Aggiornato il 28-05-200719:24

 
Comune di Bagnone
Confraternita
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Tomba del Maestro Scarpellino

 Francesco  Pretari

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Cav.  F. Pretari
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Le maestranze che hanno realizzato il Monumento.

Il cimitero civico

Il cimitero o camposanto è il luogo, solitamente un'area cinta di mura, riservata al sepellimento dei morti. L'etimologia greca della parola cimitero, ricorda il suo primitivo significato di "dormitorio" oppure di "luogo di riposo".

Nei primi secoli del cristianesimo s'incominciò ad impiegare il termine nel significato di terreno o campo destinato al seppellimento dei cadaveri.

In antico, i corpi degli schiavi e dei poveri venivano inumate in fosse comuni, mentre i corpi dei ricchi venivano tumulate con casse o sarcofagi in luoghi suburbani.

Le prime riunioni di sepolture designate col nome di cimiteri, furono le catacombe, dopo le persecuzioni sorsero i cimiteri ad esse soprastanti.

Nel nostro territorio, non possiamo pensare ad epoche remote, le sole tracce di luoghi di riposo sono date dai ritrovamenti delle statue-stele.

In epoca più recente invece, ritroviamo le sepolture di personaggi importanti nelle vecchie chiese, e così possiamo pensare anche all'esistrenza di luoghi di sepoltura esterni nelle vicinanze di luoghi sacri, come pievi, monasteri, abazie.

La più vecchia chiesa di Bagnone é quella del Castello, ingrandita e rinnovata più volte nel tempo. All'interno troviamo tracce di sepolture, con lapidi ben leggibili, quella ad esempio dello storico scrittore del '400, Giovanni Antonio Da Faie.

Si suppone che col nascere del Castello attorno al mille, della prima Chiesetta

e dei primi abitati urbani, si utilizzasse per la sepoltura il terreno attorno alla prima chiesetta. Ma nel tempo, col crescere della popolazione, con lo svilupoparsi di Gutula poi Bagnone, anche il cimitero deve aver subito traslazioni e rilocalizzazione varie. Anche le sepolture vennero proibite per motivi igienici, tanto nelle chiese che nei terreni attigui. Sorsero così, nuovi cimiteri fuori della cerchia urbana, su aree pubbliche sistemate a giardino e cinte da mura.

Il trasferimento della Parrocchia di Bagnone dal Castello nella nuova chiesa prepositurale costruita agli inizi del 1700; l' apertura della strada che collega la piazza della chiesa con quella delle Carceri; una strda carrozzabile era già stata costruita per collegare piazza delle Carceri col Cimitero che era già stato costruito fuori centro urbano, rispettando le norme che imponevano una distanza di almeno 200 metri dal centro abitato; sopra un'area dieci volte maggiore di quella che occorre per le normali inumazioni annuali.

L' allargamento e la sistemazione del Viale alberato G. B. Cartegni sino al cimitero, costringono l'Amministrazione Comunale a ristrutturare anche il cimitero, che già aveva assunto un vasto territorio, nel quale già erano state costruite alcune Cappelle e tombe gentilizie.

 
La  sepoltura  oggi

Nell’Ottobre 1934 fu rifatta la facciata del cimitero e delle cappelle su disegno dell’Architetto Praiër e i loculi interni alla facciataAlla realizzazione dell'opera, gran parte in pietra arenaria, sono intervenuti gli abili scarpellini bagnonesi, usciti dalla grande esperienza della costruzione del Monumento ai Caduti e dell'edificio O.N.D, nelle persone del Maestro Francesco Pretari, coadiuvato dai vari Maresi, Cagnin ed altri.

Il cimitero di Bagnone è stato più volte ingrandito con la costruzione di nuovi loculi e attualmente ha bisogno di una vera ristrutturazione generale o meglio, non rispetta più le norme dell'apposita legge, la quale disciplina la grandezza diventata oggi insufficiente; la qualità del terreno, asciutto e non sommerso dall'acqua come più volte é risultato essere l'esistente, durante le operazioni di riesumazione di salme nei tombini sotto il livello del suolo; cintato con mura altre m 2,50.

Si dovrebbe pensare ormai ad una nuova rilocalizzazione dell'intero complesso.

In ogni tempo il culto funerario si è associato all'arte, in forme architettoniche caratteristiche, relative alle varie civiltà.

