L'edificio risale all'ottocento, ed era di proprietÓ della famiglia Bellegotti, eretto in circostanze poco chiare e dedicato alla "Madonna della neve" che viene festeggiata il 5 agosto di ogni anno.

L'immagine della Madonna Ŕ dipinta da mano ignota su una lapide di marmo bianco di Carrara, alla base della quale Ŕ incisa le seguenti frase:

DITE AVE MARIA

VOI CHE QUI PASSATE

PER IL DEVOTO

GIOVAN FRANCESCO FERRO

CHE PER MIO FIGLIOLO

VI FACCI NEL CIEL BEATI

Anche il nome di Giovan Francesco Ferro non Ŕ noto ad alcuno, per cui devono essere passati molti anni dalla morte di questo personaggio alla costruzione della cappella.

Quest'ultima Ŕ ubicata sulla strada provinciale villafranca Bagnone e sorge sul lato sinistro per chi viaggia verso Bagnone, e dista circa un chilometro dall'arco di San Rocco. L'edificio, di modeste dimensioni misura circa 5 metri di fronte per 5 di profonditÓ, ed Ŕ stato restaurato di recente dai nuovi proprietari.

Anche il roccioso terreno retrostante fa parte della cappella, ed Ŕ percorso da una antica strada mulattiera comunale che collegava la strada rotabile provinciale all'isolato di Nezzana. Questa strada era il tracciato naturale per la costruzione di una strada rotabile di circonvallazione, per alleggerire il traffico che pesa sull'antico Borgo di Bagnone.

 

Non si Ŕ mai trovato un accordo politico, per cui l'interesse di alcuni provati ha avuto buon gioco incidendo sulla realizzazione dell'importante opera che un tempo ebbe anche lo stanziamento regionale di alcune centinaia di milioni di lire. Il progetto giace ora sul fondo di un cassetto di qualche burocrate, mentre il pesante traffico deteriora giorno dopo giorno il lastricato del vetusto Borgo di Bagnone.