HOME PAGE Aggiornato il 18-02-2008 VAI GIÙ
Targa Marinetti

Il Futurismo è stato un movimento artistico d'avanguardia, fondato nel 1909 e capeggiato dal poeta, scrittore e drammaturgo italiano del novecento, Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944), che ne pubblicò il primo manifesto sul giornale parigino il "Figarò"

Il futurismo si affermò in quanto fenomeno artistico, negli anni antecedenti la prima guerra mondiale, ed ebbe aderenti e omologhi in altre nazioni, soprattutto in Russia. I futuristi toccarono ogni forma artistica, la pittura, la scultura, la letteratura senza tralasciare la musica, l'architettura, la danza, la fotografia ed ogni tipo d'arte.

Attorno a Marinetti si raccolsero numerosi giovani artisti che nel programma futurista trovarono espresso il loro desiderio di rinnovamento etico ed estetico: rifiuto del passato, della mediocrità, dei compromessi, del conformismo, esigenza di un'arte che, tagliando nettamente col passato, offrisse una nuova visione precorritrice della società futura, in contrapposizione al realismo del passato. 

Il Futurissmo afferma l'esigenza di un'arte astratta, arbitraria e deformatrice, mirante a cogliere più quello che sarà di ciò che è.

Nella poesia, fu accettata la distruzione della sintassi, parole in libertà. 

Nella pittura, la necessità di rappresentare la realtà in movimento. 

Nella scultura, l'esigenza di rendere con i materiali più diversi "l'infinito apparente e l'infinito plastico interiore". 

Nell'architettura furono anticipati i progetti di una "città nuova", adeguare l'edilizia urbana alla vita moderna. 

Nelle arti decorative si conferì un valore nuovo allo spazio.  

La rivoluzione artistica iniziata da Marinetti influenzò tanti altri movimenti d'avanguardia, che per essere ispirata al più sfrenato attivismo, si realizzò efficacemente nell'azione dei movimenti nazionalistici e in prticolare col fascismo che negli anni trenta propugnava l'irredentismo e l'azione violenta come reale soluzione ti tutti i problemi politici.

Nel corso dei primi due decenni del XX secolo La Spezia manifesta un'attività culturale molto vivace con accenti di modernismo e di futurismo; Ettore Cozzani vi fonda L'Eroica, una rivista futurista alla quale collaborano importanti artisti e professionisti tra i quali l'Architetto Franco Oliva e il pittore-scultore-ceramista Augusto Magli (1890-1962).

Nel recinto dell Civico Ospedale, dal lato occidentale si trova anche la cappella dedicata ai S.S. Andrea e Cipriano, sorta su disegno dell'architetto Oliva. Le statue in marmo sono dello scultore Carmassi, la via Crucis in bronzo di Augusto Magli e la pittura di Adolfo Matielli. 

Anche a Bagnone si manifesterà questa tendenza artistica, con l'incaricato offerto, dal Sen. Quartieri allo scultore Augusto Magli, di eseguire i calchi in gesso per gli architravi del costruendo edificio O.N.D, che saranno poi realizzati in pietra arenaria dal Maestro scalpellino Francesco Pretari.

 

Alcuni libri
 L'Eroica
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 Leggende della Lunigiana
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Ristampa della Cassa di Risparmio della Spezia
Ettore Cozzani e L’Eroica

Un valido futurista fu Ettore Cozzani, scrittore ed editore, nato alla Spezia nel 1884; frequentò il Ginnasio ed il Liceo nella cuttà natale, vinse al 2º posto il concorso nazionale  della Facoltà di Lettere nella Scuola normale superiore universitaria di Pisa. Si laureò in Lettere e Filosofia nel 1907 e nel medesimo anno riuscì primo nelpubblico concorso per titoli della Scuola Normale della Spezia e vi insegnò fino al 1917.

Nel 1911 ha fondato la rivista L'Eroica  di stampo futurista, corredata di splendide xilografie di livello nazionale, e la Casa editrice L'Eroica  con finalità etico-nazionali e per incoraggiare i giovani alla poesia e all'arte. 

Il primo numero della rivista esce il 30 luglio 1911 alla Spezia, con il sottotitolo di "Rassegna d'ogni poesia".

"L'Eroica" si distingue per l'accuratezza formale: copertina a colori estremamente curata, ampie pagine di carta a mano, xilografie originali, tavole fuori testo riproducenti opere artistiche. Il tratto più caratteristico, tuttavia, è costituito dall'uso esclusivo della tecnica xilografica quale mezzo illustrativo.
Le linee programmatiche vengono enunciate da Ettore Cozzani, insieme al condirettore Arch. Franco Oliva, nell'editoriale. 

