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Aggiornato il 18-03-2006

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Castevoli

Frazione del

Comune di Mulazzo

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Il castello

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Il castello in ristrutturazione

 

 

 

 

    

 

 

  

  

 

 

 

DATI  STORICI

Le prime notizie di Castevoli risalgono al 1077 con la concessione dell'Imperatore Arrigo III del luogo ai Marchesi Ugo e Folco d'Este consorti dei Malaspina, ai quali Castevoli pervenne nel 1221 con la divisione tra lo Spino Secco e lo Spino Fiorito.

La storia nota di Castevoli va da Corrado l’Antico, attraverso i vari successori, fino a Cristoforo di Azzone nel 1476, per poi estinguersi nel 1757, per passare ai Marchesi di di Villafranca fino alla ribellione contro Tommaso di Villafranca nel 1794.

Castevoli, antico feudo dei Malaspina del ramo dello Spino Secco, conserva le sue strutture superstiti dell'antica fortezza, che si alzano sopra il piccolo nucleo abitato, a 517 m s.l.m. tra i torrenti Ceriola e Canossilla su un'emergenza dalla quale si gode un notevole panorama verso i castelli e i borghi della riva opposta del fiume Magra e della maestosa catena appenninica Tosco-Emiliana, dal monte Orsaro m 1831, al Marmagna m 1852, all'Aquila m 1780, al Brusà m 1796, al Matto m 1837, al Sillara m 1861, al Bragalata m 1835, al Bocco m 1791 sino al Malpasso m 1796.

La fortificazione è sorta sulla riva destra del fiume Magra, in un luogo che fu una probabile sede di un castellare ligure, diventa in seguito possesso malaspiniano e si trasforma in castrum prima poi in Castello con il borgo, tra i secoli XII - XIV. 

Si immagina che il Castello Malaspiniano di Castevoli, data la sua posizione dominante sulla valle del fiume Magra, nel tratto tra Villafranca e Terrarossa, sia sorto su una piccola fortezza a presidio della strada romana per Piacenza, poi via Francigena.

Questo imponente maniero era nella linea difensiva delle valli, protette dai Castelli esistenti tra Mulazzo, Gavedo, Castevoli, Villa di Tresana e Giovagallo.

Il castello e il borgo oggi si presentano nel riassetto cinquecentesco voluto da Tommaso  Malaspina, uomo colto e raffinato, generale delle armi e governatore della città di Siena, con l'apporto della moglie Bianca Sicchi d’Aragona che, unificando il mastio e la torre in un organismo compatto, ha saputo dare un'impronta unitaria al nuovo complesso di residenza signorile.

Il figlio Francesco, succedutogli nel 1603, fu l’artefice del borgo murato come lo vediamo oggi, mentre il castello è stato dotato di una grande corte interna triangolare circondata dal mastio e dalla torre, entrambe collegate. 

La storia successiva del Castello, segue le sorti di tante altre fortezze della Lunigiana, destinate ad un lento ed inesorabile ed inarrestabile fenomeno di deperimento, storia che venne segnata in modo definitivo dall'invasione napoleonica e dalla conseguente soppressione del feudalesimo.

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Il castello di Castevoli é stato scelto recentemente per lavori di studio del metodo di indagine per la formulazione di materiali da restauro compatibili per la riparazione degli edifici storici in zona sismica.

La procedura di indagine messa a punto e applicata sperimentalmente al borgo di Castevoli  è di tipo pluridisciplinare e consente di individuare le malte caratteristiche delle diverse fasi costruttive dell'edificio, il loro stato di degrado e la loro composizione al fine di formulare materiali di restauro compatibili con quelli esistenti.

Il Castello di Castevoli è stato scelto in quanto il più rappresentativo di molti borghi della Lunigiana, che hanno subito crolli e lesioni importanti,  conseguenti il terremoto del 1920.

Info da: www.lunigiana.ms.itwww.lunigianastorica.it e www.lpm.polimi.it

  Aggiornato il 18-03-2006 

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