HOME PAGE Aggiornato il 02 ottobre 2008 VAI GIU'
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L'Appennino
PREMESSA

Il territorio del comune di Bagnone, essendo prevalentemente collinare e montuoso, si presta magnificamente con i suoi numerosi sentieri alla pratica dell'escursionismo nonchè alla piacevoli passeggiate naturalistiche: ai camminatori si offrono bellissimi boschi di castagno, faggio, cerro carpineto, ricchi dei più noti prodotti del sottobosco, ed anche ampi prati verdi e dolci declivi.

Il territorio è attraversato dal sentiero del "Trekking Lunigiana" un percorso ad anello, realizzato dalla Comunità Montana della Lunigiana, della Regione Toscana e delle sezioni del Club Alpino Italiano di Fivizzano, Pontremoli e Sarzana con le sottosezioni di Bagnone e Filattiera, che si sviluppa lungo vecchie mulattiere ed antichi sentieri attraversando boschi, prati e borghi antichi ricchi di castelli e fortificazioni per riscoprire la natura, la cultura e paesaggi della zona montuosa e collinare della Lunigiana.

Sul crinale è tracciato anche il percorso GEA (Grande Escursione Appenninica) che segue l'Appennino Tosco-Emiliano in 25 tappe.

 

 
 
 
 
IL  TREKKING  LUNIGIANA - PRIMA TAPPA

Il percorso, in dodici tappe, prende il via da Bagni di Podenzana (Aulla), attraversa Podenzana, Coloretta di Zeri, Cervara, Groppoli di Valdantena, Serravalle, Treschietto, Tavernelle, Comano, Sassalbo, Casale in Lunigiana, Corsano per ritornare infine ad Aulla.

Tutto il tracciato è segnalato dai tradizionali segni bianco-rossi intervallati ogni tanto dal simbolo (di colore nero) del Trekking; nei vari paesi sono situati i "posti-tappa"  bene segnalati da apposite frecce.

Nelle varie costruzioni basta leggere attentamente sulle porte d'ingresso il nome ed il recapito del responsabile per avere le chiavi. Ogni posto-tappa ha almeno dieci posti letto, materasso cuscino e coperta, servizi igienici, tavolo e sedie ed in fine il riscaldamento che è a legna.

Le tappe che interessano il territorio di Bagnone sono due e precisamente la n. 6 Serravalle - Treschietto e la n. 7 Treschietto-Tavernelle.

La prima tappa, parte da Serravalle (posto tappa), lungo una strada asfaltata; dopo 200 metri, inoltrarsi in un castagneto; cominciando a salire si incontrano due capanne denominate "al Cason", si prosegue per una curva a gomito (a sinistra) e improvvisamente appare la dorsale appenninica del Monte Marmagna (m. 1852). Superando poi un dosso dominato da un castagneto si ha la visione ad oriente del paese di Rocca Sigillina (m. 506).

Si continua per la strada sterrata, e poi con un sentiero che attraversa un ponte di pietra (pont a gorpin) si supera il torrente Cuccarello, attraverso i castagni della "Fratta" in salita ripida si arriva sino al paese di Rocca Sigillina, si attraversa in discesa l'antico borgo sino a raggiungere l'antico Oratorio di S. Rocco, da qui girando a sinistra e superando la strada asfaltata si scende lungo la mulattiera verso Caprio, si attraversa il torrente su di un ponte di pietra; girare a sinistra in prossimità di una maestà incontrando poco dopo due mulini ad acqua funzionanti, uno dei quali è il noto "Mulino Stighezza", dove si può acquistare farina di granturco e farina di castagne.

Risalendo il corso d'acqua, il sentiero gira a destra sino ai castagni di "Piagi" per raggiungere poi la maestà del Martinello (m. 600), indi si attraversano dei campi coltivati nella zona di "La Pila"  arrivando al borgo di Lusignana-Vignolo (m. 610).

Lasciato il paese, proseguire ancora per 100 metri sulla strada asfaltata, girando poi a sinistra in una mulattiera che ci condurrà attraverso ampi prati e radi boschetti al Monte Bosta (m. 802). dopo la mulattiera, imboccare un sentiero che attraverso un bosco di cerreto carpineto ci condurrà sino al passo della Coletta (m. 826); da qui, vicino alla cappella della "Madonnina dell'Arpa", si diramano sentieri per varie mete. Si scende ora verso il torrente Fiumenta e attraversando dei castagneti si arriva al vecchio mulino abbandonato, in località Ponte di Valle (m. 422).

