home page

aggiornato il 08-01-2007

vai all'indice

Attività del Centro di Cultura Bagnonese

Estate 2002

COMMENTO

Lo slogan del nostro Centro di Cultura é: “il futuro della memoria”

Con spirito di conservazione, siamo alla ricerca di tutto quello che non si trova più, non perché non é mai esistito, ma perché é già stato trovato e forse anche ritrovato da altri prima di noi.

Questa volta esulto perché sono stato fortunato, e come tutte le fortune arrivano quando meno te l’aspetti, a ciel sereno, in un attimo di tranquillità.

Ne ho sentito parlare da molti di questo lavoro svolto dall’amico Fernando Leviti, quando io ero giovane, quando preferivo andare al mare, a ballare, a correre gonne piuttosto di ascoltarlo durante le sue elucubrazioni. Un lavoro lungo e paziente intorno alla ricerca pura che poteva dare risultati positivi dal vivo, ascoltando, come dice l’autore, direttamente gli anziani di viva voce. Quindi un lavoro che deve, senza dubbio, aver occupato Fernando per moltissimo tempo. Poi, la ricerca della simbologia fonetica, che non sarà stata certamente facile da reperire nell’immediato dopoguerra. Eppure, la Sua costanza gli fa trovare la simbologia internazionale di Ginevra, che Lui adotta ed applica trascrivendone i segni fonetici corrispondenti ai principali suoni caratteristici del nostro dialetto.

Ha vinto Fernando una dura battaglia, lo grida nella dedica del suo lavoro: “Dedico questa mia fatica ai sospiri e alle voci affievolite dei nostri avi.......”.  Ma Lui sa che questo lavoro é solo l’inizio, ed invita i concittadini a portare un valido contributo ad un ampliamento dell’opera.

Io, oggi, dopo aver trascritto col computer l’intero elaborato con tutta la fonetica acclusa, mi accorgo che sono capace di leggere e di comprendere il dialetto bagnonese per due validi motivi.  Il primo, perché sono un bagnonese e conosco assai bene il nostro dialetto parlato. Il secondo motivo, perché ho capito la formazione strutturale della parola con la relativa simbologia fonetica.  Sono ora in grado di leggere il bagnonese, di scriverlo invece mi ritengo ancora inesperto, dovrei studiare meglio la strutturazione della parola ed avere un po’ più di confidenza con la linguistica.

Poi ci fu un momento forse di sconforto, Fernando lo si intuisce nella lettera che invia al Comune di Bagnone, al quale chiede di conservare il suo lavoro, di continuarlo, e di “ricercare attraverso l’anima del linguaggio comune più che un motivo ma un monito di unione e di pacificazione che supera altamente le piccole divergenze......”.

Poi improvvisamente la morte repentina ci toglie il giovane studioso, con la sua morte il suo lavoro finisce in un archivio. Anche l’archivista scompare e tutto sembra svanire.

Alcuni interessati cercano di scoprire, ma la famiglia non sa dare spiegazioni. Il Prof. Loris Jacopo Bononi nel suo Caleidoscopio, parlando di Fernando Leviti, scrive: “Più volte é stato rappresentato il suo maggio, il Conte Ugolino. Di Leviti sono da meditarsi le tante ipotesi toponomastiche di Lunigiana, non facili da reperire. Chi le conosce le renda pubbliche”. Ed io chiedo: “Dove sono?  Occorre un’altro colpo di fortuna”.

Fortunatamente, il dattiloscritto del “Dialetto bagnonese” lo abbiamo recuperato e reso pubblico, speriamo avvenga anche per gli altri elaborati ignorati e forse nascosti in qualche polveroso cassetto di una vecchia e tarlata scrivania.

 

 Ruggeri Giovanni

 Presidente

 Centro di Cultura Bagnonese

Il volume "Il dialetto Bagnonese" è ora disponibile su Internet e in volume presso

 la sede del Centro di Cultura Bagnonese che lo rende in visione disponibile a tutti.

Indirizzo: Piazza Roma,1 - 54021 BAGNONE (Massa Carrara)

* * * * *

a cura del 

Prof. Fernando LEVITI

LA  PRESENTAZIONE  DELL'OPERA

COMUNICATI  STAMPA

  

  Da "LA NAZIONE"del 19 Luglio 2002

   Da "IL TIRRENO del 25 Luglio 2002

   

  Dal "Corriere Apuano" del 20 Luglio 2002

L' OPERA

PRESENTAZIONE del Prof. Fernando Leviti

Per facilitare la comprensibilità del presente studio di portata elementare del “dialetto di Bagnone”, disciplina sconosciuta per la quasi totalità delle nostre popolazioni, é necessario, prima di farne oggetto di studio pretamente filologico, ch’io mi soffermi, con un lavoro introduttivo molto chiaro e semplice, sulle caratteristiche fonetiche di questo nostro dialetto, comparandole con l’italiano.

