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Foto |
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Lapide al
Senatore Nicolò Quartieri in piazza Marconi a Bagnone |
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Gutula
un centro importante
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Il
Castello di Bagnone e la Pieve di Bagnone, pur essendo ad "un tiro
di schioppo" l'una all'altra, si sono sviluppate su due aree diverse.
Il
Castello, antico castrum, é sorto per ragioni militari, su un colle roccioso che strapiomba sul
torrente Bagnone, intorno al X secolo; mentre la Pieve, e se ne hanno
notizie della sua operosità in un documento, già nel 981, è nata
forse nel VIII-IX secolo, e si è estesa su un costone del Monte Barca, più a monte
del Castello di Castiglione del Terziere, "le cui origini risalgono al
periodo che va dal tardo antico all'alto medioevo, e sono testimoniate
da elementi murari e tipologici riferibili al VI - VII secolo". (da:
il Castello di Castiglione del Terziere, testo di Stefano da Milano,
edizione Silvania Editoriale, all'inizio del Sommario).
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Nelle
vicinanze della Pieve sgorga il canale Torchio di Bacco che alla
confluenza col canale del Deglio, originano il torrente Civiglia.
Due
vallate completamente diverse, la prima, quella del torrente Bagnone, scarica a valle nel fiume
Magra nelle vicinanze di Villafranca Lunigiana, mentre la seconda,
quella del Civiglia, fa scaricare
anch'essa le sue acque nel fiume Magra ma in quel di Terrarossa, comune
di Licciana Nardi, quasi alla
confluenza col torrente Taverone.
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Dall'analisi
di antichi documenti si può capire con certezza che la Pieve è stata
un'organizzazione eclesiastica che ha seguito quella
politico-militare del Castello di Castiglione del Terziere, e forse
anche del Castello di Corvarola.
La
posizione della Pieve, dedicata a SS. Ippolito e Cassiano, e sorta a ridosso del monte Barca, era protetta a valle
dai Castelli Malaspiniani di Virgoletta, di Villafranca, di Corvarola, e
da quello fiorentino di Castiglione del Terziere. Queste roccaforti
militari proteggevano sicuramente la Pieve da eventuali attacchi di
briganti che, a quei tempi, infestavano la valle del Magra da Villafranca
a Terrarossa, depredando le carovane dei pellegrini che transitavano
inavvertitamente sulla via Francigena, su quel tratto che costeggiava il
fiume Magra.
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I viandanti più avveduti invece, preferivano allungare
leggermente il percorso e da Villafranca deviavano all'interno, per Virgoletta, quindi Vallescura e Merizzo per
raggiungere nuovamente la via Francigena a Terrarossa; o viceversa per
chi saliva, come
fece S. Rocco. Su questo
percorso, in una località tra la Ghiaia e la Piana, esiste
tutt'oggi l'Oratorio dedicato a S. Rocco pellegrino.
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É
bene ricordare che contemporaneamente alla nascita del Castello, sulla
sponda destra del Torrente Bagnone, sulla via che da Malgrate, passando
da
Corlaga conduce
a Treschietto, Compione, Apella, esisteva una cappella dedicata a S.
Maria del Pianto e che in questa zona detta Gutula stava nascendo il
Borgo che, chiamato Borgo di Gutula, diventerà poi il Borgo di Bagnone. Un
importante incrocio di strade detto "snodo", nel
senso di struttura territoriale che riceve flussi plurimi e smista pure
flussi altrettanto plurimi orientati in varie direzioni,
dove si incontravano mercanti e viandanti di ogni luogo.
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A Gutula
infatti sorgeranno: la porta Parma o del castagno e la porta Fiorentina, le due strade che si
ricollegheranno alla Via Francigena o Romea, una in direzione sud
est e l'altra verso ovest. Invece a nord est di Gutula, esisteva già la
porta di Santa Caterina, quella che collega le due rive rocciose del
torrente per accedere al Castello, mentre a nord ovest Gutula si chiudeva
con la porta Val D'enza. Oltre il torrente, i primi contrafforti
dell'Appennino, i possedimenti marchionali, quindi il crinale,
oltre il quale è la regione Emilia.
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Il
mercato
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L'esistenza
del
borgo di Bagnone risulta documentata in epoca anteriore all’anno
mille. Nel diploma di Ottone II alla Chiesa di Luni dell’anno 981 l’imperatore
riconosce al vescovo Gotifredo il:
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"
mercatum in plebem Sancti Cassiani"
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Interpretato
come:
"mercato per il popolo della Pieve di San Cassiano".
