Il ruscello di Francesco Dinolfo

 

Pane conteso

 

 

Non passa dì ch'io non ti veda, Terra,

immersa nella pace del lavoro

del popol tuo che per il pane erra

quale cercatore che agogna l'oro.

Mestizia, angoscia premono il cuore;

della crudele sorte ti compiango,

con te divido questo gran dolore

che i cattivi ricolman di fango

misconoscendo con arte maldestra

i fatti che ti tengono avvilita.

Cesserà la maldicenza pedestra

se la gente sarà incivilita.

Se la question rimane in alto mare

ci si dibatterà sempre nei guai,

vano è l'universo esplorare

la vincita resta agli usurai.

La giustizia che sento d'abbracciare

concessa ci sarà nell'altro Regno.

Intanto l'abile uomo d'affare

Cielo e Terra tiene nel disdegno.

 

 

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