Risalendo poi il torrente Redivalle, portarsi in una strada sterrata che, attraverso gli abitati di Valle e Montale (m. 459), raggiunge il paese di Vico Chiesa (m. 399). Giunti vicino al cimitero, svoltare a sinistra e scendere verso il torrente Aquetta, risalendo poi verso il posto-tappa di Treschietto.

 
 
 
IL  TREKKING  LUNIGIANA - SECONDA TAPPA

La seconda tappa, che interessa il territorio Comunale di Bagnone, riparte dall'antico Borgo di Treschietto seguendo la strada asfaltata per 100 metri circa sino ad un ponte; poi girando a sinistra, per un sentiero che costeggia il torrente Bagnone, porta ad una passerella di legno. Si attraversano campi coltivati per giungere ancora nella strada asfaltata all'ingresso dell'abitato di Iera (m. 520).

Dopo aver percorso circa 300 metri di strada asfaltata raggiungere a destra, passando vicino ad una vecchia segheria, il torrente e superandolo, vicino a due vecchi mulini ormai in disuso, cominciare a salire attraverso un castagneto sino alla sommità; continuando, il sentiero arriva sino al borgo di Compione (m. 698).

Inoltrandosi nella strada che porta alle Capanne dei Tornini (m. 1282) per 500 metri circa, prendere sulla destra il sentiero che attraverso la Sella (m. 750) porta alle pendici del monte S. Maria (m. 1603). Si prosegue quindi a sinistra tra prati terrazzati verso la Val di Ronchilunghi attraversando il passo Bagnolecchia (m. 700) si giunge ad una pietraia chiamata"La Cubia" verso il Monte Colla (m. 863), dopo aver attraversato un bosco di cerri e carpini.

Dalla foce del Monte Colla (m. 863) si scende velocemente verso Apella (m. 672) con una strada sterrata, attraversando castagneti, prati e coltivazioni.

Attraversato il paese, nel comune di Licciana Nardi, immettersi in una mulattiera che conduce al borgo di Tavernelle, passando accanto ad una vecchia Abbazia (oggi chiamata agriturismo Valleverde), scendendo rapidamente verso la confluenza del canale Tavernelle con il torrente Taponecco (m. 481), quindi ci si immette nella strada asfaltata che conduce al posto-tappa di Tavernelle (m. 442) nella valle del torrente Taverone.

Con questa tappa si conclude quindi il percorso del Trekking Lunigiana nel nostro territorio (del Comune di Bagnone).

Questi i tempi di percorrenza:

- tappa n. 6, da Serravalle a Treschietto, km. 16, ore 5:30 - dislivelli: salita m. 558; discesa m. 608.

- tappa n. 7, da Treschietto a Tavernelle, km. 13, ore 5:00 - dislivelli: salita m. 480; discesa m. 494.

Per qualsiasi informazione è utile rivolgersi agli uffici competenti della Comunità Montana:

- 54027 PONTREMOLI (MS) - Via Mazzini - Tel.: 0187/850 075.

- 54011 AULLA (MS) - C.P. 72 - Tel.: 0187/408 189.

Il Trekking Lunigiana è anche adatto ad essere percorso a cavallo; infatti non è difficile incontrare sulla propria via appassionati del Turismo equestre.

 
 
 
LA GEA (GRANDE ESCURSIONE APPENNINICA) 

Altro famoso percorso di Trekking che interessa il nostro territorio è la GEA (Grande Escursione Appenninica) che segue l'Appennino Tosco-Emiliano in 25 tappe;partendo da Bocca Trabaria, una località sul confine Tosco-Umbro, raggiunge il Passo dei Due Santi nello Zerasco (Alta Lunigiana - MS).

Anche questo percorso è stato ideato, attrezzato e realizzato dal Club Alpino Italiano, la Regione Toscana e le Comunità Montane interessate, con lo scopo di invitare a camminare attraverso foreste, ampie praterie verdi, mulattiere antiche, vasti e solenni borghi medioevali. Il percorso, interamente segnato con il simbolo bianco-rosso,è intervallato, ogni tanto, da cartelli indicatori con il simbolo GEA.

La zona a noi interessata si trova tra il Monte Bragalata (m. 1895) ed il Monte Aquila (m. 1780) e tutto il sentiero si snoda quasi interamente (salvo qualche variazioni) sul crinale dell'Appennino segnato con il n. 00.