Viene
così istituito un primo luogo di commercio, in località Gutula,
dipendente dalla Pieve, che diventa non più luogo di contrabbando
ma pienamente legale ed autorizzato.
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Il territorio bagnonese, con le sue
strade di comunicazione con le valli parmensi e quelle liguri,
importante per la "Via del Sale", diventa un territorio
noto e frequentato dagli abitanti di Lunigiana ma anche da gente
proveniente da oltre Appennino, per i suoi mercati e commerci che si
tengono regolarmente tutti i lunedì dell'anno, con affollata presenza
di esercenti e di acquirenti.
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Le
fiere |
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Verso
la seconda metà del 1500, la presenza fiorentina, l’ampliamento delle
vie di comunicazione favoriscono lo scambio delle merci e si profila l’esigenza,
su esempi di regioni più avanzate, di creare forme più ampie di
rapporti economici e commerciali.
Dai mercati si stabiliscono date per le
quattro fiere stagionali,
con la durata di almeno otto giorni di mercato per assolvere
alla cresciuta richiesta commerciale, per gli scambi e gli acquisti di
cose nuove, ma anche per compensare la scarsa produzione locale ed
integrare le sempre uguali mense povere degli abitanti, prevalentemente
dediti all'agricultura intensiva in zona montana.
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Anche
dal lato logistico, nuovi spazi, nuove costruzioni, anche locandiere, si
aggiungono allo sviluppato Borgo di Bagnone e vengono ad incrementare e
a rafforzare il già florido commercio.
É quando l'autorizzazione di allungare l’attività per più giorni
diventa operante, la merce offerta si fa più ricca e compaiono prodotti
nuovi, anche pregiati, dalle Contrade e dagli Stati vicini.
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Parimente alla realizzazione della Fiera, il Governo coglie l’occasione
per stabilire controlli di ordine pubblico.
Agli
inizi del 1600 si provvede a lastricare la nuova piazza realizzata a
sud-ovest del Borgo che viene appunto denominata piazza del Mercato (è
oggi una parte di Piazza Roma), ed è in questa Piazza e sotto i portici
del Borgo che si realizzano gli scambi
commerciali.
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La
prima notizia sulla volontà di istituire una fiera (di
Santa Caterina?… n.d.a.) è data dalla richiesta inoltrata a Firenze
dagli abitanti del Comune di Bagnone nel 1596, di voler realizzare una fiera annuale in detto Comune per otto
giorni dei quali quattro prima delle Calende di Agosto e i rimanenti
dopo (28,29,30,31
Luglio e1,2,3 e 4 Agosto), con la raccomandazione della presenza
di una guarnigione di soldati dello stesso Capitanato da porsi sotto il
Comune e la contemporanea supplica affinché la Fiera fosse esente da
tutte le gabelle e debiti civili.
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Già
in occasione dei mercati medioevali venivano promulgati i bandi, puniti
i rei ed eseguita la frusta pubblica. Dall’istituzione del Notariato
(1500), ai tempi Leopoldini (1700) l’esercizio della giustizia era
riservato nei giorni di mercato, consuetudine giunta a noi sino a che è
esistita la Pretura a Bagnone.
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Stiamo
sicuramente attraversando un florido periodo di economia curtense.
(n.d.a.)
La
Fiera di Santa Caterina ha in questi tempi la sua miglior fortuna che
segue anche l’andamento della crescita demografica della
popolazione.
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Gli scambi si intensificano quanto più questa cresce e parimenti cresce
la richiesta delle merci. Agli inizi del XV secolo 38 erano le famiglie
di Bagnone fra «tereri e forestieri» dal momento che –
dice il da Faie – « …questa terra è tutta abitata da zente
venute d’entorno che anticamente non gene sono quattro famiglie… Polo
di Cartegno e Maté suo fratello insieme e ricchi, sono anticamente di
questa terra, Franzon e Malengamba fradeli… Domenico della Piaza de
questa terra ».
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Ma
quali erano le vie previlegiate dei commerci attraverso le quali le
merci giungevano alla fiera?
…Tralascio
le descrizioni antiche;
i porti principali erano Livorno e Carrara, ma lo scalo merci
privilegiato era Sarzana…
Le
vie per
Parma meglio collegate erano
via
Fivizzano o via Comano.
