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DOMENICO
CATTANEO |
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Da
tempo cercavo le rare notizie su D. Domenico Cattaneo, più volte
incontrato e citato quale descrittore di alcuni particolari
dell'epoca, ma non sono mai riuscito a trovare qualche cosa di
valido, finché oggi mi è piovuto tra
le mani una fotocopia dell'originale,
che mi diletto a trascrivere per il bene dei posteri.
Interessante
trattato questo del Cattaneo, che ci parla della nostra Terra e
tratta dell'origine del nome, da Bondelia a Bagnonum sino a Bagnone,
e cita numerosi concittadini che hanno dato lustro al nostro
paese.
In
calce ho trascritto anche la biografia del Cattaneo che, per puro
caso, ho trovato pubblicata su internet dai reaponsabili dall' Archivio Storico del
Comune di Bagnone.
RUGgGIO
- 2007
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I
S T O R I C A
D
E S C R I Z I O N E
DELL'INSIGNE
TERRA DI |
|
B
A G N O N E |
|
A
N T I C O, E M O D E R N O,
Compenditata
dal Signor |
|
D.
DOMENICO CATTANEO |
|
A
puro oggetto di non lasciar mancare a' Posteri
del
Luogo nuovi Esempi, ed incentivi di sempre
propagare
il loro buon Nome.
Dedicata
al Merito Sublime
DEL
REVERENDISSIMO PADRE |
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D.
GUIDO GRANDI |
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Professore
delle scienze matematiche nell'Alma
Università
di Pisa, e Abbbate dignissimo de'
Monaci
Camaldolesi di S. Michele in
Borgo
di detta Città, e Signore
dell'Isola
di Monte-Cristo & c. |
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IN
MASSA MDCCXXVI
Per
Giambattista Frediani, e Fratelli Stampatori Ducali.
CON
LICENZA DE' SUPERIORI. |
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REVERENDISSIMO
PADRE |
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ON essendo io contento di conservare privata
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memoria de'
segnalati
benefizi, e
favori, co' quali senz' alcun risparmio s'é degnata la P. V.
Reverendiss. di onorarmi per sua mera, e connatural gentilezza in
tempo, che mi son ritrovato in codetta Città di Pisa per i miei
studj; ho voluto ancora che ne resti scolpito eterno ricordo su
questi pochi fogli coll'occasisone, che vengo pregato di dare alle
Stampe la presente Descrizione della mia |
|
Patria, dedicandola
alla P.
V.
Reverendiss. affinché, siccome io non ho alcun modo di poterli
adequatamente rimeritare, si veda almeno che non me ne mostro
ingrato, ne sconoscente, ma che me ne dichiaro ben ricordevole anche
in lontananza di tempo, e di luogo. Ecco nelle sue gentilissime mani
il confesso di tanti miei dubbi, l'esorbitanza de' quali facendomi
rammentare, che QUI NON
HABET IN AERE, LUAT IN CORPORE, altro non mi resta che
fare, |
|
per esserle buon corrispondente, se non con
tutta umiltà implorare dalla P. V. Reverendiss. d'esercitarmi
continuamente sotto la sua gran Padronanza; accettandola, che mi
reputo a somma gloria il potermi rimostrar in effetti, quale
inalterabilmente mi pregio foscrivermi |
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Di V. P. Reverendiss. |
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Bagnone 20 Luglio, 1726 |
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Devotiss.
Servitore Obligatiss. |
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Domenico Cattaneo. |
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| STEMMA |

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MEDICEO |
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DESCRIZIONE
ISTORICA & c. |
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RA tutte le quattro parti del
Mondo, non v'ha alcun |
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dubbio, che la più
Signorile, Umana e riguardevole per molti titoli sia l'Europa. E tra
tutte le sue Regioni non si piò negare, che l'Italia è la più
amena, e deliziosa, dicendosi communemente il Giardino di essa. Tra
le Provincie d'Italia poi, e chi non sa, che questa di Toscana non
ha invidia alle prerogative più stimabili d'ogni altra: portando
più che per Antonomasia il nome di Felicissimi Stati per quanto si
estende la Padronanza di S. A. R. Gran Duca, e Signore molto
Clementissimo. |
|
E
se la felicità de' Stati considerar si deve dall'aver ciò che si
trova di più prezioso nel Mondo, che é la Libertà, di cui stà
scritto: Non benè pro toto Libertas venditur auro; bisogna
necessariamente confessare, che non cedano il primato ad alcuni
altri, quelli che l' A. S. R. possiede nella Lunigiana, che per
essersi spontaneamente soggettati al Dominio Fiorentino si godano
quietamente per rimunerazione sì gran Tesoro. |
|
Tre
però sono i Luoghi, che tra gl'altri si trovano in tal Distretto
singolarizzati di simili distinzioni, cioè PONTREMOLI, FIVIZZANO, E
BAGNONE; il qual ultimo avendo io preso a descrivere, dico, ch'egli
è situato in un tratto di pianure chiamato la Valle di Magra,
spalleggiato da colline, e monti adiacenti; essendo distante verso
Tramontana poco più di due miglia dalle faldi
dell'Appennninno. |
|
Per
queste colline, e tra detti monti, siccome in essa valle si vedano,
e trovansi molti altri inferiori Castelli, e Villaggi, che
riconoscendo Bagnone per loro Principale, ci concorrano giornalmente
per ogni occorrenza, come fanno i Suburbi a tutte le Città. |
|
Circa
l'antichità di questo luogo è da sapersi, che non è possibile il
rinvenirne l'origine. Convien bene avvertire, che prima si chiamava
BANONE, ed in latino BONDELIA, il che ancora vedesi accennato nella
Geografia del Famosissimo Astrologo, e Matematico Tolomeo, che
viveva sul principio del secondo Secolo di nostra Salute. E se non
si trovi distintamente nominato da più antichi Scrittori, che
furono ante Christi nativitatem, non sia meraviglia,
imperoche tutti i |
|
luoghi, che
erano a quei tempi in queste parti, passavano sotto nome di Liguri
Apuani, alla differenza degli altri Liguri del Genovesato, da' quali
ci divide, e distingue il fiume Magra; piacendomi a proposito di
questi Liguri Apuani far qui piccola digressione col notare la
perdita di 4. m. Soldati fatta da' Romani 183 anni avanti la venuta
del Messia, nella spedizione di grosso esercito verso queste parti
sotto la condotta di Q. Marzio uno de' Consoli Romani di quell'
anno,
che ne fu da' nostri valorosamente respinto, sebbene molte altre
volte ne restavano al di sotto. Eccone l'attestato di Tito Livio al
Libro nono della Quarta Deca. |
|
Perfectis
questionibus, Q. Martius in Ligures Apuanos est profectus: dum
pænitus in abditos faltus, quæ latebræ, receptaculaque illis
semper fuerant, persequitur, in præoccupatis angustiis loco iniquo
est circumventus: quatuor milia militum amisit, o legionis secundæ
signa tria; undecimo vexilla socium, ac latini nominis in
protestatem bastium venerunt, o arma multa, quæ quia
impedimento fugentibus per sylvestres semitas erant, passim
jactabantur. Prius sequendi Ligures finem, quam fuga Romani
fecerunt. Consul ubi primum ex hostium agro evasit, ne quantum
diminutæ copia furent appareret; in locis pacatis exercitum
dimisit.
