Ordinamenti territoriali ricorrenti in Lunigiana

INDICE

Gli assetti delle strutture insediative e delle forme di uso del suolo di un determinato territorio costituiscono il risultato delle presenze antropiche che lo hanno interessato sviluppando rapporti dialettici tra fattori naturali-ambientali e storico-sociali e dando origine ad ordinamenti territoriali caratteristici per le diverse fasi storiche3. Generalmente l’ordinamento successivo non cancella il precedente ma si innesta ad esso adeguando le strutture insediative alle mutate condizioni storiche e sociali.

Spesso le testimonianze materiali di assetti precedenti possono essere obliterate dalla continuità d’uso o dall’abbandono dei siti e i segni della evoluzione possono essere rintracciabili in elementi quali :

-         gli strumenti del diritto;

-         le tracce delle forme di uso del suolo e dell’organizzazione agraria.

 

Per il campione territoriale preso in esame queste affermazioni di carattere generale sembrano trovare occasioni di frequente riscontro : negli assetti insediativi, nelle forme di uso del territorio, negli elementi del diritto giunti fino ai nostri tempi, si possono identificare le tracce evolutive degli orninamenti territoriali che hanno interessato l’area lunigianese.

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Tav. 1 - La valle del Bagnone.  

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Di seguito  si accenna schematicamente ai modelli interpretativi generalmente indagati e proposti, riferibili all’ambito territoriale e culturale lunigianese, che possono aver interessato il territorio in esame.

1. I quadri del popolamento ligure: la parte montana del fronte appenninico della valle del Bagnone è stata senza dubbio interessata dalla presenza ligure protostorica che si è gradualmente evoluta dalla fase di nomadismo (ordinamento gentilizio, appartenenza alla "gens") all’insediamento stabile sul territorio (ordinamento territoriale e proprietà della terra) nelle forme della organizzazione per "pagi", "veci" e "castella"4.

2. La colonizzazione romana: la "pax" romana viene imposta con operazioni militari di conquista e viene smantellata la linea di difesa rappresentata dai castellari liguri per garantire una via di transito sicura e l’uso dei porti tirrenici e di Luni; l’assetto sociale e organizzativo ligure viene mutato e nel diritto romano vengono ricompresi elementi del diritto preromanico5.

3. La presenza bizantina (secoli VI-VII): per la difesa dei porti tirrenici dalla pressione longobarda viene organizzato un vero e proprio sistema territoriale di linea di difesa che nella Lunigiana vede i suoi punti di forza in Filattiera e Filetto nel fondovalle e in una serie di punti fortificati a ridosso dell’Appennino a difesa delle valli secondarie e delle reti stradali (con frequente riuso delle sedi fortificate preromane come i "castellari") che sono localizzabili in monte Gottero, monte Castello, monte Sant’Antonio, torre Nocciolo6.

4. Periodo longobardo e altomedioevo; La formazione di estesi domini fondiari di proprietà privata ed ecclesiastica determina una proliferazione dei centri di organizzazione agraria per la messa a coltura di nuove aree come la fondazione di monasteri e delle loro dipendenze (centri minori e modesti con una cappella sorgono sulle vie di comunicazione); la residenza del signore è ancora localizzata nella città e si sviluppano sui confini sistemi a carattere difensivo con punti di forza nelle rocche ubicate in posizioni strategiche e di sommità (elementi caratterizzanti sono un recinto fortificato, una torre generalmente disposta in prossimità della porta, un edificio adibito a ricovero e magazzino); le rocche non rivestono carattere di residenza ma di strumento militare e solo successivamente si sviluppano intorno ad esse gli insediamenti rurali difesi da una nuova cerchia di mura (borghi murati)7.

Nei successivi periodi carolingio e franco si avvia un graduale trasferimento della residenza del signore nella campagna e si determina una contrapposizione politica della stessa con la città.

5. Incastellamento medioevale: alla fase di formazione di una rete insediativa più diffusa segue una differenziazione del ruolo e delle funzioni dei centri connessa allo sviluppo di una feudalità che stabilisce nuovi centri di circoscrizioni pubblica ed entità autonome sul piano economico e sociale.

Le gerarchie tra gli insediamenti si traducono sul piano urbanistico in assetti caratterizzati dalle diverse graduazioni del rapporto castello abitato("castrum" omogeneo, "castrum" con cassero, "castrum" residenza feudale)8; in Lunigiana le suddivisioni successive tra i rami malaspiniani impediscono il consolidamento di una signoria forte e determinano la proliferazione di centri di potere minori con l’incastellamento di innumerevoli siti già sedi di corti o di "castra" premalaspiniani.

 

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Tav. 2 Carta tecnica regionale 1 : 5000 (ridotta).

a – castello di Treschietto;    

b – castello di Jera; 

c – cappella romanica del cimitero di Jera  

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3 G. Simoncini. Note di storia del territorio – Antichità e medioevo.

4 E. Sereni. Comunità rurali nell’Italia antica.

5 C. Klapisch Zuber, Villaggi abbandonati e migrazioni interne, p.319. Es. Tavola di Polcevera (117 a.C.): il regime giuridico dei suoli delineato distingue tra "ager privatus", "ager pubblicus", "ager compascuus", con riferimento ad elementi del diritto su base gentilizia, cfr. C. Petrella, cit, pp. 21-27.

6 G. Schmiedt. Città e fortificazioni nei rilievi aerofotogrammetrici,  pp. 156-157; C. Klapisch  Zuber. cit.,   p. 321.

7  G. Simoncini, cit., p. 44.

8  E. Detti, G.F. Di Pietro, G. Fanelli, Città murate e sviluppo contemporaneo.

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