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Le foto
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Veduta aerea
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Il castello
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Le mura
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Il campanile
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Il campanile
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Il campanile
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Il campanile
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Lapide sul campanile |
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La Chiesetta
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Foto 1 |
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Foto 2
Facciata
chiesa
antica
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Pontevecchio
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Vicolo castello
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Il pulpito
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Lapide Da Faie
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Madonna del Rosario
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LA
ROCCA E LA CAPPELLA
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Agli inizi del secondo millenio, il luogo era una
fortificazione militare costituito da
una protezione di alte mura con la torre, un complesso di edifici vari
contenuti nella cinta perimetrale.
Dall’esterno si accedeva al sito tramite
un ponte levatoio, la cui esistenza è evidenziata dalla struttura
frontale, ancor oggi visibile sul davanti. Una strada acciottolata della larghezza media di
alcuni metri si snodava tutt’attorno, ai piedi delle muraglie. Sul
lato sud-ovest, verso valle, sullo strapiombo, erano sorte le case
della gente tutta artigiana o contadina al servizio del maniero. |
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Questo sviluppo edilizio che mano a mano s’ingrandirà, era in
un certo qual modo protetto naturalmente dalla posizione, e gli
accessi, quello della porta
settentrionale, con l’uscita verso valle,
detta della Pendegia e quello della porta orientale,
erano vigilate e munite di robusti portoni che potevano essere
sprangati dall’interno.
La Cappella,
localizzata sul
fianco nord-ovest della porta
settentrionale dell’agglomerato del Castello, è
stata costruita intorno al
1000. Di forma rettangolare e
di dimensioni ridotte, poteva essere considerata una struttura del
fortilizio, era anche dotata di un locale, a
fianco dell’altare maggiore, dedito a sagrestia. La porta d'accesso
alla chiesetta era la porta che esiste ancor oggi dal piazzale G.A. Da Faie.
Questa cappella al servizio della Rocca intesa come
opera di fortificazione medioevale, che generalmente coronava,
come nel nostro caso, alture o posizioni dominanti, serviva ai soli riti d'obbligo; forse alla sola
celebrazione della messa domenicale. |
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L'antica Rocca, si trasformerà in Castello verso il 1350. La
costruzione risale all'epoca in cui Bagnone, dopo il frazionamento
dell'antico presio marchionale dei Malaspina di Filattiera,
divenne feudo autonomo.
Il
primo feudatario che elesse la sua residenza a Bagnone,
fu il Marchese Antonio Malaspina
nell’anno 1352.
Radicali modifiche furono apportate dopo il 1450 dalla famiglia
Noceti che la trasformarono in una
residenza gentilizia.
Oggi con Castello si intende l'intera frazione
sviluppatasi intorno all'edificio marchionale e all'antica Chiesa
parrocchiale di S. Nicolò. |
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LA
CHIESETTA DEL CASTELLO |
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Racconta il
da Faie nella sua "Cronaca" che per volontà del Conte Pietro
Noceti, il segretario
particolare di Papa Nicolò V, nel 1452 la Chiesetta fu fatta allungare e ridurre a
volta. Si suppone che in questo period la chiesa venne ingrandita dedicata a San Nicola di
Bari e contemporaneamente venne istituita la prima parrocchia di
Bagnone.
Lo stesso Conte,
nel 1462, a fianco del sagrato fece erigere l’imponente campanile a forma
quadrata, con una cella campanaria. Ed é appunto in quest’epoca che si
sente la necessità di munire di campane il Castello per richiamare i
fedeli alle funzioni religiose, per le Ave Maria di mattina e sera, per il
mezzogiorno o per segnalazioni civili, di pericolo o di incendio,
per
convocare il popolo, ecc.
La
lapide sul campanile riporta la notizia del Da Faie e così la si
legge:
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COMUNE
DI BAGNONE
A
HONORE DE DIO. L'ANO DE 1462 MESSER PEDRO
DA
NOXETO A FATO FARE LO CAMPANILE DELA
CHIEXA
DE SANTO NICOLOXO DA BAGNONE;
CIOE
CHE LI HOMENI DEL COMUNE GE DENO
L'ATRATO
E LUI PAGO' HONI ALTRA COXA
G.
A. DA FAIE 1409 - 1470 |
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Nella
nostra ricerca, scopriamo un dettaglio. Sicuramente subito dopo la
sua costruzione, il campanile fu dotato di campane; altrimenti
non sarebbe stato scopo il costruirlo.
Però
le campane del peso di kg 925, che sono state
smontate, rotte e fuse nel 1935, e che portavano le seguenti date:
la grossa il millesimo
1728, l’immagine del Crocifisso, di vari santi e l’iscizione: ”Sonet vox mea in accribus tuis”; la mezzana era datata 1830, portava incisa l’immagine
dell’Immacolata, una croce e il nome del fonditore Luigi De Fabianis; la piccola aveva pure la data 1830,
l’immagine dell’Addolorata ed il nome del suddetto fonditore.
Quindi
non erano queste le campane originarie. Sicuramente intorno al
1700 c'è stata una sostituzione, ripetutasi anche nel 1830.
Quelle
esistenti sono cinque campane e datano 1935. [V. le campane nel Gurguglione, fascicolo
3]. |
In epoca più recente,
su due lati del campanile, in quelli verso valle che riflettono sul
paese di Bagnone, saranno inseriti anche due
grandi orologi. [V.
orologio nel Gurguglione, fascicolo 3].