L'arte funeraria o cimiteriale, ha trovato nell'architettura moderna l'espressioni e le regole proprie per rendere il luogo più respirabile e visitabile. L'elemento edilizio inquadra quasi sempre la distribuzione generale sistemata a giardino.

Il cimitero è l'ultima nostra dimora, dobbiamo pensare da giovani quello che concederemo agli anziani.

 

GALLERIA  FOTOGRAFICA

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Da: "I Sepolcri".

All'ombra de' cipressi e dentro l'urne
confortate di pianto è forse il sonno
della morte men duro? 

...... omissis

O bella Musa, ove sei tu? Non sento
spirar l'ambrosia, indizio del tuo nume,
fra queste piante ov'io siedo e sospiro
il mio tetto materno.

      Ugo Foscolo

I Sepolcri

Le "tombe" e il pianto dei vivi non possono certo consolare il sonno dei morti, tutto è materia che il tempo traveste. E' infatti solo la poesia ad essere capace di eternare il ricordo di eroi il cui sepolcro è stato ormai spazzato dal tempo.

L'uomo potrà raggiungere una qualche immortalità grazie al ricordo che lascia di sé, ricordo che le "tombe o sepolcri" aiutano a conservare; la tomba è utile ai vivi perché essa è un nodo di affetti familiari.

Un'amore celestiale esiste negli uomini per mezzo del quale si genera tra i vivi ed i morti una corrispondenza di affetti; per mezzo di questa dote noi viviamo con il morto ed il morto con noi, se le sue ossa siano state accolte pietosamente dalla terra nativa, e un sasso coservi il suo nome. 

Chi lascia sulla terra un'impronta ed un ricordo affettuoso di sè, il sepolcro ha senso di esistere, perchè dalla tomba proviene ai viventi un messaggio ideale.

I "Sepolcri" sono rievocati durante la Settimana Santa, che vive liturgicamente i suoi momenti più significativi nel "Triduo Pasquale" che inizia il Giovedì Santo con la rievocazione del Sacramento dell'Eucaristia.

E' difficile risalire alle origini del rito dei "Sepolcri". Fino all'epoca carolingia nella giornata del giovedì si celebravano due messe: una per la fine della Quaresima e l'altra per l'inizio del Triduo Pasquale e successivamente si optò per l'unica messa "in Coena Domini" al termine della quale si esponeva nel tabernacolo sull' Altare della Reposizione, allestito per la sua venerazione. 

Non si sa quando si iniziò a chiamare "Sepolcri" questi altari ritenendoli impropriamente la tomba di Cristo.

E' certo che nel periodo barocco, l'usanza della visita ai Sepolcri era già ben radicata nel popolo e soltanto recentemente, nel 1998, la Congregazione per il Culto divino sulla "preparazione e celebrazione delle feste pasquali" ha stabilito che il Tabernacolo in cui viene custodito il "Corpo di Cristo" non deve avere la forma di Sepolcro, così come deve essere evitato l'uso di chiamarlo in tal modo. 

Notizie

Invio a Giovanni se gli interessa, il materiale del nostro cimitero relativo ad una richiesta della famiglia dell'Architetto Praiër che lo disegnò (1934), e che venne realizzato dalla ditta Colli e Campioni.

I progetti sono spariti e dunque abbiamo potuto inviare alla famiglia solo le foto del manufatto. Se vuoi cercare notizie di questo architetto forse si può fare qualcosa su Archiweb . La famiglia, la figlia Daniela,  abita a Conversano (BA) in Via Cremona, 9 - il telef. 080 4958997.

Così ho scritto alla signora Daniela Praiër.

Tramite il Comune di Bagnone sono venuto a conoscenza del suo interessamento per ritrovare documenti vari che hanno servito alla realizzazione del Cimitero Civico del paese, da parte dell'Arc. Praiër, immagino sia suo padre. 

Io da hanni ho cercato notizie su di Lui senza mai saperne di più; senza informazioni di Suo padre, ho preparato una mia ricerca che vorrei pubblicare nel mio sito: www.bagnonemia.it, ma giace da tempo nel mio cassetto.

Potrebbe farmi avere una biografia dell'Architetto Praiër? Come vede non conosciamo neppure il suo nome. E come ha fatto da Bari ad arrivare in quel di Bagnone. Ringrazio sentitamente e cordialmente la Saluto.

Giovanni Ruggeri

Presidente Centro di Coltura Bagnonese.

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