alla pinna caudale; ha color verde sudicio, giallicio sul ventre. L’Anguilla è comune da noi nei torrenti sale sino ad alta quota; ha tenace vitalità e può resistere a lungo fuori dell’acqua; si nutre di vermi, di rane e di piccoli crostacei. Raggiunta la maturità sessuale, solitamente in autunno, maschi e femmine (queste più grosse dei primi son dette capitoni) discendono il corso dell’acqua e raggiungono il mare per la riproduzione che avviene dopo una interessante migrazione (migrazione talassotoca), che ancora ha del misterioso, attraverso l’Oceano Atlantico, nel mar dei Sargassi, presso le isole Bermuda. Si ignora la fine del loro ciclo evoluttivo. Le uova depositate dalle femmine e fecondate dai maschi, vengono verso primavera, imprigionate dalla Corrente del Golfo e trascinate attraverso l’Atlantico in Europa, dove giungono già trasformate in larve e in piccole Anguille filiformi, trasparenti e sottili (ceche) come piccole foglie. Spinte alle foci dei fiumi e delle lagune, vi si insinuano e risalgono il corso delle acque, verso la loro nuova sede per raggiungere il completo sviluppo.  

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Barbo

Barbio o Barbo

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Genere di pesci dei Ciprinidi delle acque dolci, cosidetto perché presenta sul labro superiore, due per lato, quattro barbigli piuttosto lunghi. In Italia sono presenti il Barbus plebeius e il Barbus caninus; specie che vivono da noi in acque correnti; ha carni ricche di spine e poco apprezzate.  

Il Barbo è uno dei pesci più noti delle nostre acque; il suo corpo è slanciato e muscoloso, col dorso lievemente appiattito. Il capo robusto termina con un muso prominente, caratterizzato da una bocca protrattile, adatta a frugare sotto i sassi. Il Barbo può raggiungere una lunghezza massima di 2 kg e i 40 cm di lunghezza.  Le mascelle sono prive di denti, che si trovano internamente in corrispondenza dell'ultimo arco branchiale. La colorazione è bruno verdastra sul dorso, con una punteggiatura nera più o meno evidente negli esemplari più giovani, il ventre bianco.  

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Carpa

Carpa

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La Carpa (Cyprinus carpio) è un pesce che sa di fango se pescato negli stagni, è più pregiato se vive nei fiumi e nei laghi. Il corpo è ovaliforme-slanciato, schiacciato lateralmente, verde-bruno sul dorso, dorato sui fianchi e giallastro sul ventre. Il colore muta tonalità a seconda delle acque in cui vive. 

Anche la carne è più scura e di aroma intenso e fangoso se vive in acque ferme. Altrimenti la sua carne bianco-rosata e soda, seppure grassa è di tutto pregio soprattutto negli esemplari giovani.

Da noi, questo pesce, é stato portato di recente dopo la costruzione della diga d'irrigazione costruita sul torrente Mangiola. 

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Cavedano

Cavedano

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Il Cavedano (Leuciscus cephalus) della famiglia dei Cyprinidae, supera raramente i 30 centimetri di lunghezza. Il dorso è grigio-verde, i fianchi sono argentei e le pinne leggermente rosse. Si trovano nei fiumi e nei laghi di quasi tutta l'Europa, soprattutto in quella occidentale. In montagna risale i corsi d'acqua fino a mille metri di altitudine. Il cavedano è un vero e proprio predatore di pesciolini, crostacei e rane e divora le uova degli altri pesci. La sua carne, ricca di lische, non è molto pregiata. 

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Trota

Trota

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Nome comune di specie e sottospecie di Pesci Ossei Clupeiformi dei Salmonidi. La più nota è la Trota comune, (Salmo trutta), dal corpo allungato e capo arrotondato con muso ottuso. La colcorazione e le dimensioni sono molto variabili. Negli individui viventi in acque fredde è argentea con una fine macchiettatura bruna o rossa sui fianchi, mentre in quelle delle acque tiepide dei laghi di pianura il colore e le macchiettature sono bruni. Si conoscono vari tipi di Salmonidi: la Salmo fario, quella indigena che vive nelle acque limpide dei torrenti dell’Appennino; la Salmo iridens, che presenta delle striataure longitudinali, di qualità  inferiore, impiegata negli allevamenti per la sua voracità e rapidità ad ingrossare; e la Salmo lacustris, comunemente chiamata la Trota grigia, vive nei laghi in profondità. Vi sono altre specie di trote come quella salmonata del Lago di Garda, con carni rosa ed altre. In allevamento si ottengono facilmente trote salmonate con carni rosa, perché alla fine del ciclo sono alimentate con mangimi ricchi di crostacei che hanno la caratteristica di far diventare le carni rosa e dare ad esse un sapore prelibato. Le dimensioni variano a seconda dell’età e dell’abitat. In appositi stabilimenti (incubatori), le trote catturate vengono utilizzate per la raccolta delle uova che fecondate daranno origine agli avanotti. Questi, alimentati in modo particolare e tenuti separati a seconda dell'età, vengono poi immessi nelle acque interne per il ripopolamento ittico. La pesca di questi Salmonidi nelle acque limpide dei nostri torrenti, è praticata dai pescatori sportivi i quali, valutano la qualità delle loro carni tenere e delicate.  