Si parte dal Monte Bragalata che si raggiunge dal nostro versante attraverso un sentiero che ha inizio alla fine della strada (forse un giorno carrozzabile) Compione-Tornini, in località Prato del Ferro (m. 1494), attraversando il Monte Tecchio dei Merli (m. 1644); oppure dalla località Prato Spilla (posto-tappa) attraverso il sentiero n. 5 del CAI di Parma. Questo versante è molto più dolce del nostro e degrada piacevolmente verso valle, è costellato di piccoli laghi di origine glaciale e sbarramenti morenici.

Dopo aver percorso una parte di crinale, con alla nostra sinistra il versante della Lunigiana che precipita verso i borghi di fondo valle,, si arriva in prossimità del Passo del Cavallo, da cui transita un sentiero, ancor oggi percorribile, che metteva in comunicazione gli abitanti del borgo di Compione con quelli del versante emiliano di Valditacca (vedi via del sale), consentendo gli scambi di prodotti di varia natura.

Scendendo appena questo sentiero, ci troviamo vicino a due piccoli laghi di Compione (il Superiore e l'Inferiore), che sono forse di origine mista tettonico-glaciali; per spiegare questo toponimo si racconta che i pastori di Compione portavano qui le loro bestie ad abbeverare.

Dopo aver ammirato i due laghi, riprendiamo il nostro cammino risalendo verso il crinale principale, per arrivare dopo un quarto d'ora sul Monte Sillara (m. 1861), la massima elevazione dell'Appennino Parmense-Pontremolese; dalla sua vetta si gode un paesaggio meraviglioso, lo sguardo spazia dalle Alpi Apuane al Golfo della Spezia da una parte, dall'altra le catene degli Appennini dal Monte Penna al Monte Cimone.

Poche decine di metri sotto al Monte Sillara, sono posti i due meravigliosi laghi del Sillara, profondi 10 metri, e separati da un lembo di roccia arenaria. Tutto intorno è circondato da stupendi prati pieni di mirtilli.

Il nostro itinerario prosegue riguadagnando il  crinale principale del percorso GEA, lasciando il Monte Sillara, prima scendendo e poi salendo verso il Monte Paitino (m. 1815); sulla nostra sinistra, in fondo alla valle scorre il Torrente Bagnone.

Lasciata la vetta del Monte Paitino, fare molta attenzione perchè dovremo discendere una cresta rocciosa molto frastagliata, continueremo poi il sentiero verso il Monte Matto (m. 1837), osservando nel nostro versante il Monte Nagutto (m: 1780), invece nel versante parmense appena sotto il Monte Matto si può scendere al lago del Bicchiere (m. 1724) che è il più alto di tutti i laghi dell'Appennino Parmense, incastonato nella pietra e nell'erba, la sua forma è circolare ed il suo nome è dovuto al fatto che si riempie e si vuota a seconda della stagione, proprio come un bicchiere.

In questo bellissimo paesaggio, ci appare ancora più in basso, in lontananza, un altro lago: il Lago Scuro (m. 1527), posto alle pendici del Monte Scala (m. 1718).

Risaliamo ora la cresta del Monte Matto, dalla sua cima possiamo osservare il profilo frastagliato delle Alpi Apuane ed il Golfo della Spezia.

Riscendiamo rapidamente dalla cresta, sempre percorendo il sentiero con il segnavia della GEA e ci dirigiamo verso il Passo di Badignana (m. 1685) che viene attraversato da un sentiero che, salendo da Treschietto, porta in territorio parmense sino al Passo di Fugicchia (m. 1669) ed anche alle Capanne di Badignana (m. 1470).

Risaliamo ancora il sentiero sul crinale con un po' di fatica e ci portiamo sul Monte Brusà (m. 1796), interamente a prato, senza vegetazione di alto fusto (da cui il toponimo).

Da qui, sempre nel versante parmense, ha inizio la Riserva Naturale Orientata Guadine Pradaccio, gestita dal Corpo Forestale, con lo scopo di introdurre, in questa zona,  un alto livello di conservazione delle specie animali opportunamente aiutato con interventi sperimentali, a beneficio dell'ambiente naturale.

Scendiamo ora in poco tempo sino al Passo delle Guadine (m. 1680), una volta importante crocevia di mulattiere (vedi le vie) che collegavano la Lunigiana con il Territorio Parmense; ancora oggi è attraversato da un sentiero che da Monterole, vicino a Vico, porta al Lago Santo Parmense.

Si procede ora continuando sul crinale sino a raggiungere la vetta del Monte Aquila (m. 1780), da qui si discende sino al Passo Aquila (m. 1707).