Non
tamen obliterare faman rei malè gesta potuit; nam saltus, unde eum
Ligures fugaverant MARTIUS est appellatus oc. |
|
Et
in MARZO appunto si chiama una Selva da quì poco distante.(1)
Qual
passo ho voluto allegare per autentico contrasegno anche di molti
altri luoghi in queste vicinanze sino allora abitati. Ma non
sapendosi precisamente quali fossero, perchè molti ne sono stati
edificati dopo, non resta già punto da dubitare, che il predetto
nostro Banone fosse per infallibile uno dei più antichi : dando a
divedere il grande abbassarsi, che ha fatto il Fiume da alcune ben
grosse, e longhe antichissime Muraglie, che se pur non gli servivano
d'argine per impedirne i molti danni quando cresceva precipitoso
torrente (vedendosi anche quanto si sia sfogato con esse) sarannno
forse state di alcun' Edifizio della Comunità
per le pubbliche rendite. |
|
E
sono in due luoghi, cioè sotto al Convento de' nostri Padri
Agostiniani (2) [vedendosi anche molto più abbasso un piede di
ponte vecchio come le dette Mura] e l'alatre si calpestano nella
Strada longo detto Fiume (3) per dove si va nella Selva l. d. Tra
Castiglione ; che andandovi sotto, meglio si scorge che
gran macchine fossero tanto queste, che quelle. Siccome anco la
detta Selva sino a' dì nostri vedesi molto ripiena di quei tanti
sassi rimastivi fin quando serviva il letto all'istesso Fiume, che
per più vivo contrasegno vi lasciò molto limati, ed incavati
grossissimi Macigni. |
|
Ne'
quali tempi Bagnone restava dove è addesso l'antico nostro
Castello, e non eran per anche fabbricate alcune Case della Terra,
che in oggi abitiamo. Anzi che allora il suddetto Fiume, chiamato
ancor lui Bagnone, che ora ci corre sotto, passava assai più alto,
e poco men che sopra, come è bel riscontrare dalle suddette
vetustissime orme. Ma poichè detto Fiume a poco a poco ebbe
consumato tanto di suolo, che venne a trovarsi tra mezzo a' Scogli,
da, quali mai più ha potuto uscire; quindi avvennne, che i
Bagnonesi del MCCC per loro maggior comodo dell'acque, ed altro, |
|
e
per il gran concorso, che
aveva la miracolosa Immagine della Madonna del Pianto quivi allora
scopertasi, lasciando il vecchio Castello, cominciarono a
fabbricarsi nuove abitazioni quaggiù basse, dove prima dicevano in
Gottola. Dalche si argumenta, che il Fiume ha profondato molta
pianura, che rendeva più facile l'accesso a quel luogo : il quale
avanti, che fosse Feudo de' Marchesi Malaspina, era sotto al governo
di Luni Città ormai distrutta, donde la Lunigiana trae il suo
nome.
E
Dio sa quante volte ancora è stato distrutto, e rovinato il detto
Banone fino a quei tempi Luogo di considerazione in queste
parti. |
|
Ma
lasciate da una parte l'antichità, dirò qualmente restando questa
nostra Terra in ugual distanza cioè di leghe 20, tra Pisa, Genova,
e Parma, prtecipa non ssolo del linguaggio, e usanze di queste tre
parti, ma ancora tratta a monete correnti in essi Dominj. Quì si
gode un'aria molto temperata in tutte le sue qualità; sicchè ne
ridonda profitto non tanto all'individuo, ma anche tutte le vicine
campagne dimostrano quanto li sia benefico un clima sì piacevole:
sotto di cui nascono, e si perfezionano tutte le sorte di viveri, e
delizie, che sono più comuni all'umano uso, e per quanto possa
bastare al bisogno del paese. |
|
Qui
si gode tutta la libertà della Pesca, che sebben tenue nel nostro
Fiume, ad ogni modo altrettanto stimabile per le Trotte
d,impareggiabile bontà; assai più copiosa di vario pesce nella
Magra, come scrive il Giannetti nel terzo tomo del suo Mondo
filosofico : e similmente della Caccia, come nota il Savelli nella
sua Prattica, alla parola Bracchi. |
|
Quì
si fa ab immemorabili tempore ogni Lunedì il Mercato, tanto
più bello, quanto numeroso e di Popoli circonvicini, e Forestieri.
Consideriamo poi come dovrà riuscir vie più applaudita la Fiera
introdottavi l'anno passato 1725. da seguitarsi il giorno di S.
Maria Maddalena 22, Luglio, e seguente.
È
finalmente non poco dilettevole da vedersi la copiosa Rassegna, che
si fa ogni quarta Domenica di Ciascun mese (eccettuati quelli
d'inverno) di 14, Comunità descritte a questo nostro Ruolo; veder,
dico, tutta la Milizia messa in parata nel Borgo, e di quì fatta
marchiare nella Piazza, dove posta in ordinanza, e molto bene
esercitata dal nostro Generoso Capitano (Querni in oggi) ed altri
bravi Ufficiali, rende assai godibile la detta Piazza di tanto
comodo, e decoro del paese: lastricata tutta di ben lavorate pietre
: la cui fondazione leggesi scolpita in marmo sulla Porta con questi
caratteri. |
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|
LELIO
BUTIO PATRITIO MEDIOLANENSIS
PROFERDINANDO
II. ETRURIAE MAGNO DUCE
IN
HAC PROVINCIA JURIS, & ARMORUM
PRAEF.