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Molluschi

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Lumaca

Lumaca

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Vengono distinti nelle classi: Monoplacofori, Placofori, Solenogastri (queste tre classi vengono spesso riunite sotto la denominazione di Anfineuri), Gasteropodi, Scafopodi, Bivalvi, Cefalopodi.

Le lumache sono classificate in un grande gruppo degli animali del mollusco del phylum (lat.Mollusca). Ci sono sopra cento mila molluschi. Quattro migliaia di questi formano il codice categoria delle lumache (gasteropodi), della sottoclasse Pulmonata. Le lumache che siamo interessati dentro sono le lumache del helicid (la famiglia Helicidae) perché fanno la spirale esterna delle coperture modellare(Helix).
Da questi tipi numerosi di lumache, tre - quattrocento tipi vivono sul territorio di Europa. Per la nostra formazione futura della lumaca che alleva, non è necessario da conoscere quanti tipi là sono nel nostro paese. È importante distinguere la specie commestibile ed ancora distinguere quelli il mercato è interessato dentro.
A circa trenta specie sono usati come alimento e soltanto alcune di loro hanno conquistato il mercato. Le specie che interessano per le nostre circostanze sono:Helix Aspersa  (anche conosciuto come "petit gris" francesi, "la piccola lumaca grigia" o "La Zigrinata") e Helix Pomatia (anche denominato "lo elici  romano”, "elici della mela, "lunar", "La Vignaiola", "il Weinbergschnecke” tedesco, "il escargot francese de Bourgogne" o "lumaca della Borgogna" o " gros  blanc").
La specie più interessante per l'innalzamento dell'azienda agricola è la lumaca della vigna (HELIX POMATIA del lat.), anche conosciuta come il giardino o la lumaca bianca.

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Insetti

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Cavolaia

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Farfalla

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Farfalla

Farfalla Cavolaia  

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FARFALLE: fiori dell'aria.

"Gli insetti di solito non ispirano molta simpatia, anche se appartengono a categorie utili per l'uomo. Fra questi animali però vi sono alcune eccezioni che ci affascinano da sempre. Tanto tempo fa, quando l'elettricità nelle case non c'era, ed i lumi erano accesi con parsimonia, insetti come le lucciole rischiaravano le notti di maggio e i bambini nei loro sogni gli attribuivano fattezze di folletto. Le farfalle per la vivacità dei colori presenti sulle ali, nelle favole erano descritte come fate alate. Oggi dove tutto è misurato con la scienza e la tecnologia, si ha poco spazio per la fantasia, eppure ora più che mai sappiamo che la progressiva scomparsa di questi animali rappresenta un campanello di allarme per il nostro pianeta". http://www.correrenelverde.com/animali/animali/farfalla.htm 

La farfalla appartiene alla famiglia dei lepidotteri ed è presente in almeno 100.000 specie diverse che comprendono anche falene (farfalle notturne) e tignole.

Il corpo delle farfalle è suddiviso in tre parti principali: capo, torace e addome.

La Cavolaia è una farfalla diffusa ovunque; l’adulto può raggiungere circa 60 mm di apertura alare. Le ali sono bianche; quelle anteriori hanno le estremità apicali nere e, nelle femmine, sono ornate da due macchie nere per ala. La larva, lunga circa 35-40 mm, è di colore verdastro, macchiettato di nero; il corpo è ricoperto da rade setole. Il danno si manifesta sulle foglie ed è causato dall' azione trofica delle larve; queste si nutrono delle foglie esterne che rodono completamente, ad eccezione delle nervature più grosse. Normalmente il danno non è grave, anche per l'efficace controllo delle popolazioni effettuato dai numerosi parassitoidi naturali, specialmente Imenotteri .

La Cavolaia sverna come crisalide appesa in ripari, tra la corteccia o nei muretti.

Gli adulti compaiono da aprile e lo sfarfallamento prosegue fino a maggio.

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Farfalla ilia

Farfalla Apatura ilia  

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Nome comune: Ilia (Nymphalidae Apaturinae); Ordine: Lepidotteri; Famiglia: Ninfalidi. 

