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Aggiornato
il 28-05-2007
- 19:24
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Il cimitero civico |
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Il
cimitero o camposanto è il luogo, solitamente un'area cinta di
mura, riservata al sepellimento dei morti. L'etimologia greca
della parola cimitero, ricorda il suo primitivo significato di
"dormitorio" oppure di "luogo di riposo".
Nei
primi secoli del cristianesimo s'incominciò ad impiegare il
termine nel significato di terreno o campo destinato al
seppellimento dei cadaveri.
In
antico, i corpi degli schiavi e dei poveri venivano inumate in
fosse comuni, mentre i corpi dei ricchi venivano tumulate con
casse o sarcofagi in luoghi suburbani. |
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Le
prime riunioni di sepolture designate col nome di cimiteri, furono
le catacombe, dopo le persecuzioni sorsero i cimiteri ad esse
soprastanti.
Nel
nostro territorio, non possiamo pensare ad epoche remote, le sole
tracce di luoghi di riposo sono date dai ritrovamenti delle
statue-stele.
In
epoca più recente invece, ritroviamo le sepolture di personaggi
importanti nelle vecchie chiese, e così possiamo pensare anche
all'esistrenza di luoghi di sepoltura esterni nelle vicinanze di
luoghi sacri, come pievi, monasteri, abazie.
La
più vecchia chiesa di Bagnone é quella del Castello, ingrandita
e rinnovata più volte nel tempo. All'interno troviamo tracce di
sepolture, con lapidi ben leggibili, quella ad esempio dello
storico scrittore del '400, Giovanni Antonio Da Faie. |
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Si
suppone che col nascere del Castello attorno al mille, della prima
Chiesetta
e
dei primi abitati urbani, si utilizzasse per la sepoltura il
terreno attorno alla prima chiesetta. Ma nel tempo, col crescere
della popolazione, con lo svilupoparsi di Gutula poi Bagnone,
anche il cimitero deve aver subito traslazioni e rilocalizzazione
varie. Anche le sepolture vennero proibite per motivi igienici,
tanto nelle chiese che nei terreni attigui. Sorsero così, nuovi
cimiteri fuori della cerchia urbana, su aree pubbliche sistemate a
giardino e cinte da mura. |
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Il
trasferimento della Parrocchia di Bagnone dal Castello nella nuova
chiesa prepositurale costruita agli inizi del 1700; l' apertura
della strada che collega la piazza della chiesa con quella delle
Carceri; una strda carrozzabile era già stata costruita per
collegare piazza delle Carceri col Cimitero che era già stato
costruito fuori centro urbano, rispettando le norme che imponevano
una distanza di almeno 200 metri dal centro abitato; sopra un'area
dieci volte maggiore di quella che occorre per le normali
inumazioni annuali. |
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L'
allargamento e la sistemazione del Viale alberato G. B. Cartegni
sino al cimitero, costringono l'Amministrazione Comunale a
ristrutturare anche il cimitero, che già aveva assunto un vasto
territorio, nel quale già erano state costruite alcune Cappelle e
tombe gentilizie. |
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| La
sepoltura oggi |
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Nell’Ottobre
1934 fu rifatta la
facciata del cimitero e delle cappelle su disegno
dell’Architetto Praiër
e i loculi interni alla
facciata. Alla
realizzazione dell'opera, gran parte in pietra arenaria, sono
intervenuti gli abili scarpellini bagnonesi, usciti dalla grande
esperienza della costruzione del Monumento ai Caduti e
dell'edificio O.N.D, nelle persone del Maestro Francesco Pretari,
coadiuvato dai vari Maresi, Cagnin ed altri.
Il
cimitero di Bagnone è stato più volte ingrandito con la
costruzione di nuovi loculi e attualmente ha bisogno di
una
vera ristrutturazione generale o meglio,
non rispetta più le norme dell'apposita legge, la quale
disciplina la grandezza diventata oggi insufficiente; la qualità del
terreno, asciutto e non sommerso dall'acqua come più volte é
risultato essere l'esistente, durante le operazioni di
riesumazione di salme nei tombini sotto il livello del suolo;
cintato con mura altre m 2,50. |
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Si
dovrebbe pensare ormai ad una nuova rilocalizzazione dell'intero
complesso.
In
ogni tempo il culto funerario si è associato all'arte, in forme
architettoniche caratteristiche, relative alle varie civiltà.
L'arte
funeraria o cimiteriale, ha trovato nell'architettura moderna
l'espressioni e le regole proprie per rendere il luogo più
respirabile e visitabile. L'elemento
edilizio inquadra quasi sempre la distribuzione generale sistemata
a giardino.
