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Comune di Parma

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Comune di Bagnone

 

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Il muisicista

Luigi Finali
Parma, Archivio Storico Comunale

 

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Teatro Farnese

 o Teatro Ducale

di Parma

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L'interno visto dal  palcoscenico

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L'interno visto 

 dal fondo sala

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L'interno visto 

 dal  palcoscenico

  

 

 

 

 

 

FINALI  Luigi  

Musicista  compositore

Bagnone, 13 giugno 1794 - Parma, 5 gennaio 1831

Ho scoperto Finali Luigi per caso e la curiosità mi ha spinto ad approfondire la ricerca, per saperne di più. Mi sono accorto che abbiamo avuto un grande Bagnonese in quel di Parma, senza saperlo. Non siamo più in grado di riallacciarne le discendenze, se non a lume di naso perchè, anche i registri parrocchiali, non sono più tenuti aggiornati. Forse diascendente dai Finali di Treschietto oppure da quelli di Castiglione, il dubbio rimane. 

Il Finali, educato da uno zio, un certo Torrigiani Luigi   

di professione avvocato a Parma, che aveva sposato la sorella di suo padre, studiò pianoforte e composizione con Ferdinando Simonis, e si distinse in giovane età scrivendo lavori, tra i quali la cantata Ero e Leandro.  

Nel 1818 Maria Luigia autorizzò la ricostituzione dell'Accademia Filarmonica, che raccoglieva cantanti ed esecutori al fine di organizzare concert; il Finali fu nominato maestro della musica vocale, ricevendo nel 1822 il titolo di maestro di cappella onorario del Ducale Concerto di SM. 

Il 24 ottobre 1826, il Finali entrò come sostituto del maestro Simonis alla Scuola di musica che era stata aperta presso l'Ospizio delle Arti e il 14 giugno 1828 vi fu nominato maestro di canto. Tenne il posto fino al decesso, che avvenne a 35 anni per tisi, in casa dello zio.  Il Finali era socio corrispondente dell'Accademia Filarmonica di Cremona e socio onorario di quella di Piacenza. 

Il 28 febbraio 1824 Giuseppe Corsini gli aveva dedicato un sonetto a stampa (B.Pal.Pr, Fogli volanti, A. 24).
Le composizioni musicali del Finali sono:

- La pianella perduta, l'operina farsa, su testi di Giuseppe Dall'Argine (Pr, Teatro di S. Caterina, carnevale 1824); 

-  re Teodoro, farsa in 2 atti su libretto di Luigi Torrigiani (Pr, Teatro Ducale, autunno 1826).
      - Sinfonia in mi bemolle maggiore per piccola orchestra.  

- 60 solfeggi per canto, dettati per le lezioni ai suoi alunni di canto.       

- Variazioni per pianoforte a 4 mani (Pr: Tovagliari, 1833). 

- Cantata per il compleanno di Maria Luigia per solo, coro e orchestra (eseguito a Parma, Sala della Ducale Accademia Filarmonica, 12 dic. 1822; il testo in B.Pal.Pr, Fogli volanti, A 165). 

- Gloria a 4 voci con strumenti. Cum Sancto Spiritu, a 4 voci. 

- Salmi pieni, a 4 voci miste e accordi d'organo.

- Il 9 dicembre 1829 il flautista Luigi Cornini di Parma in un'accademia al Teatro Ducale, nell'intervallo di una commedia suonò del Finali Tema e variazioni da Rossini e un Pot-pourri.
http://biblioteche.comune.parma.it/dm/875.htm

Un'altra presenza notevole nella cronaca cittadina è la figura di Luigi Finali (Bagnone di Lunigiana 1794-Parma 1831). Maestro della Società Filarmonica quando questa ebbe la ratifica sovrana, nel 1820, indi direttore della scuola musicale del Carmine; dal '29 maestro onorario del Concerto e direttore della musica vocale ducale. Sono rammentate le opere La pianella perduta, al Teatro del Collegio dei Nobili 1824, e Il re Teodoro, al Teatro Ducale 1826

http://biblioteche.comune.parma.it/BibParma/iperloc/musica/800/800-3.html

Teatro ducale

Senza dubbio il teatro più importante dell’epoca (e sempre di più, sino alla sua demolizione e all’apertura del futuro Teatro Regio) fu però il Teatro Ducale. Costruito nel 1688, regnante il duca Ranuccio II e, come quello di Corte, su progetto del Lolli ed intieramente in legno, il Ducale fu il più frequentato e anche l’unico ad esclusivo carattere "mercantile", cioé aperto ad ogni fascia di pubblico, il cui unico obbligo era quello di pagare il biglietto. Proprio a causa della grande affluenza di pubblico agli spettacoli che vi si rappresentavano fu restaurato ed ampliato più volte, sino a giungere ad una capienza di 1.200 spettatori, con un palcoscenico capace di ospitare gli allestimenti più impegnativi. Fu in questo teatro che prese forma il sogno riformistico del Du Tillot, di Frugoni e Traetta, fu qui che Parma, anche Parma, incontrò il genio rossiniano. Il Ducale morì, strano a dirsi, di troppo successo: nato per un’altra epoca, non era più in grado di soddisfare le nuove esigenze del secolo, lo splendente Ottocento di Bellini, Donizetti, e poi di Verdi. Per quest’epoca serviva un nuovo teatro, e fu il Regio.

BIBLIOGRAFIA: Bettòli; Dacci; Pelicelli; Stocchi.

Dizionario della musica e dei musicisti dei territori del Ducato di Parma e Piacenza dalle origini al 1950 di Gaspare Nello Vetro.
e-mail: gasparenello.vetro@tin.it

UN  BAGNONESE  A  PARMA

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