L’Apatura Ilia frequenta soprattutto boschi radi e boschetti umidi di pianura e la si rinviene principalmente ai margini di fiumi, laghi o torrenti, dove si posa solitamente sulle foglie dei rami più alti di salici, pioppi, ontani, piante nutrici delle larve. Ha due generazioni, generalmente in giugno e in luglio/agosto, ma spesso si vedono volare delle femmine, ancora in buone condizioni, anche a metà settembre. Il volo è rapido e potente, solitamente ad alcuni metri di altezza dal suolo, caratterizzato però da eleganti planate. 

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Coleottero

Coleottero  

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Il Coleottero, un isetto appartenente alla famiglia dei Carabidae, (Carabus clathratus Antonellii) è legato agli ambienti palustri e presenta una distribuzione appenninica centrosettentrionale. Questa specie è ritenuta poco comune, probabilmente sarà ormai scomparsa a causa delle mutate condizioni ambientali; inoltre in alcune zone è a rischio di estinzione a causa dell'inquinamento. 

Il Carabide è un insetto di medie dimensioni (30 mm) particolarmente elegante grazie alle sue elitre ornate e dalle iridescenze dorate. Questa sua caratteristica ha tuttavia contribuito molto alla sua rarefazione: infatti è stato spesso fatto oggetto di sconsiderate raccolte a scopo commerciale. Tipico delle zone umide si può trovare sia in ambiente aereo, sulle prode erbose lungo i canali, sotto muschi o canne recise, nei tronchi abbattuti, sia in ambiente acquatico. Anzi sembra che l'acqua sia un elemento a lui congeniale: infatti riesce a rimanere per lunghi periodi di tempo sott'acqua dimostrandosi abile nuotatore e cacciatore.

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Coccinella

Coccinella 

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Nome comune a varie specie di insetti coleotteri dei Coccinellidi; in particolare il nome è dato agli appartenenti al genere Coccinella, insetti dal corpo piccolo, quasi emisferico e di colore vivace, uniforme o a macchie, detti anche Gallinelle della Madonna o del Signore. Le Coccinelle vivono sulle piante o nelle case; se disturbate emettono un liquido di odore sgradevole. In genere le Coccinelle sono utili in agricoltura, perché tanto da adulte che allo stato larvale distruggonon e divorano molti parassiti delle piante. Vi appartengono la Coccinella bipunctata di 4÷5 mm, che ha le elitte rosse con un grosso punto nero nel mezzo; la Coccinella septempunctata di  6÷7 mm, che ha le elitte rosse con sette punti neri, e specie affini, distinte dal numero e dalla disposizione delle macchie.

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"Creadora"

Cetonia dorata, vulgo Creadora  

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La Cetonia dorata, (Cetonia aurata) è un insetto, probabilmente il più comune cetonino rinvenibile nel nostro territorio. Lo si può osservare durante tutta la bella stagione mentre si nutre di polline sui fiori, e di frutta matura. Le sue larve sviluppano tanto nell’humus quanto nel legno in decomposizione, e la crescita completa in natura avviene in circa un anno. La Cetonia aurata la si riconosce dai brillanti colori metallici che la rendono inconfondibile. Esistono molte sottospecie e varietà cromatiche, e accanto alla forma classica con testa e torace tinta rame ed elitre verdi smeraldo macchiate di bianco si possono osservare esemplari bronzei, completamente verdi, o addirittura blu.  I Cetonini e i Goliatini,  al momento del volo non alzano le elitre, ma le ali membranose fuoriescono ai loro lati tramite una sorta di incavo presente tra il  bordo inferiore esterno delle elitre stesse e l’addome. Ciò differenzia queste due sottofamiglie da tutti gli altri Coleotteri, ed anche dagli altri Scarabeidi come i Dinastini.

Da bambini ci arrampicavamo sulle basse piante del viale, a San Rocco, per catturare le Creadore che conservavamo poi in un vasetto di vetro con il tappo perforato, ricolmo di petali di fiori vari.

Ad una zampetta posteriore legavamo un filo da ricamo, di alcuni metri di lunghezza, poi mettevamo la Creadora legata, sulla copertina di cemento del parapetto laterale del marciapiede, al sole cocente, trattenuta dal filo e la incitavamo al volo  cantandogli una cantilena che ricordo così:

Creadora vola in ciel

è la festa a San Michel,

San Michel è morto,

la Madonna e nell'orto

a raccogliere il gelsomino

da portare a Gesù Bambino;

Gesù Bambino e Gesù Maria,

la Creadora vola via.