É un lavoro senza pretese, avendo lo scopo ben preciso di risvegliare la curiosità dei miei compaesani per questo loro patrimonio linguistico tanto trascurato in questa nostra vallata.

Non mi sono riferito ad alcuna opera bibliografica, preferendo consultare il “libro sempre aperto della natura”, riferirmi alla viva voce dei nostri vecchi, a quel patrimonio orale e spirituale ereditato dai nostri antenati e che vive sempre in noi quali discendenti e continuatori delle generazioni passate essendo, il linguaggio, il documento più veritiero pervenutoci dalla lontananza dei tempi.

Quest’opera che avrò successivamente cura di ampliare, la lascerò, in questo secolo di progresso tecnico, ai “più piccoli” perché essi si ricordino di noi come “tratto d’unione” tra il passato e il futuro.

 

L’opera si suddivide nelle seguenti parti: 

 

  INDICE

  1.         Trascrizione di alcuni segni fonetici

  2.         Simbologia

  3.         Introduzione

  4.         Il vocalismo

  5.         I suoni nasali

  6.         Caduta di vocali

  7.         Vocali d’appoggio

  8.         Consonantismo

  9.         Varie trasformazioni

10.       Piccola nomenclatura

 

   torna su    

vai giù      

SEGNI FONETICI

L’accento.

Nella lingua e nell’ortografia italiana esistono due tipi di accento:

  •          l’accento fonico, che indica insieme pausa e suono della vocale, aperto ( grave = `)

          o chiuso ( acuto = ´);

  •          l’accento tonico, più comunemente usato, che segna la semplice pausa.

L’accento fonico é usato per lo più in opere letterarie (còlto = cogliere o cólto = istruito). L’accento tonico cade di solito sulla penultima sillaba ed in certi  monosillabi per distinguerli da altri (là = luogo, la = articolo) e nei polisillabi (città, caffè, finì). É opportuno quando una parola, variando la posizione dell’accento varia il significato ( sùbito e subìto; bàlia e balìa; càpitano, capitanò e capitàno). La sillaba su cui cade l’accento si dice tonica.

 ---ooOoo---

 Premesse le seguenti intese:

 Che l’accento posto sopra una vocale, es.: cénere, segna la caduta della voce sopra quella vocale, cioè l’accento tonico.

Che se l’accento tonico cade sopra una nasale, abbiamo:  a , e ,  i ,  o   (¼ vanno scritte come le frazioni matematiche:  1/a, 1/e, 1/i, 1/o)

Che il segno ( + o  - ) dopo i suoni ( ʦ+ , ʤ+ , ds- )  indica che  quei suoni sono pronunziati lunghi e sordi.

Che il puntino sopra la     e la    =  s  ,  s  , indica che  t  e  d  sono pronunziati con forza.

Che una vocale o una consonante racchiusa tra due parentesi ( ) indica che servono di appoggio e di rafforzamento ad altre vocali o consonanti.

---ooOoo---

Ciò premesso, possiamo passare alla presentazione del lavoro.

  torna all'indice     

torna all'indice    

     torna all'indice      

torna all'indice     

torna all'indice     

 torna all'indice      

   torna all'indice     

torna all'indice      

  torna all'indice     

- DIZIONARIETTO -

- Piccola  nomenclatura -

Dizionario01.jpg (55571 octets)

Dizionario02.jpg (109593 octets) Dizionario03.jpg (111428 octets) Dizionario04.jpg (134127 octets) Dizionario05.jpg (136512 octets)
         
Dizionario06.jpg (130773 octets) Dizionario07.jpg (101347 octets) Dizionario08.jpg (101169 octets) Dizionario09.jpg (103117 octets) Dizionario10.jpg (114481 octets)
         
Dizionario11.jpg (104981 octets) Dizionario12.jpg (107046 octets) Dizionario13.jpg (113641 octets) Dizionario14.jpg (106745 octets) Dizionario15.jpg (100829 octets)
         
Dizionario16.jpg (111042 octets) Dizionario17.jpg (115536 octets) Dizionario18.jpg (106997 octets) Dizionario19.jpg (137249 octets) Dizionario20.jpg (104360 octets)
         
  Dizionario21.jpg (114936 octets) Dizionario22.jpg (126718 octets) Dizionario23.jpg (154210 octets)  

Pubblicato nell'Ottobre 2002

e-mail

IL  FUTURO  DELLA  MEMORIA

vai su