Aggiornato il 02-04-2006

Comune di Fivizzano

Lo stemma

Foto

Piantina.jpg (47132 octets)

Piantina

Corvarola-01.jpg (15227 octets)
 
corvarola-02.jpg (32007 octets)
 
sanmichele.jpg (14911 octets)
San Michele
CENNI STORICI

 Il paese di Corvarola sorge su una collinetta o poggio sottostante la Pieve, alla cui valle scorre il torrente Civiglia, a 305 metri sul livello del mare, anch'esso su una deviazione rispetto alla strada provinciale che collega Bagnone a Monti di Licciana.  In dialetto bagnonese: Karvaróla.

Fu un antico castello dei Malaspina, avamposto di difesa, era circondato da sette torri, di cui oggi esistono solo poche vestigia. Sono collegate a Corvarola anche le località Croce, in dialetto Krósa, da incrocio, crocivio; la Ghiaia, in dialetto la Giara; e l'Oratorio di S. Rocco ubicato sulla vecchia strada che da Corvarola porta a Vallescura o a Merizzo.

È certo però che la torre occupava la posizione più importante del Borgo, perchè proprio sotto di loro confluivano le vie o strade che, praticate da pellegrini (Via Francigena) da viandanti e commercianti (Via del sale), dalla Lombardia attraverso i valichi appenninici, portavano alla Toscana, al mare.

 Don Euclide Rapalli che fu parroco ci ha lasciato un suo volumetto "Corvarola" nel quale cerca di ricostruirne la fortificazione e la posizione delle sette torri. Sulla prima torre, ancora riconoscibile, fu costruita in parte la parete sinistra della Chiesa. Sulla seconda torre, molto riconoscibile, vi é la cucina della casa di proprietà di Ravera Ernesto. Sulla terza torre, che ancor oggi mantiene la sua forma, é stata costruita la casa, attualmente abitata da Ghelfi Valentino; questa casa si chiama tuttora " La Torre ".

 A pochi metri dalla casa di Ghelfi V. vi é una porta in pietra lavorata, che chiudeva l'antico castello malaspiniano. Su di una quarta torre, ancora in buono stato stata costruita in parte la casa, abitata da Fraschini Pietro. La quinta torre doveva trovarsi all'inizio della strada comunale che porta a Tracastello, sotto la Chiesa. La sesta doveva trovarsi al principio della strada, che dalla Cola porta alla Chiesa. La settima si trovava nella località Tracastello, di rimpetto alla Chiesa, esistono ancora i ruderi.

Dalla toponimia si desume che Corvarola deriva da fortificazione militare. Le più antiche vicende del castello di Corvarola, secondo lo storico Ubaldo Formentini, sono oscure, ma sicuramente dopo il 1351, data della spartizione del retaggio malaspiniano, fece parte del Feudo di Castiglione del Terziere.

La vecchia cappella dovette sorgere per volere dei Marchesi di Castiglione dopo il 1451 ai tempi del pontificato di Niccolò V. Il titolare della piccola chiesa era San Michele Arcangelo, mentre la parrocchia appare nel 1563 con il primo parroco P. Gian Jacopo Gerali originario di Corvarola.

La cappella fu ampliata nel 1600, ed è quella che si ammira presentemente. A valle di Corvarola, sulla strada mulattiera che conduce alla via Francigena, ci sono le vestigia dell'oratorio di San Rocco. Anticamente si accedeva al Castello di Corvarola per una strada angusta ed a ciottoli, che fiancheggiava la località detta "Monte". 

A Croce la strada si diramava: una saliva a Vespeno e l'altra scendeva nel canale di Castiglione per poi risalire e diramarsi ancora: una per il Castello di Castiglione e l'altra per salire alla Casa Mazzini, un tempo monastero dei Servi di Maria di Firenze, che officiavano la Chiesa della SS.ma Annunziata.

La strada proseguiva fino a Pagazzana, fiancheggiava il Castello di Bagnone e conduceva fino al Capoluogo. Il Castello della Corvarola, fu costruito dai bizzantini. In località "Biselga" in prossimità della fontana vecchia, vi sono avanzi di mura a secco, e infatti il vocabolo "Baselg" di carattere militare e in greco antico significa posto o stazione di guardia o ancora "Gabel" da gabella.

É significativo il vocabolo "Vagi", località sotto Gabbiana, vicina a Corvarola, che risponde alla parola "Vallum" cioé trincea. Da tutto questo il nome giusto della Corvarola deriva da "posto fortificato" secondo il greco antico, perciò deve escludersi l'ipotesi che derivi da "corvi", così come non derivano da vespe o da gabbiani i villaggi di Vespeno e di Gabbiana.