Creadora vola an cel

fa la festa a San Michel,

San Michel  jè mort,

la Madonna l'è andà ant_l'ort

a cogir al gelsomin

da portar a Gesù Bambin;

Gesù Bambin e Gesù Maria,

la Creadora la vola via.

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Cicala

 Cicala 

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Grosso insetto dei Cicadidi, la specie più comune è la Cicala (Lyristes plebeius) che ha corpo tozzo e depresso, quattro elitre membranose e trasparenti, color bruno-giallo, nero sul dorso, antenne corte, rostro lunghissimo ed occhi sporgenti. La femmina è munita di ovopositore; il maschioè provisto, alla base dell’addome, di un organo producente un suono stridulo e costituito da due cavità ventrali, divise ciascuna in due camere da un tramezzo verticale; sulle camere più piccole è tesa la membrana sonora che vibra per contrazione di muscoli speciali. Le Cicale si fanno sentire, in piena estate, nelle ore più calde del giorno. La vita larvale della Cicala dura spesso parecchi anni nel terreno, dove le larve si approfondano subito dopo essersi schiuse dalle uova, deposte in precedenza su piante erbacee o su rami di alberi.

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Formica rossa

Formica 

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Nome comune a molti insetti Imenotteri aculeati, costituenti una famiglia di Formicidi, che conducono vita sociale con differenziamento in caste. La più rappresentativa da noi è la Formica rossa, Formica rufa. Ha la testa più o meno grossa a secondo il sesso o la funzione a cui è destinata e forti mandibole con funzioni molteplici: di nutrizione, di offesa e difesa, di lavoro, ecc. Il torace è unito all’addome per un lungo peduncolo che permette alla formica una grande mobilità; con le mascelle e la lingua lecca, raspa, sminuzza gli alimenti, pulisce le larve; i palpi labiali sono argani gustativi mentre le lunghe antenne sono probabilmente organo dell’odorato, dell’udito, del tatto r, in un certo senso, del linguaggio. Forma colonie e società più o meno numerose, nelle quali vi sono individui diversamente conformati secondo la funzione: femmine feconde, alate; maschi alati; femmine neutre, attere, cioè senza ali; soldati, pure atteri. Le femmine fecondabili vivono circa un anno ed hanno la sola funzione di deporre le uova. Le femmine neutre od operaie vivono 7÷8 mesi e formano il grosso della colonia; accudiscono alle uova ed alle larve che puliscono e trasportano da uno ad altro ambiente; alimentano, rigurgitando dalla bocca il liquido alimentare del gozzo, assistono ed addestrano le ninfe appena escono dal bozzolo, le educano alla pulizia, alle cura delle uovo e delle larve. I maschi muoiono subito dopo il volo nuziale, o avvenuta, comunque, la fecondazione; ogni femmina fecondata va a fondare una nuova colonnia. I nidi delle formiche hanno forma conica, talvolta di collinette che le formiche costruiscono nei boschi di conifere con  terra e residui vegetali diversi; i formicai presentano conformazioni diverse a seconda della specie; generalmente risultano di gallerie e camere distribuite in vari piani e con varia esposizione, per sfruttare durante le ore della giornata, le condizioni termiche e igroscopiche dell’atmosfera. Spesso vi aggiungono magazzini per le provviste, ambienti di deposito delle pupe o ninfe di altre specie raziate, stalle per l’allevamento e la mungitura degli afidi fatti prigionieri, ecc.  Esistono tra le formiche le più svariate consuetudini e forme di convivenza pacifica convivenza consensuale, collaborazzione di specie diverse nelle imprese bellicose col concorso di vere milizie. Numerose le specie di formiche allevatrici di afidi e cocciniglie, dalle quali mungono un succo gradevole, eccitante, di cui sono ghiotte; e non mancano formiche coltivatrici di graminacee e di piccoli funghi di cui si nutrono. Alcune specie hanno particolari relazioni con le piante o con gli animali, convivente con essi come parassiti o collaboratori, come predoni o come commensali od ospiti, ora tollerati, ora graditi. Le formiche danneggiano spesso gli alberi fruttiferi e le graminacee, recando all’agricoltura daanni anche indiretti per la protezione degli afidi.

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Crostacei

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Gambero

Gambero di fiume

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.Il Gambero di fiume, tipo degli Artropodi, classe dei Crostacei, ordine dei Decapodi,  (Austropotamobius pallipes italicus), ha il corpo rivestito da una cuticola chitinosa dura e distinto in tre parti: testa, torace ed addome. 