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Le
vie per Parma meglio collegate ai porti preferenziali per tutto il
territorio granducale al quale apparteneva anche Bagnone, passavano per
il Fivizzanese, per Comano, per Linari e si intrecciavano con quelle
provenienti dal Genovese e dirette nel Modenese via Sassalbo. Si
sviluppa così nel XVII secolo un certo contrabbando tra Fivizzano e
Sassalbo dove in quegli anni sorgono grossi negozianti di generi
commestibili. Ecco allora che la circolazione interna delle merci, nei
territori granducali e quindi anche a Bagnone, conosce maggiore fortuna
ed incrementa l’eccedenza interna. Il surpiù si vendeva nei mercati
interni e alle fiere: Olii, segala, grani, biade, farine dolci,
formaggi, prodotti di lavorazione del legno, vimini, ferro e pietra,
carbone di legna, sapone fatto con calce, soda e prodotti tessili e
filati. Il lino proveniva da Livorno e dalla Lombardia, ma le canape
nostrane superano in bontà quelle lombarde e bolognesi per la fortezza
e la finezza, sono lunghe e dopo la macerazione non si gramolano
e si stigliano a mano.
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Alla
Fiera soprattutto, più che ai mercati settimanali caratterizzati da
scambi di prodotti interni, apparivano merci forestiere : pannine,
altrimenti dette stamine e filgrandi, tessuto principe di grande
commercio, oltre olii, biade, granaglie, vini, droghe, salumi, e il
sale, merce di grande considerazione per la Regia Dogana. Ma fonte di
reddito e mercie privilegiata della Fiera di Santa Caterina, altrimenti
detta del bestiame, erano "i besti"; un quarto della popolazione era
dedita alla pastorizia ed all’allevamento del bestiame.
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Tutto
ormai si può trovare alla Fiera di Santa Caterina a Bagnone, siamo nel
XIX secolo, epoca di nascita delle prime manifatture.
Lo
sviluppo di grossi centri commerciali, favorisce un modo immediato di
approviggionamento quotidiano delle totalità delle merci e non c’è
più la necessità di aspettare la Fiera per acquistare scorte, per
accedere alla completa disponibilità dei prodotti.
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Il
rinnovato e continuato impulso della Fiera, oggi ha più il sapore di
una riscoperta del
piacere dell’incontro, del gusto di socializzare e di divertirsi,
oltre a quello di voler ritrovare le radici del nostro passato e del
rapporto con gli altri, attraverso un discorso storico e tradizionale
che la collettività bagnonese e l'Amministrazione comunale vogliono
mentenere e valorizzare.
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La
necessità di avere la ferrovia
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Ed
eccoci giunti al 1850, quando il territorio di Bagnone entra a far parte
del Ducato di Parma; nel 1861 l'unità d'Italia, e nel 1871 un
Sindaco che tenta di organizzare una variante alla linea ferroviaria
Parma-Spezia; [come è stato tracciato in blu, tra Filattiera ed
Aulla, nella cartina che segue].
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Il
progetto era visto sotto un profilo futuristico, era importante, tanto che l'Amministrazione comunale del
tempo ha dovuto impegnarsi per degli importi allora sostanziosi, nella
spesa di progettazione di una variante al progetto base.
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Nonostante
l'iintervento di numerose personalità, tra le quali un nostro
concittadino, il sen. Nicolò Quartieri, il Sindaco Querni ed il
Comitato non riuscirono nell'intento; vi rimando in calce alle mie
"conclusioni".
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Trascrivo
il lavoro di ricerca svolto dall'Arch. Daniele Marzocchi, che meglio di
me ha saputo trattare questo argomento, già pubblicato nel quaderno 1
del progetto Bagnone, dall'Associazione Manfredo Giuliani.
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RUGgGIO
- 2004
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Cartina tra Filattiera e
Aulla
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Cartina 1:55 000 |
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IL
SOGNO DI FERRO
CRONACA
DI UN PERCORSO MANCATO
LA
VARIANTE DELLA CIVIGLIA
Arch.
Daniele
Marzocchi
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Relazione
del Sindaco Dr. Antonio Querni
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2
settembre 1871
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"Vi
sono dei momenti nella vita politico-amministrativa dei Comuni che
saputi afferrare fanno la fortuna dei Comuni stessi, e viceversa
riducono i medesimi nello stato più lacrimevole. Uno di questi momenti
è sorto per il nostro Comune o Signori, e segnatamente per questo
vostro Capoluogo di Mandamento. Io parlo, della Ferrovia Spezia-Parma.
