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Comune
di
Villafranca
L.
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| Lo
stemma |
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Galleria fotografica |
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| Il
rudere |
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La
porta sud, accesso al borgo di "Lealville" oggi
Villafranca
in Lunigiana |
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Il
campanile di
S. Nicolò
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| Il
comune |
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Il borgo |
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Le zangole |
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| CENNI
STORICI
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Per
le vicende delle quali fu al centro e per la sua importanza
strategica, si tratta di uno delle fortificazioni di maggior
interesse di tutto il comprensorio della Lunigiana storica, ma
oggi dell'antico castello di "Malnido" non restano
che i ruderi ricoperti da vegetazione di alberi e
rampicanti.
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Separato fisicamente dal borgo alla fine
dell'Ottocento con i lavori di costruzione della linea
ferroviaria Parma-Spezia e semidistrutto dai violenti
bombardamenti aerei nel corso della seconda guerra mondiale,
il castello di Villafranca si mostra oggi come un cumulo di
detriti.
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Le
origini del castello di Malnido risalgono al cuore del
Medioevo, attorno all'XI-XII secolo, quando alla confluenza
tra il fiume Magra e il torrente Bagnone si costituì una
forma organizzata di controllo dei traffici soprattutto in
funzione dei guadi dei due corsi d'acqua.
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Nel
1164, in un diploma dell'imperatore Federico Barbarossa al
marchese Oberto Malaspina, il presidio è indicato come
"castrum cum curia". Verso la fine del XII secolo il
castello di "Malnido" si contrapponeva al borgo di
Villafranca, ricordato per la prima volta nel 1191 come
"Lealville", luogo di asilo e di mercato con
condizioni giuridiche particolarmente favorevoli.
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Il
borgo di Lealville, oggi borgo di Villafranca,
strutturato linearmente lungo la via romea, terminava
nella piazza del mercato, in prossimità del castello
costituito probabilmente da un grosso volume cubico, diviso
all'interno in tre vani sovrapposti, posto a chiusura del
borgo commerciale di Villafranca, là dove si trovava anche
l'antica chiesa di S. Nicolò.
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Nel
1221, al momento della divisione dell'originario feudo
Malaspina, nonostante si trovasse alla sinistra del fiume
Magra, Villafranca venne conservata annessa ai territori alla
destra del fiume, quelli dello "spino secco" nel
feudo che faceva capo all'antica capitale Mulazzo. Quando, nel
1266, il feudo venne ulteriormente smembrato, Villafranca
divenne la capitale di uno dei tre feudi che si costituirono.
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Comprendeva,
tra i suoi territori, anche i castelli di Tresana, Castevoli e
Lusuolo e nel corso dei cento anni successivi si ingrandì
ulteriormente fino a quando, nel 1355 la divisione tra i
fratelli Federico II e Azzone Malaspina portò alla nascita
dei due feudi distinti di Villafranca e Lusuolo. Il XV secolo
vide il castello di Villafranca al centro di numerosi
interessi strategici e passare sotto il dominio della famiglia
genovese dei Campofregoso alla quale fu strappato dagli Sforza
che portarono il feudo sotto il controllo di Milano.
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Nel 1547
si verificò l'ennesima divisione all'interno dei Malaspina
nei due rami di Castevoli e di Virgoletta, ma l'introduzione
del principio di primogenitura e di indivisibilità del
possesso di Villafranca fece sì che le due famiglie ne
avessero diritto al governo in anni alterni.
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Iniziò
così un periodo di relativa tranquillità e prosperità per
Villafranca che fece registrare un certo benessere economico
che ben si evidenziò anche nella costruzione di palazzi
signorili. Il dominio dei Malaspina venne definitivamente
interrotto nel 1797 quando anche in Lunigiana si abolì il
regime feudale. Da registrare, in questi anni, anche
importanti modificazioni urbanistiche come lo spostamento
all'esterno del borgo della strada e la ristrutturazione della
chiesa di S. Nicolò, ridotta poi in rovina dai bombardamenti
della seconda guerra mondiale e definitivamente demolita negli
anni successivi; a testimoniare la sua antica presenza resta
soltanto il campanile.
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LICCIANA FEUDO
DI VILLAFRANCA
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Fu Licciana un marchesato dei Malaspina di Villafranca, che costituiva insieme con Panicale un piccolo feudo.
