Mons. LUIGI  ROSA

SOMMARIO

Link

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Breve Storia

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Don Rosa

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Santa Maria
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Giubileo papale Pio XII
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Sede di pretura
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Monumento

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Asilo infantile

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Restauri

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Organo S. Rocco

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Le campane

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Un Lutto 

 Sen F.Quartieri

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Don Rosa Cameriere d'onore

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L'orologio

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Il teatro

La passione di Cristo

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Un grande Amministratore

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Dott. Umberto Giuliani
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Fiera di Beneficenza

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Lapide al Senatore

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Prima messa Don L. Simonini

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Podestà Simonini

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Monumento al Sen. F. Quartieri
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Decesso Padre Raffaelli Barnabita

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Decesso 

Dott. Raggi

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Nomina 

Mons. L. Rosa a Vescovo

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Consacrazione Mons. L. Rosa a Vescovo di Bagnoregio (VT)
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Insegna episcopale.jpg (10849 octets)

Insegna episcopale

 del Vescovo di Bagnoregio

 

 

 

 

 

 

 

 

Breve storia

Don Rosa, dopo il suo insediamento, deve aver atteso un po' di tempo prima di scrivere il suo "Liber Cronicus", almeno quello che concerne la prima parte, perchè parla in  tempo passato.  Prima d'intraprendere la sua attività parrocchiale, ha certamente voluto saperne di più su Bagnone, e si è creato una breve cronistoria con appunti di studio per la sua memoria; ha riepilogato i primi avvenimenti dopo il suo ingresso in parrocchia, raccontandone per sommi capi i contenuti. Il Liber Cronicus inizia infatti così. (n.d.rugggio) .

DAL  "LIBER  CRONICUS"

N

on è facile rintracciare le origini di Bagnone; però la bolla di Eugenio III spedita al Vescovo di Luni nel 1149 cita già la Pieve di Bagnone (Plebem de Bagnone), (tal nome si riferiva all'antica 

chiesa del Castello o all'attuale Pieve di Bagnone?) e anche in quest'ultimo caso si presuppone l'esistenza di Bagnone. Lo storico Branchi riferisce uno strumento del 1300 nel quale leggiamo "Datum in Burgo Gotulae Bagnoni". Gotula tra le parti basse di Bagnone vicino a Santa Maria.

In quell'epoca Bagnone era sottoposto alla signoria dei Marchesi Malaspina.

Nel 1410 passò sotto la Repubblica di Firenze.

La terra di Bagnone fu dichiarata insigne e la Rettoria elevata a Propositura con decreto 6 Lugnio 1699 da Mons. Giovanni Girolamo Naselli Vescovo di Luni-Sarzana.

(Nella Cattedrale Di Santa Maria Assunta a Sarzana, sulla parete di sinistra il settecentesco monumento funebre al vescovo Giovanni Girolamo Naselli e un bassorilievo del XVI secolo raffigurante la Madonna col Bambino affiancata da due Angeli. n.d.a.).

La chiesa più antica della Parrocchia è l'ex chiesa parrocchiale del Castello dedicata a S. Nicolò, ma non si sa a che epoca risalga; si sa però (dalla cronaca del Faie) che Pietro di Noceto (il segretario particolare di Papa Nicolò V) nel 1452 la fece allungare e ridurre a volta. Il medesimo nel 1462 fece costruire il Campanile del Castello. 

Secondo il Faie nel 1392 fu cominciata la Chiesa di S. Maria; si fece poi la cupola e si terminò e si inaugurò il 16 Agosto 1451 con grande concorso di popolo anche d'oltre l'appennino.

Secondo l'antica tradizione, riportata anche dall'abate Gerini nelle memorie storiche della Lunigiana (vol. II libro VII), la chiesa di S. Maria e la stessa Bagnone bassa avrebbe avuto origine per la miracolosa immagine della Madonna (del Pianto) trovata nella demolizione di un muro nella località detta Gotula.

Ivi prima sorse una cappella, poi per favore di popolo l'attuale chiesa di S. Maria e accanto ad essa le case che costituiscono parte dell'attuale paese di Bagnone.

Nel santuario dedicato a S. Maria del Pianto venne istituita fino dal 1600 una Compagnia ad essa intitolata, che con bolla 21 Marzo 1620 venne aggregata all'Arciconfraternita omonima di Roma. Essa possedeva capitali e beni immobili quando il Granduca Pietro Leopoldo con editto 21 Marzo 1785 ordinò la soppressione delle compagnie laicali e la chiusura delle loro chiese e ne incamerò i beni. Per questo i maggiori di Bagnone il 18 Dicembre 1785 trasportarono l'immagine della Madonna del Pianto nella nuova chiesa Propositurale.