Se per il tracciato della detta Ferrovia è accolta la linea della Magra
fra Filattiera e Terrarossa il nostro Comune è isolato, il nostro
Capoluogo di Mandamento è privato di qualunque risorsa commerciale, in
breve tempo gli uffici pubblici dovrebbero per necessità essere
trasportati a Villafranca ove verrebbe stabilita la Stazione. Scosso da
sì tetro avvenire io ho già intavolato pratiche onde evitare si grave
danno, e già feci intraprendere studi preliminari dal nostro Ingeniere
Comunale, onde vedere di avvicinare alla nostraborgata la Ferrovia in
parola e questi studi mi hanno aperto l'animo a liete speranze.
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Di
ciò ho già reso informata la Giunta Comunale alla quale d'urgenza ho
fatto stanziare una piccola somma di lire 400 per studi già detti.
Questi studi comprendono una variante che partendosi dalle prime case di
Filattiera, si dirige alle prime case di Mocrone, traversa l'altipiano
di Bagnone alla casa Novelli, e passando il torrente Bagnone al di sopra
di Virgoletta, scende al ponte sul Taverone presso Terrarossa per le
valli del canale delle Ghiaie e del torrente Civiglia.
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Fortuna
volle che pemdenti questi primi studi avessi il vantaggio di far
conoscenza col Signor Ing.re Mutti Capo Sezione incaricato del progetto
della Ferrovia nel tronco dal Borgallo al mare.
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Questo
valente Ingegnere dotato di grande abilità e di una gentilezza
particolare si è prestato ad esaminare questi primi studi e per di
pi<u ha avuto la bontà di percorrere coll'Ing.re Comunale Milani
tutto il territorio lungo il quale dovrebbesi costruire la variante.
Dopo detta visita, avendo il prelodato Ingeniere presa piena cognizione
dei due tracciati, sia di quello lungo la Magra, che di quello della
variante, si è degnato soddisfare ad una nuova richiesta rimettendosi
in scritto il suo parere sulla bontà del tracciato della variante
confrontato con quello della Magra che l'Ingegnere chiama tormentato
tracciato del Magra.
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Dalla
lettera del suddetto rapporto poptrete meglio conoscerVi che la variante
è dichiarata fattibile e a migliori condizioni generali della linea del
Magra, e che solo vi è bisogno di uno studio particolareggiato per
evitare certe pendenze che rendono la variante, un poco inferiore alla
linea del Magra.
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Dopo
la lettura del rapporto Mutti io spero che sarete tutti convinti della
necessità di fare redigere un particolarizzato progetto della variante
e di farlo eseguire colla massima sollecitudine onde possa essere
presentato al Comitato ed al Consiglio superiore dei Lavori pubblici,
nello stesso tempo che sarà presentato il progetto generale della
intera Ferrovia La Spezia - Parma.
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Permettete
che io Vi spieghi minutamente i vantaggi maggiore che può ottenere il
nostro Comune dalla variante in discorso.
1º.
Il Comune può sperare di ottenere un ingrandimento territoriale, sia
verso Villafranca che verso Filattiera, perchè realmente colla stazione
della ferrovia alla Casa Novelli, o Capanna degli Agosti questa Borgata
si troverà in posizione assolutamente centrale.
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2º.
Vi è da sperare ancora la riunione di Licciana a questa Pretura
giacchè la variante posta per conseguenza una piccola Stazione o
fermata nell'altipiano di Merizzo in servizio di tutte le Borgate e
Villaggi di quella Vallata del Taverone, e quindi con quella Stazione
gli abitanti di quella Vallata possano comodamente venire a questa
Pretura.
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3º.
Le acque del torrente Bagnone ricco di un gran numero di salti potranno
con poca spesa essere utilizzate nell'impianto di opifici cioè
ferriere, cartiere, polveriere, filatoi di cotone, di lane, di canape,
di lini, in manifatture di tele, in fabbriche di panni, di lane. Il
Piemonte offre un esempio in quello che ha fatto dopo il 1948 e dopo la
costruzione della ferrovia".
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Il
Sindaco
Dr.
Antonio Querni
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Con
quieste parole il Sindaco di Bagnone, Dottor Antonio Querni, ha relazionato al Consiglio Comunale riunito in seduta straordinaria il 2
settembre 1871, considerando l'eventualità di realizzare una variante al
progetto per la costruzione della ferrovia Parma La Spezia affinchè avvicini
la stessa il più possibile al territorio del Comune di Bagnone.
