Castello di Jera

INDICE

Con il nome di "castel" (o anche "Castlar") viene indicata l’area di sommità del rilievo di contro crinale posta alla confluenza tra i torrenti Bagnone e Bagnolecchia, con pendici molto scoscese, idoneo a rappresentare un sito di difesa naturale sulla via per Compione e per la val d’Enza percorribile a cavallo ("passo del cavallo"). 

Il sito ha pianta elittica ed è separato dall’ampio pianoro alluvionale retrostante (la "para") da un vallo artificiale17 che interrompe la complanarità e costituisce una linea di difesa da monte; all’interno della "sella" passa il tracciato viario con un percorso obbligato e controllato (fig. 4).

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  Fig. 4 – Castello di Jera: vista del sito di incastellamento.

L’apparato fortificato è di dimensioni consistenti e, nonostante l’abbandono da tempo immemorabile e i lavori di impianto di un castagneto che ha ricoperto tutta l’area, sono ancora presenti in elevazione notevoli resti.

Gli elementi identificabili ad una ricognizione di superficie sono (tavv. 5-6):

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Tav. 5 -  Castello di Jera. Planimetria

¾¾  muri in elevazione

=====    muri affioranti

------   tracce di muratura sotto il manto erboso

       -  La torre quadrangolare (9,80x7,65 m) nella posizione di sommità realizzata in muratura di pietrame (fig. 5), della quale sono presenti le murature perimetrali del piano terra (in elevazione per circa 4 m); la compagine muraria è  realizzata "a sacco" (spessore  115-120 cm) con paramenti esterni costituiti da conci di arenaria di natura alluvionale, sbozzati, lavorati e posti in opera a filari regolari (altezza 12-17 cm) con l’impiego di malta; all’interno le pietre sono irregolari e legate da malta abbondante colata (quasi un "getto"); la malta è di colore avorio chiaro con presenza di frammenti di minerale non "cotto"; alla basa la muratura presenta un allargamento di 15 cm che è parte dell’apparato di fondazione.

        Fig.5. Castello di Jera: la torre quadrangolare.

Gli angolari sono stati asportati per il riinpiego nella realizzazione delle abitazioni del nucleo di successiva espansione (in alcuni degli organismi dell’attuale Jera si rintracciano gli elementi di probabile riutilizzo) e dalle impronte identificabili si deduce che tali elementi avevano un’altezza doppia rispetto alle pietre dei filari. La muratura all’altezza di 3 m presenta una risega interna di circa 30 cm che costituisce l’imposta della volta; il piano terra era composto da un unico vano voltato a botte con arco a tutto sesto (altezza all’imposta di circa 3 m in chiave 4 m); attualmente la volta è crollata ma è ancora ben identificabile l’imposta e l’andamento. In origine il piano terra non aveva

aperture praticabili verso l’esterno e le brecce attuali (sui lati sud ed est) sono state prodotte a rottura per accedere direttamente all’esterno e utilizzare il vano come ricovero agricolo, solo sul lato sud è identificabile un foro (25x30 cm) realizzato per la circolazione dell’aria; l’accesso, per motivi di difesa, doveva avvenire ai piani superiori attraverso scale in legno retrattili, ed i piani erano collegati tra di loro attraverso aperture nelle volte e nei solai in legno18.  

     Tav. 6. Castello di Jera: sezione trasversale del sito di          incastellamento.

Il lato est della torre è inscritto in una cinta muraria della quale è ancora presente il tratto basamentale (spessore 130 cm; altezza di 90 cm) e sono rintracciabili gli ammorsamenti alla torre per tutta l’altezza della muratura ancora in elevazione; questo fatto e l’assenza di indizi di addossamento (stacchi murari, cantonali inglobati) suggerisce l’ipotesi di una realizzazione sincronica della compagine torre cinta muraria.  

 

      Fig. 6. Castello di Jera: resti della prima cerchia            muraria con la porta di accesso.

 Ad ovest del torrione, sempre sulla parte sommitale del sito, sono visibili brani estesi di muratura fuori terra e segni di muratura al di sotto del ricoprimento organico vegetale che configurano lo sviluppo di una cerchia muraria lungo il perimetro dell’area sommitale (con una disposizione quadrilatera simile per forma e dimensioni a quella del castrum di Grondola) ed un possibile addossamento alla stessa di costruzioni; in particolare nell’angolo nord-ovest sono in elevazione i resti di una costruzione composta da due vani (18,80x6,40 m – spessore della  muratura 55 cm) a ridosso della quale è un varco nel quale era localizzata probabilmente la porta di accesso al recinto19 (fig. 6); in posizione centrale nell’area sommitale, a ridosso del lato ovest della torre, affiorano sotto il ricoprimento organico, apparati di fondazione in muratura di un fabbricato composto di due vani (8x9,10 m; spessore muratura 55 cm).

 Fig. 7. Castello di Jera : la porta di accesso inferiore.  

Ulteriori successioni concentriche di cinte murarie (almeno due sono identificabili) e resti di costruzioni sono rintracciabili nei diversi livelli del pendio e stanno ad indicare fasi di sviluppo successive e probabilmente momenti di evoluzione della struttura difensiva con la compresenza di attività di residenza20; le murature sono estremamente degradate e si alternano settori murati a secco (probabili sistemazione di materiali di crollo).

     Fig. 8. Castello di Jera : la torre vista dalla porta di accesso inferiore.

Una seconda porta è posta a chiusura dell’ultima cerchia inserita negli apparati murari di fortificazione i cui resti si innalzano ancora per due piani (fig. 7); la porta è ad arco, realizzata con conci di arenaria lavorata ed è presente ancora la fessura per far scorrere all’interno della muratura il palo di chiusura in legno, la muratura è realizzata in pietrame con tecnica di lavorazione e messa in opera meno evoluta di quella relativa ai resti degli edifici presenti in sommità.

17  La fonte principale di approvvigionamento di materiale per la realizzazione dei manufatti è stato il greto del torrente ma anche il materiale di scavo del fossato, costituito da ciottoli di natura alluvionale, è stato probabilmente impiegato; per il confezionamento della calce è stata impiegata la roccia calcarea affiorante in posto nella lingua alla confluenza dei torrenti.

18  Un dispositivo analogo si è riscontrato per le case torri della valle del Caprio (Filattiera), si veda in proposito l’articolo di G.L. Maffei. Un tipo edilizio in Lunigiana: le case torri.

19  Tra i materiali di crollo è stato rintracciato un blocco di muratura di pietre disposte da arco e legate ancora da calce che doveva costiture parte dell’arco di una porta.

20  La prossimità della seconda cerchia, inscritta nel probabile muro perimetro di una costruzione è stata rinvenuta una pietra (trovante di arenaria) nella quale è stata scavata una piccola vasca idonea a contenere liquidi.

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