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Aggiornato il 29 octobre 2008

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RIFLESSIONI "Luce per gli occhi"

di Sergio Ballestracci, dalla rivista FRATRES N.4 Dicembre 2006.

Ogni giorno è un'occasione per guardare al futuro con fondata speranza, nella consapevolezza di dover sempre imparare qualcosa, senza accontentarci di ciò che già siamo e sappiamo.

Ogni giorno dovrebbe crescere in noi il desiderio di intervenire, di partecipare, in ogni situazione di bisogno, senza rassegnarsi ad accettare passivamente il mondo così com'è.

Nelle tenebre che, purtroppo, avvolgono ancora il mondo di oggi  noi ci dobbiamo considerare coinvolti in un progetto di luce per gli altri !

Se provassimo a distoglierci temporaneamente dall'incessante frenesia della vita moderna e ci ponessimo i seguenti interrogativi:

- Quanti uomini e donne, giovani e bambini, sono ancora provati da  guerre fratricide, dalla discriminazione, dall'emarginazione, dall'abbandono e soffrono sotto il peso della miseria ?

- Quante sono ancora le limitazioni e le negazioni dei diritti umani ?

- Quante sono le situazioni in cui uomini e popoli sono schiacciati da scelte politiche ed economiche egoistiche ?

- Quanti vivono in povertà di valori, di principi, di riferimenti e di norme morali?

Ci accorgeremo quindi che troppo spesso la dignità della persona è dolorosamente calpestata !

Oggi più che mai, anche noi Fratres dobbiamo arricchire la nostra già preziosa opera donazionale e diventare luce per gli altri: a volte basta poco, molto poco.

Un sorriso, un ricordo, un gesto di carità e di affetto, un momento di ascolto e di preghiera, la vicinanza fisica, piccole cure quotidiane.

Dobbiamo impegnarci sempre più consapevolmente per il bene comune, ossia per il bene di tutti e di ciascuno perchè tutti siano responsabili di tutti.

L'approssimarsi delle festività natalizie sia per tutti noi un momento di serena riflessione che possa favorire un maggior coinvolgimento in questo progetto di luce per gli altri.

Auguri, auguri, auguri !

Sergio Ballestracci             

Segretario Nazionale Fratres    

 
RICORDANDO IL MIO MAESTRO

Giovedì 2 Gennaio 1986 si sono svolti in Bagnone i funerali del Maestro Giovanni Romiti, la cui morte era avvenuta allo scadere dell'anno 1985.

Nonostante l'inclemenza del tempo, la cerimonia d'addio al caro Maestro è stata una manifestazione quanto mai imponente e solenne, per la partecipazione di autorità e di popolo che hanno voluto dimostrare la stima e l'affetto di cui universalmente egli ha sempre goduto.

La cerimonia, avvenuta nella chiesa prepositurale di Bagnone, è stata ufficiata dal proposto Don Luigi Simonini col quale hanno concelebrato i sacerdoti Don Antonio Oppi e Don Giuseppe Arsena, assistiti da Don Euclide Rapalli e da Don Alfredo Arsena.

Nella sua omelia il parroco, dopo aver espresso la solidarietà sua e dell'intera Comunità Bagnonese ai famigliari, ha messo in evidenza, oltre alle doti umane del Maestro, la sua grande disponibilità trasformatasi in "azione missionaria" soprattutto nel campo che a lui era più congeniale; quello della musica che egli, come ha poi rilevato Don Oppi, ha saputo trasformare in mezzo efficace di comunicazione e di affettuoso messaggio di carità e di amore.

Una nota particolarmente toccante e suggestiva è stata data dalle esecuzioni di pregevoli pezzi, eseguiti dalla Banda musicale di Bagnone-Villafranca, alla quale, con significativa partecipazione, si sono uniti elementi delle bande consorelle di Pontremoli, Filattiera e Migliarina (SP) che hanno voluto essere rappresentate anche con i loro labari.

