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Stemma mediceo con le sei palle.

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Cartina del territorio

La ricerca é sempre interessante, perché oltre che farci apprendere cose nuove, ci fa ritrovare elementi che sono stati nascosti dall’uomo o dalla natura. 

Ho trascorso un’estate  meravigliosa; munito di un vecchio pennato, mi sono aperto sentieri tra i rovi per arrivare a ritrovare, coperti dalla vegetazione, dei monumenti antichi che mi venivano indicati di volta in volta dai contadini che li conoscevano dalla loro infanzia e che non davano più significato alcuno alla loro presenza.

Sono antichi cippi in pietra arenaria, che sono stati, in passato, scolpiti di simboli, di segnali e di date, e che stanno a segnare i confini fra territori o a fissare il vertice di una poligonale topografica, e che sono un piacere a scoprirli, e una meraviglia a vederli e a descriverli.

Naturalmente servono a delimitare, a fissare la direzioni a determinate linee di confine, o semplicemente a ricordare qualche cosa.

Inaco Bianchi e Rosanna Pinotti hanno già trattato questo argomento ed io, che voglio raccogliere in un unico Gurguglione storico tutto ciò che concerne Bagnone, approfitto del loro elaborato e trascrivo in corsivo tutto ciò che viene da loro.

Il capitolo n. 48 dello statuto di Aulla, copia redatta nell’anno 1790, cita testualmente : « Constatuito che ciascuna persona che leverà termini siti per li confini di alcune case o terre »…omissis… « sia condannato da il Podestà in lire dieci e li termini si rimetino nel suo stato ».

Nello statuto della comunità di Terrarossa (libro 5º Cap. XI) si legge: « Chi con mala intent. e per usurpare i beni altrui confini di se, et de sua confinanti removerà termini sia punito per ciascuna volta e per ciascun termine a lire dieci e di più a rimetter in detto luogho detto termine ».  

RICONFINAZIONE

Fra stato Toscano e Marchesato di Malgrate

Sul lato nord sono incise:

 + 70

Sul lato sud :

 + 1.5  70

 

Il lato est  Arma sei palle a esagono sotto la corona, Stemma Mediceo, e sono incise:

TRAN ME\

MOR \ ACC

N R PRIS

Le dimensioni del termine: cm 32x16x76h

Sul lato ovest sono incise:

IV - data 1792

TOSCANA

MAP/A MA

 

Erano severi i legislatori in materia di termini, erano protetti e ben sorvegliati nel passato questi segnali o simboli, mentre oggi sono oggetto di predoni, che fanno solo scempio di cose antiche, che hanno valore se sono lascite nel punto dove sono state edificate e poco o niente quando vengono spostate e localizzate in fondo ad un giardino o in una qualsiasi altra posizione se non la loro. 

Termini sul territorio di Bagnone

Non dirò dove sono localizzati per una loro protezione. 

I termini che io ho localizzato, dopo averli ripuliti, fotografati e misurati, li ho ricoperti e nascosti come li ho trovati, per paura che facciano una triste fine.       

Pare chiaro che il termine non é altro che un segnale di confine tra due o più differenti territori. Per lo più, i termini erano di pietra, altre volte rappresentati da elementi naturali.  Le forme più usuali sono quelle  parallelepipedi con base quadrata o rettangolare, ma ne conosciamo anche cilindriche. Segnalavano l'incontro di due o più linee di confine, oppure indicavano il vertice di una poligonale.

Fra il Granducato di Toscana e il Marchesato di Virgoletta i termini di confine erano in pietra, ed erano

Termine reperito in località "Saldam"

XI datato 1792

cm 28x25x95h

numerati e con una croce in testa, i lati riportavano rispettivamente il simbolo reale della Casa Medici e lo stemma dei Malaspina. 

Di forma cilindrica, in pietra macigna, erano i segnali di confine tra il Granducato di Toscana e il Marchesato di Malgrate. Questi dovevano avere le seguenti dimensioni : soldi 8 di diametro, un braccio e mezzo di altezza e soldi 12 di larghezza.  

(Non capisco bene, ci sono troppe dimensioni,…. diametro e larghezza?)  