La testa porta due paia di antenne trasformate in organi di senso e dei pezzi boccali con funzione masticatoria e triturante. Il torace porta delle appendici adatte alla locomozione ed al nuoto; le prime tre paia di appendici assumono l'aspetto di una chela, ma solo nel primo paio la chela è ben sviluppata e viene usata per la cattura delle prede, per la difesa e nell'accoppiamento. Nell'addome i segmenti sono mobili e le appendici ridotte ed in parte trasformate nei maschi in organi riproduttivi; nelle femmine le appendici addominali sono usate per trattenere le uova e le giovani larve. All'estremità dell'addome vi è un'appendice lamellare, il telson, che costituisce il ventaglio caudale dei gamberi usato per spingere l'animale all'indietro. Il Gambero d'acqua dolce preferisce i tratti di fiume, le risorgive con acqua corrente e limpida con fondali a ciotoli e con buona vegetazione acquatica. Vive bene nei nostri torrenti e nei canali trasversali; trascorre gran parte delle ore diurne nascosto sotto i sassi e tra le radici sommerse della riva. Si nutre di animali morti, di molluschi, girini e piccoli pesci.

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Granchio

Granchio

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Granchio, nome generico di alcuni esseri viventi d'acqua dolce, appartenenti all'ordine dei Decapodi (Potamon fluviatile fluviatile), della classe dei crostacei; adattato a vivere sia nei fossati e nei canali di acqua dolce a moto lento, sia negli ambienti lacustri e nelle risaie. Il suo robusto scheletro esterno è costituito da un carapace quadrangolare che riveste il torace e da cinque paia di appendici toraciche, il primo delle quali costituisce le chele.
L'addome è ripiegato verticalmente ed è pertanto nascosto. Molte specie sono notturne, quando la presenza di potenziali predatori è minore; l'alimentazione varia da specie a specie e comprende animali, piante, carcasse. Si alimenta anche del substrato di fondo trattenendo i microrganismi in esso contenuti.
I granchi sono in generale commestibili; alcune specie sono anzi pregiate, come ad esempio la Granseola (Maja squinado).

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Anfibi 

 

Anfibi

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La classe degli Anfibi comprende gli ordini degli Anuri e degli Urodeli. Gli Anuri sono le famiglie delle Rane e tra gli Urodeli le famiglie delle Salamandre. 

Gli Anfibi sono i primi vertebrati ad aver colonizzato la terraferma. Quasi tutte le specie di anfibi, però, hanno ancora bisogno dell’acqua per riprodursi. Le uova e le forma giovanili di questi animali, infatti, devono svilupparsi in ambiente acquatico. 

Solo gli anfibi più evoluti, come le salamandre, si sono del tutto emancipati da laghi, stagni e fiumi.

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Rana

Rana  

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Genere di Anfibi Anuri di cui si conoscono molte specie, di lunghezza variabile da 6÷8 cm, con piccoli denti alla mascella superiore, pelle nuda, colore spesso mimetico dal rosato alle varie sfumature del verde. La femmina depone le uova nell’acqua in grossi ammassi gelatinosi, dai quali nascono i girini che, nel corso di 3 o 4 mesi di vita esclusivamente acquatica, subiscono una metamorfosi e raggiungono la forma definitiva. La Rana si nutre di chiocciole, di girini, o di isetti che acchiappa al volo con la lingua estroflettibile e biloba. Il forte gracidare è proprio dei maschi. Da noi sono comuni la Rana esculenta o ranocchia verde, commestibile, la Rana temporaria, la Rana greca, diffusa sull’Appennino, e la Rana agilis, di colore rossastro.

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Rospo

Rospo

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Il Rospo comune, (Bufo bufo),  in Italia lo si ritrova un po' ovunque, in luoghi spesso piuttosto asciutti. Gli adulti arrivano a 15 cm di lunghezza con le femmine più grandi dei maschi. Ha corpo tozzo, una pelle molto verrucosa e delle ghiandole paratoidi molto prominenti e leggermente oblique. Ha un colore brunastro ma variabile da color sabbia a quasi rosso mattone, grigiastro e verde oliva. Può avere delle macchie e chiazze più scure sul dorso, mentre la parte ventrale è biancastra o grigia, spesso con strie più scure. Gli occhi, con una pupilla orizzontale, sono dorato scuro o color rame. Non ha dei sacchi vocale esterni.
Il rospo vive in nascondigli sotterranei ed ha delle abitudini crepuscolari e notturne,  anche se con un tempo piovoso o durante il periodo riproduttivo, è possibile rinvenirlo di giorno, si nutre di larve e di bruchi, ottimo è tenerlo negli orti. 
E' un anfibio terragnolo, ma nella stagione riproduttiva compie delle vere e proprie migrazioni per raggiungere l'ambiente acquatico, come stagni e corsi d'acqua a moto lento, lanciando richiami facilmente udibili. La maggior parte della popolazione migra negli stessi giorni e si hanno allora degli addensamenti presso le rive e in acqua anche centinaia di individui; è questa la fase più rischiosa: per raggiungere la meta spesso devono attraversare strade ad intenso traffico automobilistico, con le immaginabili conseguenze disastrose.

