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Comune
di Fivizzano
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stemma |
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Foto
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Piantina
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| San
Michele |
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CENNI
STORICI
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Il
paese di Corvarola sorge su una collinetta o poggio
sottostante la Pieve, alla cui valle scorre il torrente
Civiglia, a 305 metri sul livello del mare, anch'esso su una
deviazione rispetto alla strada provinciale che collega
Bagnone a Monti di Licciana. In dialetto bagnonese: Karvaróla.
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Fu
un antico castello dei Malaspina, avamposto di difesa, era
circondato da sette torri, di cui oggi esistono solo poche
vestigia. Sono collegate a Corvarola anche le località Croce,
in dialetto Krósa, da incrocio, crocivio; la Ghiaia,
in dialetto la Giara; e l'Oratorio di S. Rocco ubicato
sulla vecchia strada che da Corvarola porta a Vallescura o a
Merizzo.
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È
certo però che la torre occupava la posizione più importante
del Borgo, perchè proprio sotto di loro confluivano le vie o
strade che, praticate da pellegrini (Via Francigena) da
viandanti e commercianti (Via del sale), dalla Lombardia
attraverso i valichi appenninici, portavano alla Toscana, al
mare.
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Don
Euclide Rapalli che fu parroco ci ha lasciato un suo volumetto
"Corvarola" nel quale cerca di ricostruirne la
fortificazione e la posizione delle sette torri. Sulla prima
torre, ancora riconoscibile, fu costruita in parte la parete
sinistra della Chiesa. Sulla seconda torre, molto
riconoscibile, vi é la cucina della casa di proprietà di
Ravera Ernesto. Sulla terza torre, che ancor oggi mantiene la
sua forma, é stata costruita la casa, attualmente abitata da
Ghelfi Valentino; questa casa si chiama tuttora " La
Torre ".
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A
pochi metri dalla casa di Ghelfi V. vi é una porta in pietra
lavorata, che chiudeva l'antico castello malaspiniano. Su di
una quarta torre, ancora in buono stato stata costruita in
parte la casa, abitata da Fraschini Pietro. La quinta torre
doveva trovarsi all'inizio della strada comunale che porta a
Tracastello, sotto la Chiesa. La sesta doveva trovarsi al
principio della strada, che dalla Cola porta alla Chiesa. La
settima si trovava nella località Tracastello, di rimpetto
alla Chiesa, esistono ancora i ruderi.
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Dalla
toponimia si desume che Corvarola deriva da fortificazione
militare. Le più antiche vicende del castello di Corvarola,
secondo lo storico Ubaldo Formentini, sono oscure, ma
sicuramente dopo il 1351, data della spartizione del retaggio
malaspiniano, fece parte del Feudo di Castiglione del
Terziere.
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La
vecchia cappella dovette sorgere per volere dei Marchesi di
Castiglione dopo il 1451 ai tempi del pontificato di Niccolò
V. Il titolare della piccola chiesa era San Michele Arcangelo,
mentre la parrocchia appare nel 1563 con il primo parroco P.
Gian Jacopo Gerali originario di Corvarola.
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La
cappella fu ampliata nel 1600, ed è quella che si ammira
presentemente. A valle di Corvarola, sulla strada mulattiera
che conduce alla via Francigena, ci sono le vestigia
dell'oratorio di San Rocco. Anticamente si accedeva al
Castello di Corvarola per una strada angusta ed a ciottoli,
che fiancheggiava la località detta "Monte".
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A
Croce la strada si diramava: una saliva a Vespeno e l'altra
scendeva nel canale di Castiglione per poi risalire e
diramarsi ancora: una per il Castello di Castiglione e l'altra
per salire alla Casa Mazzini, un tempo monastero dei Servi di
Maria di Firenze, che officiavano la Chiesa della SS.ma
Annunziata.
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La
strada proseguiva fino a Pagazzana, fiancheggiava il Castello
di Bagnone e conduceva fino al Capoluogo. Il Castello della
Corvarola, fu costruito dai bizzantini. In località
"Biselga" in prossimità della fontana vecchia, vi
sono avanzi di mura a secco, e infatti il vocabolo
"Baselg" di carattere militare e in greco antico
significa posto o stazione di guardia o ancora
"Gabel" da gabella.
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É
significativo il vocabolo "Vagi", località sotto
Gabbiana, vicina a Corvarola, che risponde alla parola
"Vallum" cioé trincea. Da tutto questo il nome
giusto della Corvarola deriva da "posto fortificato"
secondo il greco antico, perciò deve escludersi l'ipotesi che
derivi da "corvi", così come non derivano da vespe
o da gabbiani i villaggi di Vespeno e di Gabbiana.
