Le strade montane e le maestą

La vita quotidiana dei montanari di queste valli, dura come del resto in ogni parte del nostro Appennino, é rimasta tale per secoli in un tranquillo isolamento. Questo vivere appartato offriva agli abitanti anche innegabili vantaggi: l'asperitį dei luoghi e i prolungati inverni, ad esempio, scoraggiavano invasioni e scorrerie e l'autonomia goduta dal territorio permetteva di contenere i tributi e rendeva piś facile il contrabbando con la Toscana e i possedimenti Liguri ed Estensi. 

I sentieri verso il crinale, percorsi da pastori e greggi e da chi si avventurava sul versante opposto per scambiare i prodotti delle valli, erano costellati di immagini sacre scolpite in lastre di marmo bianco e incorniciate da costruzioni e decorazioni in pietra arenaria, il macigno. In tutto il territorio dell'Appennino le maestį sono particolarmente numerose, anche se spesso dimenticate e ricoperte dalla vegetazione, mimitizzate da muschi e licheni. 

S'incontrano un po' ovunque, a lato delle strade, inserite nei massi erratici, lungo i sentieri che si inoltrano nei boschi e tra i pascoli, all'interno dei centri abitati. Sono riconducibili a tre tipologie fondamentali, di casa, di fonte e di via, a seconda che siano poste sui muri delle abitazioni, sui frontoni delle fontane o, in forma di edicola, lungo la viabilitį.

Sono esempi di architettura spontanea, legata alla vita quotidiana di queste montagne; le maestą sono monumenti uniti alle fonti pubbliche, agli essiccatoi legati alla coltivazione del castagno e i numerosi mulini ad acqua, o in montagna dove sorgono anche le capanne dove alloggiavano i pastori e le greggi.

 Nella valle del torrente Bagnone sono stati contati ben 16 mulini ad acqua ad alcuni sono ancora visibili ed operanti; un bell'esempio di artigianato medievale.  [V. i mulini].

Sentieri e strade mulattiere usate nel tempo, al servizio della pastorizia di tipo stagionale, al servizio dei boscaioli, dei carbonai, e dei trafficanti di ogni tipo e genere di merci, vie dei pellegrini e dei viandanti, dei Re e degli Imperatori.

Queste immagini sono attinenti alle Virtł teologali "Fede, speranza e caritą" che, infuse da Dio nell'anima, hanno per oggetto Dio stesso e costituiscono il fondamento della religione Cristiana, da noi praticata e seguita da tutti. 

Le immagini che ritroviamo sparse nella solitudine sono la testimonianza di una fede povera, oppure l'ottenimento di un desiderio votivo, una grazia ricevuta, ciascuna di queste pietre ha una sua storia segreta, una realtą vissuta.

 

Maestą nel castagneto dopo il paese di Compione.

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Particolare di Compione

Sono scolpiti la Madonna con Bambino ed un Santo

Maestą visibile lungo la strada carrozzabile

 per arrivare a

Compione.

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Maestą nascosta tra i rovi lungo una milattiera.

 

 

Maestą esistente lungo la Strada carrozzabile per  Iera.

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Particolare della maestą di Iera.

 

Maestą al ponte di Treschietto

 

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La Lapide della Maestą del ponte di Treschietto

 

Maestą esistente

a Porta Fiorentina,

la Madonna del Rosario.

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Particolare

Madonna del Rosario

Maestą nel castagneto dopo Iera sulla mulattiera per Garbia.

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Nicchia con antico dipinto, sulla vecchia facciata, sul retro della Chiesa del Castello.

Immagine della Madonna del Rosario e Sant'Antonio.

Appare spesso nel territorio.

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Maestą d'arenaria,  con incastrata una figura di marmo in voto, su un sentiero dei

nostri monti. 

Maestą sulla strada per Orturano

Madonna del Rosario 

Sul lato sinistro per chi la guarda c'č una targhetta ricordo.

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 Opera di Riccardo Rossi, donata dall'Ass. Arma Aeronautica, Sez. Massa-Carrara,

Pres. Mario Caretti,

al Comune Bagnone

On. A. Negrari

data illeggibile.

Immagine sacra non meglio identificata, murata sopra la porta d'entrata del podere Vignaza, sulla strada per Nezzana.

 

porta_vignaza.jpg (39024 octets) porta_vignaza_partic.jpg (25590 octets) Particolare della porta del podere Vignaza.

 

Madonna del Rosario nella Chiesa del Castello.

 

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Maestą dell'Asces

vandalizzata, sulla strada  Nezzana a Gragnana

 

San Rocco

Oratorio di Corvarola

Monastero Agostiniano di Bagnone

san_rocco.jpg (49314 octets) San_Bernanrdino.jpg (47359 octets) San Bernardino da Siena, Maestą-lapide per indicare il luogo ave esisteva la Cappella al Santo dedicata, nel 1456. La famiglia Raffaelli pose a ricordo nel 1901