Momento di culminante commozione è stato l'improvviso levarsi delle note del "silenzio fuori ordinanza" eseguito dal M° Canalini Sergio, al momento dell'Elevazione nella messa, quasi a significare l'unione sacrificale della sofferenza di tutti con l'immolarsi della vittima divina a suffragio del caro amico in partenza.

Quelle note, così toccanti e profonde, non potevano mancare a chiusura di una vita tutta spesa a favore della Filarmonica Bagnonese della quale, dopo essere stato per molto tempo valido componente, è stato per oltre quaranta anni valente Maestro direttore ed appassionato sostenitore.

Significativa la presenza del Gonfalone Civico, segno tangibile di riconoscenza verso un uomo che molto ha dato alla Comunità nel perfetto stile della gente umile e pur tanto grande, come solo la terra di Lunigiana sa esprimere.

Giovanni ROMITI resterà certamente nel ricordo di Bagnone.

Resterà la semplicità del suo tratto, il suo sorriso breve, sottile e contenuto, pieno sempre di tanta umanità; il movimento alternante della sua persona, ormai esile consumata dagli anni e dalla malattia; il levarsi delle sue mani agili e laboriose, così facilmente capaci di reggere e governare la bacchetta del Maestro, o gli arnesi del suo lavoro di artigiano.

 Egli,che è stato ed è rimasto uno dei pochi a tradurre in opera la genialità della mente, come solo accade a chi da Dio ha ricevuto un più luminoso raggio di intelligenza, di capacità e di bontà.

 

LA  MIA  BANDA  MUSICALE

Al paese di Bagnone

c'é una banda cittadina,

sono circa una ventina

che suonando e risuonando

suonan sempre come prima.

Or vi voglio presentare 

la mia banda musicale.

Il maestro, innanzitutto,

falegname di mestiere

la cornetta sa suonare 

in un modo eccezionale.

Aiutante del Maestro

il buon Pagni assai funesto

nei momenti più scabrosi,

ai colleghi più virtuosi

lancia urli velenosi

e li rende assai nervosi.C'é 

Ovidio clarinista

il più bello della lista,

egli è sempre in prima fila

per poter far spiccare

il suo snello personale.

Bassignani il più piccino,

si destreggia col... quartino...

porta sempre nel taschino

un modesto lenzuolino.

C'é "Fringuel" buon clarinista,

suona sempre a prima vista

ma anche lui, fatalità,

cosa suona non si sà.

Martinelli con l'imbuto

tira fuori certe note

che non son nel suo diario 

e nemmen nel calendario.

Il buon Mori col trombone

suonatore ormai vecchione,

Lui vorrebbe ormai lasciare

la sua banda musicale.

Suo amico d'eccezione

il pur bravo Giovannino

che ha dovuto poverino,

gli amici abbandonare -

Ha che colpo micidiale...!

Nel dovere rinunciare

alla greppia famigliare.

Il barbiere in pensione,

il sior Mario di Brunone 

suona sempre il bombardino

e trastulla il suo vicino

che ascolta divertente,

non potendo capir niente.

Il baffino ricciolino

di chitarra professore

 un tipino alquanto snello

 suona sempre il tamburello.

Or dall'Isola rospara

sopraggiunge alternamente

on ometto divertente

che suonando compromette,

la sua fama travolgente.

Il figliolo del Maestro,

un ragazzo alquanto onesto

il saxofono tenore,

fa suonar per delle ore

senza mai pigliare fiato,

che elemento esagerato...!

C'é "Sandrin e Marianela"

i due genis di conforto

che si credon di suonare

in maniera esemplare

ma haimé, oh che disdetta,

tiran fuori certi berci

che il Maestro non si aspetta.

Primo genis della banda

é Carluccio di Ghinetti

suonatore ormai provetto, 

serba agli altri del rispetto.

C'é Gigiacma col tamburo

vien chiamato "muso duro"

al suo fiancoc'é Lorenzo

suonatore di talento,

che coi piatti rallegrare

sa la marcia militare.

C'é Floflò un buon ragazzo

suonatore diligente

suona ormai discretamente

purché non gli manchi niente. 

