Aggiornato il  16-12-2006

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Panorama di Bigliolo 

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Ruderi del Castello

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Carta stradale

Il paese di Bigliolo è una frazione del Comune di Aulla in provincia di Massa-Carrara, ubicato a 135 m s.l.m. in una vallata tra il torrente Taverone ed il torrente Aulella, affluenti del fiume Magra; abitato da poche famiglie che anagraficamente si assommano ad un centinaio di anime.  

L'accesso a Bigliolo lo si fa per via carrozzabile, con l'autocammionale A15, oppure con la SS. 62 della Cisa, una volta raggiunta Aulla si prende la SS. 63 del Cerreto sino a Serriciolo, quindi sulla sinistra si segue sulla strada Provinciale per Licciana Nardi; dopo 3 km circa si arriva a Bigliolo. Vi sono altri percorsi interni per chi viene da Fivizzano o dalla Val d'Enza (PR), passando dal Lagastrello.

Bigliolo si trova sulla riva sinistra del torrente Taverone, nel fondo di quello che fu un grande lago ricco di resti fossili noto con il nome di Bacino di Olivola. Il borgo sorge in questa valle, tra i colli preapenninici, orientata verso sud e protetta dai venti freddi, dalla catena degli Appennini Settentrionali. 

Il suolo prettamente alluvionale è molto fertile, ove da sempre ha primeggiato un'agricoltura intensiva condotta a carattere familiare. 

Il territorio è attraversato da canali naturali, affluenti dei torrenti, che scolano acque sorgive di natura poco dure idonee all'irrigazione dei campi.

È a Bigliolo che si coltiva il magico fagiolo che nel passato è stato l'unico alimento principale della cucina tradizionale locale al punto di essere considerato la "carne dei poveri", come in Lunigiana le castagne erano il "pane dei poveri".

Ricordo a questo proposito il nostro poeta conterraneo Marco Vinciguerra che ha immortalato in pochi versi questo cibo in una composizione poetica:

"Val di Magra natia parca e serena

cui dà solo il castagno, e magro, un pane,

donde i tuoi figli sciaman per lontane

terre, di nostalgia l'anima piena!

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Phaseolus vulgaris
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I fagioli sgranati

È un genere di piante Leguminose annuali, ha fusto angoloso, volubile, oppure eretto, unico o ramificato; foglie portate da un lungo picciolo, composte di tre foglie triangolari; fiori con corolla papilionacea, riuniti in grappolo, di colore diverso: bianco, lilla o giallo, secondo le varietà; legume con semi di forma, dimensioni e colore diversi.

Del fagiolo si mangiano i semi, ricchi di amido e di proteine, sia freschi che secchi e anche con baccelli verdi, fagiolini o cornetti. I fagioli secchi si possono anche ridurre in farina, usata talvolta per sofisticare le farine alimentari e per preparare delle specialità dietetiche.

In Italia i fagioli vengono coltivati soprattutto in Campania, Piemonte, Lazio, Veneto in due specie principali: il fagiolo comune (Phaseolus vulgaris) con varietà nane e varietà rampicanti e il fagiolo di Spagna (Phaseolus multiflorus) a fusto sempre volubile con semi bianchi molto grossi.

Le varietà del fagiolo comune maggiormente coltivate in Italia sono: il barlotto di Vigevano, il fagiolo di Valsesia, il cannellino, il fagiolo bianco pisano o di S. Michele. 

Il fagiolo di Bigliolo non è compreso tra le speci che si producono comunemente in Italia, in quanto trattasi di un prodotto estremamente delicato con una produzione limitata alla sola zona che trattiamo.

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I filari
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Il borlotto
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Il seme

La tradizione contadina ci ha tramandato un prodotto tenero per la buccia sottile, estremamente saporito e delicato, di facile digestione.  Un prodotto di madre natura, che solo in questa piccola regione della Lunigiana si coltiva e si riproduce ogni anno dai semi che gli agricoltori da sempre conservano stagione dopo stagione. 

Le dimensioni e le caratteristiche del fagiolo sono identichge a quelle sopra descritte, la sola differenza la si deve al sistema di coltivazione, al luogo di crescita e all'acqua di irrigazione.

