Il ruscello di Francesco Dinolfo

 

Nella tempesta

 

 

L'aria trema all'istante

il bosco geme.

Cumoli ovunque

che ci rincorrono;

un infuriar di lampi e di tuoni

un cader a rovesci

di grandine e d'acqua.

Il cielo ti schiaccia

la vista è cieca

tristi pensieri serrano la mente.

E tu immobile,

prigioniero all'aperto

dell'estivo meriggio.

Una capra scende il sentiero

e ne odi il verso del campano.

Una speranza rinasce:

senti che la vita è lotta,

che disertare è viltà.

All'ingiù, alla cieca,

ti aggrappi alla montagna.

Vacillano le forze

dall'angoscia e dall'andar stremate.

Lontana è la valle.

Ti regge il fermo volere,

il dovere verso gli altri.

Provi la fragilità del corpo,

l'asperità della materia;

ma non desisti, non muti idea.

Ti si offre un tenue chiarore

quasi una densa foschia.

Infine, e non ti par vero,

vedi il sole che brilla

e la strada che ti mena a casa. 

 

 

 

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