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a cura di RUGgGIO

Aggiornato il  01-12-2005

Le foto

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Veduta aerea

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Il castello

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Le mura

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Il campanile

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Il campanile

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Il campanile

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Il campanile

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Lapide sul campanile

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La Chiesetta

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Foto 1

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Foto 2

Facciata chiesa

antica

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Pontevecchio

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Vicolo castello

Il pulpito

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Lapide Da Faie

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Madonna del Rosario

LA ROCCA E LA CAPPELLA

Agli inizi del secondo millenio, il luogo era una fortificazione militare costituito da una protezione di alte mura con la torre, un complesso di edifici vari contenuti nella cinta  perimetrale. 

Dall’esterno si accedeva al sito tramite un ponte levatoio, la cui esistenza è evidenziata dalla struttura frontale, ancor oggi visibile sul davanti. Una strada acciottolata della larghezza media di alcuni metri si snodava tutt’attorno, ai piedi delle muraglie. Sul lato sud-ovest, verso valle, sullo strapiombo, erano sorte le case della gente tutta artigiana o contadina al servizio del maniero. 

  Questo sviluppo edilizio che mano a mano s’ingrandirà, era in un certo qual modo protetto naturalmente dalla posizione, e gli accessi, quello della porta settentrionale, con l’uscita verso valle, detta della Pendegia e quello della porta orientale, erano vigilate e munite di robusti portoni che potevano essere sprangati dall’interno.   

  La Cappella, localizzata sul fianco nord-ovest della porta settentrionale dell’agglomerato del Castello, è stata costruita intorno al 1000.  Di forma rettangolare e di dimensioni ridotte, poteva essere considerata una struttura del fortilizio, era anche dotata di un locale, a fianco dell’altare maggiore, dedito a sagrestia. La porta d'accesso alla chiesetta era la porta che esiste ancor oggi dal piazzale G.A. Da Faie.

  Questa cappella al servizio della Rocca intesa come opera di fortificazione medioevale, che generalmente coronava, come nel nostro caso, alture o posizioni dominanti, serviva ai soli riti d'obbligo; forse alla sola celebrazione della messa domenicale. 

L'antica Rocca, si trasformerà in Castello verso il 1350. La costruzione risale all'epoca in cui Bagnone, dopo il frazionamento dell'antico presio marchionale dei Malaspina di Filattiera, divenne feudo autonomo. 

Il primo feudatario che elesse la sua residenza a Bagnone, fu il Marchese Antonio Malaspina nell’anno 1352.

Radicali modifiche furono apportate dopo il 1450 dalla famiglia Noceti che la trasformarono in una residenza gentilizia.

 Oggi con Castello si intende l'intera frazione sviluppatasi intorno all'edificio marchionale e all'antica Chiesa parrocchiale di S. Nicolò.

LA CHIESETTA DEL CASTELLO   

Racconta il da Faie nella sua "Cronaca" che per volontà del Conte Pietro Noceti, il segretario particolare di Papa Nicolò V, nel 1452 la Chiesetta  fu fatta allungare e ridurre a volta. Si suppone che in questo period la chiesa venne ingrandita dedicata a San Nicola di Bari e contemporaneamente venne istituita la prima parrocchia di Bagnone. 

Lo stesso Conte, nel 1462, a fianco del sagrato fece erigere l’imponente campanile a forma quadrata, con una cella campanaria. Ed é appunto in quest’epoca che si sente la necessità di munire di campane il Castello per richiamare i fedeli alle funzioni religiose, per le Ave Maria di mattina e sera,  per il mezzogiorno o per segnalazioni civili, di pericolo o di incendio,  per convocare il popolo, ecc.

La lapide sul campanile riporta la notizia del Da Faie e così la si legge:

COMUNE  DI  BAGNONE

A HONORE DE DIO. L'ANO DE 1462 MESSER PEDRO

DA NOXETO A FATO FARE LO CAMPANILE DELA

CHIEXA DE SANTO NICOLOXO DA BAGNONE;

CIOE CHE LI HOMENI DEL COMUNE GE DENO

L'ATRATO E LUI PAGO' HONI ALTRA COXA

G. A. DA FAIE 1409 - 1470

Nella nostra ricerca, scopriamo un dettaglio. Sicuramente subito dopo la sua costruzione, il campanile fu dotato di campane; altrimenti non  sarebbe stato scopo il costruirlo. 

Però le campane del peso di  kg 925,  che sono state smontate, rotte e fuse nel 1935, e che portavano le seguenti date: la grossa il millesimo 1728, l’immagine del Crocifisso, di vari santi e l’iscizione: ”Sonet vox mea in accribus tuis”; la mezzana era datata 1830, portava incisa l’immagine dell’Immacolata, una croce e il nome del fonditore Luigi De Fabianis; la piccola aveva pure la data 1830, l’immagine dell’Addolorata ed il nome del suddetto fonditore. 

Quindi non erano queste le campane originarie. Sicuramente intorno al 1700 c'è stata una sostituzione, ripetutasi anche nel 1830.  

Quelle esistenti sono cinque campane e datano 1935. [V. le campane nel Gurguglione, fascicolo 3].

  In epoca più recente, su due lati del campanile, in quelli verso valle che riflettono sul paese di Bagnone, saranno inseriti anche due grandi orologi. [V. orologio nel Gurguglione, fascicolo 3].  

