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a lo splendor che va di gonna in gonna,
e
lo svegliato ciò che vede aborre,
sì
nescïa è la sùbita vigilia
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fin che la stimativa non soccorre;
così
de li occhi miei ogni quisquilia
fugò
Beatrice col raggio d’i suoi,
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che rifulgea da più di mille milia:
onde
mei che dinanzi vidi poi;
e
quasi stupefatto domandai
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d’un quarto lume ch’io vidi tra noi.
E
la mia donna: "Dentro da quei rai
vagheggia
il suo fattor l’anima prima
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che la prima virtù creasse mai".
Come
la fronda che flette la cima
nel
transito del vento, e poi si leva
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per la propria virtù che la soblima,
fec’io
in tanto in quant’ella diceva,
stupendo,
e poi mi rifece sicuro
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un disio di parlare ond’ïo ardeva.
E
cominciai: "O pomo che maturo
solo
prodotto fosti, o padre antico
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a cui ciascuna sposa è figlia e nuro,
divoto
quanto posso a te supplìco
perché
mi parli: tu vedi mia voglia,
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e per udirti tosto non la dico".
Talvolta
un animal coverto broglia,
sì
che l’affetto convien che si paia
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per lo seguir che face a lui la ’nvoglia;
e
similmente l’anima primaia
mi
facea trasparer per la coverta
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quant’ella a compiacermi venìa gaia.
Indi
spirò: "Sanz’essermi proferta
da
te, la voglia tua discerno meglio
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che tu qualunque cosa t’è più certa;
perch’io
la veggio nel verace speglio
che
fa di sé pareglio a l’altre cose,
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e nulla face lui di sé pareglio.
Tu
vuogli udir quant’è che Dio mi puose
ne
l’eccelso giardino, ove costei
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a così lunga scala ti dispuose,
e
quanto fu diletto a li occhi miei,
e
la propria cagion del gran disdegno,
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e l’idïoma ch’usai e che fei.
Or,
figliuol mio, non il gustar del legno
fu
per sé la cagion di tanto essilio,
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ma solamente il trapassar del segno.
Quindi
onde mosse tua donna Virgilio,
quattromilia
trecento e due volumi
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di sol desiderai questo concilio;
e
vidi lui tornare a tutt’i lumi
de
la sua strada novecento trenta
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fïate, mentre ch’ïo in terra fu’ mi.
La
lingua ch’io parlai fu tutta spenta
innanzi
che a l’ovra inconsummabile
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fosse la gente di Nembròt attenta:
ché
nullo effetto mai razïonabile,
per
lo piacere uman che rinovella
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seguendo il cielo, sempre fu durabile.
Opera
naturale è ch’uom favella;
ma
così o così, natura lascia
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poi fare a voi secondo che v’abbella.
Pria
ch’i’ scendessi a l’infernale ambascia,
I
s’appellava in terra il sommo bene
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onde vien la letizia che mi fascia;
e
El si chiamò poi: e ciò convene,
ché
l’uso d’i mortali è come fronda
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in ramo, che sen va e altra vene.
Nel
monte che si leva più da l’onda,
fu’
io, con vita pura e disonesta,
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da la prim’ora a quella che seconda,
come
’l sol muta quadra, l’ora sesta".