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Aggiornato il 23-12-2005

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IL  FERRO  E  LA  PIETRA  ARENARIA     

 

L'arte di fondere e lavorare a mano il ferro è antichissima: risale alle epoche in cui tutto il ferro era battuto, cioè lavorato a mano.

A questo artigianato sono dovuti gli stupendi cancelli, grate, inferiate, ringhiere che ritroviamo un pò ovunque nei nostri castelli, palazzi nobiliari, nelle ville, un po' ovunque e in quella più popolare nell'arte rurale e militare.

Ma il ferro in generale è alla basa di tutte le attività industriali. Cosa accadrebbe se mancasse il ferro? 

Sicuramente una delle più grandi crisi economiche mai vissute; la maggior parte delle industrie sulle quali si basa l'economia mondiale sarebbero costrette di cessare la loro attività: automobilistiche, ferroviarie, navali, meccaniche, militari, edilizie, ecc.

Si possono così trarre delle considerazioni: il ferro è il metallo più utile; i paesi che possiedono giacimenti di ferro dispongono di una ricchezza enorme.

Di questo importante metallo, la cui età la si fa risalire a 1200 anni prima di Cristo, non si conoscono date precise e chi è stato ad usarlo per primo. 

Già prima, in Mesopotamia e in Egitto, questo metallo era usato solo per la fabbricazione di oggetti.

Il ferro non viene alterato dall'acqua che non contenga anidride carbonica e neppure dall'aria secca. Il ferro invece si altera facilmente all'aria umida formando la ruggine.

Il ferro lo si trova raramente e in piccole quantità allo stato naturale. Sulla superficie terrestre sono abbondantissimi i minerali ferrosi e ferrici, i più  diffusi sono l'ematite, la siderite, la magnetite e la limonite. 

L'elemento ferro è essenziale per gli organi viventi; è indispensabile ai vegetali perché permette la formazione della clorofilla; agli animali e all'uomo perché partecipa alla formazione della molecola dell'emonglobina contenuta nei globuli rossi del sangue.

La lavorazione del ferro rappresentò l'inizio dell'incivilimento umano. 

Una volta scoperto il sistema di estrazione ad alta temperatura, in forni d'argilla alimentati da legna e da forti correnti d'aria, il ferro divenne un mezzo poderoso per la lotta contro gli elementi naturali. 

Gli strumenti per la cattura degli animali più efficaci, le armi di difesa più perfezionate, gli attrezzi per i lavori agricoli, per il taglio delle pietre, per la lavorazione del legno acquistarono una grande importanza.  

Si andarono così sviluppando molte attività artigianali collegate al ferro, la cui lavorazione la si eseguiva in calliginose "officine", che ben presto si attrezzarono di forgia con relative pinze, di  incudine con i vari martelli e mazze, attrezzi con i quali l'artigiano lo lavorava.

Le più comuni erano:

Il birocciaio, il bullettaio, il calderaio, il fabbro, il maniscalco.

Nel medioevo il ferro assunse una grande importanza e venne usato abbondantemente per la protezione delle aperture. Tutte le finestre erano protette da inferiate ed anche nelle più umili dimore del tempo venivano impiegate comunemente ovunque. L' incastro delle barre verticali in quelle orizzontali avveniva per forgiatura, come l'inserimento delle barre nella muratura avveniva contemporaneamente alla posa delle soglie, degli stipiti e degli architravi, quasi sempre in pietra arenarica scalpellinata.

Nelle foto che riproduco sono visibili questi accorgimenti; così installata l'inferiata si é dimostrata essere una vera protezione di sicurezza. 

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Sono ormai rare le botteghe che seguono la vecchia tradizione di forgiare a fuoco il ferro; si trattava di un'attività artigianale molto fiorente, che al giorno d'oggi si basa soprattutto su tecniche di lavorazione a freddo.

Queste ultime arrività prevedono la modellazione del ferro senza che sia necessario ribatterlo quando è ancora caldo, segue poi l'assemblaggio dei diversi componenti effettuato con la saldatrice.

Ma per l'importanza che stanno sempre più assumendo i restauri e per una rinnovata richiesta di prodotti tradizionali, è in corso una discreta rivitalizzazione del settore.

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Da noi si è spenta questa tradizione produttiva relativa ad attrezzi agricoli per lavorazioni manuali, a causa di un'agricoltura povera che si è praticamente spenta nel dopoguerra. 

Gli attrezzi in uso, erano anch'essi frutto di lavorazioni prevalentemente manuali, che uscivano dall'antica bottega del fabbro. 

Anche la forma degli attrezzi è rimasta sostanzialmente immutata da secoli, così come risulta dagli antichi attrezzi da lavoro conservati da privati ed esposti nel 2002 in una esposizione chiamata "Al Val" organizzata dal Centro di Cultura Bagnonese. 

ESPOSIZIONE "AL VAL"

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Pubblicato il 25 Ottobre 2004 TORNA SÙ