Or proviene dal Castello

cittadino onorario,

un Rapalli detto "Palio"

che col basso centenario

insordisce l'avversario.

Due saxofoni e un trombone

due clarini e un clarinetto

gli strumenti del sestetto

degli allievi in doppio petto.

Questi versi da me scritti

sono qui a significare

un elogio assai morale

alla banda musicale.

Chiedo scusa a quella gente

che ho descritto malamente,

terminando di presentare

la mia banda musicale.

 
LE  ZITELLE  DI  BAGNONE

Il paese mio nativo

rinomato è dappertutto

per un caso eccezionale,

che vi voglio raccontare.

lei non pensa a sposare

è zitella e vuol restare.

La Beppina Albericci

dal suo caro davanzale,

Nelle vie del mio paese

vi abbondan le zitelle

signorine assai carine

sembran tante bamboline.

capolino vuole fare

per potersi far notare

da colui che vuol sposare.

Le sorelle Simoncini

La Guglielma di Ruggeri,

con due grandi mustacchioni

si consola a vender veri

napoletani maccheroni.

dal paese son partite

per poter dimenticare

tanti anni andati a male.

Le sorelle Antognotti

La sorella Andreina

che con voce assai carina,

si vorrebbe far notare

apprezzando sue canzoni

van perdendo ogni speranza,

son nervose ed irritate

son davvero sfortunate.

Molto ricca e assai carina

al suo cuore si abbandoni.

Par un'oca che s'inciampi

la Maria di Malingambi,

con le stole di visone

la gentile Focaccina,

si potrà forse avverare,

quel bel sogno eccezionale?

La gioviale Bellegotti,

và a passeggio per Bagnone

con un passo assai marziale,

per poter ritrovare

il suo grande amor fatale.

mentre beve un "Ramazzotti"

pensa, pensa di trovare

un marito assai geniale.

La cordiale Anna Gnetti

La Piona, che biondona...!

nutre ancor ogni speranza

di poter con voce stanca

nella chiesa parrocchiale

nell'ufficio di Ronchetti,

si appresta s dimenticare

un amore assai fatale.

C'è la Silvia, che carina...!

un si chiaro affermare.

C'è la Turca ormai vecchiona

una donna molto buona,

si vorrebbe accalappiare

una vera bambolina

che con altre si contende

il dottore farmacista

rubicondo e pessimista.

un modesto personale.

C'è la Olga Balestracci

molte ossa e tanti stracci,

si vorrebbe un di sposare,

C'è l'Enrica di Pizzati

di Gigiacma la figliola,

più gioconda e campagnola

lei col tempo si consola.

ormai stanca di aspettare.

La Carmela levatrice

del comune di Bagnone

giammai pensa di sposare,

Giuseppina e Teresina

le due placide sorelle

i due angeli custodi

delle anime zitelle.

per il troppo gran d'affare.

Molto cara e assai cordiale

Palmirina la fatale....

del "Gran Bar" la proprietaria

Molte altre ve ne sono

che vorrebber tralasciare

quella croce naturale

che natura fa portare.

sempre seria e solitaria.

Ida e Lina le gemelle

sembra due pecorelle

una bionda e l'altra nera

O zitelle mie dilette

non vi state disperare,

questa vita maledetta

finirà per terminare.

sciendon in centro ogni sera

nel lor nobile negozio,

per uccider tempo e ozio,

voglion sempre conversare

C'è Maresi, fa il marmista,

c'è Fernando il professore,

c'è anche Bruno il barista,

e Vinicio elettricista.

con ognun che va a comprare.

E la Lina assai barbuta

le "Gilette" vuol provare

per potersi eliminare

Andreino Bassignani

e Milietto Tiradani,

c'è Ovidio suonatore

e Dolfino chitarrista

quella barba criminale.

Và la Londa poveretta....!

ogni di con la borsetta

alla spesa sua diletta,

e c'è Sergio farmacista.

Questi uomini carini

sono sempre a voi vicini

per potervi consolare

lei vorrebbe un di indossare

un bell'abito nuziale.

Del bar "Motta" la signorina

una vera botticina

e potervi un dì sposare.

