falsità,
ladroneccio e simonia,
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ruffian, baratti e simile lordura.
Per l’altro
modo quell’amor s’oblia
che fa natura,
e quel ch’è poi aggiunto,
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di che la fede spezïal si cria;
onde nel
cerchio minore, ov’è ’l punto
de l’universo
in su che Dite siede,
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qualunque trade in etterno è consunto".
E io:
"Maestro, assai chiara procede
la tua ragione,
e assai ben distingue
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questo baràtro e ’l popol ch’e’ possiede.
Ma dimmi: quei
de la palude pingue,
che mena il
vento, e che batte la pioggia,
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e che s’incontran con sì aspre lingue,
perché non
dentro da la città roggia
sono ei puniti,
se Dio li ha in ira?
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e se non li ha, perché sono a tal foggia?".
Ed elli a me
"Perché tanto delira",
disse "lo
’ngegno tuo da quel che sòle?
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o ver la mente dove altrove mira?
Non ti rimembra
di quelle parole
con le quai la
tua Etica pertratta
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le tre disposizion che ’l ciel non vole,
incontenenza,
malizia e la matta
bestialitade? e
come incontenenza
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men Dio offende e men biasimo accatta?
Se tu riguardi
ben questa sentenza,
e rechiti a la
mente chi son quelli
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che sù di fuor sostegnon penitenza,
tu vedrai ben
perché da questi felli
sien dipartiti,
e perché men crucciata
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la divina vendetta li martelli".
"O sol che
sani ogni vista turbata,
tu mi contenti
sì quando tu solvi,
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che, non men che saver, dubbiar m’aggrata.
Ancora in
dietro un poco ti rivolvi",
diss’io,
"là dove di’ ch’usura offende
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la divina bontade, e ’l groppo solvi".
"Filosofia",
mi disse, "a chi la ’ntende,
nota, non pure
in una sola parte,
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come natura lo suo corso prende
dal divino
’ntelletto e da sua arte;
e se tu ben la
tua Fisica note,
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tu troverai, non dopo molte carte,
che l’arte
vostra quella, quanto pote,
segue, come
’l maestro fa ’l discente;
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sì che vostr’arte a Dio quasi è nepote.
Da queste due,
se tu ti rechi a mente
lo Genesì dal
principio, convene
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prender sua vita e avanzar la gente;
e perché l’usuriere
altra via tene,
per sé natura
e per la sua seguace
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dispregia, poi ch’in altro pon la spene.
Ma seguimi
oramai, che ’l gir mi piace;
ché i Pesci
guizzan su per l’orizzonta,
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e ’l Carro tutto sovra ’l Coro giace,
e ’l balzo
via là oltra si dismonta".