FAVENTE,
AC DESIGNANTE
HAEC
PLATEA STRATA FUIT ANNO DOMINI
M
D C L I V |
| |
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Questa
è la Patria ( come scrive Leandro Alberti nella sua Italia) di
Mario Querni Malvezzi Cittadino di Reggio, e Medico di tanto grido
nell'inclita Citta di Bologna, come, e molto più si ricava dal suo
onorevole Privilegio Dottorale ivi ottenuto nel 1520. E questi esser
dovrebbbe Fratello, o in altro modo Parente coetaneo del tanto
rinomato Arcipoeta Camillo, di cui ho parlato trattando della Poesia
: avendo noi avuto in più famiglie diviso il detto Casato. |
|
Cittadino
di Reggio fu altresì il Nobil Uomo Lorenzo Sarti pure di Bagnone,
Autore della Fabbrica del nostro Ducale Convento degl'Agostiniani,
come si rileva dalla sua Lapide Sepolcrale, che accenna finisse i
suoi giorni del 1628.
Degno
similmente d'eterna memoria è altro Monumento in detta Chiesa con
questa Iscrizione. |
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HOSPES
, SISTE , LEGE .
JACET
HOC TUMULO DECUS INGENS, & COLUMEN
PATRIAE
MAXIMUS
HONOR PINDI
AMPLISSIMUM
AORNAMENTUM CYRRAE
JOANNES
BAPTISTA CARTENIUS
PLENISSIMUM
ELOQUII FLUME
PER
QUOD QUOSQUE AD AETERNITATEM MITIERE
POTERAT
DEXTERA
FRIGESCIT
QUAE
PLURIMOSA FORCIPE MORTIS ARRIPUIT
SUAE
AETATIS AESCULAPIUS
DOCUIT
36. ANNOS IN PISANA ACADEMIA
PATRIMONIUM
BAGNONO PATRIAE LEGAVIT.
VIVUS
DOCUIT
DE
DOCENDA JUVENTUTE EXCOGITAVIT IN MORTE
MORTUUS
ETIAM DOCET
FUNCTUS
PEREGRINATIONE ANNNORUM 75.
ANNO
1634. 8. IDUS MAJI SEPULTUS IN COELUM ABIVIT
OSSA
HIC SITA SUNT. |
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Questo
grand'Uomo trovò il modo di rendere più godibile, e perfetta, che
prima non era l'aria di Pisa, come si ricava da un suo Libro ivi
stampato del 1628. con questo frontespicio. |
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|
GIO. BATTISTA |
|
CARTEGNI |
|
P.
F. FRANCESCO |
|
DA BAGNONE |
|
CAPPUCCINO |
|
|
TRATTATO
DE' VENTI |
|
In
quanto s'apperiene al Medico, e del sito della Città di Pisa, del
Dottore Gio. Battista Cartegni da Bagnone di Lunigiana lettore della
Teoria ordinaria di Medicina nello Studio di Pisa . Al
Serenissimo Ferdinando II. Gran Duca di Toscana V. |
|
D'assai
maggiore ingrandimento poi ci serve il Libro intitolato MEMORIE
DEL VENERABILE SERVO DI DIO P. F. FRANCESCO DA BAGNONE CAPPUCCINO.
Descritte, ed esposte all'imitazione, ed ammirazione de'
Posteri dalla penna di Fra Gioacchino da Soragna del medesimo
Ordine, e da essolui dedicate all'Altezza Serenissima di Francesco
I. Farnese Duca di Parma, Piacenza & c. Stampato in Parma
del 1703.
Leggendosi
sotto all'Effige di detto Padre tra ;'altre parole : Qui post
magnam suæ probitatis existimationem in toto ferè Orbe
Catholico relictam, plenus dierum obiit Parme die
4. Aprilis Christi Domini morti sacra Anno 1692. ætatis suæ 80.
Religionis fuerò 59.
Di
questo Padre ho veduto un picciol Libro con questa Iscrizione
SOLILOQUIO, o sia Esercizio Spirituale per amare Dio nel
più alto, e perfetto modo possibile sopra quelle parole : Diliges
Dominum Deum tuum & c. Dedicato all'Altezza Serenissima della
Signora Principessa Maria Maddalena Farnese da F. Francesco da
Bagnone Cappuccino. Stampato nella suddetta Città del 1685.
Come pure si sono stampate altre sue Devozioni. |
|
In
materia di Religione, non devo scordarmi di contribuire al merito
sublime del nostro Reverendiss. P. F. Framcesco Maria Querni ancor
vivente, dell'Ordine Eremitano di S. Agostino che dopo aver fatto il
corso dei più onorevoli gradi, come d'Assistente d'Italia, e di
Procurator Generale di tutto l'Ordine, venendo in questo mentre ad
esser fatto Vescovo il Generale di quel tempo, fu il nostro Querni,
sebben con grande sua retinenza dichiarto Vicario Generale
Apostolico. Della qual carica riputandosi incapace per la sua grand'
umiltà, e insufficiente per l'età avanzata, cercava continuamente
di cedere non tanto all'onere, che all'onore. |
|
E
siccome per secondare le premurose istanze del Sommo Pontefice
Clemente XI . s'indusse ad accettarla per cinque anni : tra il
decorso de' quali, celebrandosi il solito Capitolo, in cui lo
volevano assunto al Generalato, in nessuna maniera volle aderirvi,
per non sentire maggiore inquietudine.
Ma
ad ogni modo non creandosi intanto altro generale, convenne a lui
esercitare simil funzione per lo spazio suddetto : nel quale
aggregò anche la mia Casa alla Fratellanza di sua Religione con
Diploma del dì 10. Novembre 1718. In cui, siccome in tutte l'altre
sue Patenti si legge ; Fr. franciscus Maria Querni Pratensis,
s'intende questo per esser egli Figliuolo del Convento di Prato al
quale ha conferito benefizi meritevoli di perpetua memoria ; siccome
anco in questa nostra Chiesa del suo Ordine si conservano preziosi
contrasegni del suo patrio affetto. |
|
De'
nostri similmente è (siccome anche cittadino Fiorentino) il
Reverendiss. Padre Abbate Orsini Canonico Regolare Lateranense : il
di cui Fratello Sig. Camillo è Ministro in spedizioni di mare
&c. della Dogana di Firenze .
Nella
qual Città ancora per esser
Uomo eccellente in belle Lettere a meraviglia il Sig. Cesare
Lorenzelli, gode l'onore d'esser Segretario dell' Illustriss. Sig.