  La Chiesetta si è dotata di opere maggiori e di una certa importanza, sull'arco che sostiene la volta principale, è stata murata una decorazione dorata, al centro della quale c'è un antico quadro dedicato alla Madonna del Rosario. Una strana devozione da noi, che ritroviamo anche a Gutula, fuori porta Fiorentina, in una nicchia nel muro, sul lato destro prima di attraversare il fiume, c'è una maestà dedicata alla Madonna del Rosario. 

Un pulpito in legno di notevole valore arricchisce l'interno della  costruzione che richiede oggi una certa manutenzione. Come è avvenuto recentemente per il restauro realizzato, del meraviglioso pulpito di legno scolpito, risalente ai primi del 1600, perché la vetustà e le tarme lo avevano ridotto non solo all' inagibilità ma alla quasi completa distruzione. [V. più sotto].

Una chiesetta storica che ha dato origine alla prepositura di Bagnone e nella quale é stata custodita e venerata per molti anni l'insigne Reliquia di Santa Croce. [V. il Gurguglione, fascicolo 5].  

All'interno della Chiesa è stato sepolto il poeta Giovanni Antonio Da Faie, speziale in Bagnone, morto il 6 settembre 1470. Nel muro a sinistra per chi entra nella Chiesa, leggesi la seguente epigrafe incisa su una lastra di marmo, che prima faceva parte del pavimento sulla sua sepoltura.

+ SI - CVIOS - INGENVO - PATRIE - CON

SULTO - CREDENDVM - FVIT - IO - ANTONIO - 

DE - FAIES - QVI - PRIMUS - BAGNONI - FACULTA

TEM - EXCOLVIT - AROMATARIAM - CVIVS - COR

PVS - HOC - MARMORE - CLAVDITVR - ANIMA

VERO - ASTRA - TRANSVOLAVIT - 1470. 

IL PONTEVECCHIO

Cosa esisteva agli inizi del secondo millenio, si immagina un agglomerato di case attorno al Castello per una popolazione di alcune centinaia di anime. Scendendo per la strada della Pendeza, lato sud oppure da quella che si inerpica sul lato nord-ovest, si arriva in località Pontevecchio, luogo dove è stato costruito il mulino.

 A valle, ai piedi del Castello, lungo le strade mulattiere di comunicazione, sulla sponda sinistra del torrente Bagnone, piano piano si sviluppa l’agglomerato detto del Ponte Vecchio.

L'accesso alla riva destra del torrente Bagnone avviene tramite il ponte vecchio, databile intorno al 1200. 

Il ponte ad arco tutto sesto, in pietra arenaria, unisce le due sponde del torrente, sulla strada per la valle o per la zona nord-ovest del bagnonese. Su queste due strade si sta sviluppando anche il borgo di Gutula, più tardi Bagnone. Il borgo si racchiuderà, si doterà di quattro porte e questo accesso dal ponte sarà detto: la porta Santa Caterina.

COSA  È  RIMASTO  AL  CASTELLO

Nel 1732 venne inaugurata, dopo un ventennio di lavori, la nuova Chiesa Prepositurale di Bagnone. L'evoluzione del paese divenuto grande, ha costretto i cittadini a dotarsi di una Chiesa più accessibile, e non dover arrancare al Castello ad ogni squillo di campana. La nuova chiesa porta con se il nome dell'antico Santo Nicolao al quale era stata consacrata la parrocchia, gli arredi e le reliquie,  mentre la Chiesetta del castello resterà  spoglia, senza manutenzione, quasi abbandonata.

Nel secolo scorso, dopo la seconda guerra mondiale, la Chiesetta, ridotta in pessime condizioni, è stata completamente rinnovata ed arricchita di una artistica facciata con uno splendido porticato in pietra arenaria lavorata a mano da scarpellini locali; é oggi custodita dagli abitanti del castello è aperta al pubblico ed è oggetto di visita da parte di numerosi turisti.  

Su richiesta, si possono riservare le celebrazioni di riti: battesimi, matrimoni, messe speciali, basta rivolgersi al Parroco di Bagnone. 

IL  PULPITO  

Nell’antica Chiesa del castello, è visibile un artistico pulpito in legno risalente ai primi del 1600, ma che la vetustà e le tarme avevano ridotto non solo alla inagibilità ma alla quasi completa distruzione.  

Non si poteva non pensare ad un qualche intervento ed ecco che, grazie ad un fattivo interessamento della nobile famiglia Ruschi Noceti Fontana che, oltre ad offrire un cospicuo aiuto finanziario ha interpellato la ditta Gazzi Marco presso il Museo Guinici di Lucca la quale ha provveduto magistralmente al restauro con operazioni adeguate e dallo stesso così descritte. 

   Operazioni di restauro: 

  Smontaggio del manufatto (se possible e se necessario). Disinfezione lignea con imbibizione di "Permetar" e successivo consolidamento ligneo delle zone più farcite con Acrilico 30 in D.N., al 8-10%.  Rilegature, sverzature, sostituzione di tavolati di fondo e gradini della scaletta, completamente farciti con legno della stessa essenza. 

   Costruzione di profili, cornici, intagli mancanti e quanto altro necessario per una buona visione architettonica d’insieme. Pulitura della superficie a mezzo solvente ioneo, successive rimessa in patina delle zone ricostruite, lucidatura a tampone e cera finale.

   Non pochi parrocchiani hanno dato lodevolmente il loro apporto.

   Oggi quel pulpito è un autentico capolavoro, un monumento degno di una cattedrale.

(Dal bollettino : ” Bagnone e le sue chiese”. 1998)

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