All'occhio il seme si presenta di colore bianco crema leggermente striato di rosso; al gusto è una pasta molto tenera e delicata, buccia sottilissima, di sapore dolciastro e consistenza farinosa. 

Il seme si conserva di anno in anno ed è riprodotto dagli stessi coltivatori, così che nel tempo si è mantenuto intatto un grande patrimonio di biodiversità. Le principali varietà di fagiolo coltivate a Bigliolo sono: il tondino, il borlotto di Bigliolo, il bianchetto ed il "due facce".

IL TONDINO - seme di piccole dimensioni tondeggiante, colore crema variegato di viola e striature color vinato intenso; baccello con striature rosso - rosate.  Per la delicatezza del gusto e la buccia molto sottile è il legume più richiesto.
IL BORLOTTO DI BIGLIOLO -  seme di forma allungata, leggermente schiacciata con striature color vinoso intenso e dimensioni maggiori rispetto al tondino. E' l'ingrediente base utilizzato per la preparazione di ottimi minestroni.
IL BIANCHETTO - seme di piccole dimensioni ( più piccolo del tondino), di forma ovoidale e di colore bianco crema chiaro. E' un fagiolo dal sapore dolce e delicato; le sue ottime caratteristiche vengono esaltate quando si usa come contorno: lessato in acqua e accompagnato da olio d'oliva della Lunigiana o all'uccelletto.
IL "DUE FACCE" - seme di media dimensione, di forma schiacciata e leggermente allungata, a partire dall'occhio, variegato color vinato su sfondo crema; baccello è di color bianco crema, molto sottile.
È utilizzato lessato condito con olio nostrale e nei minestroni dove è esaltato il suo sapore. 

La semina del fagiolo viene fatta tradizionalmente sul terreno dove è stato raccolto il grano, previa concimazione organica naturale e aratura nel periodo che va dal 23 al 30 giugno, cioè da San Giovanni a San Pietro. I semi vanno disposti manualmente in doppi solchi appaiati distanti 30 cm. Le piante crescono rigogliose in doppi filari sostenute da rami di cerro, nocciolo e frassino, i cosiddetti "pali"; l’irrigazione per scorrimento attinge l'acqua dai vicini canali.

Il fagiolo di Bigliolo deve la sua qualità e le sue caratteristiche eccezionali alla tecnica di produzione, alle favorevoli condizioni del terreno, al clima mite e alle  acque d'irrigazione poco dure.

Il fagiolo è qui coltivato da sempre con amorevole cura, un tempo veniva seminato lungo i corsi d'acqua; solo col diffondersi della pratica dell'irrigazione per scorrimento delle acque nei solchi, si è avuto un incremento delle aree di produzione.

La produzione antica era fatta ad uso domestico, per i componenti della famiglia, oggi invece solo una parte del prodotto viene destinata all’autoconsumo, il resto viene venduto. Il fagiolo viene prevalentemente commercializzato in zona, la vendita è diretta, produttore consumatore, ma una parte viene destinata anche a grossisti e distributori abituali che lo vendono in Toscana e in varie zone d’Italia. 

Dal 1983 ogni anno la seconda e la terza domenica di ottobre viene organizzata la Sagra del Fagiolo di Bigliolo con incontri a tema intitolati "A tavola con il fagiolo".

 

Nei fagioli ci sono ricche quantità di vitamine, di sali minerali e di cellulosa, e anche di proteine. Le proteine dei fagioli pur non essendo uguali a quelle di origine animale, sono sicuramente una una valida alternativa alimentare. Questo legume contiene anche degli aminoacidi che invece sono assenti nei cereali; tutte le minestre e le pietanze che contengono fagioli e cereali si integrano in maniera ottimale. Il fagiolo viene utilizzato anche per la preparazione di altri piatti, dai primi (minestroni, risotti), ai secondi (con le cotiche, con lo spezzatino, cotechino) ai contorni (in umido o lessati). Più che essere consumati freschi, i fagioli sono utilizzati seccati, in scatola o surgelati.

Fagiolo fresco

Carboidrati: 18,1; proteine: 6,6; grassi: 0,6; acqua: 62,3; calorie: 104.

Parte edibile: 41; calorie al lordo: 42.

Fagiolo secco

Carboidrati: 47,8; proteine: 24; grassi: 2,5; acqua: 10,7; calorie: 311

Pubblicato il 05-11-2006