Marchese Ranuccini primo Segretario di Stato, e di Guerra di S. A.
R. ec. |
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|
P. F. FRANCESCO |
|
MARIA QUERNI |
|
CAMILLO
QUERNI
|
|
|
| ABATE
LORENZO NERI |
| DOTT.
BARONI |
| FRANCESCHINI |
| NICCOLÒ
CARTEGNI |
| D.
NICCOLÒ SARTI |
|
GIOVANNI BASSIGNANI |
| PIETR'
ANTONIO MAZZINI |
|
DOTT.
FISICI
PIETRO
MARIA E
MICHEL'ANGELO
QUERNI |
|
|
|
La
detta Città, e suo Contado poi sanno, che grand' Uomo era il Sig.
D. Gio. Battista Bertozzi Dottore dell' una e l' altra legge,
Protonotario Apostolico, e Pievano dell' opulentissima Pieve di S.
Pancrazio di Val d' Arno ; e lo saprebbe meglio il Mondo
tutto, se avesse avuto tempo di terminare alcune insigni , e
voluminose opere, che era per dare alle Stampe, che pur tali, e
quali abbiamo nella Libreria di questa sua Casa : la quale porta
anche la gloria d'esser nominata per favorita dal Cielo negl' Annali
del Sacro Ordine de' Frati Servi della B. V. M. al Libro V. Centuria
III. Capitolo IV. con queste parole. |
|
Anno
1502. Accidit, ut in Oppido Castalonensi, quod inter Lunenses
de Terzerio vocant, Diocesis Sarzanensis Imago quaædam B. V. in
ædibus corum, qui de Bertozzis dicebantur, lugere visa
fuisset &c. |
|
Merce
che a quel tempo abitavano questi Signori in Castiglione del
Terziere suddetto : Castello poco più distante da noi un miglio :
nel quale abbiamo il nostro Jusdicente con tutti gl' altri Ministri
di Corte, perchè quando s' è trattato d' introdurli in Bagnone,
mai abbiamo voluto la continua lor Residenza, per non derogar punto
all' intiero della nostra Libertà : battendoci solo, che venghino a
tutti i nostri Mercati a tener Ragione particolarmente nel civile, e
che si servino di questo nostro Luogo per intimare allora, ed in
ogni altro giorno tutti i Bandi, Precetti, e Proclami, che li
occorre ; non essendo Castiglione luogo di concorso come Bagnone da
render pubblico alcuno avviso. |
|
Dell'
Illustriss. Casa Neri abbiamo il Signor Abate Lorenzo stato
Coppiere, ed Elemosiniere dell' Eminesntissimo Sig. Cardinale
Barbarigo Vescovo di Padova, zio di quello, che vi risiede in oggi :
il qual Porporato, per esser morto in grande odore di Santità, per
la vita uniforme da lui vissuta ; e stimandosi per ciò molto
fortunati quelli, che aver potevano alcune delle sue memorie
(conforme se ne mostrò tutto fervore il Sereniss. Gran-Duca Cosimo
III. di gloriosa rimembranza) siccome era toccata l'intera sacra
Porpora del Prelato al nostro Neri, così da questo si trovò l' A.
S. R. presentato la Berretta Cardinalizia con reciproco inesplicabil
contento. |
|
La
riguardevole Comunità di Prato può ridire quanto si pregiava
d'aver per suo Cancelliere il nostro Dottore Baroni ; e similmente
quella di Pietrasanta il Franceschini, di cui anco al presente
abbiamo un figlio nello Stato di Piacenza Commissario nel Luogo
delle Ferriere.
In
Volterra, ed altrove è stato Giudice l' Eccellentiss. Sig. Dottore
Niccolò Cartegni ora Podestà del qui vicino Marchesato dell'
Illustriss. Sig. Marchese Corsini. |
|
Non
è quivi da preferirsi il bravo Musico D. Niccolò Sarti, che per il
suo tanto piacevol cantare, gareggiavano Milano, e Genova per
averlo, sabbene egli si accomodò più presto all'aria di Genova
come a lui più confacevole ; siccome si fece anco applaudire in
altre celebri Città dell' Europa, fra le quali in Baviera dove
avendolo ben volentieri sentito la Serenissima Gran Principessa di
Firenze Violante Beatrice, Governatrice in oggi della Città, e
Dominio di Siena, gli ha fatto godere per molti anni finchè lui è
campato quì a Casa nella sua età avanzata un decoroso onorario
contribuitoli dall' Insigne Opera di Pisa. |
|
In
Genova pure non era se non grande la stima, che si faceva del famoso
Ingegniere Giovanni Bassignani, che dopo aver reso glorioso il suo
nome appresso della Repubblica di Venezia, passando poi al servizio
di quest' altra, ne riportava gran somma di Genovine al Mese con
alquanti servitori di più.
Anche
al presente abbiamo per Auditore di quella Ruota il Sig. Pietr'
Antonio Mazzini, stato prima Assessore nel Magistrato Illustrissimo
de' Signori Otto della Città di Firenze. |
|
Gli
Eccellentissimi Dottori Fisici Pietro Maria, e Michel' Angelo
Querni, quello in Toscana e quello in Lombardia dopo essersi
acquistati un grande applauso, finalmnte ricordevoli della Patria,
hanno voluto prestarli un lungo benefizio della loro assistenza,
come felicemente seguita tuttavia il secondo dopo l'irreparabile
perdita del primo, e del Dottore Nicolò suo figlio morto anch' esso
pochi anni dopo del suo Dottorato in detta Professione, come seguì
dell'Eccellentissimo Sig. Dottore nell' una, e l' altra Legge
Girolamo Tonini suo contemporaneo : Soggetti, che col troppo
studiare si pregiudicarono di tutte le fortune, che incontrar
potevano in questo Mondo. |
|
Tutti,
quanti ho quì annoverati, cominciando dal Reverendiss. P. Querni,
parte sono, e parte sono stati a tempo mio : non avendo io voluto
inserirvi infiniti altri, che sono stati prima di me, se non quei
pochi di sopra. Anzi mi si perdoni, se ne pure ho mentovato tanti
altri, che conosco, ed ho conosciuto io proprio illustratori della
nostra Patria ; e tuitto questo per fuggire le prolissità, e
lasciare, che altre penne supplischino alle mancanze mie. |
|
Non
vo per altro, che resti indietro il molto Illustre, ed Eccellentiss.
