Il ruscello di Francesco Dinolfo

 

La morte e la vita

 

 

Ignuda morte,

fuggente vita,

al debole mortale

entrambe imposte,

parenti siete!

Che importa il nome,

il luogo, il colore,

se dell'altra l'una è genitrice?

Occulte andate;

del mondo

aprite e chiudete le porte:

salve a chi arriva,

salve a chi va.

Immerso nel lavoro

non sento il gelido alitare

che mi si appressa;

nè, quando vorrà il Destino,

la terrea mano 

avvertirò.

Amo così la vita

non disgiunta da te,

verace morte!

 

 

 

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