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Aggiornato il 29-02-2008

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La ristampa

PROLOGO

Penso che questa raccolta di "Leggende di Lunigiana", appartenenti agli usi e costuni del nostro territorio, tratte dal libro di Ettore Cozzani dal titolo "Leggende d'Italia" edito dall'Eroica di Milano" nel 1921, corredata di una serie di xilografie di importanti Artisti del tempo; con una recente ristampa a cura della Cassa di Risparmio della Spezia, del 1981 in occasione del decimo anniversario della morte dell'Autore, debba essere pubblicata in "Internet" per un più facile accostamento ai giovani, a tutto vantaggio "del futuro della memoria".

Come ha infatti accennato anche l'Autore, sono antiche leggende che lui ha raccolto dalla viva voce dei "Vecchi" del luogo e che ha trovato sparse, raccontate qua e là nella nostra Regione e che ha raccolto nel suo libro nell'interesse comune di volerle tramandare ai posteri. (rugggio)

Personalmente aggiungo anch'io una serie di note leggende che circolano nelle nostre tradizioni e che si sentono raccontare armai sempre più raramente. 

Gli attori di un tempo, raccolti attorno al "tizzone del gradile" non esistono più ed anche le serate gioiose oggi sono piene di suoni metallici di una musica sempre più stridula e inverosimile. Addio leggende, addio tradizioni romantiche che hanno fatto nascere molti figli di molte generazioni, addio consuetudini al gusto di una castagna arrostita, rimarranno oggi solo i ricordi che, qualcuno sorpreso, li leggerà da queste ultime mie sudate pagine.

BREVE  BIOGRAFIA  DI  E. COZZANI

Ettore Cozzani nacque alla Spezia nel 1884. Frequentò il Ginnasio e il Liceo nella città natale: vinse il 2º posto del concorso nazionale della Facoltà di Lettere nella Scuola normale superiore universitaria di Pisa. Si Laureò in Lettere e Filosofia nel 1907 e nel medesimo anno riuscì primo nel pubblico concorso per titolo della Scuola Normale della Spezia e vi insegnò fino al 1917.

Nel 1911 fondò "L'Eroica" rassegna d'arte e poesia, che fece per alcuni anni della Spezia uno dei centri della cultura italiana. Commentò i maggiori poeti italiani dell'Ottocento; vinse il premio Gautieri della Regia Accademia delle Scienze di Torino per il romanzo "Il regno perduto". Fu dantista di fama, commentatore richiesto nelle più alte cattedre.

A Milano dove si era trasferito e dove insegnò alla Manzoni e alla scuola Martignoni, istituì una Cattedra libera di alta cultura.

Fondò e diresse la Scuola di poesie de "L'Eroica" illustrando la storia civile, letteraria e artistica e la vita intellettuale contemporanea; fu un grande conferenziere.

Tenne corsisi annuali per stranieri all'università di Perugia, fondò a Milano una scuola libera per impiegati e operai di ambo i sessi, che suscitò approvazione ed entusiasmo.

Si spense a Milano il 22 giugno 1971, per i suoi meriti fu insignito di molte onorificenze.

Nella sua scheda bibliografica si contano una sessantina di volumi, di cui tre sono stati tradotti in varie lingue: "Il regno perduto", "Un uomo", "Ceriù".

Dalla rassegna Bargellini disse: "L'Eroica resterà nella storia della cultura italiana e il nome di Ettore Cozzani tra quelli dei letterati più illustri.

 (Tratto da una recensione di Giordana Gamberini Fenati).
 
NOTA  GIORNALISTICA  DEL 1931

Il solo nome della regione, appena lo sentiamo, ci riempie l'anima d'una sensazione di grandezza, di tragedia, e di mistero.

Luni che splende al tempo della potenza di Roma con tale bellezza e ricchezza che un giorno i barbari la scambieranno per Roma stessa - è poi precipitata, affondata nella terra umida, scomparsa, - così che adesso ne affiorano appena i ruderi dell'Anfiteatro, invasi dalle vigne o dagli sterpi.

Come fu?

Dante stesso ne ebbe un tuffo al cuore, quando, esule alle terre dei Malaspina, vide, ciò che tanto commosse anche il Petrarca; la città ormai ombra di se stessa, eppure così vicina a uno dei mari più navigati, e bagnata dal fiume ch'era il confine della prima Italia romana: la Magra.

"La leggenda della morte di Luni - dice un dotto conoscitore della storia e dello spirito lunigianese, U. Formentini - è in certo senso il poema patrio" di quella Gente che ormai si annuclea intorno al Golfo della Spezia, lungo la Costa di Levante, lungo il Vara e la Magra sino al crinale dell'Appennino Settentrionale.

 
RINGRAZIAMENTI

Un vero ringraziamento di cuore, lo debbo all'Ufficio Affari Generali del Comune di Bagnone nella persona della Dott.sa Francesca Guastalli e delle sue collaboratrici della Biblioteca civica, che mi hanno validamente aiutato nelle ricerche, per la riuscita di questa pubblicazione, che resterà per i giovani.

Non posso dimenticare anche il valido aiuto di "Tino Ghironi" che, dal Belgio, ha assiduamente collaborato con me nella trascrizione in Web, dall'originale di Ettore Cozzani, di tutte le sue leggende.

Grazie - RUGgGIO - 2008         

 

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Publicato il 27 Febbraio 2008

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