Aggiornato il 15/10/2007

 

Non ho una specifica formazione, ma con un po' di buona volontà a volte arrivo a comprendere anche cose, difficili, fuori dall'usuale.

Quando il giovane Ugo Verni, originario di Corlaga di Bagnone, mi ha parlato di una sua scoperta o meglio ritrovamento di fossili in località "Selva di Corlaga" sulla sponda destra del torrente Acquetta, ai piedi di un ripida balza, in un bosco di cerri e di castagni, mi sono  incuriosito ed il bravo Ugo mi ha subito mostrato alcuni frammenti ed alcune pietre che teneva nascoste nel cofano della sua automobile.

Queste pietre le ho subito fotografate, appoggiandole sul cofano verde della mia Pandina, e le riproduco qui di seguito:

Gli oggetti sono una pietra di colore violaceo, sulla quale appaiono delle nocche ed una traccia verticale che sembra essere un osso fossilizzato di un qualche animale, ed anche letta dalla parte opposta questa pietra ha dei caratteri evidenti dell' esistenza di qualche corpo estraneo.

Poi mano a mano che procedevo nelle mie ricerche e che cercavo informazioni ed informatori, mi siamo accorto di essermi imbattuto in un deposito assai corrente di "echinodermi"  del sistema geologico "Cretacico", del periodo più recente dell'era Secondaria o Mesozoica, il nome deriva da "creta", un sedimento marino che ha grande sviluppo ed estensione.

Per meglio localizzare l'era geologica "Mesozoica", è la terza, detta anche "secondaria" che è divisa in tre periodi: Triassico, Giurassico, Cretaceo. Periodo questo delle grandi glaciazioni, estinzione dei Mammut, apparizione dell'uomo.

Questo periodo è così detto dal termine francese "craie"  (pron. "cré" ),  indicante un calcare polverulento bianco, costituito da scheletri di foraminiferi, diffuso in Francia, Inghilterra e Germania. Sono questi fossili caratteristici: ippuriti e rudiste, molluschi lamellibranchi a valve assimmetriche; molto diffusi protozoi ed echinodermi; tra i vertebrati sviluppo dei rettili e dei primi mammiferi placentati.

Il Cretaceo è suddiviso in due sottoperiodi: Superiore e Inferiore.

Il nome "echinodermi" si riferisce ad un gruppo di invertebrati marini, animali che hanno corpo globuloso, cilindrico o stellare, dermascheletro calcareo talora con aculei ed uno speciale organo per la deambulazione e la respirazione, vivono in grandi colonie affondati parzialmente nella sabbia dei fondali marini.

Il nome "creta", è dato al calcare bianco tenero, polverulento a nuclei selciosi; esso risulta di detriti calcarei, in prevalenza d'organismi svariati, prevalentemente costieri, con abbondanza di foraminiferi. Ordine di protozoi marini muniti di guscio calcareo.

Nella "fossilizzazione" si comprendono tutti quei fenomeni che assicurano la parziale o totale conservazione, negli strati della terra, dei resti o delle impronte di vegetali o di animali che sono vissuti nel passato sulla superficie del globo.

La prima condizione è che i resti organici abbiano lasciato qualche traccia. Infatti le ossa, la cellulosa, le conchiglie si disgregano più o meno rapidamente secondo le condizioni che hanno quando li si trovano.

La fossilizzazione delle parti molli degli animali avvengono solo se l'organismo è rimasto poco tempo esposto all'aria dopo la morte, altrimenti i materiali protoplasmatici vanno rapidamente in decomposizione.

Questo è avvenuto nei tipi di echinodermi trovati da noi, in grande quantità dell'amico Ugo Verni da Corlaga di Bagnone, durante le sue perlustrazioni,  che gli anno permesso di trovare e

raccoglierne un secchio intero, che conserva nei suoi locali, unitamente alle pietre che ho qui sopra riprodotto in fotografia.

Sono certo che Ugo si farà "cicerone" ed accompagnerà sul sito tutti gli appassionati che vorranno estrarre ed ammirare gli ECHINODERMI nel loro habitat naturale, nel piccolo sito rinvenuto a Corlaga di Bagnone.

 
 
 
 

Sito in località Selva di Corlaga comune di Bagnone.

 
 

Egr. Prof. Massimo D'Orazio

Università di Pisa

Dipartimento di Scienze della Terra

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Sono Giovanni Ruggeri (Meteorite di Bagnone).

Quest' estate, ho conosciuto un' individuo, certo Ugo Verni, che mi ha parlato di ritrovamenti strani. La mia curiosità, come al solito, mi ha costretto a seguirlo sino al sito che lui conosceva e dal quale ha estratto diversi secchi di campioni vari di "Fossili".

Io ho scattato delle foto ed ho redatto un documento che Lei può trovare sul mio sito:

Gradirei conoscere da Lei un suo parere ed anche la validità o meno di pubblicizzare questo luogo.

Grazie e tante scuse per il disturbo che Le arreco.

Cordiali saluti.

Giovanni Ruggeri

Dipartimento di Scienze della Terra 

Caro Sig. Ruggeri,

mi fa molto piacere risentitLa.

Dalle foto che mi mostra direi che i fossili da voi trovati rappresentano tracce di locomozione di animali limivori (quasi sicuramente grossi vermi). Queste tracce sono comunissime in rocce argillose del Cretacico di tutto l'Appennino e non rappresentano quindi niente di particolarmente eclatante.

Cordiali saluti. 

Massimo D'Orazio

   On Oct 13, 2007, at 7:45 PM, Giovanni Ruggeri wrote:

Pubblicato il 08/10/2007