 Le più antiche vicende del Castello sono oscure; dopo il 1351 fece parte del Marchesato di Castiglione del Terziere. Il suo territorio apparteneva al "vicu", villaggio della matrice Pieve, da cui dista breve cammino. La sua cappella (piccola Chiesa) dovette sorgere per iniziativa dei Marchesi di Castiglione dopo il 1451, se non più tardi, per merito dello Stato Fiorentino, a cui il paese si sottomise.

Fin da quell'epoca il titolare della piccola chiesa era San Michele Arcangelo e il primo parrocco appare nel 1563 nella persona di P.Gianjacopo Gerali, oriundo di Corvarola. La chiesa che sorge sulla collina, ove era il castello malaspiniano, in seguito fu ampliata; è di stile rinascimento, senza alcun pregio artistico né storico.

Sembra che Corvarola si sia staccata dalla Pieve poco prima del 1551, come Bagnone e Merizzo; seguirà le sorti di Castiglione del Terziere, per finire sotto la giurisdizione di Bagnone.

Foto

san_rocco.jpg (49492 octets)

San Rocco

oratorio_san_rocco.jpg (25138 octets)

L'oratorio

ORATORIO DI S. ROCCO

Rocco, era sicuramente un francese, di origini nobili, visse tra 1295 e il 1327.  Lo storico Gerini dice che: "verso il 1315 un pellegrino di Montpellier, di nome Rocco, proveniente da Roma, ove si era recato dalla Francia per curare gli affetti da peste, giunto all’altezza di Terrarossa (l’antica Terra Rubra), intraprese la strada romèa o francesca e giunse in località, ora chiamata San Rocco, a un chilometro da Corvarola nel versante del Merizzo, ove sorgeva un camposanto".  

É bene chiarire che la strada che Rocco percorreva, era una strada a quei tempi importante, conduceva da Terrarossa alla Pieve di Sorano, in Val di Magra, verso il nord.  In località Vallescura, si poteva deviare per il castello di Corvarola, per il castello di Castiglione del Terziere, per la Pieve di San Cassiano, per il convento della Santissima Annunziata, per il Castello di Bagnone, ecc., tutti luoghi ove il viandante avrebbe potuto trovare ospitalità e asilo.  

Si fermò il pellegrino Rocco, prima di poter raggiungere Piacenza, mèta del suo viandare, per riposarsi e ristorarsi, nelle vicinanze di Corvarola. Non ci è stato lasciato nulla di scritto, di cosa possa aver fatto Rocco a Corvarola.

In quel luogo, cinquecento anni dopo, la data 1840 figura incisa sul portale d’entrata; data questa di quando venne costruito un Oratorio dedicato al Beato Rocco. Da quel periodo si incominciò una solenne festa annuale, 16 agosto, in onore dell’eroico pellegrino per ringraziarlo dei benefici ricevuti. Verso il 1927 l’Oratorio, resosi pericolante, venne chiuso al culto dal Vescovo Mons. Angelo Fiorini.

Ora esistono solo i muri perimetrali. Alcuni lavori di protezione e di copertura sono stati iniziati recentemente e sospesi.

Anche San Rocco, come San Nicola sono dei santi che hanno avuto una venerazione a carattere universale. San Rocco, nonostante la sua breve apparizione da noi, ha lasciato impronte e fatto edificare vestigia e ha dato origine a culti annuali.

Protettore degli ammalati, specialmente degli appestati,  protettore degli ospizi, dei medici,  è patrono di molte parrocchie italiane. Fra le molte sue raffigurazioni artistiche, è notevole quella del Borgognone esposta al Brera di Milano.  

ITINERARI

Come arrivare: 

Corvarola si raggiunge percorrendo la A15 Parma-La Spezia, uscita al casello di Aulla e si segue la SS62 nord fino a Villafranca in Lunigiana, da qui la deviazione per Virgoletta poi continuando si incontra il bivio per Corvarola.

-  Oppure da Aulla, la SP del Lagastrello, sino a Monti di Licciana Nardi, deviazione sulla sinistra direzione Villafranca in Lunigiana, dopo Merizzo deviazione sulla destra per Corvarola.
- Per coloro che vengono da Parma, scendono la A15 dal Nord, uscita al casello di Pontremoli, percorrere la SS62 della Cisa sud sino a Villafranca L. quindi deviazione per Virgoletta poi Corvarola. 

Le indicazioni sono ben chiare e ben visibili.

- Con la ferrovia sulla linea Parma-Spezia, scendere alla stazione di Villafrana-Bagnone, quindi con mezzi pubblici (taxi) si raggiunge Corvarola.

VISITATE I CASTELLI DELLA LUNIGIANA

Pubblicato il 16 Marzo 2006