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Faceto
sono e allegro
amico
dei veri amici,
amante
del cuore sincero
neppure
conosco nemici.
Pensoso,
serio, indignato
sovente
triste e adirato,
in
me rimane il dolore
dell'altrui
evidente errore.
Offeso
mi rende la ciarla,
furente
l'insulto meschino
quando
per invidia si sparla
del
prossimo e del vicino.
Detesto
l'agire ambizioso,
ammiro
l'uomo generoso
che,
per l'interesse comune,
offre
tutto il suo acume.
Di
fronte ferito, difendo
l'onor
del mio nome leale;
colpito
di schiena, patendo,
rincorro
al mezzo plateale.
Le
disgrazie m'avviliscono,
forza
le accuse m'infondono;
sul
ponte della Libertà
conduco
ogni verità.
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