Il ruscello di Francesco Dinolfo

 

L'aquila

 

 

Con voli lenti e sicuri

dall'alto e dal basso

a spirale,

rapace pennuto,

esplori la terra.

Tu, dell'aria signora, 

tocchi il suolo guardinga

eppur nutrimento ne trai.

Temi l'agguato dell'uomo

che osi sfidare?

Per il cibo dei tuoi

limiti non conosci!

Col forte, adunco rostro

a ciascuno dei nati

la sua parte dipensi

squartando a dovere la preda.

Fiera ti vidi in picchiata

sul nostro Appennino

pronta a ghermire un giovane agnello,

ma il tempo permise

ch'io ti fossi vicino.

Lasciasti il belante.

Audacia e viltà in te notai.

Chi non conobbe il mancato delitto

guardò un punto nero

che, piano, scomparve nell'infinito.

 

 

 

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