Aggiornato il 14-11-2007

Foto

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F.T. Baracchini

F.T. Baracchini

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F.T. Baracchini

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F.T. Baracchini

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Monumento a

F.T. Baracchini

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Targa a 

F.T. Baracchini

Aerei

1915-1918

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Nome: Flavio Torello Baracchini

Pluridecorato
Nazione: Italia
Grado:
Capitano
Unità:
7a, 26a, 76a, 81a
Vittorie:
31
Data di nascita:
28 Luglio 1895
Luogo di nascita:
Villafranca L.
Data di morte:
18 Agosto 1928
Deceduto a:
Roma a 33 anni

M. O. V. M.

2 - M. A. V. M.

Flavio Torello Baracchini nasce a Villafranca in Lunigiana da Ulisse e Zaira Baracchini, studia all'Istituto Tecnico di La Spezia.

A diciannove anni compiuti chiese l'arruolamento volontario nell'esercito e fu destinato al 3° reggimento telegrafisti a Mantova ma ben presto ottenne di essere trasferito a Torino nel corpo volontari per l'aviazione. Qui, non ancora in possesso del brevetto pilota, si cimentò alla guida di un monoplano e si esibì, con eccelsa bravura, davanti al comandante e ai compagni di corso.

Assegnato alla guerra aerea, cominciò a giganteggiare nel cielo del medio-basso Isonzo abbattendo numerosi aerei. L'agenzia di stampa Stefani riportò, di ogni combattimento, il nome del nostro eroe che fu spesse volte ripetuto.

La motivazione della Medaglia d'Oro, conferitagli nell'agosto 1917, lo definì "abilissimo e arditissimo pilota" e rimarcò che in "30 giorni di servizio al fronte, sostenne brillantemente 35 combattimenti aerei".

Il presidente della Repubblica Francese, R. Poincaré, lo decorò personalmente con la Croce di guerra con palma; il re Vittorio Emanuele lo nominò Cavaliere dei SS. Maurizio e Lazzaro.

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1) - Decorato di Medaglia d'oro al Valor Militare.

2) - Decorato di due Medaglie d'argento al valor militare.

3) - Nominato Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

4) - Decorato con la Croce di guerra.

5) - Decrato con la Legion d'onore francese.

"Ogni suo atto, un atto di valore...".
Così scrive, nel Luglio del 1917, un corrispondente di guerra dell'Illustrazione Italiana, raccontando che l'aviatore villafranchese Flavio Torello Baracchini in trentasette giorni, dal 15 Maggio al 22 Giugno, ha sostenuto trentacinque combattimenti, abbattendo nove aerei austriaci e imponendosi tra le nuvole all'ammirazione di tutti come il "cacciatore" che ha riportato più vittorie nel minor tempo.

Oltre alle onorificenze consegnategli dal Re e dal Presidente francese, per la missione in cui era stato ferito, ottiene la medaglia d'argento.
Goduta una breve convalescenza nella sua Lunigiana, Baracchini rientra al fronte e riprende le sue missioni.

In poco tempo le sue vittorie personali sono salite a 30 (non tutte omologate, ma bisogna tener conto del fatto che l'aeronautica italiana pretendeva per l'omologazione della vittoria anche una documentazione fotografica, che non sempre era possibile ottenere).

Il 26 Giugno 1918, dopo aver ottenuta la sua trentunesima vittoria, viene colpito al ventre dalla pallottola sparata da un fante della colonna austriaca, che si era abbassato a mitragliare (è un destino che accomuna molti degli assi della Grande Guerra: quasi tutti colpiti dal fuoco di terra e ben raramente abbattuti in un duello aereo).

Più fortunato di Baracca, sopravvive e alla fine della guerra è ancora convalescente.

Per meriti di guerra ottiene una seconda medaglia d'argento e la promozione a capitano.

Dopo la guerra "mette su" una fabbrica di esplosivi in cui produce bombe e proiettili per l'aeronautica.

Il 28 Luglio 1928, la sua fabbrica esplode, e Flavio Torello Baracchini rimane gravemente ferito.

Morirà poco dopo a Roma, il 18 di Agosto, a seguito delle ferite riportate.

Ricordata più per gli assalti all'arma bianca e la guerra di trincea, la Prima Guerra Mondiale vede nascere in aviazione la figura dell'Asso. Cavalieri che si sfidano sorridendo nei cieli d'Europa e salutano, accompagnandolo nella caduta verso il proprio destino, il nemico battuto.

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Savoia Marchetti

La guerra aerea poi con il tempo perderà molto del suo romanticismo,  assumendo i profili che conosciamo, fatti di mitragliamenti, bombardamenti e, in questo conflitto, anche lancio di gas letali..... Il capo di Stato maggiore Luigi Cadorna nei suoi scritti lamentava che l'aviazione fosse ancora troppo poco potente.

 In generale si può affermare che la nostra classe militare - formatasi prevalentemente nell'Ottocento - non aveva una visione chiara delle possibilità del nuovo mezzo aereo restando ancorata al ruolo della cavalleria come arma da ricognizione.  