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Nella
relazione allegata al progetto dell'ingegner Pietro Mutti di Tortona,
incaricato dal Comune di Bagnone di studiare la variante, si evidenziano
i motivi che tecnicamente favorirebbero il tracciato della
Civiglia:
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Ing. Pietro Mutti
Tortona (Al) |
|
Al
Sindaco del Comune di
BAGNONE
(MS)
"Nelle
due volte che io dovetti studiare un progetto di Ferrovia
in valle di Magra nel 1862 coll'Ing. Zanino, e nel 1871
colla Società Gonin, io fui sempre messo in serio
pensiero dalle gravi difficoltà di costruzione e
manutenzione, che si presentano tanto nelle Lame e frane
di Villafranca e della Chiesaccia, quanto per quelle di
Aulla. In quanto a questo secondo tronco si studiò finora
invano qualche deviazione o variante per evitarle; pel
primo invece i tentativi furono avviati con esito
moltomigliore. La diversa natura e maggiore stabilità del
terreno, la lontananza di corsi d'acqua pericolosi,
l'abbondanza dei materiali lungo la linea, l'andamento del
corso stesso dei rivi o torrenti a seguirsi e la quasi
uniforme pendenza degli altipiani a traversarsi, mi
lasciano subito intravedere come cosa molto, ma molto
seria una Variante staccata dalla linea principale a
Filattiera e condotta verso Filetto, eppoi lungo il quasi
diritto Canale delle Ghiare e sulle stabilissime sponde
della Civiglia fino a Terrarossa a preferenza della già
progettata linea in Valle di Magra".
Ing. Pietro Mutti
. |
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Dall'esame
del progetto dell'ingenier Pietro Mutti si evidenziano gli elementi che
avrebbero duvuto favorire la scelta del tracciato.
Le
stesse pendenze della linea principale.
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Una
linea con uno sviluppo maggiore di 2373 metri a fronte di una spesa a
chilometro che si riduce da lire 440 mila a lire 220 mila (la metà).
Il
vantaggio di realizzare una stazione il più vicino possibile a Bagnone
(con un bacino d'utenza di 15.000 persone) e una stazione nei pressi di
Merizzo al servizio di Monti e di Licciana.
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Questi
argomenti sono efatizzati nella lettera che il Comune di Bagnone invia
al Ministero dei Lavori Pubblici, allegando il progetto elaborato
dall'ingegner Mutti, e ribadendo il concetto delle ripide e franose
sponde della Magra: |
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COMUNE
DI BAGNONE
Provincia
di Massa Carrara |
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Al
Ministero dei Lavori Pubblici
ROMA
|
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Il
tratto da Filattiera a Terrarossa lungo la Magra importa
indubbiamente nella costruzione circa il doppio di spesa
di quello che può importare la linea lungo la Civiglia.
Tale variante dal lato della stabilità non teme
confronto, giacchè si sviluppa sopra terreno talmente
solido da non doversi temere giammai nè frane, nè
ingombri, nè
|
|
interruzioni di esercizio, mentre la linea
corrispondente lungo Magra viene portata sopra terreni
franosi e spesso si spinge nell'alveo dell'indicato fiume
con pericolo di sommersione e di asportazione per furia
delle acque. |
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Il Sindaco
Dr. Antonio Querni
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Tutti
sappiamo come le teorie dell'ingegner Mutti e le istanze del Comune di
Bagnone non abbiano avuto seguito. In realtà si privilegiarono esigenze
di brevità di un percorso che era senz'altro più lineare rispetto a
quella che sembrava piuttosto una scelta strettamente politica. Bisogna
senz'altro ricordare come all'epoca la ferrovia rappresentasse un polo
di sviluppo e stabilisse o consolidasse gerarchie territoriali.
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In
questo quadro è evidente che l'allora fiorente Bagnone e il Quartieri
in particolare spingessero per avere nel proprio territorio quello che,
oltre a un tramite di sviluppo, era senz'altro un simbolo di importanza
e modernità.
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|
Di
seguito si riportano, in modo cronologico, i momenti che hanno
caratterizzato la storia della variante e della ferrovia. Ferrovia
che, una volta costruita, avrebbe dovuto stabilire delle relazioni
privilegiate con i paesi del fondovalle consolidando le realtà
esistenti o creandone delle nuove. Nel caso di Bagnone il paese finiva
con il subire un ribaltamento del proprio ruolo di polo territoriale
della Valle del Bagnone in favore di Villafranca.
