Aggiornato il  27-10-2007

 
 
La targa
l'opera d'arte
 
 
 

  Spazio dell'arte e arte dello spazio.

   Pino Castagna (1932)

   Sei sculture per tematica

   A cura di Massimo Bertozzi - Funzionario della Provincia.

  Lunigiana  20 Luglio - 19 Agosto 2007

Foresta di Birnam (da Macbeth), 1990

Bagnone, Piazza Roma, Portico del Monumento.

         TECNICA: Ferro e cemento 283 x 570 x 460 cm.

 

"Ho rivolto lo sguardo verso Birnam / e m'è parso, d'un tratto, / che si movesse l'intera foresta",  così si avvia a compimento il fato di Macbeth.

Al riparo della foresta i profughi scozzesi hanno pianto le loro famiglie distrutte, riflettuto su come riscattare la patria oppressa, e ora si fanno scudo degli alberi per l'ultimo assedio al castello del tiranno.

Nello spazio della sua foresta, Castagna riassume i  caratteri oppositivi dei luoghi, segnando la stabilità degli alberi di contro alla minacciosa tempesta che ne agita le fronde per alludere forse alla tortuosa peregrinazione di un pensiero che, ormai privo di ogni senso logico, è destinato a smarrirsi nei labirinti della paura.

Anche per Castagna il senso della ragione genera mostri.  Macbeth, in effetti perde la vita molto prima che la foresta di Birnam muova il primo passo.

Le sue azioni hanno già ucciso la sua mente, facendogli perdere il sorriso stesso dell'esistenza: il vero delitto c'è già stato, e se nessuno può più dormire  perchè Macbeth ha ucciso il sonno, nessuno può più nemmeno vivere, perchè insieme al sonno inevitabilmente muore anche il sogno.

Lo spazio del riscatto può confidare così solo nello spirito dei luoghi, riparando nel fitto della foresta che si agita, schierandosi apertamente a fianco di chi combatte per la ....(?)

 

Elenco e dislocazione delle opere in mostra

 1 - Dalla poesia al libro, 2006

       Terracotta.

       Pontremoli, Piazza Repubblica

       Palazzo del Municipio.

 2 - Personaggi e scorci, 1983

        Acciai vari al Castello di

        Malgrate,  Villafranca in

        Lunigiana.

 3 - Foresta di Birnam (Macbeth),

       1990 - Portico Monumento.

       Ferro e cemento.

       Bagnone.

 

 4 -

Merota greca (1 tempo, 1987)

Legno di atubè e mosaico       vetroso - 330x80x80 cm.

Castello di Lusuolo.       Mulazzo. 

    

 

 5 -

Merota arcaica, 2004

Terre refrattarie smaltate

a gran fuoco e oro zecchino.

Fortezza della Brunella

Aulla.

 

  6 -

Tre grazie, 1979

Bronzo 220x105x48 cm.

Piazza Sauxillanges

Fosdinovo.

 

 

Lettera aperta da Bagnone

SPAZIO DELL'ARTE E ARTE DELLO SPAZIO

Questa mia osservazione deriva da quanto ho inteso dire in piazza, tra i tavoli dei pochi giocatori di scopone rimasti, che mentre si dilettano criticano severamente.

Bagnone è un paese tranquillo, un luogo dove si continua a vivere bene nonostante la decimazione della sua popolazione comunale che da ottomila anime recensita nell'immediato dopo-guerra, è scesa a duemila o poco meno. C’è chi dice “Poca brigata vita beata” ed è forse anche questa una ragione per cui si vive bene.

Ma le necessità ed i bisogni rimangono inalterati; l'Amministrazione comunale deve fare i cosiddetti salti mortali per cercare di arrivare a fare tutto o quasi; gli aiuti esterni sono scarsi, quasi nulli.

La scorsa settimana siamo rimasti sorpresi quando abbiamo assistito all'arrivo di un misterioso carico. Abbiamo pensato che qualche buon cuore avesse deciso della riparazione del lastrico carraio del borgo di Bagnone, invece l'emozione è presto svanita, quando abbiamo assistito al montaggio di una strana figura monumentale, che ci hanno detto chiamarsi "Foresta di Birnam".

É stata la più grande desolazione della giornata, ci siamo poi tutti guardati in faccia e ci siamo chiesti perchè un simile regalo, quando noi siamo immersi nelle foreste di castagno, di cerro, di abete, di faggio, senza pensare all'acacia, al pioppo, all'ontano, ecc. ecc., perchè ci hanno proposto un simile monumento?

Povere amministrazioni: Regionale e Provinciale; non sanno proprio come fare a sprecare denaro. Non sarebbe stato meglio spendere quel “tesoretto” (si vocifera essere di 30.000 euro), in qualche cosa di veramente importante?