Fino dal 4 Novembre 1593 della Comunità di Bagnone fu deliberata una Messa quotidiana nella chiesa di S. Rocco per causa della distanza e pel disagio specialmente d'inverno di arrampicarsi al Castello e nel 1599 vi fu eletto un cappellano.

Il 4 Dicembre 1721 fu benedetta dal Parroco la nuova chiesa parrocchiale di S. Nicolò, chiesa nuova e vi si cantò la prima Messa. Essa fu poi consacrata da Mons. Girolami della Torre il 3 Giugno 1731. 

(Giovanni Girolamo Della Torre, genovese, Vescovo di Sarzana, che resse la Diocesi dal 1726 fino al 1757. Ricerca di rugggio).

Il 13 Settembre 1722 (giorno di domenica) nel pomeriggio con solenne processione si trasportò la reliquia di S. Croce dalla chiesa del Castello alla Chiesa Nuova nell'altare per lei costruito ed il giorno dopo vi si celebrò solennemente la festa dell'Esaltazione di S. Croce.

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Ho creduto conveniente di prermettere alla narrazione degli avvenimenti contemporanei e specialmente a quelli cui io stesso fui testimone un accenno ad avvenimenti più o meno antichi perchè resti meglio lumiggiata la storia dei vari tempi.

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Nel Marzo del 1900 terminarono dei forti restauri interni nella Chiesa Nuova cioè Parrocchiale che ne cambiarono alquanto le linee architettoniche. Fu allora arricchita del nuovo grandioso organo costruito dalla Ditta Cavalli di Lecco. La somma occorrente per la costruzione dell'organo fu raccolta dal cappellano del tempo Don Alfonso Bandelli per mezzo della pagellina di iscrizione alla Pia Unione della Madonna del Pianto da lui largamente diffusa.

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Mons. Luigi Rosa

Parroco di Bagnone dal 1926 al 1942

Dal 1926 avvenimenti accaduti o fatti durante la mia propositura.

Feci l’ingresso solenne, quale proposto di  Bagnone il 18 marzo 1926,  provenendo dalla prioria di  Valdantena.

Presi il possesso ecclesiastico e civile il 24 ottobre 1926; fungevano da testimoni il Sen. Ferdinando Quartieri, il Conte Carlo Noceti, l'Avv. Pietro Maffei.

Cercai di mantenere buoni rapporti con tutto il popolo e colle Autorità, ma vi furono momenti che si resero difficili e tesi col Segretario Politico del P. F. causa i suoi atteggiamenti poco umani e condotta poco morale.

Nel 1927 prepara la prima Gara Catechistica, fu presente per il Vescovo il Vicario Generale Mons. Casini.

 Il 9 ottobre 1927 ricevetti la Sacra Visita Pastorale di  S. E. Mons. Angelo Fiorini, che fu anche l’ultima sua visita fatta alla parrocchia.

La nuova Chiesa di Santa Maria

Nel 1928 il Senatore Ferdinando Quartieri restaurò a sue spese la chiesa di  Santa Maria, lesionata dal terremoto del 1920 e la trasformò: al volto sostituì il soffitto a capriate, rifece la facciata, fece la trifora all’abside, alle pareti interne lisce addossò i pilastri in arenaria macinata mescolata col cemento, unì armoniosamente i due stili, romanico e gotico. Volle dare un’intonatura francescana alla stessa architettura della chiesa; dal Prof. Conte Properzy fece dipingere la maestosa ed ammirata tela raffigurante San Francesco d’Assisi che si trova sopra l’altare laterale e ai piedi d’essa, fece costruire il tabernacolo in legno che, dal 1929, ospita una reliquia nella quale è incastonata l’insigne Crocetta di ferro, che secondo una tradizione, autenticata da notai, appartenne a San Francesco.

Gli affreschi della chiesa, sono stati dipinti dal Prof. Navarini di La Spezia.

Nel settembre 1929 diresse il pellegrinaggio diocesano a Roma per il Giubileo Sacerdotale del Papa Pio XII  i pellegrini erano 60, il pellegrinaggio era stato indetto dalla Giunta Diocesana di Azione Cattolica d’accordo col Vicario Capitolare, essendo vacante la Sede Vescovile.