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Date
importanti
|
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1870 |
Capitale d'Italia |
ROMA |
|
1870 - 1912 |
Fu compiuto un
cospicuo lavoro per dare stabile assetto al Regno, dotarlo
di ferrovie, strade, scuole. |
| 15
maggio 1865 |
Governo di Alfonso La
Marmora, Quintino Sella ne è Ministro delle
Finanze. |
Riordino
del panorama ferroviario italiano con incarico alla Società
Strade Ferrate Romane di costruire la linea Parma - La Spezia. |
| 28
agosto 1870 |
Legge |
Nuovi termini per la
concessione della ferrovia Parma-La Spezia. |
| 2
sett. 1871 |
Comune di
Bagnone, seduta straordinaria del Consiglio Comunale: approvazione
dello stanziamento di lire 4.000 per lo studio di una variante che
avvicini la linea ferroviaria a Bagnone (dalla Monia a
Terrarossa); nomina di una Commissione per la stipula del
contratto con il progettista. |
Allegata
relazione del Sindaco Antonio Querni. [V.] |
| 4
ottobre 1871 |
Comune
di Bagnone,
la
Commissione è composta da: Querni Antonio, dottor Bicchierai
Ignazio, avvocato Raffaelli Francesco, Querni Carlo. |
La
Commissione incarica l'ingegnere Pietro Mutti di Tortona di
progettare la variante detta di Terrarossa-Filetto. |
| 10
aprile 1872 |
Pietro
Mutti ingeniere Capo sezione. |
Progetto della
variante lungo la Civiglia della ferrovia Parma - La Spezia con
disegni e documenti relativi. |
| 12
sett. 1872 |
Adunanza
in Pontremoli dei rappresentanti dei Comuni più interessati alla
costruzione di detta ferrovia. |
Sono
presenti il Sindaco di Bagnone dottor Antonio Querni, e il dottor
Nicola Quartieri Deputato del collegio di Pontremoli al parlamento
nazionale che dice:"La ferrovia parta da Parma, traversi
l'Appennino e giunta che sia nei pressi di Santo Stefano, ivi
biforchi e vada con un braccio a Sarzana e con l'altro a La
Spezia". |
| 4
ottobre 1872 |
Riparto
delle somme a carico dei vari Comuni. |
Bagnone
lire 1500, Villafranca lire 300, Pontremoli lire 4.000, Aulla lire
500. Allegata la risposta del Sindaco di Bagnone che si dece
perplesso del riparto se non sarà accettata la variante della
Civiglia. |
| 18
nov. 1872 |
Invio del
progetto della variante della Civiglia al Ministero dei Lavori
Pubblici. |
Allegate
le relazioni dell'ingegnere Carlo Milani (Comune di Bagnone) e
dell'ingegnere Pietro Mutti (capo sezione della società Gonin). |
| 21
dic. 1872 |
Governo
di Giovanni Lanza.
Progetto
di legge prtesentato alla Camera dei deputati dal Ministro dei
Lavori Pubblici (Devicenzi) di concerto col Ministro delle Finanze
(Sella). |
Costruzione
della galleria detta del Borgallo lungo la ferrovia da Parma a La
Spezia e Sarzana. Decisione di realizzare la galleria di valico
con il contributo aggiuntivo delle Provincie. |
| 21
dic. 1872 |
Governo
di Giovanni Lanza con Ministro delle Finanze Quintino Sella. |
Incarico
all'ingegnere del Genio Civile Emanuele Artom di redigere un primo
studio dettagliato della tratta Pontremoli - Borgotaro. |
| 25
Genn. 1873 |
Comune
di Bagnone
Seduta
straordinaria del Consiglio Comunale: stanziamento di lire 20.000
a condizione che venga eseguita la variante della Civiglia. |
Variante
che, staccandosi da Filattiera, percorrendo la piana di Mocrone,
si distenda per la vallata della Cioviglia per ricongiungersi nei
pressi di Terrarossa alla linea lungo Magra. |
| 20
marzo 1873 |
Telegramma
dello Stato. Roma. |
"Sindaco
Bagnone Comitato approvato progetto legge Borgallo". Firmato
Quartieri. |
|
3 maggio 1873 |
Lettera
al Ministro dei Lavori Pubblici a firma dell'Assessore Delegato
dott. Ignazio Bicchierai. |
Si
sollecita una risposta in merito alla variante della Civiglia
inviata al Ministero da questo Comune. |
| 28
agosto 1874 |
Presentazione
della relazione e del progetto definitivo della ferrovia Parma-La
Spezia. |
Studio
Artom - il tracciato progettuale è realizzato in base ai rilievi
idro-geologici e non considera le valenze storico, culturali ed
ambientali del territorio. |
| 24
ottobre 1877 |
Delibera
della Giunta Comunale di Bagnone al Ministro dei Lavori Pubblici. |