Era d’uso descrivere, numerare e scolpire i termini.

In un manoscritto del 1470 relativo al cippo di confine detto  «alla Costa di Navarachi » il termine aveva scolpito un uomo armato di spada o di pugnale intento a dividere «li due Castelli di Fornoli e di Monti».

Tra il Granducato di Toscana e lo stato Estense i termini, a forma cilindrica, avevano scolpito la lettera M  (Estense, forse Mantova) e la lettera T (Toscana) e data l’anno 1839.  

Dimensioni:

cm. 25 ø x 70 h 

Sono incise:

XIV - 1792

Si é parlato anche di segnali di confine costituiti da elementi naturali; infatti i termini di confine, tra il territorio di Tresana e Lusuolo (da una pianta del XVIIº secolo), erano così descritti: Sono formati da sette cippi in pietra, l’ottavo dal «Canale della Cucchelara» e il nono dal Fiume Magra. Quindi i confini erano determinati in parte da poligonali, linee rette tra cippi e cippi e in parte delimitati da canali, da fiumi o da sentieri.

Mentre una carta del 18 Giugn0 1569 relativa ai confini tra Nezzana, Malgrate e Virgoletta si apprende la descrizione dei termini: "....accanto il  campo di Pietro Jacopino di Ser Orlando da Malgrado sopra detta via, a canto al madon, vicino al fine di detto campo verso la Nezzana a braccia sette con un'arma di palle volta verso Nezzana, fra Levante e Mezzodì, et con l'arme della Malaspina del Sig. Marchese Giuseppe Malaspina che à la spina volta verso Ponente dominio di detto Marchese, segnato di croce sopra....".

Nell'edificio del Comune di Bagnone e conservato questo termine, recuperato durante lavori di sbancamento per la costruzione di una nuova strada.

É stato sistemato, ma non troppo protetto, nel porticato d'entrata del palazzo Comunale. Io ho scattato le tre foto che seguono. 

Una targhetta affissa sul muro sopra il termine, indica esattamente il luogo del suo ritrovamento, che io non ricordo e che non riesco ad identificare.

Trattasi di una piccola stele in pietra arenaria, delle dimensioni di cm 26x12x90h circa, rozzamente scolpita.

Le caratteristiche dell’incisione frontale superiore, però, lasciano presupporre che il termine di confine sia stato ricavato da una pietra lavorata molto più anticamente, una pietra che costituisce un reperto archeologico tipico della Terra di Lunigiana: il "MENHIR".

Confinazioni sul crinale tosco - emiliano
Durante una mia escursione sull'Appennnino, alla "Bocchetta dell'Orsaro" a
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quota 1724 m, tra il Monte Orsaro e il Monte Braiola, sopra il Lago Santo,  ho trovato questo esemplare di Termine, un poco deteriorato dal gelo, che delimita il territorio Toscano da quello Parmense, ed é uno dei tanti localizzati sul crinale.

L'esigenza di un più preciso controllo del territorio legata alla politica riformatrice e modernizzante intrapresa dal governo toscano nella seconda metà del secolo XVIII portò, tra le altre cose, ad una ricognizione generale di tutti i confini del Granducato, che fu completata verso la fine degli anni '780. 
La "terminatione" riguardò ovviamente anche il confine della Montagna con lo stato estense di Modena e di Parma e con la legazione pontificia di Bologna. Tutta la linea confinaria venne descritta dapprima sulla carta, con una abbondante produzione di mappe e di piante eseguite dagli ingegneri degli Stati interessati, poi identificata sul terreno, per mezzo di termini di pietra numerati e rintracciabili sulle carte, posti a poca distanza l'uno dall'altro. 
Questi termini, realizzati in pietra e solidamente interrati si sono in gran parte conservati, specie in quei tratti più riparati e non sottoposti all'azione erosiva degli agenti atmosferici. Molti di essi sono così ancora presenti sul posto e possono essere facilmente seguiti, in particolare lungo gli itinerai escursionistici, come questo della "Bocchetta dell'Orsaro".

"IN MEDIO STAT VIRTUS"

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