 

UN TURISTA A BAGNONE

Con penna che non trema,

con rime mattacchione,

or descrivere vi voglio

la mia entrata in Bagnone.

azzurra, che filava

a gran velocità,

per fortuna fui lesto

e saltai al di là.

Marmista di professione,

nativo di Bagnone,

mi indicò ridente

l'albergo adiacente.

Disceso a Villafranca,

fra donne e vetturini

salii sul camion azzurro

di "Zani e Simonini".

C'è dentro un Dottore

mi disse un buon barbiere,

"Ho visto, gli risposi,

sa fare il suo mestiere".

Sulla porta di sopra,

nella saracinesca,

lessi una strana frase

un poco padronesca.

Ad un segnal di squilla

partì l'auto furgone,

rimpiansi una pariglia

in quella occasione.

Decisi poi di andare

nel bar di Malingambi,

lieto divertimento

dei piccoli e dei grandi.

Più in su, su un cartello,

notai un ritornello,

con tanta nostalgia,

lessi "Farmacia".

Sbalzi, scossoni, tremiti

m'avean l'ossa rotte,

ed io pensai fremente

alle future conseguenze.

Infatti alla sera,

in grande compagnia

vi si raduna l'alta,

e la bassa borghesia.

Vi era il proprietario

uomo senza affanno

che sempre si lamenta

di imposte di Vannoni.

Ma poi come Dio volle,

con grande commozione,

mi trovai molle molle

all'entrata di Bagnone.

Non mancano le critiche

nei bar circonvicini,

la imi se la ride

e fa tanti quattrini.

La posta me la diede

un uomo piccolino,

che all'aspetto parve

astuto e birichino.

É un paese da cani,

pensai io "senza fallo"

ed a attestare questo,

il can del Maresciallo.

All'angol della strada,

un uomo incontrai

e come seppi dopo,

Carletto lo chiamai.

Ma mentre fantasticavo

su una corbelleria,

lessi su un cartello

"Beghini - macelleria".

da un'arcata apparve

feroce ed avventuriero,

ed io tagliai la corda

senza posar pensiero.

Di caccia appassionato,

ma sempre sfortunato,

ritorna col carniere

vuoto tutte le sere.

Subito, dentro entrai

ed il padron bel bello,

mi appiccò una fetta

di manzo per vitello.

Poi vidi una tabella

con scritto a letterone,

"Ufficio delle imposte

Comune di Bagnone".

Entrai nel bar Calani

e presi un buon caffè,

ma nell'uscir che cosa

si pose innanzi e me?...

Sul ponte m'incontrai

col Frul elettricista,

che in ogni suo discorso

è sempre pessimista.

° Allora mi nascosi,

(lo feci a bella posta)

credevo che mettessero

anche su me l'imposta.

E proprio lì di faccia

con un coltello in mano,

vidi la losca faccia

di un uomo molto strano.

Ma quando ebbi bisogno

di andare al VESPASIANO,

me ne indicaron uno

un po' fuori di mano.

Nell'ampia piazza Roma

visitai il Monumento,

enorme ingegneria

del millenovecento.

Pensai che con Marietto,

dovesse fare il paio,

invece era soltanto

Iginio il macellaio.

Ed io già m'apprestavo

a fare qualche cosa,

quando ebbi a notare

(ho! cosa vergognosa!...)

Seduti sul murello,

stavano a conversare,

alcuni sfacendati

non sapendo cosa fare.

Ma sotto il porticato

a ridarmi il buon gusto,

valse il riso pacifico

del signor Rapalli Augusto.

Infatti da una finestra,

lì sopra prospiciente,

qualcuno mi osservava

molto pedantemente.

Ma mentre riflettevo

in un pensiero, immobile,

per poco rimanevo

sotto un'automobile,

Sulla soglia del negozio,

parea fosse in ozio,

un uomo forse strano

strinse a me la mano.

Seccato esclamai:

"ha! paese villano!"

dove non si è sicuri

nemmeno al VESPASIANO.

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Pubblicato il 21 Settembre 2008

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