Delibera
inviata al signor commendatore Deputato Quartieri a Roma. |
| 29
luglio 1879 |
Legge
Beccarini |
Finanziamento
del tracciato. |
|
2 sett. 1879 |
Delibera
della Giunta Comunale di Bagnone al Ministro dei Lavori pubblici |
Sollecito
ad iniziare i lavori di costruzione della ferrovia Parma-La
Spezia. "Il misero raccolto dell'annata prepara agli abitanti
di Val di Magra un terribile inverno, se col mezzo di gran lavori
non si dà modo di occuparsi alle migliaia di persone che tra poco
tempo si troveranno affatto sprovviste di pane". |
|
8 ottobre 1879 |
Comune di
Bagnone al Ministero dei Lavori Pubblici. |
Chiesta
la restituzione del progetto variante della Civiglia. |
| settembre
1890 |
Perrovia
Parma-La Spezia |
Inizio
lavori. |
|
10 aprile 1882 |
Telegramma
inviato al Deputato Quartieri - Bagnone. |
"Essendo
stato approvato progetto massima Villafranca Filattiera
occorrerebbe istanza Bagnone circa Stazione, pervenisse
direzione Parma entro due giorni per poterne tener conto nel
progetto definitivo. Dellarocca". |
|
2 giugno 1882 |
Decretop
del Ministro Segretario di Stato per Lavori Pubblici. |
Si
autorizzani i Signori Querni Carlo e Bicchierai Ignazio ad
eseguire gli studi per la compilazione di un progetto di ferrovia
economica, la quale partendo da Bagnone faccia capo ad una
stazione sulla linea ferroviaria Parma-La Spezia verso
Villafranca... La detta autorizzazione è valevole per mesi
sei decorrenti dalla data del presente Decreto. |
|
6 agosto 1882 |
Comune di
Bagnone, al cavalier Forno Direttore Generale dei lavori della
ferrovia Parma -La Spezia e al Ministro dei Lavori Pubblici. |
Considerazione
in merito alla costruzione della ferrovia economica. |
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31 luglio 1883 |
Ministero
dei Lavori Pubblici. Nota inviata dal Sindaco di Bagnone. |
... il
Ministro approvò pel tronco Grottò - Villafranca il tracciato
sulla sinistra e pel tronco successivo Villafranca - Filattiera il
progetto che completa la stazione di Villafranca in prossimità
dei quell'abitato. Il Comune di Tresana chiedeva una fermata a
Lusuolo (sostituita con la stazione di Terrarossa prima non
inserita). Il Comune di Bagnone di avvicinare il più possibile la
stazione a Bagnone (verso Filetto). |
| Novembre
1883 |
Tratto
Villafranca-Grottò, appalto. |
Ditta
Versè. Tratta in esercizio il 15 novembre 1888. |
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Dicembre 1883 |
Tratto
Filattiera - Villafranca appalto. |
Ditta
Bertonati. Tratta in esercizio il 15 novembre 1888. |
| 15
nov. 1888 |
Inaugurazione
della tratta:
La
Spezia-Pontremoli |
Arrivo del treno a Pontremoli. |
| 23
febbr. 1932 |
Prova
dell'elettrificazione della ferrovia Parma-La Spezia. |
Sulla
linea ferroviaria Parma-La Spezia si svolgono due corse di prova a
trazione elettrica. Circa alle 7 il treno, composto da una decina
di carrozze, parte da Sarzana arrivando a Pontremoli alle 8. Da
Pontremoli a Guinadi viene aggiunto un locomotore di spinta. |
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21 aprile 1932 |
Inaugurazione
dell'elettrificazione della ferrovia Parma-La Spezia. |
Viene
inaugurata con cerimonia solenne l'elettrificazione della ferrovia
Parma-La Spezia.
Con
l'entrata in vigore del nuovo orario si compirà il viaggio da
Parma
a
La Spezia in due ore e quaranta minuti. |
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Considerazioni |
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Tutto
sommato, la lungaggine burocratica di quasi tre lustri, ha
permesso di appaltare i lavori per la ferrovia Parma-La Spezia,
come era stata progettata all'origine. Tre anni dopo la legge
d'inizio dei lavori di progetto, lo studio Artom del 28 agosto
1874, aveva già definitivamente sentenziato sull'esito finale della
variante: "Il tracciato progettuale è realizzato in base ai rilievi
idro-geologici e non considera le valenze storico culturali ed
ambientali del territorio". E allora,
quell'intelligente che è passato con il tracciato dentro al
Castello del "Malnido" di Villafranca, cosa ha
rispettato?
