HOME PAGE Aggiornato il  02-12-2005
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Le foto

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La chiesa della SS. Annunziata

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L'interno

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L'altare

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Il dipinto

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L'affresco

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Castiglione visto dalla SS.Annunziata

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Casa Mazzini

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SS Annunziata

 RIAPERTURA DELLA CHIESA SS. ANNUNZIATA 

Dopo il restauro, il giorno 8 Settembre 2005.

Castiglione del Terziere é oggi un piccolo paese di Lunigiana, situato in collina, a sinistra del fiume Magra, alle sorgenti del torrente Civilia che affluisce nel Magra a Terrarossa, nel Comune di Bagnone, in Provincia di Massa Carrara.

Castiglione risale all'Alto Medioevo, prima del 1275 era detto "dei Corbellari" dal nome di una famiglia sub-feudataria degli Estensi, Signori che precedettero i Malaspina nel dominio della Lunigiana. Assume poi l'attributo "del Terziere" perchè costituisce la "pars tertiaria" dei territori feudali del marchese Alberto Malaspina di Filattiera, ramo dello spino fiorito.

Nella prima metà del '300, Castiglione del Terziere ospita la rappresentanza militare in Lunigiana del Vicario Imperiale, Castruccio Castracani degli Antelminelli, Visconte di Luni.

Nel 1350 Castiglioone del Terziere diventa uno Stato indipendente, e cioé un Feudo Imperiale autonomo. Primo marchese di questo nuovo Stato indipendente, fu il marchese Franceschino Malaspina "il Soldato", personaggio di rilievo, che ricoprì le cariche di Capitano di Guerra nell'Armata Fiorentina, Podestà di Milano, Visconte di Luni.

Nel 1451 Castiglione del Terziere entra a far parte della Repubblica Fiorentina e diventa sede del Governo e della Magistratura del Territorio Fiorentino in Lunigiana. Il territorio giurisdizionale, già molto vasto in origine, s' ingrandisce ulteriormente nel proseguo degli anni estendendosi in direzione sud fino ai castelli di Caprigliola, Albiano e Stadano;  in direzione est fino alle Alpi Apuane; in direzione nord fino all' Appennino; in direzione ovest con il controllo del feudo Granducale di Groppoli.

La decadenza di Castiglione del Terziere inizia a metà del '700, quando la Rappresentanza del Governo Fiorentino, il Capitano di Giustizia e la sua Corte, vengono trasferiti a Bagnone.

CHIESA E CONVENTO DEI PP. SERVITI DELLA  SS. ANNUNZIATA 

Edificio eretto dal 1501 al 1508, e successivamente modificato dai Padri Serviti, lo hanno adibito a convento. Esauritasi la funzione e le presenze conventuali, i Padri Serviti lasciarono il Convento nel 1652 in seguito alla Bolla Papale di Innocenzo X, che imponeva la chiusura di piccoli Conventi.

La Chiesa venne pertanto data in custodia ad un sacerdote, con il titolo di Economo o Priore. Nell'accettare l'incarico  doveva giurare di celebrare la Messa ogni giorno festivo, di solennizzare la Natività di Maria, 8 Settembre, e il giorno dell'Invenzione dell'Immagine, 8 Marzo, e di dare ogni anno esatti conti all'amministrazione.

Nel '700, Antonio Maria, Pietro e Raffaello Mazzini furono Magistrati nel Granducato Toscano.

Nel 1730 il complesso viene venduto  dai PP. Serviti, con rogito notarile, quanto possedevano in Castiglione, al sig. Antonio Maria Mazzini. La famiglia Mazzini -Turriani trasformerà l'immobile in una prestigiosa residenza.

La distinta famiglia tenne sempre fede all'obbligo di mantenere l'Economo e di far celebrare le Messe festive.

Negli ultimi tempi la tradizione dell' 8 Settembre é stata abbandonata, in particolare per il degrado dell'edificio.

Dal nuovo millenio, il complesso è di proprietà della società Fingest di Modena di cui il dott. Gian Paolo Salami ne è il presidente. La Chiesa è stata oggi riportata agli antichi splendori e dopo i lavori di restauro è stata inaugurata l' 8 Settembre 2005.