L'intento principale consiste nella difesa della "poesia", la rassegna ha il proposito di occuparsi "di ogni figura, aspetto o evento dell'arte e della vita", ma soltanto in quanto "espressioni dell'unica Poesia", definita "unica espressione del Divino nella vita umana". Il proposito principale è quello di difendere le forze creative operanti in Italia. (Simona Bertagna)

Nel 1912 comincia la collaborazione con Adolfo de Carolis (1874/1928) è stato un 

pittore, illustratore, letterato, xilografo e fotografo che acquisisce un importante ruolo all'interno della rivista; è lui ad assumere, dopo l'allontanamento di Oliva nel 1913, la direzione delle scelte artistiche in campo xilografico.

La rivista illustrata, ebbe fra i collaboratori i massimi xilografi italiani: Mantelli, Sensani, Marussing, Viani. Accanto agli anziani xilografii, numerosi sono i nuovi collaboratori, come Publio Morbiducci, Ercole Dogliani, Luigi Servolini, Benito Boccolari ed altri.

Alla rivista collaborarono anche l’architetto Oliva e lo scultore Magli, i quali lasciarono un segno di quell’ esperienza culturale nell’aspetto urbano della città e furono di stimolo per altri, come l’architetto Bacigalupi, a cui si deve la progettazione del Trianon e di diversi palazzi.

Il primo Comitato si riduce ai soli: Adolfo De Carolis, Ildebrando Pizzetti, Annibale Rigotti, Angelo Zanelli; mentre nell' aprile-maggio 1914, si scioglie definitivamente e tutto il lavoro di redazione rimane nelle mani di Cozzani.

La rivista e la Casa editrice, resistettero per più di quarant’anni, a dispetto di incomprensioni e omissioni da parte della critica contemporanea, attraversando periodi storici travagliati e mantenendo una loro linea culturale coerente, non incline a servilismi o a sottomissioni a questa o a quella corrente politica.

Ettore Cozzani, che dopo un primo periodo a La Spezia, decise di stabilire la sua attività a Milano, perché ritenuta strategica culturalmente, cercò di andare incontro alle aspirazioni di giovani scrittori e artisti che egli riteneva validi: li seguì e li pubblicò sulle pagine della rivista e poi nelle collane della sua Casa editrice, li sostenne attraverso le mostre in Italia e all’estero.

Sia letterariamente che artisticamente egli si battè in modo continuo per l’affermazione dei propri ideali, ideali che provenivano direttamente dall’Ottocento post-risorgimentale e che trovarono linfa vitale nell’opera dei grandi poeti del cambio di secolo: Carducci, Pascoli e D’Annunzio, poeti che influirono non solo sulla attività letteraria dei propri contemporanei, ma anche su quella artistica e musicale.

Si vuole quindi testimoniare la generosità intellettuale e l’impegno che Ettore Cozzani profuse in tutta la sua esistenza, la sua attenzione curiosa e assidua alla vita artistica, letteraria e sociale del suo periodo che esercitò onestamente, come forse ben pochi altri intellettuali suoi contemporanei.

Fu dantista di fama, fu invitato a commentare vari Canti de "La divina commedia" a Firenze, a Ravenna ed a Roma. Grande intenditore di musica era spesso invitato per le settimane musicali. A Milano, dove era insegnate, istituì una Cattedra libera di alta cultura. 

Fondò e diresse scuole di poesia, illustrando momenti di vita antica, e contemporanea; tenne corsi annuali per stranieri presso l'università di Perugia ed a Milano una scuola libera per impiegati ed operai d'ambo i sessi, che suscitò approvazione ed entusiasmo.

Ettore Cozzani ha pubblicato sulla rivista L'Eroica, liriche, racconti, romanzi e saggi di critica letteraria; le sue migliori opere letterarie sono i romanzi: "Un Uomo e Destini", "Il regno perduto", "Ceriù" ed altri.

Per i suoi meriti di insegnate, editore, oratore, fu insignito di molte onorificenze. Si spense a Milano il 22 Giugno 1971.

