|
L’accento fonico é usato per lo
più in opere letterarie (còlto = cogliere o cólto =
istruito). L’accento tonico cade di solito sulla penultima
sillaba ed in certi
monosillabi per distinguerli da altri (là = luogo, la =
articolo) e nei polisillabi (città, caffè, finì). É opportuno quando
una parola, variando la posizione dell’accento varia il significato
( sùbito e subìto; bàlia e balìa; càpitano, capitanò e capitàno). La
sillaba su cui cade l’accento si dice tonica.
---ooOoo---
Premesse le seguenti
intese:
Che l’accento
posto sopra una vocale, es.: cénere, segna la caduta della voce
sopra quella vocale, cioè l’accento tonico.
Che se l’accento
tonico cade sopra una nasale, abbiamo: a , e , i , o (¼
vanno scritte come le frazioni matematiche: 1/a, 1/e, 1/i,
1/o)
Che il segno (
+ o
- ) dopo i
suoni ( ʦ+ , ʤ+ , ds-
) indica
che quei suoni sono
pronunziati lunghi e sordi.
Che il puntino sopra la ṫ e
la ḋ
= ṫs , ḋs , indica che
t
e d sono pronunziati con
forza.
Che una vocale
o una consonante racchiusa tra due parentesi ( ) indica che servono
di appoggio e di rafforzamento ad altre vocali o
consonanti.
---ooOoo---
Ciò premesso,
possiamo passare alla presentazione del
lavoro. |