Il ruscello di Francesco Dinolfo

 

Innocente ricordo

 

 

Quanto ti amai

non comprendesti

nč capire potresti

ora che adulta sei,

donna.

Era il calore della giovinezza

il nitido sentir degli anni belli

che in te

poneva sobria innocenza,

gesti attraenti, deliziosi.

Tu mi apparivi la pių diletta,

la pių ferfetta, virtuosa assai.

Vederti e sussultare era tutt'uno.

Per te

sogni fantastici

piccoli progetti densi di bene.

Io ti seguii con tutto il cuore,

con l'intelletto, il mio volere.

Mi amasti?

Vorresti amarmi ora che č tardi?

Nessun pensiero tieni per me?

Se a tuo talento scegliesti netto

o fosti indotta,

di chi la colpa?

Se pur rimiri il tempo andato,

sforzarti č cosa vana

tu che del gentil sesso

profonde le orme conservi

e di calcolo sei erudita,

intendere non potresti

quanto ti amai.

Dirti ho voluto quel che sentii

nč per illuderti nč per mentire:

sono rimasto libero e schietto.

 

 

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