La
Chiesetta si è dotata di opere maggiori e di una certa
importanza, sull'arco che sostiene la volta principale, è stata
murata una decorazione dorata, al centro della quale c'è un
antico quadro dedicato alla Madonna del Rosario. Una strana
devozione da noi, che ritroviamo anche a Gutula, fuori porta Fiorentina, in una nicchia nel muro, sul lato destro prima di
attraversare il fiume, c'è una maestà dedicata alla Madonna del
Rosario. |
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Un pulpito
in legno di notevole valore arricchisce l'interno della costruzione che richiede oggi una certa
manutenzione. Come è avvenuto recentemente per il restauro
realizzato,
del
meraviglioso pulpito di legno scolpito, risalente ai primi del 1600, perché la vetustà e le tarme
lo avevano ridotto non solo all' inagibilità ma
alla quasi completa distruzione. [V. più sotto].
Una chiesetta storica che ha dato origine
alla prepositura di Bagnone e nella quale é stata custodita e venerata per
molti anni l'insigne Reliquia di Santa Croce. [V.
il Gurguglione, fascicolo 5].
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All'interno
della Chiesa è stato sepolto il poeta Giovanni Antonio Da Faie,
speziale in Bagnone, morto il 6 settembre 1470. Nel muro a
sinistra per chi entra nella Chiesa, leggesi la seguente epigrafe
incisa su una lastra di marmo, che prima faceva parte del
pavimento sulla sua sepoltura. |
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SI - CVIOS - INGENVO - PATRIE - CON
SULTO
- CREDENDVM - FVIT - IO - ANTONIO -
DE
- FAIES - QVI - PRIMUS - BAGNONI - FACULTA
TEM
- EXCOLVIT - AROMATARIAM - CVIVS - COR
PVS
- HOC - MARMORE - CLAVDITVR - ANIMA
VERO
- ASTRA - TRANSVOLAVIT - 1470. |
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IL
PONTEVECCHIO |
Cosa
esisteva agli inizi del secondo millenio, si immagina un agglomerato di case attorno
al Castello per una popolazione di alcune centinaia di anime. Scendendo
per la strada della Pendeza, lato sud oppure da quella che si
inerpica sul lato nord-ovest, si arriva in località Pontevecchio,
luogo dove è stato costruito il mulino.
A valle, ai
piedi del Castello, lungo le strade mulattiere di comunicazione, sulla
sponda sinistra del torrente Bagnone, piano piano si sviluppa l’agglomerato detto del
Ponte Vecchio.
L'accesso
alla riva destra del torrente Bagnone avviene tramite il ponte vecchio,
databile intorno al 1200.
Il ponte ad arco tutto sesto, in pietra
arenaria, unisce le due sponde del torrente, sulla strada per la valle o
per la zona nord-ovest del bagnonese. Su queste
due strade si sta sviluppando anche il borgo di Gutula, più tardi
Bagnone. Il
borgo si racchiuderà, si doterà di quattro porte e questo accesso dal
ponte sarà detto: la porta Santa Caterina.
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COSA
È RIMASTO AL
CASTELLO |
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Nel
1732 venne inaugurata, dopo un ventennio di lavori, la nuova
Chiesa Prepositurale di Bagnone. L'evoluzione del paese divenuto
grande, ha costretto i cittadini a dotarsi di una Chiesa più
accessibile, e non dover arrancare al Castello ad ogni squillo di
campana. La nuova chiesa porta con se il nome dell'antico Santo
Nicolao al quale era stata consacrata la parrocchia, gli arredi e
le reliquie, mentre la Chiesetta del castello resterà
spoglia, senza manutenzione, quasi abbandonata. |
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Nel
secolo scorso, dopo la seconda guerra mondiale, la Chiesetta,
ridotta in pessime
condizioni, è stata completamente rinnovata ed arricchita di una artistica
facciata con uno splendido porticato in pietra arenaria lavorata a mano da
scarpellini locali; é oggi custodita dagli abitanti del castello è
aperta al pubblico ed è oggetto di visita da parte di numerosi
turisti.
Su
richiesta, si possono riservare le celebrazioni di riti: battesimi,
matrimoni, messe speciali, basta rivolgersi al Parroco di
Bagnone. |
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IL PULPITO
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Nell’antica Chiesa del castello,
è visibile un artistico pulpito in legno risalente ai primi
del 1600, ma che la vetustà e le tarme avevano ridotto non solo alla
inagibilità ma alla quasi completa distruzione.
Non si
poteva non pensare ad un qualche intervento ed ecco che, grazie ad un
fattivo interessamento della nobile famiglia Ruschi Noceti Fontana che,
oltre ad offrire un cospicuo aiuto finanziario ha interpellato la ditta
Gazzi Marco presso il Museo Guinici di Lucca la quale ha provveduto
magistralmente al restauro con operazioni adeguate e dallo stesso così
descritte.
Operazioni di restauro:
Smontaggio del manufatto (se possible e
se necessario). Disinfezione lignea con imbibizione di "Permetar" e
successivo consolidamento ligneo delle zone più farcite con Acrilico 30 in
D.N., al 8-10%. Rilegature, sverzature, sostituzione di tavolati di fondo e
gradini della scaletta, completamente farciti con legno della stessa essenza.
Costruzione di profili, cornici, intagli mancanti e quanto altro
necessario per una buona visione architettonica d’insieme. Pulitura della
superficie a mezzo solvente ioneo, successive rimessa in patina delle zone
ricostruite, lucidatura a tampone e cera finale.
Non pochi parrocchiani hanno dato lodevolmente il
loro apporto.
Oggi
quel pulpito è un autentico capolavoro, un monumento degno di una
cattedrale.
(Dal bollettino : ” Bagnone e le sue
chiese”. 1998)
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