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Le
più antiche vicende del Castello sono oscure; dopo il 1351
fece parte del Marchesato di Castiglione del Terziere. Il suo
territorio apparteneva al "vicu", villaggio della
matrice Pieve, da cui dista breve cammino. La sua cappella
(piccola Chiesa) dovette sorgere per iniziativa dei Marchesi
di Castiglione dopo il 1451, se non più tardi, per merito
dello Stato Fiorentino, a cui il paese si sottomise.
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Fin
da quell'epoca il titolare della piccola chiesa era San
Michele Arcangelo e il primo parrocco appare nel 1563 nella
persona di P.Gianjacopo Gerali, oriundo di Corvarola. La
chiesa che sorge sulla collina, ove era il castello
malaspiniano, in seguito fu ampliata; è di stile
rinascimento, senza alcun pregio artistico né storico.
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Sembra
che Corvarola si sia staccata dalla Pieve poco prima del 1551,
come Bagnone e Merizzo; seguirà le sorti di
Castiglione del Terziere, per finire sotto la giurisdizione di
Bagnone.
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Foto
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San
Rocco
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L'oratorio
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ORATORIO
DI S. ROCCO
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Rocco,
era sicuramente un francese, di origini nobili, visse tra
1295 e il 1327.
Lo storico Gerini dice che: "verso il 1315 un
pellegrino di Montpellier, di nome
Rocco, proveniente da Roma, ove si era recato dalla Francia
per curare gli affetti da peste, giunto all’altezza di
Terrarossa (l’antica Terra Rubra), intraprese la strada
romèa o francesca e giunse in località, ora chiamata San
Rocco, a un chilometro da Corvarola nel versante del
Merizzo, ove sorgeva un camposanto".
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É
bene chiarire che la strada che Rocco percorreva, era una
strada a quei tempi importante, conduceva da Terrarossa alla
Pieve di Sorano, in Val di Magra, verso il nord. In
località Vallescura, si poteva deviare per il castello di
Corvarola, per il castello di Castiglione del Terziere, per
la Pieve di San Cassiano, per il convento della Santissima
Annunziata, per il Castello di Bagnone, ecc., tutti luoghi
ove il viandante avrebbe potuto trovare ospitalità e asilo.
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Si
fermò il pellegrino Rocco, prima di poter raggiungere
Piacenza, mèta del suo viandare, per riposarsi e
ristorarsi, nelle vicinanze di Corvarola. Non ci è stato
lasciato nulla di scritto, di cosa possa aver fatto Rocco a
Corvarola.
In
quel luogo, cinquecento anni dopo, la data 1840 figura
incisa sul portale d’entrata; data questa di quando venne
costruito un Oratorio dedicato al Beato Rocco. Da quel
periodo si incominciò una solenne festa annuale, 16 agosto,
in onore dell’eroico pellegrino per ringraziarlo dei
benefici ricevuti. Verso il 1927 l’Oratorio, resosi
pericolante, venne chiuso al culto dal Vescovo Mons. Angelo
Fiorini.
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Ora
esistono solo i muri perimetrali. Alcuni lavori di
protezione e di copertura sono stati iniziati recentemente e
sospesi.
Anche
San Rocco, come San Nicola sono dei santi che hanno avuto
una venerazione a carattere universale. San Rocco,
nonostante la sua breve apparizione da noi, ha lasciato
impronte e fatto edificare vestigia e ha dato origine a
culti annuali.
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Protettore
degli ammalati, specialmente degli appestati,
protettore degli ospizi, dei medici,
è patrono di molte parrocchie italiane. Fra le molte
sue raffigurazioni artistiche, è notevole quella del
Borgognone esposta al Brera di Milano.
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| ITINERARI |
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Come
arrivare:
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Corvarola si raggiunge percorrendo la A15 Parma-La Spezia, uscita al
casello di Aulla e si segue la SS62 nord fino a Villafranca in
Lunigiana, da qui la deviazione per Virgoletta poi continuando
si incontra il bivio per Corvarola.
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- Oppure da Aulla, la SP del Lagastrello, sino a Monti di
Licciana Nardi, deviazione sulla sinistra direzione
Villafranca in Lunigiana, dopo Merizzo deviazione sulla destra
per Corvarola.
- Per coloro che vengono da Parma, scendono la A15 dal Nord,
uscita al casello di Pontremoli, percorrere la SS62 della Cisa
sud sino a Villafranca L. quindi deviazione per Virgoletta poi
Corvarola.
Le indicazioni sono ben chiare e ben
visibili.
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Con
la ferrovia sulla linea Parma-Spezia, scendere alla stazione
di Villafrana-Bagnone, quindi con mezzi pubblici (taxi) si
raggiunge Corvarola.
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