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L'aria
trema all'istante
il
bosco geme.
Cumoli
ovunque
che
ci rincorrono;
un
infuriar di lampi e di tuoni
un
cader a rovesci
di
grandine e d'acqua.
Il
cielo ti schiaccia
la
vista è cieca
tristi
pensieri serrano la mente.
E
tu immobile,
prigioniero
all'aperto
dell'estivo
meriggio.
Una
capra scende il sentiero
e
ne odi il verso del campano.
Una
speranza rinasce:
senti
che la vita è lotta,
che
disertare è viltà.
All'ingiù,
alla cieca,
ti
aggrappi alla montagna.
Vacillano
le forze
dall'angoscia
e dall'andar stremate.
Lontana
è la valle.
Ti
regge il fermo volere,
il
dovere verso gli altri.
Provi
la fragilità del corpo,
l'asperità
della materia;
ma
non desisti, non muti idea.
Ti
si offre un tenue chiarore
quasi
una densa foschia.
Infine,
e non ti par vero,
vedi
il sole che brilla
e
la strada che ti mena a casa.
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