Da questo punto in poi la Grande Escursione Appenninica lascia il territorio bagnonese, proseguendo con il segnavia 00, sempre sul crinale, verso il Monte Marmagna (m. 1852), superando il Monte Braiola (m. 1821), l'Orsaro (m. 1831) e il Tavola (m. 1504), arrivando così al Passo del Cirone (m. 1252) che collega la Toscana all'Emilia con una strada asfaltata che porta da Pontremoli (MS) , attraverso il caratteristico abitato di Pracchiola, sino a Bosco di Corniglio (PR).

Molto interessante è il sentiero n. 19, segnato dal CAI di Parma, che in meno di un'ora, attraverso una bella faggeta, ci porta sino al famoso e bellissimo Lago Santo Parmense (m. 1507), posto in una incantevole conca di origine glaciale, circondata da boschi; ha una superficie di 81 555 mq. le sue acque sono ricche di alcune specie di pesci quali la Trota (Fario e Iridea), la Scardola ed il Salmerino.

Da dicembre ad aprile il lago è coperto da una spessa coltre di ghiaccio. Sulla sua riva sorge il rifugio Mariotti del CAI di Parma, aperto tutto l'anno, con possibilità di ristorazione e pernottamento.

Secondo vecchie tradizioni, i pastori lunigianesi già prima di questo secolo usavano i pascoli soprastanti il lago, ed insieme a capre e pecore vi dimoravano dai quattro ai cinque mesi l'anno (alpeggio).

Il tempo di percorrenza di questo tratto della GEA, partendo dal Monte Bragalata (m. 1835) con l'itinerario qui descritto, sino al Passo Aquila (m. 1707) è di circa tre ore, mentre volendo continuare fino al Lago santo Parmense, bisogna aggiungere circa un'ora di cammino.

Per arrivare invece al Passo del Cirone, si impiegano ancora circa due ore e mezzo, naturalmente dal Passo dell'Aquila.

 
ALTRI  SENTIERI  DEL  CAI   

Altri sentieri interessanti sono presenti nel territorio bagnonese; ossia partendo da Vico, Treschietto, Serravalle, Iera, Compione per raggiungere il crinale appenninico, dove passa il percorso GEA, sono curati e segnalati dalle sezioni del CAI di Pontremoli e dalle sottosezioni di Bagnone e Filattiera.

Ne descriviamo alcuni tra i più importanti.

Da Valle, località di Vico, si prosegue attraverso il segnavia del Percorso Lunigiana Trekking, già descritto prima, sino ad arrivare al Passo della Colletta (m. 826) attraverso il torrente Redivalle, Ponte di Valle, il torrente Fiumenta; da qui si può arrivare sino al Monte Bosta (m. 863), attraverso un bel sentiero che, in dieci minuti, porta ad una vetta sovrastata da una croce di ferro; un bellissimo panorama si apre sulla vallata del Magra.

Di questo monte si occupa un'antica leggenda. Si dice che antichi Saraceni, non si sa come arrivati nel nostro territorio, abitavano il vicino Monte Castello (m. 875); un giorno furono attaccati dalle popolazioni locali che volevano cacciarli altrove; uno di loro cercando scampo nella fuga, si rifugiò appunto sul Monte Bosta, ma raggiunto, per avere salva la vita, promise agli abitanti locali di insegnare loro il modo di ottenere un buon prodotto che si ricavava dal latte: la ricotta.

Con molte varianti, questi racconti della ricotta, introdotta nel nostro territorio dai Saraceni, si ripetono in vari paesi della Val di Magra.

Invece con il sentiero n. 124, che da qui inizia vicino alla Cappella dedicata alla Madonna dell'Arpa, si sale verso il Rifugio dei Porcili (m. 1320), ormai abbandonato.

Facendo attenzione che dopo la località Il Portone (m. 1080), raggiunta la quota m. 1145 il sentiero si dirama in due, a sinistra inizia il sentiero n. 124A, che attraversa la Tesa dei Corvi (m. 1039) e si congiunge con il sentiero n. 126 che conduce al Monte Marmagna (m. 1752).

Dopo il vecchio rifugio si continua per un sentiero scosceso giungendo al Monte Dongo (m. 1505); subito dopo ci si congiunge con un altro sentiero, il n. 122; ora si sale ripidamente sino al Passo dell'Aquila (m. 1707) raggiungendo così il crinale principale; continuando con il sentiero n. 19 del CAI di Parma si può raggiungere, con l'itinerario già descritto, il Lago Santo Parmense (m. 1507).

Il sopra citato sentiero n. 122  inizia dalla località Ponte di Valle (Vico), costeggia per quasi tutto il suo percorso il Torrente Redivalle, attraversando le Capanne di Cortiglia (m. 1255), raggiunge il sentiero n. 124 alle pendici del Monte Dongo.

