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.Premessa.
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Nella
ricerca storica delle Personalità che hanno avuto i natali o che
hanno vissuto a Bagnone, non mi é stato difficile documentare sul
Prof. Lanfranco Bellegotti, perché Luigi Armando Antiga, nel suo
"Studi e ricerche sull'alta Lunigiana" a pagina 267, ha
esposto egregiamente dell'Illustre Giurtista, per cui io, non
faccio che trascrivere quanto detto dal più esperto ricercatore.
Bagnone 20 Aprile 2004
RUGgGIO
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Lanfranco BELLEGOTTI
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a2 Febbraio1856 -
+ Aprile 1954 |
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Laureato in Giurisprudenza nella Università di Pisa, esercitò
nella sua vita che giunse quasi a toccare il secolo, la
professione di Avvocato non solo con rara preparazione, ma
anche
con senso di alta dignità e delicata responsabilità.
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Villa degli Orti |
L'amore
allo studio, appreso sui banchi della scuola, non l'abbandonò per
tutta la vita, come attestano le sue numerose pubblicazioni di
carattere giuridico e letterario.
Le cariche di grande impegno e
fiducia, che egli raggiunse, lo imposero alla stima di amici,
colleghi e superiori. |
Animato
da una grande passione per lo studio del Diritto Internazionale, esordì in tale
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Retro della villa |
disciplina con il presentare in veste italiana il
libro:"Dell'origine e progresso del Diritto
Internazionale quale é stabilito dall'uso generale e dei
Trattati dei tempi più antichi sino al Trattato di Utrecht",
dell'inglese Giovanni Hosack.
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Mancando
la letteratura del diritto internazionale di un libro, che
contenesse l'esposizione elementare dei principi di diritto penale
internazionale, e di quelli relativi alle procedure che allo
stesso si riferiscono, licenziò alle stampe, nel 1889, il volume:
-
"Nozioni Elementari del Diritto Penale Internazionale e
delle procedure ad esso attinenti";
seguirono:
- "Il Concerto Europeo e la questione armena";
-
"Le successioni secondo il Diritto Internazionale Privato
Italiano";
-
"Principio fondamentale del Diritto Bellico
Moderno".
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Per
tale notevole attività nel 1904 fu abilitato per titoli alla
libera docenza in Diritto Internazionale nella Università di Pisa
e fu per vari anni, prima della Grande Guerra, presidente
dell'Ordine dei Liberi Docenti presso la stessa.
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Dal
1913 al 1920 fu incaricato dal Ministero della Marina
dell'insegnamento del D. I. Marittimo e di altre materie
giuridiche nell' "Accademia Navale" di Livorno, sempre
ligio a quei principi di libertà e di indipendenza dei popoli che
avevano ispirato il nostro Risorgimento. |
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Chiamato
più volte dal Ministro della Pubblica Istruzione a far parte di
Commissioni esaminatrici per la Libera Docenza in Diritto
Internazionale, fu anche membro, in qualità di Professore, dell'
"Università Internazionale" fondata a Bruxelles nel
1920. Ebbe
un grande affetto, mai venuto meno fino alla morte, per il
dantesco Castello di Mulazzo e viva passione per la storia dei
Malaspina.
Lo
ricordo candidissimo, ma sempre vegeto, alla veneranda età di 96
anni, presente al 1º Congresso Nazionale dei
Librai nell'Agosto 1952. |

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La residenza Bellegotti nel Borgo di
Bagnone |
Il borgo di Bagnone in un dipinto di
Antonio Ghironi
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Era
riuscito ad eludere la sorveglianza vigile ed attenta delle
amorevolissime figlie per portarsi lassù a Mulazzo, dove nel
1925, fu promotore del pellegrinaggio scolaresco della gioventù
dell'Alta e Media Lunigiana al Castello che, secondo una
tradizione locale, nel 1306 avrebbe ospitato Dante.
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Alla
presenza della numerosa gioventù accorsavi tenne una conferenza
sulla tradizione dantesca popolare secondo la quale l'Alighieri
ebbe "liete ed oneste accoglienze" dal Marchese
Franceschino Malaspina, caro agli esuli e ai vati, signore di quel
feudo, che era già stato il capoluogo del ramo dei Malaspina
dello Spino secco, e non solo capoluogo del feudo di Franceschino,
ma, in origine, capoluogo di tutto il ramo dello Spino secco
(divisioni del 1221) del quale fu capostipite Corrado l'antico.
[Vedi "Gurguglione"- I Malaspina.]
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Ancora
nel 1931 fu promotore del grande pellegrinaggio a Mulazzo per la
propaganda della Società Nazionale Dante Alighieri, al quale
pellegrinaggio parteciparono il Senatore Celesia, presidente della
"Dante" e tutte le Autorità della Provincia.
A
Mulazzo ed a Villafranca, sorsero, per opera sua, comitati della
"Dante Alighieri".
