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Aggiornato il 19 novembre, 2008

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Carlo Camusso

Chi era ?

Nato a Genova il 28/9/1933 , deceduto a Pontremoli il 21/10/2008, Carlo Camusso  si era coniugato a Berceto nella Chiesetta della Cisa: di Santa Maria degli Angeli (PR), il 1/6/1959 con Maria Teresa Guastalli. Hanno vissuto prima a Genova poi a La Spezia, dove esercitava la professione di informatore scientifico entrando in contatto con tutti i medici e gli specialisti delle zone interessate, mantenendo, in tanti casi, rapporti con molti di loro anche dopo il pensionamento.

Dall'età della pensione, era infatti tornato a Nezzana dove si era costruito una sua residenza, dedicandosi, come amava dire lui, a fare il contadino, impiantando un uliveto e un vigneto da cui traeva una interessante produzione di qualità che,  imbottigliava ed amava offrire ai molti amici che lo venivano a trovare.

Uomo appassionato di arte e di teatro, che aveva modo di continuare a seguire anche dal ritiro lunigianese, nell'occasione del restauro del Tteatro Ferdinando Quartieri di Bagnone e dell'avvio della sua attività aveva deciso di fondare, tra l'estate 1993 e gli inizi del 1994, un'Associazione dedicata a promuoverne l'utilizzo e la fruizione da parte del pubblico potenziale bagnonese, ma anche proveniente dai territori limitrofi.

L'associazione AMICI DEL TEATRO, raggiunse in breve oltre un centinaio di associati che Carlo organizzava per condurli a visitare Mostre Nazionali e città d'arte, garantendo anche un'annuale partecipazione alla stagione lirica a Verona e una serata alla Versiliana.

Anche durante la malattia, attraverso la costante collaborazione con la segreteria dell'Associazione, ha continuato, ad accompagnare virtualmente, con i propri consigli e le proprie indicazioni, gli Amici del Teatro a numerose iniziative, fino all'ultima gita a Verona, per la visita dei luoghi e della Mostra sul Palladio, durante la quale ha concluso il doloro percorso sino alla sua dipartita.

Per sua volontà le sue ceneri, sono state consegnate al torrente Bagnone che con la sua corsa impetuosa le avrebbe in breve tempo trasportate a quel mare, che lui, ligure, amava sopra ogni cosa. Piace pensare ai suoi cari che esse, con i fiori della figlia e con la preghiera della moglie, siano ora parte di quel golfo del Tigullio che lo aveva visto bambino e che sempre era rimasto nel suo cuore.

L'Associazione, come è stato annunciato in un concero organizzato dagli amici del Teatro nell'immediatezza della sua dipartita, non morirà e il direttivo ne raccoglierà il testimone: quel direttivo eletto dai Soci contemporaneamente alla sua presidenza, e con una iniezione di nuove forze, porterà avanti il programma e le finalità statutarie dedicando alla memoria del suo ex fondatore l'Associazione Amici del Teatro di Bagnone. (F.G.)

 
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Di rugggio

Ho conosciuto Carlo, parecchi anni orsono, poi differenti destini ci hanno diviso il nostro cammino. Sua moglie Maria Teresa, è una mia coetanea, che poi, ancora il destino ci ha fatto imparentare, perchè suo fratello Mario, ha sposato mia cugina Rita; un'altra coincidenza, mi sono sposato quarantacinque giorni prima di loro, nel lontano 1959.

Tornando a noi, quarant'anni sono passati, ciascuno per proprio conto, sino a quando ci siamo ritrovati a Nezzana, nella sua cantina, intenti ad assaggiare un suo famoso "bianco", durante un mio ritorno a Bagnone nel periodo estivo. Ho avuto anche occasione di seguire con mia moglie, alcune sue comitive da lui organizzate, una in Versilia ed una a San Geminiano.

Carlo era un uomo di carattere forte e sapeva perfettamente quello che voleva e come fare per ottenerlo. Alla testa della sua Associazione, poteva esprimersi nel migliore dei modi, aveva trovato quello che la sua passione gli permetteva di sviluppare: il contatto con la gente, l'amore per l'arte, e la sua disponibilità a realizzare mète che la gente sola non avrebbe mai potuto ed immaginato di fare, se non ci fosse stato lui ad indirizzarla.

Di lui mi rimane una foto che scattai tanti anni orsono durante una mia visita alla sua residenza, quella di un mascherone che aveva murato sul parapetto del suo giardino, opera di uno scalpellino suo amico, che era da poco scomparso.

  (rugggio)
 

E-mail Pubblicato il 19 novembre 2008 TORNA SU