con
l’innocenza, per aver salute,
78
solamente la fede d’i parenti;
poi
che le prime etadi fuor compiute,
convenne
ai maschi a l’innocenti penne
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per circuncidere acquistar virtute;
ma
poi che ’l tempo de la grazia venne,
sanza
battesmo perfetto di Cristo
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tale innocenza là giù si ritenne.
Riguarda
omai ne la faccia che a Cristo
più
si somiglia, ché la sua chiarezza
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sola ti può disporre a veder Cristo".
Io
vidi sopra lei tanta allegrezza
piover,
portata ne le menti sante
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create a trasvolar per quella altezza,
che
quantunque io avea visto davante,
di
tanta ammirazion non mi sospese,
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né mi mostrò di Dio tanto sembiante;
e
quello amor che primo lì discese,
cantando
"Ave, Maria, gratïa plena",
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dinanzi a lei le sue ali distese.
Rispuose
a la divina cantilena
da
tutte parti la beata corte,
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sì ch’ogne vista sen fé più serena.
"O
santo padre, che per me comporte
l’esser
qua giù, lasciando il dolce loco
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nel qual tu siedi per etterna sorte,
qual
è quell’angel che con tanto gioco
guarda
ne li occhi la nostra regina,
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innamorato sì che par di foco?".
Così
ricorsi ancora a la dottrina
di
colui ch’abbelliva di Maria,
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come del sole stella mattutina.
Ed
elli a me: "Baldezza e leggiadria
quant’esser
puote in angelo e in alma,
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tutta è in lui; e sì volem che sia,
perch’elli
è quelli che portò la palma
giuso
a Maria, quando ’l Figliuol di Dio
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carcar si volse de la nostra salma.
Ma
vieni omai con li occhi sì com’io
andrò
parlando, e nota i gran patrici
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di questo imperio giustissimo e pio.
Quei
due che seggon là sù più felici
per
esser propinquissimi ad Augusta,
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son d’esta rosa quasi due radici:
colui
che da sinistra le s’aggiusta
è
il padre per lo cui ardito gusto
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l’umana specie tanto amaro gusta;
dal
destro vedi quel padre vetusto
di
Santa Chiesa a cui Cristo le clavi
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raccomandò di questo fior venusto.
E
quei che vide tutti i tempi gravi,
pria
che morisse, de la bella sposa
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che s’acquistò con la lancia e coi clavi,
siede
lungh’esso, e lungo l’altro posa
quel
duca sotto cui visse di manna
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la gente ingrata, mobile e retrosa.
Di
contr’a Pietro vedi sedere Anna,
tanto
contenta di mirar sua figlia,
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che non move occhio per cantare osanna;
e
contro al maggior padre di famiglia
siede
Lucia, che mosse la tua donna
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quando chinavi, a rovinar, le ciglia.
Ma
perché ’l tempo fugge che t’assonna,
qui
farem punto, come buon sartore
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che com’elli ha del panno fa la gonna;
e
drizzeremo li occhi al primo amore,
sì
che, guardando verso lui, penètri
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quant’è possibil per lo suo fulgore.
Veramente,
ne forse tu t’arretri
movendo
l’ali tue, credendo oltrarti,
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orando grazia conven che s’impetri
grazia
da quella che puote aiutarti;
e
tu mi seguirai con l’affezione,
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sì che dal dicer mio lo cor non parti".
E
cominciò questa santa orazione: