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Aggiornato il 01-12-2005 |
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Stemma della famiglia Querni ritrovato a Bagnone nella Villa.
Stemma della famiglia Querni |
I
QUERNI Sono
discendenti di una grande e potente famiglia che ha avuto grandi
possedimenti in Lunigiana e sembra che sia finita in malora per mano di
un erede che ha dilapidato il patrimonio col
gioco al Casinò di Montecarlo. ---ooOoo--- Di Bagnone furono: Querni Mario, medico bagnonese a Soragna (PR-1500). Querni Camillo "l’arcipoeta". Querni
Francesco Maria, si ammira il busto e una lapide nella chiesa di S. Agostino a Prato. Querni Pietro Maria. Querni Michelangelo. Querni Niccolò. Querni Pietro, amico di Alessandro Manzoni, suo corrispondente e traduttore. (1800) (Sforza G. : La famiglia Querni di Bagnone, G.S.L.., xi, 1920, pp.138,141). * * * Dell'importante Famiglia Querni é in corso una ricerca. Il dipartimento di Medievistica dell'Università di Pisa, nella persona della Dottoressa Enrica Salvatori, ci informa e ci suggerisce di consultare il GSL, ovvero il Giornale Storico della Lunigiana, numero XI anno 1920, pagine 138-141, che si trova nella biblioteca civica di Massa oppure in quella di La Spezia. E-mail: e.salvatori@mediaev.unipi.it |
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Portale del Palazzo Querni in via della Repubblica a Bagnone
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Notizie varie sulla Famiglia Querni Fr. Leandro Alberti, per ben due volte, nella sua: "Descrittione di tutta l'Italia et isole pertinenti ad essa". In Venetia, appresso Paulo Ugolino, 1596. c. 38.; ricorda Mario Querni di Bagnone. " huomo dotto, virtuoso et humano", "huomo letterato et di singulari virtù ornato", il quale dimorava in Soragna, "civil castello" del Parmigiano, presso Gio. Paulo Lupi, che n'era feudatario, alla sua volta, "huomo saggio, virtuoso et de' virtuosi amatore et un altro Mecenate". * * * |
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Il prof. Luigi Armando Antiga nato a Irola di Villafranca L. il 19 Gennaio 1913 e deceduto a Pisa il 7 Dicembre 1975, studioso di storia locale, nel suo: "Studi e ricerche sull'alta Lunigiana" edizione postuma, Tip. Artigianelli di Pontremoli - 1977, curata da: Fabrizio Antiga, Luciano Bertocchi, Mauro Bertocchi e Vasco Bianchi, a pagina 303, in un capitolo dal titolo "Una edizione rarissima dell'Arcadia del Sannazaro curata da un Bagnonese", si legge: ".... nel 1520 in Bologna, a cura del dott. Mario Querno, medico bagnonese, il quale conseguì una certa fama nella città di Bologna, ove trascorse gran parte della sua vita e "riuscì segnalato per buona pratica dell'arte sua, come per virtù e per lettere, in lui gareggiando l'umanità con la dottrina", fu stampata in trentaduesimo una rarissima edizione dell'Arcadia del Sannazaro. Il libro rarissimo, con la copertina in pergamena, in ottima stampa, esite nella biblioteca del Seminario di Pontremoli - nucleo donazione Bocconi - impresso in Bologna nelle case del Maestro Gerolamo De' Benedetti nell'anno MDXX. È premessa all'opera una lettera del Querno stesso, che si definisce "da Bagnone e Reggiano" datata XVI Aprile MDXX, indirizzata a messer Ulisse Musotto, valente causidico Bolognese, nella quale si ricava che il Querno aveva avuto come suo patrono e familiare il patrizio di quella città Matteo Malvezzo. * * * |
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Jacopo Sannazaro: poeta, nacque a Napoli nel 1455; di nobile famiglia originaria della Lombardia, fece severi studi sotto Giuniano Maio e Lucio Crasso. Fu accolto nell'Accademia Pontaniana con il nome di Actius Syncerus. Nel 1481 fu nominato gentiluomo di corte e si impose in breve come una figura centrale del mondo culturale napoletano. Nel 1501 seguì Federico III d'Aragona nell'esilio francese. Dopo la morte del re, tornò a Napoli e trascorse il resto della sua vita nella sua villa di Mergellina. Morì nel 1530. Oltre alle rime, si sapore petrarchesco, ad alcuni dialoghi ed a farse allegoriche, scrisse l'Arcadia, romanzo pastorale in prosa e in versi. Compose pure in latino il poema De partu Virginis, elegie, epigrammi, idilli e un lamento. |
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Emanuele Gerini, in "Memorie storiche d'illustri scrittori e di uomini insigni dell'antica e moderna Lunigiana" Massa, Frediani, 1829, Vol. II, pp. 206-207; chiama il Dott. Mario Querni il: "celebratissimo dottore di medicina", e rammenta la ristampa che il Querni fece in Bologna, co' torchi di Geronimo de' Benedetti, dell'Arcadia di Jacopo Sannazaro, nel 1520, premettendovi una lettera al giureconsulto Ulisse Musotti, nella quale non manca di far parola del "magnifico e liberale patrizio" Matteo Malvezzi, "tutto humano, et gentile patrono" suo peculiare". |
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Cesare Guasti , nella "Bibliografia Pratese", compilata per un da Prato, Prato, Pontecchi, 1844, p.72. Alla stessa famiglia appartiene il P. Maestro Francesco Maria Querni, vicario Generale di tutto l'Ordine Agostiniano, che "fu scritto alla cittadinanza pratese" ed "ebbe l'onore dell'epigrafe e del busto di marmo nella Chiesa di S. Agostino".
L'elogio che recitò ne' suoi funerali il pratese Andrea Agostino Casotti, ragionamento composto, e detto nella chiesa di S. Agostino della città di Prato per la morte del Reverendissimo Padre Maestro Francesco Maria Querni già Vicario generale di tutto l'Ordine Agostiniano, in Pistoia, Gatti, 1731; in 8". |
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Appartiene pure a questa famiglia Pietro Querni, amico d'Alessandro Manzoni e suo traduttore. Figlio di Michelangelo e di Luisa Braccelli, nacque a Bagnone nel 1814; studiò lettere e filosofia nell'Università di Pisa, pigliandovi la laurea. Ecco un saggio del suo carteggio col Manzoni. L'autentico si conserva a Milano nella Biblioteca Braidense.
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Villa Querni alla Pandeza di Bagnone * Statue e cimeli di villa Querni trafugati
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Stemma del Comune di Soragna *
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CONTATTI Sono il presidente del Centro di Cultura Bagnonese, Bagnone (MS). L'antica famiglia Querni di Bagnone, ha origini da un certo Mario Querni che ha vissuto in Soragna nel "civil castello" presso Gio. Paolo Lupi. Conosciamo che Mario Querni, uomo letterato, diede alle ristampe in Bologna nel 1520 l'Arcadia di Jacopo Sannazaro. Un'altro, Francesco Maria Querni, fu vicario generale dell'ordine Agostiniano e visse a Prato nel 1700, una lapide nella chiesa di S. Agostino è datata 1730. Fa seguito poi, tutta la famiglia che ha vissuto a Bagnone. Cosa può dirci di più del Mario Querni che ha vissuto in Soragna? Mi scuso per il disturbo e la ringrazio per una risposta. Distinti saluti. Giovanni Ruggeri * * * Gentilissimo Signore,provi A CONTATTARE IL PROFESSOR BRUNO COLOMBI, MIO ARCHIVISTA E EMINENTE STORICO LOCALE: SAPRA' CERTAMENTE DARLE ULTERIORI RAGGUAGLI -IL TEL. 0524 597378. MOLTO CORDIALMENTE . DIODEBO DI SORAGNA. |
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Cenni su SORAGNA (PR) Soragna è adagiata nel fascino della pianura padana, che
vanta origini medievali. www.bassaparmense.it/paesi/Soragna.htm * * * La storia di Soragna risale a tempi antichissimi. Ma è con l'arrivo dei Longobardi che nel 712 d.C. il nome "Soragna" comparve per la prima volta in un documento ufficiale. Sul finire dell'XI sec. due famiglie si stabilirono a Soragna: i Pallavicino ed i Lupi, questi ultimi di origine cremonese. Il territorio venne diviso in due: ai Pallavicino restò l'odierna Castellina, ai marchesi Lupi l'attuale Soragna. Una convivenza tutt'altro che pacifica, stando alle cronache, tanto che già nel 1200 i Lupi fortificarono il proprio castello per difendersi dai potenti vicini. Dopo alterne vicende che portarono i Lupi a perdere più volte il possesso delle proprie terre, i marchesi chiesero l'investitura feudale dei loro possedimenti, che da libero allodio, cioè bene personale, diventa parte integrante dell'Impero. Tale investitura porta la data del 20 settembre 1347 a firma di Carlo IV. Passarono tuttavia ancora parecchi anni prima che i Lupi potessero entrare a Soragna e riprendere possesso delle proprie terre. Nel 1385 un documento a firma di Giangaleazzo Visconti autorizza i Lupi potessero entrare a Soragna e riprendere possesso delle proprie terre. Nelle 1385 un documento a firma di Giangaleazzo Visconti autorizza i Lupi alla costruzione di un nuovo castello, l'attuale Rocca. Nel 1514, con la morte di Diofebo I Lupi, il ramo diretto della famiglia si estinse. Il feudo passò quindi al pronipote Gianpaolo Meli, avendo Diofebo testato in tal senso, dando così origine all'attuale famiglia Meli Lupi. Nel 1530 l'imperatore Carlo V confermò a Gianpaolo l'investitura ed i privilegi per sè e per i suoi successori e concesse il permesso di aggiungere il cognome Lupi a quello di Meli. Di particolare importanza per la storia del paese è la nomina di Giampaolo IV a principe del Sacro Romano Impero, nomina avvenuta nel 1709 da parte dell'imperatore Giuseppe I. Soragna divenne così uno stato autonomo, con diritto di battere moneta in qualsiasi metallo; si sottrasse al predominio spagnolo ed alle mire egemoniche dei Farnese che non vedevano di buon occhio tale politica. Con l'entrata in vigore del Codice Napoleonico (1/7/1805) cadde l'istituto del feudo come entità giuridica ed amministrativa, e passò al Comune con a capo un Sindaco di nomina governativa. Anche ai giorni nostri un Meli Lupi abita la Rocca. E' il principe Diofebo VI, che aprendo le magnifiche sale dell'avito castello a visitatori, convegni ed importanti avvenimento culturali, ha reso il palazzo un vivo protagonista del presente e del futuro di Soragna, e non un muto testimone di un glorioso passato. Piazzale Meli Lupi, 1 - 43019 Soragna (PR) - tel. 0524/597909 - Fax 0524/597973 - e-mail: info@comune.soragna.pr.it |
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Il centro di Soragna L'entrata del Castello Il Castello La piazza |
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La rocca
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La Rocca
Costruita intorno al 1385, a pianta quadrata con quattro torri ai lati, fu trasformata in sontuosa dimora principesca alla fine del Seicento. Ulteriormente
modificata nel XVII e XVIII secoli dai principi Meli Lupi, appartiene
ancora oggi alla famiglia che l'ha parzialmente aperta al pubblico. |
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La Chiesa di San Giacomo |
Chiesa di San Giacomo di Soragna
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