Lo sapete cari Amministratori che l'acquedotto comunale, alimenta i rubinetti delle case di Bagnone e Villafranca comprese parte delle loro frazioni, da una condotta, le cui tubazioni in plastica nera transitano attraverso i boschi del nostro Appennino a cielo aperto, sotto i raggi del sol leone? Lo sapete che l'acqua viene ad essere contaminata ed a risultare nociva alla popolazione? Lo sapete che a Bagnone non esiste possibilità di far passare il traffico pesante fuori del centro storico? Lo sapete che il più grosso autotreno che trasporta i carburanti transita nel borgo storico di Bagnone, largo poco più di tre metri, per andare a girare al campo sportivo e ritornare per la stessa strada? Lo sapete che il lastricato del paese ha urgente bisogno di essere riparato? Lo sapete che gli anziani, e sono molti, devono camminare tra una lastra mobile ed una sollevata dalla sua sede statica facendo fare a loro salti e piroette? Posso elencare tantissime altre cose importanti, ma a cosa servirebbe se l'orecchio che ascolta non sente, o non vuol sentire….?

Però da dieci anni è stata inventata LUNATICA e con essa un congruo budget che annualmente viene sperperato per far conoscere ai bagnonesi l'arte della musica, del nuovo teatro, dei balletti estemporanei, dei nuovi monumenti, ecc. ecc. Altre cinque comuni di Lunigiana: Pontremoli, Villafranca a Malgrate, Mulazzo a Lusuolo, Aulla e Fosdinovo sono stati incastrati in questo progetto? Incastrati perché alla proposta iniziale, molto generica, i comuni hanno aderito inconsciamente, senza sapere come e dove andavano a finire le cose….!

Lo sapete cari Amministratori regionali e provinciali che queste manifestazioni lasciano il tempo che trovano, e che a noi non ce ne frega proprio nulla?

Lo sapete che anche le popolazioni più buone e più calme come le nostre, perdono la pazienza e un giorno si sapranno vendicare!  Magari con il voto, oppure manifestando il proprio disappunto in maniera diversa che questa di scrivervelo in italiano?

Speriamo che il Presidente regionale e quello provinciale facciano mente locale, mentre vorrei che questo mio grido di dolore arrivasse anche sul tavolo del Ministro dei Beni Culturali, l'On. Rutelli, che tanto si impegna in questo ministero….!

G.R.

P.S. - Vorrei capire perchè se si mangiano cipolle di Treschietto non si possa più baciare la propria moglie, quindi mi sembra offensivo appendere banderuole con  frasi ridicole, a spese del contribuente, come quelle che appaiono in piazza Europa a Bagnone. 

Giovanni Ruggeri           

Questo è il

 monumento originale.

IMG_0201.jpg (20335 octets)

VIII Biennale

Internazionale

della Scultura
Città di Carrara

1996
Accademia delle

 Belle Arti
Piazza Alberica
20 luglio/29 sett. 1996

Vedi: http://

www.exibart.com

/arte_eventi/Carrara

_VIII_biennale/

carr-castagna.htm

 

A questa mia lettera, che il cronista non ha pubblicato integralmente, limitando a prendere i punti essenziali per redigere un suo articolo, c'è stata una risposta apparsa sul giornale "Il tirreno" con la quale il responsabile dell'Accademmia delle Belle Arti di Carrara, esternava tutto il suo vanto per la bella ed importante iniziativa di aver esposto in cinque punti della Lunigiana capolavori d'arte del valore inestimabile, o meglio quello esposto a Bagnone lo ha valutato € 600.000. Speriamo non li abbiano veramente sborsati questi soldi...

Da una ricerca fatta on line ho trovato il capolavoro dello scultore Pino Castagna, come ho riportato nella foto a lato, ma con srpresa ho notato che questa scultura ha fatto parte dell' VIII Biennale Internazionale della Scultura Città di Carrara - 1996 e per mia sorpresa noto che quello che vedo non è il medesimo monumento che è stato esposto a Bagnone. Forse, hanno pensato gli organizzatori, per Bagnone anche troppo, bastava meno, quello ridotto, hanno sicuramente pensato di fare delle economie...  Ma lo scultore è stato informato di questi abusi? Altrimenti lo faccio io, visto che è un mio coetaneo...

Non cambia molto, anche se ci avessero esposto l'originale, dal punto di vista interesse culturale sarebbe stata la stessa cosa. La critica popolare bagnonese non sarebbe sicuramente cambiata, i giocatori di scopone sono critici tenaci, non cambiano facilmente d'opinione.

Voglio sperare che il Presidente, la signora Arch. Mariella Zoppi mi comprenderà, noi abbiamo caratteristiche pastorizie, noi viviamo del nostro passato, ci bastano i nostri ruderi per appagare la nostra memoria, non è assolutamente necessario importarne da fuori, ne abbiamo tanti dei nostri.

Pubblicato il 24 ottobre 2007