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Salamandra

Salamandra

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La Salamandra (Salamandra salamandra), Classe degli Anfibi, appartiene all'Ordine degli Urodeli, della Famiglia delle Salamandridae, è un anfibio dalle dimensioni di  20 cm di lunghezza, eccezionalmente fino a 28 cm.

Della specie ne esistono in Italia due: la Salamandra pezzata e la Salamandra alpina o nera. 

La prima ha testa a rana, assomiglia ad una lucertola terragnola dei luoghi umidi, va in acqua solo per partorire i piccoli già quasi completamente sviluppati, è ovovivipara. 

La seconda, più piccola, partorisce in terra i piccoli, completamente sviluppati.  

Per la superstizione antica che potesse vicere nelle fiamme, la Salamandra fu identificata con lo spirito elementare del fuoco.

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Rettili

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Lucertola muraiola

Lucertola muraiola  

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La Lucertola, genere dei Lacertidi, ha un corpo lungo ricoperto di piccole scaglie. La coda, lunga e sottile,  è capace di autotomia e di rigenerazione. Si nutre di insetti. In italia sono presenti 8 specie di lucertola. 

Da noi la più comune Lucertola é la Podarcis muralis. Specie molto variabile, la lucertola muraiola arriva a una lunghezza totale massima 23 centimentri. Vivace e agile arrampicatrice, preda vari invertebrati .

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Lucertola campestre

Lucertola campestre 

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Come dice il nome frequenta soprattutto i prati e normalmente evita muri e pareti rocciose, dove predomina l'affine Lucertola muraiola (Podarcis muralis). La fotografia rappresenta un esemplare tipico delle nostre zone: le lucertole, come del resto quasi tutti i rettili, sono polimorfe, ossia presentano una grande varietà di colori di disegni anche in località limitrofe; unico particolare che può aiutare è la macchia circolare azzurra appena dietro gli arti anteriori presente quasi sempre nella Lucertola campestre, ma non nella Lucertola muraiola; in pratica non è sempre facile capire subito di quale specie si tratti. Come gli altri rettili passa l'inverno in letargo, ma nelle calde giornate invernali può uscire allo scoperto a riscaldarsi al sole; in primavera la femmina depone fino a dieci uova allungate in una cavità del terreno, di un albero o di in muro, dove si schiuderanno dopo essere state riscaldate dal sole per un paio di mesi; l'alimentazione è prevalentemente insettivora ma non disdegna gli aracnidi ( ragni e simili ).

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Ramarro

Ramarro

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Il Ramarro (Lacerta viridis), è una lucertola di circa 40 centimetri di lunghezza, comune sull'Appennino. Nell'adulto la parte superiore del corpo è verde, macchiata o punteggiata di nero, mentre la parte inferiore è uniformemente gialla. Durante il periodo dell'accoppiamento, il maschio ha la gola blu.  Il giovane è bruno, ornato di una o due file di macchie bianco-giallastre. Queste macchie scompaiono a poco a poco con la crescita, ma possono anche persistere nelle femmine adulte, con la tonalità di colore meno vivace che nei maschi. Il ramarro è diurno, infatti lo si vede quando si scalda al sole su una pietra o su un albero. In Italia scompare per la metà di novembre fino a metà febbraio, ricominciando a nutrirsi a marzo.  Le femmine adulte depongono 2 volte all'anno( da 6 a 21 uova per covata), le più giovani una sola volta. La femmina scava una buca lunga circa 20 centimetri, in cui depone le uova, durante il mese di maggio, uova di circa 30 millimetri di lunghezza e 10 di larghezza. Terminata la deposizione la femmina abbandona le uova; le uova si schiudono 3 mesi dopo. I giovani ramarri rimuovono la terra che chiude la tana e subito si disperdono. Si mimetizza assai bene nell'ambiente e schiva rapidamente l'uomo rifugiandosi nelle folto delle siepi.

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Vipera

Vipera  

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In Europa sono presenti solo i Viperidi. In Italia in particolare le specie presenti sono quattro; la Sardegna è l’unica regione in cui la vipera non è presente.

La Vipera aspis o vipera comune, diffusa sulle Alpi e sugli Appennini, predilige luoghi caldi e asciutti; di indole mite, fugge se molestata.

La Vipera berus o marasso palustre, diffusa in montagna, è piuttosto aggressiva.