Dalla carrozzabile che da Vico porta a Valle, si diparte il sentiero n. 120 che raggiunge il Passo delle Guadine (m. 1680). Si giunge, attraversando un bosco, all'abitato di Monterole (m. 533); lasciata la caratteristica frazione e salendo lungo la strada che porta al Matale, in prossimità della croce, un sentiero sulla destra conduce alla località della Tecchia dell'Uomo Selvatico e della Ferdana.

Alcuni anziani del paese raccontano che fino a poco tempo fa, all'interno di queste cavità naturali, esistevano ancora alcuni utensili in legno: scodelle, piatti e recipienti di varie misure.

La leggenda dell'Uomo Selvatico, che ancora oggi è viva in molte zone della Lunigiana, attribuisce a questo misterioso personaggio l'invenzione del formaggio e della ricotta. Egli viene rappresentato come un gigante dai capelli neri e colorito scuro, e, accanto a lui, come nel caso di Vico, vi è una compagna, la Donna Selvatica, che sembrerebbe alludere al ricordo di un gruppo etnico particolare, distinto dalle popolazioni locali.

Il sentiero arriva sul Monte Alarola (m. 984) per portasi poi sul Monte Federici (m. 1367); proseguendo sempre in salita e su prati spogli, si arriva al crinale principale appenninico, in località Passo delle Guadine (m. 1680), attraversato dal percorso GEA. Il sentiero n. 19 sulla sinistra conduce al già citato Lago Santo Parmense, invece quello sulla destra porta alle Capanne di Badignana (m. 1470).

Il sentiero n. 118, dalla strada che unisce Vico a treschietto appena prima dell'abitato di Querceto,, portandosi verso il Monte Lavacchio (m. 790) e riprendendo la carrozzabile che arriva dalle località di Palestro e Valle, si lascia subito dopo un centinaio di metri risalendo il sentiero verso il Monte Forca (m. 755); si prosegue ancora verso la località Cimarola (m. 1147) per poi giungere in località La Bota (m. 1365). Arrivati a quota m. 1367 troveremo una diramazione: sulla destra inizia il sentiero n. 118/A che porterà anche esso attraverso le pendici del Monte Nagutto (m. 1780) al Passo di Badignana (m. 1685).

Noi proseguiremo sulla nostra sinistra e, salendo faticosamente su terreno scoperto, arriveremo al sopra citato Passo, da cui si diparte un sentiero che arriva, sulla destra, attraverso il Passo di Fugicchia (m. 1669), al Lago Scuro (m. 1527) sulla sinistra,  il sentiero n. 116/A che, porta sul Monte Sillara (m. 1861) attraverso la località le Capanne di Iera (m. 1060), e la località Verzella (m. 1460). Da notare che da questo sentiero prima della località Verzella, sulla sinistra,  una diramazione consente di congiungersi al sentiero già descritto n. 118/A.

Proseguiamo invece sulla destra dove in leggera salita arriveremo alle Capanne dei Tornini, vecchio rifugio di pastori, continuando ancora arriveremo a quota m. 1514 dove sulla destra ha inizio il sentiero n. 114/A che si collega al sentiero n. 114, proveniente dalla località La Cubia; continuando a salire su sentiero scosceso si arriva al Passo del Cavallo (m. 1794)  da dove, con il sentiero n. 9, si potrà proseguire, passando nei pressi del Lago Compione (m. 1674) sino quasi al pese di Vaditacca in provincia di Parma.

Dalla località Cubia inizia l'ultimo sentiero il n. 114 che si svolge in territorio bagnonese e che sale al Crinale Appenninico nei pressi del Monte Bragalata (m. 1835).

Si arriva al Monte Cinollo (m. 1230); da qui, sempre per sentiero, attraverso i boschi, si supera la località Prato del Ferro (m. 1494); arrivando così al Tecchio dei Merli (m. 1644); si continua ancora a salire sino a trovare sulla sinistra, a quota m. 1494, il sentiero n. 114/A, di cui abbiamo già parlato, superata la diramazione arriveremo (con un po' di fatica) sul Crinale Appenninico poco distante dal Lago Martini (m. 1714), uno dei laghi più alti dell'Appennino Parmense.

Con il sentiero n. 7 del CAI di Parma, si scende sino al Lago Verde (m. 1507) e al Balano (m. 1341), mentre con il sentiero n. 5, attraversando la Capanna Biancani, si arriva al Rifugio Albergo di Prato Spilla, il noto centro sciistico dell'Alta Val Cedra.

E-mail Pubblicato il 01 ottobre 2008 VAI SU