 
XILOGRAFIE  NEL  LIBRO  DELLE  LEGGENDE  DELLA LUNIGIANA

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Villa Marigola

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Villa Marmori
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Palazzo del Governo
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Teatro Civico
Franco Oliva architetto

Al nome dell'"Eroica" è legata anche la figura di Franco Oliva, architetto e grafico, nato a La Spezia, realizzatore di opere tra le quali si annovera nel 1926 la ristrutturazione della villa Marigola, del l'armatore lericino Bibolini, e soprattutto il rifacimento del giardino che venne affidato ad Ettore Cozzani e all'architetto Oliva, che coniugarono nel nuovo grande giardino all'italiana, che sostituì il giardino degli agrumi, la precisa simmetria della tradizione italiana con la sinuosa eleganza del tardo liberty italiano.

Tra i più importanti incarichi professionali si riconoscono:

- La villa, voluta dalla famiglia Marmori, venne edificata a La Spezia nel 1923 su progetto di Franco Oliva in una prestigiosa area urbana di via XX Settembre. Dal 1984 ad oggi la villa è divenuta sede del conservatorio intitolato a Giacomo Puccini. In precedenza, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, fu sede anche del Circolo Sottoufficiali della Marina Militare.

- Il palazzo del Governo (1928).

- La nuova veste del Teatro Civico (1933).

Progettato da Franco Oliva con il concorso dello scultore Augusto Magli, autore dell'apparato decorativo, il teatro assolve pienamente alle funzioni cui è chiamato. ed è tuttora inserito con splendida originalità nel tessuto urbano cittadino.  

Il virtuosismo decorativo del teatro, si completa nella sala, dove l'ampia cupola apribile ornata dallo Zodiaco di Augusto Magli consente di mettere in dialogo l'interno con l'esterno, le stelle reali con le costellazioni dello scultore, proiettando e rispecchiando in questo modo il mondo reale con la finzione propria del palcoscenico.

Gli anni che seguono, dopo lo scoppio del secondo conflitto mondiale, vedono un pesante bilancio di distruzione della città: numerosi gli incarichi assunti dall'ormai affermato architetto Oliva.

E' a seguito di questi eventi che la città assume il volto di centro urbano industriale, per così dire "senza storia", almeno fino alla fine degli anni Ottanta, al centro di un'economia prettamente incentrata sugli stabilimenti industriali e sul porto, con parallela decadenza delle attività cantieristiche e navali.

 
Foto
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Dopolavoro
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Riquadro
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Monumento

Augusto Magli pittore e scultore

La pietra arenaria nell’edilizia, tradizione lunigianese, verrà impiegata sino alla metà del novecento, e di quest'arte si conservano varie e significative opere conservate nel tempo, visibili nel borgo di Bagnone e nei sobborghi. Tra le opere più recenti, interessanti risultano gli architravi, la trifora e i balconi che ornano le facciate del Dopolavoro, sede del Teatro Ferdinando Quartieri. 

L'opera, voluta dal Sen. Quartieri, sarà realizzata all’inizio degli anni trenta dal Cav. Francesco Pretari (1869-1951), un maestro scalpellino locale, aiutato da una squadra di artigiani provenienti anche da Sassalbo, su gessi di Augusto Magli (1890-1962) un artista scultore della vicina La Spezia, raffigura il lavoro degli artigiani del tempo e scene di lavori agricoli. 

Queste sculture suddivise in pannelli, (quattro misurano 75 x 290 cm; quello centrale 75 x 400 cm), vi sono raffigurate la mietitura, la molitura, vi compaiono momenti di vita domestica con la famiglia riunita attorno al fuoco per la veglia serale, e gli usi e i costumi della nostra gente. 

Si tratta di una serie di ben cinque bassorilievi di accurata progettazione ed esecuzione, che illustrano le attività del mondo lunigianese dei primi del Novecento, svolte secondo modi e forme rimasti immutati per secoli.

L'architrave centrale, più grande degli altri, che rappresenta il paese di Bagnone, è composto du un bassorilievo centrale, raffigurante un uomo disteso che tiene in mano una brocca dalla quale esce l'acqua, che vuol rappresentante il torrente Bagnone. Nei due riquadri laterali, sorrette da putti, sono le opere in esecuzione, la chiesa di Santa Maria e il Monumento ai Caduti. Questi riquadri sono separati dal bassorilievo centrale da due stemmi in rilievo, uno è quello del Comune di Bagnone, il secondo quello della famiglia Quartieri.

Un'importante lavoro di scultura di Augusto Magli, è la Via Crucis che è esposta nella Chiesa parrocchiale della frazione di Orturano di Bagnone.

 
E-mail Pubblicato il 16-01-2008 TORNA SÙ