Nel 1481, cinque fratelli nati da Giovanni Spinetta Marchese di Villafranca si divisero il retaggio, e divennero
titolari dei marchesati di Bastia, di Licciana, di Suvero, di Podenzana e di Terrarossa.
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Licciana, Panicale ed altre villate essendo toccate a Jacopo uno dei 5 figli di Giovanni Spinetta, nel 1549 ottenne un diploma d'investitura del suo feudo dall'Imperatore Ferdinando I.
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Nel 1573 successero al marchese Jacopo i di lui
figli: Cornelio, che non ebbe prole mascolina, e Alfonso, che lasciò il marchesato di Licciana al di lui figlio
di nome Obizzo.
Nel frattempo il marchese Giulio Cesare Malaspina in proprio e
per conto del Marchese Orazio suo fratello, nel 1620, offriva al Granduca Cosimo II ed ai successori nel Granducato di Toscana, salvo il beneplacito Cesareo, il marchesato e territorio di Licciana appena gli fosse pervenuto
in eredità, alla morte del marchese Obizzo che nel frattempo
era senza prole.
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La quale offerta fu ratificata dal marchese Orazio, e quindi dai due fratelli nel 1625 confermata al Granduca Ferdinando II, salvo sempre l'assenso dell'Imperatore.
Ma tali disposizioni non ebbero effetto, perchè il marchese Obizzo di Licciana, lasciò il marchesato a Jacopo II,
nato suo figlio.
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Questi ebbe da Bianca Rangoni sua moglie un Obizzo II, che alla morte del padre (anno 1660) successe nel marchesato di Licciana; e quindi, nel 1704, il nato da quei coniugi, Jacopo Antonio. Questi ebbe, e quindi nel 1746 lasciò il feudo a tre figli; l'ultimo dei quali, Ignazio, nel 1778 subentrò ai morti fratelli nel dominio del marchesato, e con lui si estinse la linea
dei Malaspina.
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| LE
STRADE |
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Il
borgo, sviluppatosi sul tracciato della via Francigena o
Romea, conserva tracce di fortificazioni e interessanti
particolari costruttivi dell'edilizia urbana medievale:
portali, botteghe, finestre, passaggi voltati. Suggestivi ed
imponenti i ruderi del Castello malaspiniano di Malnido. Da
visitare, il Museo etnografico della Lunigiana, allestito
negli spazi suggestivi dei quattrocenteschi mulini della
comunità di Villafranca, illustra attraverso ricche raccolte
le attività agricole ed artigianali, gli usi, i costumi e le
tradizioni della valle di Magra. |
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Nella
foto a fianco, le zangole per il burro. Nelle vicinanze del museo, la
chiesa di San Giovanni Battista (XII-XV secolo) e la chiesa e
convento di San Francesco con il chiostro (XVI secolo), e due
pregevoli terrecotte della scuola dei Dalla Robbia. |
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Per
il tempo libero, il complesso Villasport, in via delle
Piscine, é attrezzato con campi da tennis, piscina olimpica
con trampolino, piscina per bambini, il tutto immerso nel
verde di un ampio castagneto detto "la selva", luogo
ove Dante, meravigliato così lo descrisse: "selva oscura
ove la diritta via avea smarrita".
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Sul
territorio di Villafranca in Lunigiana, da visitare il Castello
di Malgrate e il Castello
di Virgoletta, vedasi descrizioni separate.
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| ITINERARI |
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Come
arrivare:
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Autocamionale A15 uscita Aulla, le indicazioni per Villafranca
L. seguendo la SS62 della Cisa direzione nord.
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Autocamionale A15 uscita Pontremoli, le indicazioni per
Villafranca L. seguendo la SS62 della Cisa direzione sud.
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Con la ferrovia si arriva alla Stazione di
Villafranca-Bagnone, però non tutti i treni si fermano.
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Via dei Mulini, 71 - Villafranca
Lunigiana
(MS)
Tel. (0187) 493 417 e
(0187) 494 400 - Fax (0187) 493 526
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orario invernale: 09:00 - 12:00 / 15:00 - 18:00
orario estivo: 09:00 - 12:00
/ 16:00 - 19:00
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