Signor Avvocato D. Luigi Alò, che dopo di aver
fatto tutte le sue fortune in Roma, dove anco fini i suoi giorni,
lasciò (come per testamento suo rogato Ser Pietr' Antonio
Pecichello Notaro Romano del dì 5. Dicembre 1671.) il terzo delle
sue Entrate di luoghi di Monti ivi esistenti, alla nostra Venerabile
Compagnia della B. V. del Pianto, con questo, che si ritenga per se
la Sagristiail quinto, e del resto ne li facci celebrar tante Messe
ogn' annno in perpetuo. L' altra somma poi di tutti i Luoghi, e
beni, a' suoi Parenti di questa sua Patria : finita la qual
descendenza, ordinò non solo alla sudd. Confraternita, quanto a
quella del Suffragio, e del Santissimo, che eleggessero loro
nuovo successivo erede. |
|
Perchè
gl' Uomini poi avessero a conoscere che raro talento, fosse questo
Signore, bisognerebbe, che avesse potuto restare ubbidito dell'
ordine, che lasciò in detto testamento, di doversi far stampare
certi suoi Manuscritti Pro veritate, che li sono stati
involati, Dio sa come. |
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|
|

|
|
Santa Croce |
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|
|
Ne
men posso non encomiare l' Illustrissima, antica Casa de' Sig. Conti
Nocetti, che avendo avuto molti Uomini segnalati in Lettere, Arme, e
Governi, come ben lo dimostrano i tanti Privilegi, ed Esenzioni
concesseli da più Repubbliche, e Principi, che ne parlano anche
diversi Scrittori ; non potrei stare sulla promessa brevità, se
rammentare gli volessi. E mi restringo solo alla commendazione di
Pietro Noceti, che fu Segretario, e familiare del Sommo Pontefice
Niccolò V. comeche per di lui mezzo abbiamo una bella Croce
d'argento che dentro di se racchiude più Tesori inestimabili delle
seguenti, miracolose, e sante Relique, cioè : |
|
Del
Legno della Santissima Croce . |
|
Del
Monte Calvario . |
|
Del
Presepio . |
|
Della
Colonna, dove N. S. fu flagellato . |
|
Del
Santo Sepolcro . |
|
Del
Luogo, ove Cristo ascese al Cielo . |
|
Della
Terra, dove Cristo pianse . |
|
Del
Luogo, dove risuscitò Lazzaro . |
|
Del
Monte, dove Cristo digiunò . |
|
Del
Luogo, dove fece la cena ai suoi Discepoli . |
|
Della
Terra, dove formò Adamo . |
|
Della
circoncisione di N.S.G.C. |
|
Del
Luogo, dove nacque la Gloriosa Vergine . |
|
Dove
fu sepolta . |
|
Del
Luogo, dove fu ritrovata la Croce. |
|
Dove
Cristo fu preso . |
|
Del
Luogo, dove orò . |
|
Qual
Croce fu poi col tempo rinchiusa in altra di gran lunga più
maestosa fatta di tante oblazioni d' argenti con i suoi Cristalli d'
avanti, per mezzo de' quali si vede l' interiore Prima con tutte le
suddette Reliquie : Che a dire il vero non so, se la Divina Bontà
poteva arricchire, onorare, e render veramente riguardevole questa
nostra Terra con più cospiquo Distintivo di questi preziosissimi
Pegni, maggior de' quali ne vanti, se puole, il Mondo.
Qui
io riconosco tutto il più sodo fondamento delle nostre Grandezze, e
della nostra Gloria, quantunque di sopra avessi avuto a far pompa di
Triregni, Porpore, e Scritti. E non solo possiamo, ma anche dobbiamo
grandemente pregiarcene. NOS AUTEM GLORIARI OPORTET . |
|
Felici
noi, se in quest' angolo del Mondo, tanto remoto da quei Paesi, ove
Cristo Gesù operò i più grandi Misteri della nostra Redenzione,
riflettessimo, che ci ha dato il modo di poterli quì venerare con
tanto comodo, e merito, giacchè riesce così difficile il longo, e
pericoloso cammino verso quelle Parti .
Di
questa Santissima Croce, che per i passati tempi abbiamo sempre
tenuta nell'antica Chiesa Prepositurale del Castello, seguì a dì
13. Settembre 1922. solenne Traslazione nella Prepositura nuova, che
fabbricata abbiamo dentro di questa nostra Terra dal 1702. in qua
per compimento di tutte le comodità, che bramare potevamo in simil
genere.
Ella
è tanto bella, grande, e sontuosa la Fabbrica di questo Santuario,
che essendosi resa ammirabile a chiunque l' ha veduta, ha fatto, e
fa incessantemente esaltare la magnificenza di sua struttura, e
Architettura . |
|
E
per non far menzione d' altro, dico, che questo è quel Luogo, che
osservatosi per meritevole anco da' nostri Vescovi di Sarzana, lo
tengano dichiarato tra i più insigni della loro vasta Diocesi.
Se
apriamo il Lessico Geografico del P. Ferrario di Alessandria coll'
aggiunta del Baudrand di Parigi, troviamo, che il primo ne scrive
così . Bondelia, Banone, sivè Bagnone, teste
Moletio, Oppidum Etruriæ inter Carariam, & Apuam, sive inter
Apuam, & Fivizanum, inde 6. binc 8. mill. pass.
Ed
il secondo soggiunge : Bondelia , Banone, Castrum
est ad radices Apennini & juxtà amnem cognominem in Valle
Macrana sub Dominio Magni Ducis Etruriæ . E così quasi ne
scrivano anche i Calepini sdtampati modernamente in Venezia, e
Padova. |
|
Se
ne cerchiamonel Libro intitolato UNIVERSUS TERRARUM ORBIS Scriptorum
calame delineatus &c. Alphonsi Lasor à Varea, troviamo, Bondelia
Oppidum Etruriæ, bodie est Bagnone Castrum Thusciæ juxtà amnem
cognominem ad radices Apennini in Valle Macrana sub Magno Duce 4.
mill. à confinio dictionis Parmensis in meridiem, & sex ab Apua
in ortum . |
|
E
se finalmente lo vogliamo vedere descritto anche in Francese,
pigliamo il Supplemento del Gran Dizionario Istorico, intitolato SUPPLEMENT
aux Anciennes editions du Grand Dictionajre Historique, de Mre
Louis Moreri &c. stampato, in Astardam 1716. Vi si legge
BAGNONE, BANONE, en latin Bagnonum, Bondelia, Bourg de la
Toscane en Italie. Il est sur une rivière, qui porte son nom, dans
la Vallee de Macra a deux lieves da la Ville de Pontremoli, du cote
de l' Orient - Maty Diction .