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Ma
se Mulazzo fu la meta prediletta dei pellegrinaggi scolastici che
Egli volle ed organizzò, pure negli altri paesi della Lunigiana,
dove più viva e sentita é la tradizione dantesca, Egli cercò di
richiamare la gioventù studiosa: a Castelnuovo Magra con
conferenza sul contrasto bisecolare tra i Vescovi di Luni e i
Marchesi Malaspina, contrasto talvolta sanguinoso concluso con il
trattato di pace stipulato il 6 Ottobre 1306 fra il Vescovo di
Luni Antonio de Camilla ed i Marchese Malaspina rappresentati
dall'Alighieri, loro procuratore; a Fosdinovo sopra Sarzana, dove
dissertò sull'origine, sviluppo ed estinzione di
quell'importantissimo feudo e sui personaggi dei Marchesi
Malaspina, che lo illustrarono.
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Come,
per ricordare i lunigianesi scomparsi più di recente, il Ferrari
ed il Cavalieri, Egli, negli anni della piena maturità,
ritiratosi quasi del tutto dall'insegnamento e lasciato
l'esercizio attivo della professione, si dedicò, nel meritato
riposo, interamente alla storia lunigianese, cercando, con
l'ausilio di nuovi documenti e monumenti, di illustrare e di
chiarire importanti momenti della storia della Lunigiana feudale
ed anche preistorica.
Era
il ritorno del figlio alla materna sua terra.
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Quando
nel 1908 e 1909, Ubaldo Mazzini scoprì e illustrò una
serie di monumenti arcaici riconosciuti come statue-menhir,
attirando su di essi l'attenzione dei più illustri paletnologi
d'Europa, da lui rinvenute un po' dovunque in Val di Magra ed |

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in
Lunigiana, il Bellegotti si tenne al corrente dei rinvenimenti e
degli studi su questi misteriosi monumenti della fine dell'età
del bronzo e dei primi del ferro, ed avuta notizia di due
importanti rinvenimenti nella selva di Filetto, accorse |
prontamente per vigilarne il lavoro di riesumazione e per fare
oggetto di due studi pubblicati negli Atti e Memorie dell'
"Accademia Cappellini" della Spezia. (Link: statuestele
) |
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E
dobbiamo proprio al Bellegotti se due importanti esemplari sono,
con molti altri, nel "Museo Civico" della Spezia,
formando una racolta di eccezionale importanza e unica in Italia.
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Egli
che nacque il 2 Febbraio 1856, prima che l'Italia si costituisse
in Nazione, senti, negli anni della sua giovinezza, tutta la
passione di quei tempi di patria agitazione, diretta ad affrancare
la nostra terra da ogni oppessione straniera, ed a trasfondere e
mantenere vivo nella nostra gioventù il ricordo di quei giorni.
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E
questa passione ebbe per tutta la vita.
Non
lasciò passare, negli anni dopo la Vittoria, la data del 4
Novembre, senza rivolgere nobili ed elevate parole alla sezione
Mutilati e Combattenti del Comune di Bagnone per rivivere
spiritualmente e far rivivere gli anni dell'epica grandezza del
popolo italiano tutto proteso nell'immane lotta che portò a
Vittorio Veneto.
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Già
ottantenne, nelle sue indagini storiche circa gli avvenimenti del
1848 e particolarmente riguardo al Battaglione degli Universitari
di Pisa e di Siena, ritornando sulle memorie di quel tempo,
riesumò la protesta che gli scolari delle due Università
elevarono al Governo Granducale da Reggio il 22 Aprile 1848,
quando essi, marciando verso il teatro della guerra, vennero dal
competente Ministero richiamati a tornare alla calma degli studi,
mentre si combatteva la prima guerra dell'Indipendenza italiana.
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Questa
protesta, che porta la firma dei deputati Vincenzo Passerini,
Lorenzo Fabbrucci, Cesare Barli, é un documento importantissimo,
e nelle commemorazioni che fece il 18 e 19 Maggio 1935 a Curtatone
e Montanara, dove per sua proposta i dopolavoristi dell'Alta
Lunigiana, compirono un patriottico pellegrinaggio, rievocò
dinnanzi all'ara dei caduti quella nobile protesta, testimonianza
del patriottismo dei giovani studenti e dei professori
universitari di quegli anni lontani.
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Ma
la sua attività non si esaurì soltanto nel vasto campo giuridico
e storico, ma si esplicò in numerose iniziative di carattere
filantropico e basti per tutte ricordare, siamo nel 1909,
l'ideazione e fondazione della Società del Pubblico Soccorso in
Comune di Bagnone da lui poi dotata di uno splendido fabbricato
con sede sociale, e fornito di un ambulatorio medico-chirurgico,
di un'infermeria con il debito corredo, e di un deposito per il
materiale di soccorso.
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Ora
il Professore Lanfranco Bellegotti non è più, dorme nel cimitero
della sua Bagnone il suo sonno di stanco lavoratore, pago della
feconda e lunga fatica compiuta.
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Estratto
da: "Studi e ricerche sull'Alta Lunigiana" - di Luigi
Armando Antiga;
a
cura dell'Associazzione Culturale Pontremolese. Pontremoli,
Tipografia Artigianelli - 1977 |
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