Campioni indagati

INDICE

Sia Treschietto che Jera sono nomi collettivi che stanno ad indicare insiemi di nuclei raggruppati a grappolo sulle pendici di una propaggine appenninica; con il nome di "castello" in entrambi i casi si indicano le parti degli insediamenti posti in siti di sommità che presentano imponenti resti di incastellamento (e vengono ancora indicate dalle fonti orali come le sedi più antiche).

Scheda storica

L’area è stata interessata da insediamenti già in età preistorica e ne sono testimonianza:

·        il ritrovamento di una statua stele durante i lavori di ampliamento del cimitero di Treschietto, in un’area mediana rispetto ai due castelli9;

·        il permanere negli Statuti dei Beni Sociali di queste comunità di marcate tracce delle forme di organizzazione agraria e dei modi di uso del suolo di derivazione ligure10;

·        i quadri del popolamento con gli insediamenti raggruppati a grappolo e organizzati in vicinanza di centri di difesa comuni (castellari il cui toponimo è ancora identificabile per diversi siti).

 

- Ipotesi della presenza bizantina sono sostenute sulla base di collegamenti organici con i punti di forza del "limes" in Lunigiana e di indicazizoni toponomastiche che farebbbero ipotizzare la realizzazione di un sistema militare organizzato per punti nei nodi orografici e viari e di agevole difesa11.

 

- La particolarità tipologica e la tecnica edilizia impiegate nella realizzazione dell’abside della chiesa sorta all’interno dell’area del castello di Treschietto (i cui resti affiorano sotto le fondazioni della cappella di epoca posteriore)12 e nella realizzazione della cappella del cimitero di Jera (di fattura identica alla prima ancora in elevazione e ben conservata) fanno avanzare l’ipotesi di datazione ai secoli XI – XII; è probabile che esse costituissero i nuclei di organizzazione dell’intorno agricolo successivi alla penetrazione del cristianesimo nei territori liguri.

 

- Nell’elenco delle decime del 1296-97 tra le cappelle della "plebs San Cassiani de Bagnone" è citata la cappella "de Hera" (mentre le cappelle di Corlaga e di Vico sono annoverate nella giurisdizione della "plebs de Surano sive Felecteria") identificabile nella cappella del cimitero di Jera (San Biagio), posta in un luogo abbastanza distante dall’attuale abitato, che quasi certamente fu la prima chiesa parrocchiale; la parrocchiale di Treschietto viene localizzata all’interno del recinto del castello ed è probabilmente identificabile con i ruderi affioranti.

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- Nel 1351, a seguito della divisione tra i discendenti malaspiniani, il territorio viene distaccato dal feudo originario di Filattiera e si costituisce un feudo autonomo (comprendente i nuclei di Vico, Treschietto, Jera, Corlaga, Stazzone, Agnetta, Finale Querceto, Palestro e Leugio) assegnato a Giovanni Malaspina detto Berretta, figlio di Niccolò I  Marchesotto e di Beatrice di Moroello Malaspina di Mulazzo13

 La capitale del feudo è stabilita in Treschietto e ad opera di Giovanni Malaspina vengono iniziati i lavori di trasformazione del sito fortificato (castrum) già esistente in castello.

 

- Nel 1413 Federico, il figlio di Giovanni stipula il primo patto di accomandigia con la repubblica fiorentina che viene a più riprese rinnovato ad opera dei discendenti (1447 – 1458 – 1467 – 1503).

 

- Le rivalità mai sopite tra i Marchesi condomini portano alla divisione del feudo nel 1523 : Corlaga e i casali del suo territorio sono assegnate a Leonardo di Moroello (nel 1585 passerà nel dominio fiorentino), mentre Vico, Treschietto e Jera toccano a Giovan Lorenzo di Andrea.

 

- 1613: Giovan Gaspero di Pompeo rinnova per venticinque anni l’accomandigia con il Granducato di Toscana.

 

- 1680 – 1690 conferimento e conferma dell’nvestitura imperiale  per i Malaspina.

 

- 1700 il dominio malaspiniano ha termine con la cessione del feudo da parte di Ferdinando a Cosimo III di Toscana; inizia una rivendicazione da parte dei Malaspina di Filattiera che ha termine nel 1747, quando l’imperatore Francesco I avoca il feudo e lo cede a Carlo Emanuele Conte di Nay e Richencourt; alla sua morte (1789) il feudo è assegnato al Granduca Leopoldo di Toscana.

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  Fig. 1 -  Il Castello di Treschietto. Lo stato di rudere documentato da una foto degli inizi del secolo. (Per concessione della Famiglia Cortesini di Bagnone).

       (Riproduzione schematica in bianco e nero, n.d.a.)

 

- Con l’invasione francese il feudo è annesso all Repubblica Cisalpina.

 

- Il Congresso di Vienna (1815) assegna I territori ex-granducali al granduca Ferdinando III di Lorena e i rimanenti territori, tra cui Treschietto, vanno a far parte della Lunigiana estense.

9  A.C. Ambrosi, Lunigiana: la preistoria e la romanizzazione; G.F. Lazzeroni, F. Guastalli, Per una metodologia della ricerca conoscitiva del territorio. Il bagnonese: l’identità del territorio tra conoscenza e progetto.

10  E. Sereni, cit.

11  C. Petrella, cit., p. 72.

12  G.L. Maffei, L’antica cappella castrense di Treschietto.

13 E. Branchi, cit., p. 171. Un quadro sintetico delle vicende politiche è riportato da N. Michelotti, cit.

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