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Pubblicato il 04-11-2007

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Bagnone era conosciuto per i suoi mercati del Lunedì e per le quattro Fiere stagionali tramandate dall'alto medioevo; Bagnone era ed è noto per la sua venerabile Santa Croce e lo era per la Madonna del Pianto.

Bagnone è noto nel mondo scientifico per la sua Meteorite, la più grande ed  esistente, caduta in Italia e conservata nel museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa, nella Certosa di Calci (PI).

Bagnone è nota per i suoi grandi personaggi che con le loro opere l'hanno emancipata e resa famosa ovunque.

Dell'amico Oreste Burroni, che mi è stato presentato da Roberto, un comune amico pittore di Corlaga, lo reputo oggi un ottimo pensatore e un meraviglioso compositore di versi che danno tenerezza, gioia e trasmettono gaiezza ed anche melanconia quando tratta i suoi ricordi.  Burroni è un poeta che ha bisogno di poche parole per una presentazione sia pure casalinga, familiare.

Burroni è venuto da noi perchè il destino l'ha fatto unire in matrimonio con una conterranea, figlia di una nota famiglia di Agnetta, ed a questo paese Oreste si è affezionato, come fosse sempre stato il suo; lo troviamo spesso assorto nelle sue contemplazioni, intento a comporre versi e a parlare d'amore con il territorio ed il suo circondario, che ormai conosce ed ama vivere. Più che parole per un saggio, affettuoso ed amico, un riconoscimento ad un poeta che merita il saluto di questa terra, alla quale è legato come pochi altri, dalla quale trae ispirazioni costanti, come respiri quotidiani.

Non mi permetto di andare oltre perchè una recensione più severa gli è fatta più sotto da due dotti: Dr. Valerio P. Cremolini e da Dr.Giuliano Adorni, i quali con un linguaggio più consono del mio, riescono a trattare la poesia del Burroni e valutarne le sue doti e le sue caratteristiche.

E dopo questa prova, da oggi mi fa piacere annoverare il poeta Oreste Burroni tra gli illustri personaggi di Bagnone, e questo mio lavoro glielo dedico con affetto e riconoscenza del suo poetare, un messaggio che è sempre chiaro, sempre autorevole, sempre presente.

RUGgGIO - 2007

Burroni Oreste è nato a Pietralba, piccola frazione del Comune di Arcola (SP) nel 1941, dopo poco tempo, la famiglia si è trasferita a Baccano per alcuni anni e poi  tornano ad Arcola.  Per un decennio  vive a La Spezia dove ha vissuto e lavorato.  Da anni ormai, risiede a Villafranca Lunigiana, che alterna con la campestre Agnetta, frazione del comune di Bagnone, atavica abitazione ristrutturata e resa vivibile dal buon gusto dei proprietari.

Burroni, già dipendente del Comune di La Spezia, impegna le giornate da pensionato dedicandosi agli studi letterari, con particolare riguardo alla ricerca artistica e filosofica.  Sposato felicemente, ha una figlia, gode il piacere della famiglia che, già allietata dalla nascita del primo nipote Lorenzo, di recente allargata con l'arrivo del caro Allessandro.

Risale al 1957 la sua prima poesia, seguita dopo sei anni da un'altra lirica, composta mentre attraversava il Golfo del Leone in tempesta. I due episodi costituiscono le premesse della vocazione poetica del Burroni, che senza interruzioni si concretizza come assiduo impegno quotidiano dal 1970.

Tra i premi conseguiti, meritano la citazione le tre finali all'autorevole Premio Nazionale "Lerici Pea".

Le composizioni di Burroni, a volte contraddistinte dal suo pseudonimo "Millefora Alcicornis" rivelano acuta sensibilità ed efficace padronanza del mezzo espressivo, richiamando l'insegnamento di Benedetto Croce, per il quale

"la poesia quando è vera, si traduce nella contemplazione del sentimento".

Questa silloge rappresenta la summa della sua poetica e della sua visione filosofica.

L'amore per l'umanità e per la natura sono temi cantati utilizzando una forma rigorosa che allude alla poesia classica, il tutto si risolve nella luce Divina.

Per raggiungere il poeta scrivere al seguente indirizzo:

ORESTE BURRONI - Via della Libertà, 61 -

54028 VILLAFRANCA LUNIGIANA (MS)

Tel. 0187 - 493 464.  -  Cell. 349 322 2741

© Tutti i diritti d'autore sono riservati; è possibile copiare ed estrapolare parti    delle opere dell'Autore, su richiesta e concessione d'autorizzazione.

 
LA VOCE MIRACOLOSA DELLA POESIA

La poesia suscita lo straordinario prodigio di catturare l'attenzione del lettore, appagato dalla parola miracolosa del poeta che lo chiama silenziosamente a colloquiare con lui. Parole precise ed accoglienti nella loro asciutta sintesi rappresentano il vissuto, violato di frequente dalle provocazioni della contemporaneità. La poesia cerca e invoca il silenzio, devastato dagli innumerevoli rumori del mondo, esplora la memoria purificandola dalle nebbie del tempo, sancisce certezze ed insicurezze del nostro essere.

La scrittura di Oreste Burroni si fonda sulla chiarezza comunicativa avvalendosi di un disciplinato impianto formale che accoglie la sua complessa spinta meditativa per tessere un perimetro esistenziale denso di avocazioni venate di dolcezza, di serenità ed attraversato da malinconici sentimenti. Ecco che la poesia da testimonianza personale assurge a prezioso tramite per contagiare il lettore a rivolgere non sfuggevoli sguardi nel proprio essere e vivere con l'incanto della parola un tempo nuovo, pervaso dai sapori più autentici della vita.