E
per non citare tanti altri Autori, che averei alle mani, questi
pochi bastino, e servino di corona alla presente mia Descrizione. |
|
|
AD
LAUDEM DEI, B. V. I.
AC
DIVI NICOLAI PROTECTORIS
NOSTRI. |
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|

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|
|
|
|
|
S U P P L E
M E N T O |
|
Ad
alcuni passi della Descrizione
Istorica
di Bagnone . |
|
N quanto all' esprimersi Bagnone in
latino Bondelia i |
|
nostri
Antenati hanno notato qualmente tal vocabolo è stato posto in
disuso, per non essere troppo esgressivo dell' Italiano Bagnone,
o Banone, come dicevano anticamente . Ed hanno similmente notato di
averlo veduto scritto in greco, colla penultima longa, come ho letto
ancor io nel Tesoro Geografico . E siccome pare, che i nostri abbino
notato per cosa nuova l' aver veduto con quell' j longo, io ho
giudicato, che loro l'avessero sempre proferito per breve : il che
pure osservo essersi accentato dal Calepino stampato nel 1718. in
Padova, e però anch' io ho posto l' accento longo sull'
antepenultima . |
|
I
nostri Antichi dunque confermatisi a molti altri Luoghi, che avevano
in latino una denominazione oscura rispetto al volgare, mutata non
solamente quella, ma eziandio l' istesso volgare in altri nomi da
loro stimati più confacevoli, hanno posto in uso perpetuo di dire
volgarmente Bagnone, ed in latino Bagnonum, come tutta
andiamo praticando. |
|
Nulladimeno,
siccome il riscontro di una ben remota antichità è uno dei motivi,
per i quali merita lode ogni luogo, massime quando ha avuto l' onore
d' esser registrato da qualche celebre Scrittore, o Geografo,
conforme dobbiamo noi aver obligazione per questo tatto al gran
Maestro Tolomeo ; così non è dovere di lasciarne mai per colpa
nostra perire la memoria, vedendola principalmente coltivata da
tanti altri Scrittori, come n' ho dato il saggio nel fine dell'
antedetta Descrizione : piacendomi pure di restringere simil ricordo
in questo verso. |
|
Me
PTOLO Bagnonum MÆUS Bondelia dicit . |
|
Anche
questa parola Bagnonum, come che non nota a tutti quelli, che
hanno avuto ad esporre in latino Bagnone, è stata variata in
diverse maniere . Altri scrissero, e tuttavia scrivono Balneo,
nis; altri Banio, nis, come nella vita del nostro F.
Franc, Cappuccino; altri Bagnonus, ni, come il Biondo nella
descrizione di Toscana, Torrens Baganonus cum Oppido buius
nominis altri Bogno, nis, come nell' Italia Sacra in tre
luoghi : Primieramente dell' anno 1124. in un documento di pace
seguita tra Andrea Vescovo di Luni, ed i Marchesi Malaspina,
essendosi virilmente operato a favore della Chiesa di quel nostro
Vescovo, col quale si trovò presente uno di Bagnone per nome
Monaco : Monacus de Bagnone . Poi in un diploma di Eugenio
III. spedito in Pisa del 1149. a riguardo del Vescovo Gotifredo, nel
quale ricevendo sotto alla protezione sua, e di S. Pietro tutti i
beni e giurisdizioni di quel Vescovato, delle cui tante Chiese
esprimendo solamente alcune poche, tra queste si legge Plebem de
Bagnone . |
|
E
così anche in altro simile Diploma d' Innocenzo III. dato in Roma
nel 1202. a favore del Vescovo Gualtero, Plebem de Bagnone. Dal
che osservino i nostri la distinzione, e preeminenza in cui è
sempre stato questo Luogo, ancorche piccolo rispetto a tanti altri
circonvicini ivi taciuti : nominando i Pontefici, o la Chiesa del
nostro antico Bagnone, o riferendo ad esso la Pieve che resta in
villa da noi distante circa un milio e mezzo, quantunque più
contigua ad altri Castelli, che in tutti i modi ci riesce di
singolar onore la prelazione, goduta sin di quel tempo, che i
Marchesi Malaspina non avevano per anche fatto divisione delle
Castella di Lunigiana, ma si godevano unitamente tutta la Provincia
per indiviso, attesoche dice il Porcari al Lib. 7. e 8. che
dall' anno 1231. seguì la divisione dei Castelli e Terre ta i
Marchesi Malaspina Obizzino e Corrado figli del Marchese Guglielmo,
e tra tutti due partirono lo Stato, restando però Massa in comune,
facendo, che il fiume Magra fosse il termine della divisione. |
|
A
Obizzino toccò di quà verso noi, e a Corrado di là compreso
Villafranca. Di Obizzino poi nacquero 5. figli, il primo de' quali
fu Alberto, e facendosi nuova divisione, a questo toccò Filattiera,
Bagnone, Castiglione ed altre Terre. Da quali lumi io computo, che
appena hanno fatto soggiorno attuale continuo per 200. anni I
Marchesi del nostro Castello, di cui con tutte le sue adiacenze
trattarono poi vendita ai Fiorentini del 1469. |
|
Il
sudetto primo documento di pace stabilita del 1124. viene riferito
anche per extensum da Lodovico Antonio Muratori Bibliotecario
del Sereniss. Rinaldo I. Duca di Modena, Reggio ec. nel suo Libro
intitolato DELLE ANTICHITÀ ESTENSI, ed ITALIANE, dove
inoltre trovasi nominato Bagnone sotto l' istessa declinazione in un
Laudo sopra alcune altre differenze tra il Vescovo di Luni, e
Marchesi Malaspina proferito nel 1202. ove si fa menzione delle
Terre già godute da' Marchesi d' Este in Lunigiana; nel fine del
quale dice: Hæc debeant jurare Domini de Monte magno &c. Domini
de Groppo S. Petri, de Bagnone &c. |
|
Nel
qual Libro esto Muratori lodando questi paesi, dice. Passiamo ora
in Lunigiana, Provincia situata fra la Toscana, e il Genovesato,
consistente bensì per la maggior parte in Montagne di la dall'
Appennino, ma però in Montagne fertili, e sommamente dilettevoli al
guardo, per la gran copia degl' Uliveti, delle Vigne, e de
Castagneti, e doviziosa per molte belle Valli, e pianure da me
vedute negl' anni 1714. e 16. |
|
La
cagione poi per la quale tanto era che dire tra i Vescovi di Luni,
ed i Malaspina m' imagino, che sara stata per causa di
Giurisdizione, potendosi arguire da questo, che anticamente (come si
legge nell' Italia Sacra) i nostri Vescovi per concessione degl'
Imperatori, e Rè Italiani esercitavano il mero, e misto Impero
tanto in Sarzana, che nel territorio Lunense, e si chiamavano
Principi e Vescovi di Luni. |
|
Avendo
io alquanto discorso dei Malespini, siccome molti sono curiosi di
sapere la denominazione, ed origine di questo nobilissimo Casato, ne
voglio dar quivi succinta notizia secondo il Porcacchi al Libro III.