La Vipera ammdytes o vipera dal corno, si trova nelle Alpi Orientali.  È poco aggressiva, ma il suo veleno è il più pericoloso.

La Vipera ursinii, si ritrova nel Gran Sasso, è la meno velenosa ed aggressiva.

La vipera è un serpente lungo meno di un metro (generalmente 40- 80 cm), di colore grigio-marrone, talora rossastro o giallastro, con una striscia a zig-zag sul dorso. La testa è triangolare ed è più larga del corpo, occhio a fessura verticale; presenta una coda che finisce bruscamente dopo il corpo cilindrico.

É presente pressoché in tutta Italia, sia in pianura che in media montagna. Predilige luoghi aridi e caldi; frequentemente  sotto i sassi, in mezzo ad arbusti e siepi. Le temperature alle quali preferisce esporsi sono tra i 15 e i 35 gradi, quindi i mesi dell'anno in cui è più facile incontrarla sono tra maggio e settembre: infatti in inverno è solita andare in letargo, per risvegliarsi in primavera.

Il suo habitat ideale sono le pietraie, i cumuli di sterpi, l'erba alta, soprattutto delle zone esposte al sole e nelle giornate di sole caldo. Non attacca mai se non viene disturbata, in genere perché pestata o perché si sente minacciata da una mano che le si è avvicinata incautamente.

L’80% dei morsi è accidentale, mentre il 20% avviene in seguito alla manipolazione del rettile. I bambini hanno la mortalità più elevata.

La prima misura di prevenzione è quella di indossare un abbigliamento adeguato alle passeggiate in luoghi impervi (scarponcini da trekking o da montagna, calze, pantaloni lunghi) che mantengano coperte e protette zone del corpo a rischio di morso.

La seconda misura preventiva consiste nel porre la massima attenzione a dove si mettono le mani senza protezione (ad esempio durante la ricerca di funghi, asparagi).

Ricordiamo a questo proposito che la vipera non attacca ma si difende solo se    disturbata da vicino e alla presenza dell'uomo reagisce primariamente con la fuga. 

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Biscia d'acqua

Biscia d'acqua, volgarmente "Al mòtar" 

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La Biscia d'acqua (Natrix natrix) o Biscia tassellata, é un rettile dell'ordine degli Squamati, famiglia dei Colubridae, genere dei Natrix, specie Tassellata, che vive nei luoghi umidi e lungo i corsi del torrente, la femmina può arrivare a due metri di lunghezza, mentre il maschio misura poco più di un metro. Esce dall'acqua solo per accoppiarsi, deporre le uova e per il letargo invernale. Si riproduce per mezzo di uova che la femmina, dopo l'accoppiamento, abbandona nel terreno.

Il suo habitat preferito è l'acqua, riesce a stare per ore adagiata sul fondo degli specchi d'acqua, è in grado di nuotare molto bene e addirittura di risalire i torrenti, ma anche sul terreno si muove velocemente.

La Biscia d'acqua ha il corpo cilindrico, piuttosto lungo, con coda affilata. E' priva di arti e il suo corpo è ricoperto di squame lisce, è anche un'abile nuotatrice. Si nutre di rane, di rospi, uccelli e piccoli mammiferi.

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Tartaruga

Tartaruga terrestre

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Nome comune con il quale si designa genericamente la gran parte dei rettili dell'ordine dei Testudinati, dette anche più precisamenteTestuggini, quelle terragnole o d'acqua dolce. La corazza, parte più tipica del corpo, consta di due parti, una ventrale, piatta, chiara, detta piastrone; ed una dorsale, più scura e più o meno convessa, detta scudo o carapace.

Le tartarughe terrestri europee sono animali diurni e vegetariani. La loro riproduzione è abbastanza facile nei nostri climi. Raggiungono la maturità sessuale a circa quattro/cinque anni. Sono ovipare e depongono 4/5 uova per volta. La loro vita attiva si svolge dalla primavera all'estate. Da noi hanno bisogno di un periodo di letargo che va da ottobre fino a marzo/aprile circa. I maschi sono molto insistenti e a volte aggressivi verso le femmine, quindi occorre dare a questi rettili uno spazio adeguato. Meglio non mettere insieme più maschi in uno spazio ristretto. 

Le testudo possono vivere fino a 30 anni, quindi se deciderete di acquistarle dovrete occuparvi di loro per un lungo periodo, e per il possesso occorre un permesso speciale rilascito dal Comune trattandosi di animale protetto.