Il linguaggio di Burroni è sincero, profondamente umano, allusivo di immagini dipinte con parole, mai forzate nell'esprimere lampi di speranza o di sofferta disperazione, suggeritrici, al contrario, di un pacato dialogo mirato a far conoscere la consapevolezza di andare oltre un vivere indifferente e superficiale. Tale obiettivo, ad esempio, permea Il trittico, importante composizione nella quale il poeta scruta con limpida sensibilità il tempo dell'antichità, l'epoca di Cristo e gli anni della modernità, concludendo con la sconvolgente affermazione:

"Mai verrà meno il desiderio

di una aurora dove ali

si leveranno a sollevarci dal male"

  ..... (Omissis) .....

Nel suo esercizio letterario Oreste Burroni insegue un profondo desiderio di verità e tramite la poesia, citando Clemente Rebora, "scopre e stabilisce richiami tra il Cielo e la terra e in noi e tra di noi". D'altronde, la finzione non è compatibile con la tensione che genera il pensiero poetico, che riesce spontaneamente  a far sorgere domande, ad accompagnare la nostra più timida riflessione e non di rado a sollevare interrogativi sulla direzione della propria vita, bisognosa di un'altra progettazione.  Allora ha ragione il poeta Franco Loi ad affermare che "ogni uomo scopre in una poesia ciò che lo riguarda. Oltre l'intenzione, il poeta finisce comunque col dire altro, col parlare dell'ignoto in lui e fuori di lui".

Valerio P. Cremolini

 
Omaggio a Oreste

In questa raccolta compare una lirica, "poesia", che, a mio parere, può fornire un'indicazione preziosa per approfondire l'ispirazione di Oreste Burroni, un poeta che si risolve nella parola creatività, propria del fare poetico, ed ad essa affida il compito di definire in  immagini lo scorrere inarrestabile degli attimi esistenziali.

Ad una prima lettura i suoi versi possono apparire "difficili", ma approfondendo l'analisi, cercando di lasciarci docilmente condurre dall'armonia compositiva che li pervade e dall'espandersi, ora piano ora ardito, della fantasia,  le immagini si compongono nella loro espressività, una malinconia sofferta avvolge uomini e cose ed il messaggio estetico giunge a noi, coinvolgendoci e spesso convincendosi.

.....omissis.....

C'è il mondo ferino e felice dei primitivi, l'umanità redenta dalla Parola e dal Sacrificio di Cristo, la società attuale con le sue fatue apparenze e con i suoi abissi di disperazione.

É "il vento dei secoli" che scuote ed accende la capacità fantastica del Poeta. I momenti di vita che hanno caratterizzato gli albori della "umana societas" rivengono rivissuti in uno scorrere scenografico avvincente; il messaggio cristiano d'amore universale che rinnova nel profondo significati e valori dell'esistenza umana  attenua, ma non cancella il male del mondo che rimane, presenza inquietante, a connotare drammaticamente le sconfitte più dolorose del nostro tempo.

"La serpe dilegua per le vie come acqua in terra d'arsura".

Giuliano Adorni    

 
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Elenco delle poesie che appaiono nel volume

"PoesiE"

- Terra mia

- Lunigiana

- A Villafranca

- Estate ad Agnetta

- Ad Arcola

- Cinque terre

- A Fiascherino

- Mare

- Verso liberi spazi

- Una nuova alba

- Tu vieni ancora

- In questo prato

- Cara, lieta atmosfera

- Vaghe nubi...

- Sera

- Notturno

- Memoria

- Tu sei

- Tu sai

- E tu ascolta

- L'ora della saggezza

- Mi basta l'attimo...

- Il fulgore di un'anima

- Era l'estate dell'amore

- O donna mia

- La perla del tuo volto

- Tu sei nel mio animo

 

- O bimba mia

- A mia moglie

- Verso l'infinito

- Padre

- La meta

- Dal mare, dai fiumi...

- Un volo di colombe

- Le note di un violino

- La croce

- Piccolo cimitero

- Il silenzio

- L'addio

- Vacanze

- Verso l'alba

- Nel canto del vento

- Sera d'estate

- Mattinata

- Autunno

- Dalla finestra

- A braccia aperte

- Sommesso un canto

- Tempesta

- Si addentra nel deserto

- La moratilà

- Baciavo il suolo...

- Il pastore

 
l'anima e il fiore_libro.jpg (20005 octets)

Elenco delle poesie che appaiono nel volume

"L'anima e il fiore"

 

- Sera

- Piccolo cimitero

- Per anni vissi alla tua pianta

- Quella sera

- Baciavo il suolo

- A mia moglie

- La rosa

- La neve

- A Cornelio

- A Mauro Bertolini

- La folgore

 

- Il fiore

- Con il fuoco del tuo viso e la neve

- Il nuovo sole

- Nella nuova aurora

- Il parnaso

- Poesia

- L'attesa

- Una stella riappare

- Notte di Natale

- Dove dolce cantano gli uccelli

- Il ritorno all'Eden

 

a Glauco, Annalisa e Lorenzo.

© Proprietà editoriale riservata - Questa pubblicazione è stata autorizzata dall'Autore.

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Aggiornato il 05/11/2007 

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