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Noto
gli oggetti
che
furono vostri,
piccini
miei,
anime
pure
che
il mal non conosceste.
Mute
le stanze
di
ricordi piene
di
voi mi parlano.
Placidi
nell'aura
tetra
dormir
vi sento
protetti:
O
padre mio,
tu
che sorvegli i piccoli
fa'
ch'essi non si destino
che
espiatore
dell'acerbo
dolore
io
sia solo.
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