Il ruscello di Francesco Dinolfo

 

Oltre i confini vado

 

 

Vado oltre le tenebre terrestri

al di là delle soglie dell'abbisso

fuori del regno falso e bugiardo

ove non si misurano le ore

e giustizia e pietà sono severe

senza le leggi precarie umane.

Vado oltre il silenzio delle ombre,

tra la schiera osannante dei forti;

umile, ascoltando la verità

nella gaiezza della compagnia

nell'eco dei ricordi dell'infanzia

che è la parola della mamma mia.

Vado oltre ogni assurdo mistero,

nell'alba della vera felicità,

oltre la tranquillità dei cipressi

oltre i pensieri degli uomini,

per sempre vivere e non gioire

di cose fragili, caduche, vuote.

Vado oltre i confini dello spazio,

nell'armonia delle opinioni

verso le porte sante dell'Amore

in cui la vita splende come sole

dall'invidia lungi e dai possessi,

anelante la Luce che governa.

 

 

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