Tuttavia grazie alla determinazioni di alcuni militari e uomini politici si cominciò a definire l'aeronautica "la quinta arma", attribuendole una nuova funzione e potenziandola.

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Link

Il primo luglio 1912 viene costituito il Battaglione aviatori con sede a Torino e affiancato da "un reparto tecnico" i cui compiti sono lo studio, la sperimentazione e il collaudo dei nuovi mezzi aerei.

Nel 1911 si costituisce in Italia una flottiglia aeroplani che venne impiegata per la prima volta nella guerra di Libia; durante il conflitto si sperimentarono molte delle attività che sarebbero divenute abituali nella Grande Guerra, dalla fotografia del territorio nemico al bombardamento, al tiro antiaereo. Pochi anni dopo nel 1912-1913 durante la terza guerra balcanica la Bulgaria mette insieme una improvvisata aviazione reclutando in tutta Europa gli assi del cielo.

...... per volontà del capo di Stato maggiore, è nel periodo tra il 1911 e il 1916 che prende avvio lo sviluppo dell'aviazione secondo un programma che prevedeva l'organizzazione di almeno 15 compagnie (squadriglie) di velivoli entro il 1914.  A lato un Aermacchi.

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A Roma, 20 del mese di agosto del 1928, la salma di Flavio Torello Baracchini é portata a spalle da ufficiali e graduati dell'arma areonautica.  

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L’asso dell’aviazione della Prima guerra mondiale, è morto nello scoppio della sua fabbrica di materiali esplosivi che aveva fondato nella capitale, dopo il forzato ritiro dall’Aeronautica Militare, dovuto alle ferite riportate in 

guerra, durante l'ultimo duello aereo.

     Francesco Baracca

Il maggiore Francesco Baracca fu il primo pilota tra tutti gli assi italiani della Prima Guerra mondiale. Era di Lugo di Romagna, in provincia di Ravenna, dove nacque il 9 maggio 1888.

 Militare di cavalleria, nel 1912 si porta volontario per imparare a pilotare. Promosso ufficiale fu inviato a Parigi per prendere dimestichezza all'uso degli aerei Nieuport.  Durante la sua carriera ottenne il più alto numero di vittorie 35, è stato pluridecorato al V.M.

Cadde in combattimento il 19 giugno 1918 durante una missione di mitragliamento contro le truppe austriache. 

     Silvio Scaroni

Il tenente Silvio Scaroni, nacque a Brescia il 12 maggio 1893. Già militare d'artiglieria entrò volontario per imparare a pilotare, addetto ai bombardieri sulle postazioni d'artiglieria, ha anche effettuato missioni di ricognizione e avvistamento sulle Alpi innevate.

Colpito durante una missione, nella quale proteggeva una squadriglia d'osservatori, precipita al suolo da oltre 2000 metri riportando gravi ferite. 

Ospitalizzato, non tornerà più attivo in una unità combattente. Pluridecorato al V.M., durante le sue missioni ottenne 26 vittorie. È deceduto a Milano ol 16 febbraio 1977.

     Pier Ruggero Piccio

Il tenente colonnello Pier Ruggero Piccio nacque a Roma il 27 settembre 1880. Già militare di fanteria partecipò alle campagne d'Africa, di Creta e di Libia, poi divenne pilota nel 1913. 

All'entrata in guerra dell'Italia partecipa a delle missioni di avvistamento, poi comandante di una squadriglia di bombardieri. Più tardi diventa pilota di caccia, pluridecorato al V.M., durante le sue missioni ottenne 24 vittorie.

Fra il 1921 ed il 1923, nel 1925 e fra il 1928 ed il 1935 è addetto aeronautico a Parigi; nel 1923 è nominato anche aiutante da campo onorario del re. 

È stato Comandante generale di Aeronautica, e primo Capo di Stato Maggiore della Regia Aeronautica. È stato nominato senatore del regno nel 1933. Muore a Roma il 30 Luglio 1965.

     Fulco Ruffo di Calabria

Il capitano Fulco Ruffo di Calabria, nacque a Napoli il 12 agosto 1884.

Discendente da una famiglia di militiari, era ufficiale di cavalleria, quando volle diventare pilota. All'inizio della guerra vola su apparecchi da ricognizione, poi su caccia. 

Dopo la morte in combattimento dell'amico Francesco Baracca, Ruffo non riuscirà a rimettersi da questo grande dispiacere; problemi di stress lo obbligano a lasciare il fronte. Rientra dopo un periodo di riposo, a comando di un gruppo di caccia, una settimana dopo viene colpito dall'artiglieria austriaca e cade presso Merano, ma sopravvive all'incidente.

Pluridecorato al V.M., durante le sue missioni ottenne 20 vittorie. 

Muore ai Ronchi di Massa (MS ) il 23 agosto 1946. 

Per la cronaca, Fulco Ruffo è il padre dell'attuale regina del Belgio, Paola Ruffo di Calabria, sposa del re Alberto II.

Pubblicato il 4-02-2006