ed è che Giustiniano Imperatore con suo privilegio dell'anno 562.
primo Agosto, dichiarò Accino Malaspina
Marchese con tutti i suoi discendenti. E questo Accino fu
quello, che si acquistò il cognome di Malaspina con ammazzare il
Rè di Francia |
|
Teodoberto
con una spina o pugnale per gl'orecchi, trovandosi con esso a
caccia, e gettandolo in uno spinaio, e ciò fece per vendicarsi
dell' ingiuria riceuta dal detto Rè che aveva ucciso Ilduino padre
di detto Accino, il quale prima si chiamava di Casa Ottavia, e prima
di Casa Ottavia si chiamavano i suoi antenati di Casa Marzia :
essendo appunto trà quegl' antichissimi Ascendenti annoverato dal
citato Autore, quel Q. Marzio, che ebbbe quella sì famosa sconfitta
quassù in Marzo secondo l' Istoria che ho portato di Tito
Livio : la quale pure ho veduto riferita dal P. Giacomo Saliano
della Compagnia di Gesù nel suo Volume intitolato Annalium
Ecclesiasticorum veteris testamenti epitome dove similmente poco
più oltre cioè 179. anni avanti la Nascita del Signore leggesi un'
altra bellissima memoria di questi paesi di noi Liguri Apuani
pienissimamente abitati sino dall' allora, che poi in un tratto
furno tutti abbandonati, e derelitti della nostra gente, non a forza
di guerra, ma di convenzione intavolata nel modo seguente . |
|
Ligures
porro Apuani post multa antiquas clades fese Populo Rom. hoc anno
sine certamine dedidere oppressi inopinato Cornelii, & bebis
Proconsulum adventum &c. Isti autem Apuani ex avitis sedibus, ac
montibus senatus autoritate, suaso Proconsulum abducti sunt, quod
negarent ullum alioqui Ligustini belli finem fore. Gravis erat
Liguribus ista trasmigratio, eamque per legatos sæpè deprecæti
sunt . Stetim tamen senatus in sententia, cui illi, acceptis 150.
millibus sestertium, quibus sibi de habitatione providerent denique
paruerunt . |
|
Traducta
sunt publico sumptu ad 40. millia liberorum Capitum, & traslata
in agnum Samnitium, qui Tarausinorum fuerat, quem idem Proconsules,
qui traduxerunt, eis diviserant, &c. È qui con intenzione
di dar col tempo altre più belle notizie, in tanto mi riposo,
facendo per ora |
|
I L F I N
E . |
|
|
|
|
| A
G G I U N T A |
|
N ordine al dubbio da me formato
a c. 29, se per le |
|
parole
Plebem de Bagnone debbasi intendere la Chiesa del nostro
antico, e ormai quasi diroccato Castello, o pure la Pieve di S.
Cassiano, che ci resta in lontanaza d' un miglio, e mezzo, ho
trovato nel libro de' Statuti de' Signori Canonici della Cattedrale
di |
|
Sarzana
una
Costituzione di Papa Nicolò V. dell' Anno 1453. sottoscritta dal
nostro Pietro Nocetti suo Segretario, dentro la quale vedesi
riferita e confermata altra Bolla di Gregorio VIII. data in Pisa del
1187. ove confermando al capitolo Lunese molte rendite, e
giurusdizione, che aveva sopra diverse Chiese, tra queste si legge in
Plebe S. Cassiani de Bagnone : dal che conoscendosi apertamente,
e a tutto nostro favore sciolta la difficoltà, ci resta puramente
autenticata |
|
la maggioranza,
che fino ab antiquo ha sempre goduto il nostro Luogo tra gli
altri del paese; attesoche come è manifesto, essendo la detta Pieve
più vicina a Castiglione, ed altri Castelli, e avendo come Matrice,
avuto subordinate molte altre Parrocchie, ad ogni modo ssi vede
sempre chiamata Pieve di Bagnone : e ciò probabilmente fino dalla
sua fondazione, che per essere così mentovata da' Pontefici ad
esclusione di tante altre, fa pensare, e prime Chiese erette in
quelle parti. |
|
Tra
gli altri Arcipreti, che hanno molto beneficato, e onorato questa
nostra Pieve io noto il Sig. D. Gio. Battista Sarti di Bagnone, il
quale, oltreche era Cittadino di Reggio, Dottore dell' una e dell'
altra Legge, e Protonotario Apostolico, fu anche Cappellano d'onore
dall' Eminentiss. Sig. Card. Carlo Medici . |
|
Ma
io nel riandare le Memorie de' più remoti Secoli, trovo, che questo
merito d' esser Luogo principalmente nominato, lo trasse fino, dirò
così, dal suo primo essere . Imperoche avendo i Castelli di queste
Vicinanze servito già una volta di Colonia a quei di Fiesole, si
trova solo nominato Bagnone come Capo di essa Colonia sotto il suo
antico vocabolo Bondelia nel Libro intitolato Etbruscarum
antiquitatum Fragmenta stampato in Francfort 1637. |
| |
|
I
L F I N E A |
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|
B I O G R A
F I A |
|
L Sacerdote, Domenico Cattaneo (Bagnone 1696 -
ivi
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|
1759), fu autore della prima storia di Bagnone data alle
stampe, pubblicata nel
1726, a
Massa, per i tipi di Giambattista Frediani, con il titolo di Istorica
descrizione dell’insigne terra di Bagnone antico e
moderno, compendiata dal Signor D. Domenico Cattaneo a puro oggetto di non
lasciare mancare a’ Posteri del Luogo nuovi Esempi, ed Incentivi di
sempre propagare il loro buon Nome. Dedicata al Merito Sublime del
Reverendissimo Padre D. Guido Grandi Professore delle Scienze Matematiche
nell’Alma Università di Pisa e Abbate degnissimo de’ Monaci
Camaldolesi di S. Michele in Borgo di detta Città, e Signore dell’Isola
di Monte-Cristo &c.
