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Non
passa dì ch'io non ti veda, Terra,
immersa
nella pace del lavoro
del
popol tuo che per il pane erra
quale
cercatore che agogna l'oro.
Mestizia,
angoscia premono il cuore;
della
crudele sorte ti compiango,
con
te divido questo gran dolore
che
i cattivi ricolman di fango
misconoscendo
con arte maldestra
i
fatti che ti tengono avvilita.
Cesserà
la maldicenza pedestra
se
la gente sarà incivilita.
Se
la question rimane in alto mare
ci
si dibatterà sempre nei guai,
vano
è l'universo esplorare
la
vincita resta agli usurai.
La
giustizia che sento d'abbracciare
concessa
ci sarà nell'altro Regno.
Intanto
l'abile uomo d'affare
Cielo
e Terra tiene nel disdegno.
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