Nel Novembre dello stesso anno ritornò a Roma al Convegno Catechistico quale rappresentante della Diocesi, mandato dal suddetto Vicario Capitolare.

Il 3 Febbraio 1930 dietro interessamento del Senatore F. Quartieri fu ridata a Bagnone la Sede di Pretura, ma ridotta, ossia una sezione distaccata di Pontremoli. Bagnone era già stata sede giudiziaria, fin dal 1757 quando fu trasferita da Castiglione del Terziere.  Ultimamente però, era stata soppressa.

 Nel Giugno 1930 fu restaurato il campanile del Castello.  Fu spesa la somma di  £. 200 fra muratura e ricopertura con le vecchie piagne.

 Nel maggio 1930 S. E. Mons. Giovanni Sismondo Vescovo, in occasione della festa in onore della Madre Cabrini, che fu fondatrice della Congregazione delle Suore che guidarono l’Asilo di  Bagnone, fece la sua prima visita a Bagnone .

Il monumento

Il 20 Luglio 1930 venne inaugurato il monumento ai caduti nella grande guerra 1915-1918. Fa parte del monumento e quindi dell’inaugurazione, non solo la statua in bronzo, opera dello scultore Prof. Corsini di Siena, riproducente la Vittoria alata, la Nike di Samotracia esistente nel museo del Louvre a Parigi e completata della testa e del braccio destro, ma anche il bellissimo portico in arenaria, scolpito dal Cav. del Lavoro Francesco Pretari di Bagnone (1861-1951) e dalle sue maestranze, la piazza adiacente sostenuta da forti bastioni ed il viale che si estende fino a San Rocco con l’ardito allargamento della  sede stradale.

Tutto questo fu ideato dal Senatore Ing. Ferdinando Quartieri e compiuto a sue spese, ad eccezione di una parte del selciato fatto dal Comune.

Oratore ufficiale fu l’On. Amilcare Rossi, Presidente Generale dell’Opera Nazionale Combattenti.

Erano presenti: Il Prefetto della Provincia Comm. Festa, il Segretario Federale Avv. Pocherra e tutte le alte Autorità della Provincia, quasi tutti i Podestà della Lunigiana, moltissime Associazioni e popolo.

La presenza dei Podestà è in relazione agli stemmi di tutti i Comuni della Lunigiana scolpiti lungo il porticato, avendo voluto il Sen. Quartieri dare al monumento quasi un interesse regionale.

Nella sera vi fu fantasiosa illuminazione e spettacolo di fuochi artificiali.

Oltre alla banda di Bagnone prestarono servizio quella di Pontremoli e di Filetto.

1932, Asilo Infantile.

E di questo periodo l’istituzione dell’Asilo infantile “Lorenzo Quartieri”, voluto dal Senatore Ferdinando, in memoria del figlio deceduto in guerra. Fu diretto e gestito dalle Suore della Cabrini, che per molti anni vissero a Bagnone. Ci resta una lapide a ricordo, esposta sul muro sterno dell’edificio dell’asilo, divenuto oggi sede del Comune, in occasione del decimo anniversario della chiusura dell’asilo, nel 1972.

ALLE SUORE DI MADRE CABRINI

CHE IN CINQUANT’ANNI  DI ATTIVITÀ MATERNA

E SORRIDENTE IN QUESTO ASILO, INTERPRETANDO

I NOBILI IDEALI DEI MECENATI:

FERDINANDO E GIOVANNI QUARTIERI,

HANNO INSEGNATO AI BAMBINI BAGNONESI A CREDERE IN DIO

AD AMARE GLI UOMINI ED AVERE FIDUCIA NELLA VITA.

I BAMBINI DI IERI, ADULTI OGGI,

ESPRIMONO LA LORO RICONOSCENZA.

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE 8-8-1982

I Restauri

Nel Novembre e Dicembre 1932 furono compiuti restauri esterni alla cupola della chiesa parrocchiale (Chiesa Nuova) consistente nella rinnovazione del tetto con tutta la travatura, delle canale di gronda e parte del muro perimetrale.

I lavori furono eseguiti dalla ditta Giuseppe Morandi e la spesa fu di  £. 8600.

Nei giorni 23 e 24 Giugno 1933 si svolse il Congresso Catechistico Vicariale di  Bagnone. L’impegno l’avevo preso al Congresso Catechistico Diocesano tenuto in Pontremoli nel 1931.

Nel Natale 1933 fu ripresa una tradizione Bagnonese: il Presepio.