|
|
La
sua famiglia proveniva da una località chiamata Bosco: suo nonno Pietro
Cattaneo (1634-1706) nei documenti dell’epoca denominato magister, si
era trasferito a Bagnone tra il 1665/1666 e il 1675. Nel 1690 comprò una
casa di due stanze “alla Pialastra”, permutata poi, con aggiunta di
denaro, nel 1697, con uno stabile di sei stanze “dalli fondi sino al
cimo” che sorgeva in luogo chiamato “al Ponte di S. Caterina” (il
ponte sul torrente Mangiola), antico edificio che Domenico ci indica
abitato fin dal 1462. I Cattaneo a Bagnone si dedicarono, almeno a partire
dagli inizi del 1700, alla mercatura: è Domenico a segnalarcelo
ricordando “… quella bottega, dove stavo da fanciullo, che la tenevamo
a pigione da quelle donne Querni del Pasqua …”. |
|
Intorno al 1735 la
famiglia possedeva, in Bagnone, la casa “al Ponte”, che negli anni,
grazie a migliorie e ampliamenti, era divenuta di 16 stanze, una casa in
“Piazza”, una casa a “Santa Maria” con essa confinante, acquistate
tra il 1732 e il 1733, e diverse botteghe: “… al ponte … stanza che
abbiamo dietro alla bottega” , “ … bottega nel borgo di Bagnone
abbiamo, la quale ci fu assegnata …”, “bottega nella Piazza di
Bagnone, che ho comprato …”. I Cattaneo, o Cattani, come appare in
alcuni documenti, erano dunque agiati commercianti, che, oltre ai beni
sopra elencati, possedevano orti, campi e terreni boschivi a Bagnone (“… ed alle 20 me ne vado all’orto della Mangiola …”), a Malgrate, a
Collesino; |
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FONTE
BIOGRAFICA
ARCHIVIO
STORICO DEL COMUNE DI BAGNONE
Segreteria
di rete.
Responsabile:
Francesca Guastalli - Archiviste: Monica Armanetti,
Paola Bianchi .
Tel. 0187.427834 - Fax 0187.429210 E-mail: biblioteca@comune.bagnone.ms.it
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Autori che
hanno aiutato tutta la Narrazione. |
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| Abrahami
Ortelli Antuerpiani Thefuur, Geograph. |
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Annalium
Ecclesiasticorum P. Jacob Saliani Societ. Jesu. |
| Annalium
Sacri Ord. Fratr. Serv. B. M. V. |
| Blondi
Flavii Foroliviensis &c. |
| Calepini
Moderni . |
| Cosmi
Philosophici Frider Giannetti Albianem. Tom III. |
| Istoria
d' Italiadi F. Leandro Alberti, che nomina il nostro Mario Querni
Malvezzi anche dove parla di Soragna Castello . |
| Italia
Sacra, sive de Episcopis Italiæ &c. |
| Lexicom
Geographicum . |
| Lodovico
Antonio Muratori dell' antichità Estensi &c. |
| Pratica
del Savelli . |
| Tomaso
Porcacchi sopra l' Ist. de Malaspina . |
| Tito
Livio . |
| Tolomeo
. |
| Universus
terrarum Orbis &c. |
| Supplement
du grand Dictionajre historiq, &c. |
| Theatrum
Orbis Terrarum , Atlas nonus. P. tertia . |
| Scipione
Ammirato Jstorico Fiorentino . |
| Ethruscarum
antiquitatum Fragmenta à Curtio Inghiramio reperta Scornelli
propè Vulterram . |
|
-
Imprimatur - Fr. Jo. Franc. Arrighius Commiss. S. Off. Massaæ,
& Carrariæ . |
| -
Imprimatur - Joseph
Guerra Massa Abbas pro Illustriss. & Reverendiss. D. D.
Episcopo . |
| Scipio
Comes de Jandominicis pro S. C. Sereniss. |
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| Foto |
 |
| Altare
S. Maria |
 |
| Altare
S. Maria |
 |
| Madonna
del Pianto |
|
| NOTE
: |
| (1)
- Oggi questa località è detta : "I mulini di Marzo". |
| (2)
- Mura oggi, sotto la casa Bazzali, a San Rocco. |
| (3)
- Si tratta delle mura di sostegno ai terreni della Pialastra. |
|

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|
MEMORIA
DELL’ANNO 1785
Madonna del Pianto |
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|
Il
di 18 di Dicembre, giorno di Domenica, fu trasferita alla
Parrocchia di San Nicolò di questa terra, detta la Chiesa Nuova,
la sempre miracolosa ed antica immagine detta Beata Vergine del
Pianto, che si conservava nell’ Oratorio di Santa Maria, (nell'
antica Guttula. n.d.a.), con grande concorso di Popolo, tutti
con le lacrime agli occhi, escendovi (così si
interpreta. n.d.a.) tutti confratelli della Compagnia di Carità,
con suo candelo acceso in mano, tutto il Clero, con il Proposto e
vari fratelli che portavano la Sacra Immagine aiutando ancora
a portarla dei
Preti, essendo la Immagine con masso di muratura molto pesante. |
|
Nel
1400 per il gran concorso, che aveva la detta miracolosa Immagine
della Madonna del Pianto quivi adora (..............parola
illeggibile n.d.a.) lasciando il vecchio Castello, cominciarono
a fabbricarvi nuove abitazioni a Guttula.
Verso
le ore quattro pomeridiane entrò nella Chiesa Nuova la devota
Immagine nel giorno sopra citato. |
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| -
N.B. |
|
Questa
memoria è scritta a mano da un Ignoto in una pagina alla fine del
volume, non
poteva essere stato il Cattaneo, che era deceduto nel 1759 :
Istorica
Descrizione dell’Insigne Terra di BAGNONE, compendiata dal
Signor D. Cattaneo – In Massa MDCCXXVI (1726) –
La
copia in mio possesso credo provenga dalla Biblioteca Comunale G.
B. Cartegni di Bagnone. Io ne posseggo una
fotocopia, come ho potuto sopra tascrivere,
copiandola alla lettera e mi è pervenuta dall' Archivio Storico
del Prof. U. Pagni di Bagnone. |
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RUGgGIO - 2003 |
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