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Aracnidi

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Ragno

 

Ragno  

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Nome comunemente usato per indicare gli animali appartenenti agli Aracnidi. Sul cefalotorace, intorno alla bocca, hanno un paio di cheliceri uncinati e percorsi da un condotto velenifero, un paio di lunghi pedipalpi articolati che con la loro parte basale allargata servono come mascella, quattro paia di zampe e alcune paia di occhi. Nell’addome presentano due o quattro tasche polmonari e le filiere attraverso le quali esce il secreto delle ghiandole sericigene che all’aria si indurisce e forma i fili delle ragnatele. I ragni sono predatori e si nutrono soprattutto di insetti che uccidono col veleno emesso attraverso i cheliceri. A seconda delle specie, il veleno dei ragni uccide gli invertebrati e può nuocere anche ai piccoli vertebrati. La seta è la secrezione proteica di alcune ghiandole e viene usata da alcune specie per farne ragnatele che servono per catturare le prede, per tapezzare i nidi o per proteggere le uova.. Molto interessanti sono i costumi sessuali e le cure per la prole. Esistono molti generi e specie di ragni con ampia diffussione; da noi i più comuni sono la Tagenaria domestica, l’Eperia diademata, la Malmignatta. Il ragno più grosso e pericoloso è la Migale. Come distruttori di insetti nocivi e molesti, i ragni possono essere considerati utili.  

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Scorpione

 

 

Scorpione  

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Nome di vari animali appartenenti all’ordine degli Scorpionidi. Vivono nei luoghi caldi e temperati, appaiono maggiormente nel mese di luglio, i più noti sono l’ Escorpius italicus, e l’Escorpius flavicaudatus. Di varia lunghezza secondo la specie, hanno corpo appiattito color pece diviso in tre regioni: capotorace, armato di due piccole pinze o cheliceri, un paio di arti con grosse chele, e fornito di quattro paia di arti per la locomozione; addome sementato; postaddome detto più comunemente coda, più sottile, che termina con una ghiandola velenifera, sormontata da un pungilione ricurvo. Gli scorpioni, nascosti di giorno sotto le pietre o in rozze tane,  escono la notte a caccia e ghermiscono, coi palpi protesi innanzi, la preda, che poi, curvando il postaddome al di sopra del capo, colpiscono con l’aculeo velenifero. Le punture dello Scorpione nostrano hanno per l’uomo conseguenze insignificanti, non così quelle di alcune specie esotiche, assai dolorose e producenti gonfiore da neurointossicazione che, per i bambini, può riuscire anche mortale. 

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Lombrico

Lombrico

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Il Lombrico (Lombricus terrestris), non è un insetto e nemmeno un Artropode, appartiene ad un ampio gruppo di organismi chiamati comunemente “vermi” gli Anellidi, appartenente all’ordine dei Chetopodi, alla classe degli Oligocheti, ed alla  famiglia dei Lumbricidi. E’ lungo e stretto, umido e viscido; è senza ossa, la pelle marroncino, è fatto da anelli attaccati; ha dei piccoli occhi e forse la coda. Abita sotto terra nei buchi e nell’erba; non sta mai al sole, perché si secca. Il lombrico si ciba di avanzi vegetali, ingoiando il terreno stesso che poi restituisce rimescolato e concimato.  Il lombrico si rivela molto utile all’agricoltura; vive nel terreno scavando lunghe e profonde gallerie; depone numerose uova dalle quali nascono i piccoli vermi.
Il lombrico o Verme è forse l’esca più antica, ricercato e raccolto dai pescatori perché piace a tutti i pesci senza distinzione alcuna, è usato per la pasturazione o per la pesca a fondo con la canna o con le lenze morte.  

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Sanguisuga

Sanguisuga o Mignatta

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Nome comune dei vermi carnivori o ematofagi appartenenti all’ordine degli irudinei del phylum degli anellidiLa sanguisuga è un animale acquatico, ma ci sono alcune specie che vivono sulla terra. La sanguisuga, o mignatta, è presente nelle acque europee con numerose varietà, ha una colorazione bruno – verdastra con strisce rossastre. Ha il corpo piatto perché oltre ad una muscolatura longitudinale ed una circolare, ne ha anche una dorso-ventrale che serve per appiattire il corpo.  La sua bocca è provvista di una ventosa, i suoi stadi giovanili predano su invertebrati acquatici, mentre gli adulti si comportano come parassiti di mammiferi oltre che di anfibi e pesci, servendosi di "mascelle" chitinose dentellate, incidono la cute della vittima per nutrirsi del suo sangue resistono a lunghi periodi di digiuno.

Per questo motivo la sanguisuga ha avuto un amplissimo impiego in medicina umana. 

Per la stessa ragione il termine, figurativamente significa: persona avida di denaro, sfruttatrice delle sostanze altrui.

Pubblicato il 5-12-2005

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