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Anche
il desiderio del Deputato Quartieri fu esplicito, già il 12
settembre 1872 aveva dichiarato in una riunione a Pontremoli che
la ferrovia la si deve costruire, passi dove vuole ma che passi: "La
ferrovia parta da Parma, traversi l'Appennino e giunta che sia nei
pressi di Santo Stefano, ivi biforchi e vada con un braccio a
Sarzana e con l'altro a La Spezia".
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Il
Deputato diceva che da Parma deve arrivare a Santo Stefano, quindi
due diramazioni una per Sarzana ed una per La Spezia; passi dove
passi la ferrovia la si deve costruire. Non era certamente in
sintonia col Sindaco Querni, anche se rapporti di parentela
legavano i due.
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Così
fu e dopo diciott'anni la ferrovia La Spezia-Pontremoli venne
inaugurata il 15 novembre 1888. A Parma arriverà più tardi, la galleria
del Borgallo causò ritardi per gravi problemi tecnici.
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La
soluzione adottata non fu un male, oggi possiamo riscontrare che il
benpensante Sindaco Querni non aveva minimamente centrato con le
sue previsioni sullo sviluppo di Bagnone: ".... Se per il tracciato della detta Ferrovia è accolta
" il nostro
Capoluogo di Mandamento è privato di qualunque risorsa commerciale, in
breve tempo gli uffici pubblici dovrebbero per necessità essere
trasportati a Villafranca ove verrebbe stabilita la Stazione".
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Non
è accaduto nulla di tutto questo, anche fuori Bagnone, nelle zone
attraversate dalla ferrovia, non vi è stato nessun sviluppo
economico industriale, lo spopolamento di Bagnone e della
Lunigiana sarebbe avvenuto ugualmente come è avvenuto, e la
ferrovia, anche se alle porte di Bagnone non avrebbe certamente
cambiato le cose, avrebbe forse sfamato qualche bocca, ma niente
di più.
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Anche
se oggi stanno riammodernando la linea per portarla ad "alta
velocità", ma non ci credo ancora perchè c'è da superare
una forte pendenza, la Lunigiana sarà sempre una terra di
transito, avremo la via Francigena su rotaie veloci, così non si
fermeranno neppure più negli "ospitali".
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L'esodo
della Lunigiana c'è stato perchè c'era miseria, la gente
nell'immediato ha dovuto scavalcare l'Appennino e recarsi in
"pianura" prima a "pelar i mori", poi
creandosi il proprio commercio ambulante "i Barsan".
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Se
la variante della ferrovia fosse stata accettata e realizzata,
oggi al mal traffico della strada provinciale Villafranca-Bagnone,
già deviata per chè il Sindaco di Villafranca ha voluto in un
primo tempo isolare Filetto, ci obbliga a passare per la via degli
orti con i suoi dieci dossi per limitare la velocità, oppure per
il panoramico giro delle mura di Filetto, oppure la strada della
"selva oscura" di Filetto; avrenno avuto anche un
obbligato passaggio a livello, localizzato approssimativamente al
bivio di Malgrate a "cà d' Pinon", simile a
quello di Scorcetoli sulla strada per Caprio.
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La
Lunigiana è una terra che non è amata da nessuno, solo dai suoi figli.
Anche se attraversata dal fiume Magra, dall'autocammionale A15,
dalla Ferrovia oggi in fase di ammodernamento, ma con le carrozze
sempre più arrugginite del 1970, dalla strada SS62 della
Cisa, dalla SS61 del Cerreto, anche se abbiamo pure oggi
Sindaci, Deputati e Senatori e Parlamentari Europei di alto lignaggio, la Lunigiana
dicevo, è sempre nelle stesse condizioni di un secolo fa. Vengono
tutti, spesso e volentieri nella ridente Bagnone; si fermano in piazza,
il salottino della Lunigiana, e ci
tendono la mano ci sorridono e ci promettono, ci promettono mari
e monti; ma nessuno fa niente. Siamo diventati sordi alle
lusinghe; siamo snobbati da tutti: dallo Stato, dalla Regione;
tanto noi... siamo della brava gente... e va bene
così!
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RUGgGIO
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