GLI ALTARI, L'AFFRESCO E LE VOLTE

La visita pastorale alla Chiesa della SS. Annunziata di Castiglione del Terziere, effettuata il 16 Maggio 1584, denunciava già uno stato di degrado in cui riversavano gli altari, all'epoca 5 e non ancora adorni degli stucchi settecenteschi. L'unico in buone condizioni risultava essere l'altare maggiore, posto sotto una cappella con cancellata in legno e che serviva ad accogliere il dipinto quattrocentesco della Madonna delle lacrime.

Due degli altari vennero poi fatti demolire nel corso dei secoli. Avendo passato un lungo periodo di abbandono, la Chiesa acquistò un nuovo stile con il passaggio di proprietà alla famiglia Mazzini.

Dai contenuti di documenti ritrovati, si deduce che venne eseguita la ricostruzione di ben 4 altari nel giro di 12 anni (dal 1732 al 1744). Con questi lavori, al vecchio aspetto degli interni si sostituiscono i nuovi altari ed i pregiati stucchi setgtecenteschi.

Sempre in questo periodo pare che sia stato eseguito sia l'affresco dedicato alla "Annunciazione", sia le decorazioni a secco, ritrovate sopra l'altare maggiore, che riprendevano i motivi, le architetture degli altari ed i festoni tipici dell'epoca.

Nel corso degli ultimi secoli l'intera Chiesa ha subito varie manutenzioni e restauri ad opera di artigiani locali, come dimostrano alcune dediche ritrovate nel corso dell'attuale restauro.

Quest'ultimo intervento, finanziato dalla Fingest srl, durato circa due anni, ha interessato in primis il ripristino dell'affresco dell'Annunciazione, il quale versava in un gravissimo stato conservativo.

Il consolidamento strutturale e quello della pellicola pittorica, l'accurata pulitura ed i ritocchi hanno ridonato l'intera leggibilità dell'opera.

Osservando le piccole cadute degli scialbi eseguiti nel corso degli anni, si notava, soprattutto nella zona che interessa la volta absidale, la presenza di un tono rosato, che faceva pensare alla presenza di antiche decorazioni.

La conferma è pervenuta dai saggi di scopertura, eseguiti successivamente a bisturi. Il completo descalbo ha poi riportato alla luce le decorazioni a secco settecentesche sopra descritte.

L'intervento di restauro sugli altari è stato eseguito in modo conservativo, ricostruendo parzialmente le zone interessate ai volumi in stucco, sostituendo, dove possibile,  i vecchi perni arruginiti con nuovi in vetroresina, pulendo le parti volumetriche ad impacco, con bisturi e microfresatrici ed eliminando le pesanti ridipinture che ricoprivano i delicati toni in finto marmo.

Un intervento di restauro è stato inoltre eseguito anche sulle due volte centrali, intervenendo con un consolidante dall'alto.

I  DIPINTI

Il quadro della Madonna delle lacrime risulta essere un'incisione su carta ed è databile approssimativamente intorno al XIII ' XV secolo, ma più volte rimaneggiato. Successivamente, nella prima metà del XVII secolo fu esguito un dipinto ad olio per accogliere al centro il più antico manufatto su carta.

Dalla dedica ben visibile sul dipinto, si legge chiaramente che il Reverendo presbitero Fabio De Leonardis con beni (denaro) del presbitero Pietro Bertozzi curò che si facesse questo ornamento (dipinto) ad onore della Madre di Dio nell'anno 1621. Entrambi i dipinti versavano in un grave stato conservativo, causato sia dall;incuria che dall'alto tasso d'umidità presente nella Chiesa.

L'attuale intervento di restauro, eseguito accuratamente in laboratorio ha ridonato la completa leggibilità alle opere. Per quanto riguarda il dipinto su carta, si sono anche mantenute le antiche didascalie come testimonianza dei passati interventi di restauro.

Hanno partecipato alla ristrutturazione:

Progettisti: Arch. Tiziano Lugli ed Arch. Giuseppe Stefano Di Negro.

Restauro: Studio Arte Restauro - Sassuolo (MO)

Bibliografia: 

- Depliant "Riapertura della Chiesa SS. Annunziata" - Fingest s.r.l. - Modena

- Dimore storiche di Lunigiana. Il Convento e la Chiesa dei PP. Serviti della SS. Annunziata di Firenze a    Castiglione del Terziere - a cura di L. J. Bononi.

Pubblicato il  23 ottobre 2005

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