Il
cimitero è l'ultima nostra dimora, dobbiamo pensare da giovani
quello che concederemo agli anziani. |
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GALLERIA
FOTOGRAFICA |
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Da:
"I Sepolcri". All'ombra
de' cipressi e dentro l'urne
confortate di pianto è forse il sonno
della morte men duro? ......
omissis O
bella Musa, ove sei tu? Non sento
spirar l'ambrosia, indizio del tuo nume,
fra queste piante ov'io siedo e sospiro
il mio tetto materno.
Ugo Foscolo |
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| I
Sepolcri |
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Le
"tombe" e il pianto dei vivi non possono certo consolare
il sonno dei morti, tutto è materia che il tempo traveste. E'
infatti solo la poesia ad essere capace di eternare il ricordo di
eroi il cui sepolcro è stato ormai spazzato dal tempo.
L'uomo
potrà raggiungere una qualche immortalità grazie al ricordo che
lascia di sé, ricordo che le "tombe o sepolcri" aiutano
a conservare; la tomba è utile ai vivi perché essa è un nodo di
affetti familiari. |
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Un'amore
celestiale esiste negli uomini per mezzo del quale si genera tra i
vivi ed i morti una corrispondenza di affetti; per mezzo di questa
dote noi viviamo con il morto ed il morto con noi, se le sue ossa
siano state accolte pietosamente dalla terra nativa, e un sasso
coservi il suo nome.
Chi
lascia sulla terra un'impronta ed un ricordo affettuoso di sè, il
sepolcro ha senso di esistere, perchè dalla tomba proviene ai
viventi un messaggio ideale. |
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I
"Sepolcri" sono rievocati durante la Settimana Santa,
che vive liturgicamente i suoi momenti più significativi nel
"Triduo Pasquale" che inizia il Giovedì Santo con la
rievocazione del Sacramento dell'Eucaristia.
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E'
difficile risalire alle origini del rito dei "Sepolcri".
Fino all'epoca carolingia nella giornata del giovedì si
celebravano due messe: una per la fine della Quaresima e l'altra
per l'inizio del Triduo Pasquale e successivamente si optò per
l'unica messa "in Coena Domini" al termine della
quale si esponeva nel tabernacolo sull' Altare della Reposizione,
allestito per la sua venerazione.
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Non
si sa quando si iniziò a chiamare "Sepolcri" questi
altari ritenendoli impropriamente la tomba di Cristo.
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E'
certo che nel periodo barocco, l'usanza della visita ai Sepolcri
era già ben radicata nel popolo e soltanto recentemente, nel
1998, la Congregazione per il Culto divino sulla
"preparazione e celebrazione delle feste pasquali" ha
stabilito che il Tabernacolo in cui viene custodito il "Corpo
di Cristo" non deve avere la forma di Sepolcro, così come
deve essere evitato l'uso di chiamarlo in tal modo. |
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| Notizie |
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Invio
a Giovanni se gli interessa, il materiale del nostro cimitero
relativo ad una richiesta della famiglia dell'Architetto Praiër
che lo disegnò (1934), e che venne realizzato dalla ditta Colli
e Campioni.
I progetti sono spariti e dunque abbiamo potuto
inviare alla famiglia solo le foto del manufatto. Se vuoi cercare
notizie di questo architetto forse si può fare qualcosa su
Archiweb . La famiglia, la figlia Daniela, abita a Conversano
(BA) in Via Cremona, 9 - il telef. 080 4958997. |
Così
ho
scritto alla signora Daniela Praiër.
Tramite
il Comune di Bagnone sono venuto a conoscenza del suo
interessamento per ritrovare documenti vari che hanno servito alla
realizzazione del Cimitero Civico del paese, da parte dell'Arc.
Praiër, immagino sia suo padre.
Io
da hanni ho cercato notizie su di Lui senza mai saperne di più; senza informazioni di Suo padre,
ho preparato
una mia ricerca che vorrei pubblicare nel mio sito: www.bagnonemia.it,
ma giace da
tempo nel mio cassetto. |
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Potrebbe
farmi avere una biografia dell'Architetto Praiër? Come vede non
conosciamo neppure il suo nome. E come ha fatto da Bari ad
arrivare in quel di Bagnone. Ringrazio sentitamente e cordialmente
la Saluto.
Giovanni
Ruggeri
Presidente
Centro di Coltura Bagnonese. |
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Ad oggi nessuna
risposta. |
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