Nell’Ottobre 1934 fu rifatta la facciata del cimitero e delle cappelle su disegno dell’Architetto Praiër e i loculi interni alla facciata.

Nel Novembre 1935 terminarono i lavori di restauro della Chiesa di S. Rocco danneggiata dal terremoto 1920. L’opera in essi di maggior rilievo è la innovazione della facciata con sassi a vista tutti nuovi mentre prima era intonacata e di nessun effetto. La spesa fu di circa £. 11 000 (undicimila) sostenuta dall’Opera Parrocchiale, dalla Confraternita della Misericordia, da altri fondi e per un piccolo incoraggiamento del Comune. Quando arrivò un sussidio dallo Stato, si demolì il volto della sagrestia e su di essa si costruì la sala attuale che fu subito adibita per le adunanze della Gioventù Maschile di Azione Cattolica ed in seguito anche per gli Uomini. 

Il materiale dell’organo di S. Rocco, reso inservibile e scadente, fu venduto dall’Opera al Duomo di Massa per essere utilizzato nella costruzione del nuovo organo di quella città.

Acquisto del nuovo concerto di cinque campane

La mattina del 5 Dicembre 1935 venivano collaudate le cinque nuove campane, opera della Ditta Paolo Capanni di Castelnuovo Monti.. Erano state provvisoriamente montate nella piazza della chiesa parrocchiale ed il collaudo fu fatto alla presenza quale intenditore del Prof. Don Concina Salesiano organista e maestro di musica nella chiesa di Nostra Signora della Neve a La Spezia; egli le dichiarava di esatta intonazione, di sonorità severa e robusta e artistiche le decorazioni. Nel pomeriggio dello stesso giorno vigilia di S. Nicolò e della Visita Pastorale, venivano solennemente consacrate da S. E. Mons. Giovanni Sismondo Vescovo di Pontremoli.

Il loro peso complessivo è di quintali 25 meno Kg 6; in esse era stato fuso il metallo delle vecchie campane. Il peso delle singole è il seguente: la 1ª  Kg. 863, la 2ª  Kg. 604, la 3ª  Kg.430, la 4ª  Kg. 352, la 5ª Kg. 245. 

Il prezzo convenuto col fonditore è di £. 24 500, a cui naturalmente si aggiunsero varie spese della messa in opera, per cui furono oltrepassare le £. 25 000. L’intera spesa fu sostenuta dalla popolazione e specialmente da due insigni benefattori. Fu fatta una fiera di beneficenza che fruttò oltre £. 4 000 (quattromila), molti si tassarono di una quota  mensile per un anno.

Ogni campana porta una dedica ed un’immagine.

La prima: S. Niccolò ha questa iscrizione: ”Vox me vox vitae, voco vos ad sacra, venite”. Indi segue il nome del Dott. Luigi Raffaelli  e di alcuni suoi famigliari avendo egli sborsato £. 7000.

La seconda: S. Croce reca l’immagine del nostro reliquario insigne colle parole: “O crux, ave spes unica, salva praesentem catervam”.

La terza: Madonna del Pianto, porta l’iscizione: “Maraia Virgo, protégé nos donantes et orantes” coi nomi di coloro che hanno sborsato non meno di £. 500 e cioè il Senatore Ferdinando Quartieri, il Proposto Don Luigi Rosa, il Prof. Dott. Maurizio Focacci, il Cav. Gioacchino Ghinetti, Albericci Marcello, Cosci Emma.

La quarta: S.Giuseppe porta l'iscrizione: "Non sit vobis vanuam mane

surgere ante lucem", e questa è destinata a suonare l'Ave Maria.

La quinta: S. Giacomo colla iscrizione: "Iacobi Moreni aere confecta" avendo egli sborsato £. 2 000, cioè parte preponderante del prezzo.

Lutto cittadino

Il giorno 31 marzo 1936, nel suo palazzo di Milano moriva il nostro illustre concittadino Senatore, Cav. Di Gran Croce, Ing. Ferdinando Quartieri.

La sera del 2 Aprile la salma da Milano giungeva a Bagnone in furgone automobile. Veniva deposta nella chiesa di S. Maria e vegliata amorevolmente tutta la notte. Nel pomeriggio del giorno appresso veniva tumulata nella cappella di famiglia del nostro cimitero.

Il trasporto funebre fu imponente. Erano presenti le rappresentanze del Governo e del Senato con vari Senatori, tutte le Autorità della Provincia di Massa, la rappresentanza della Corte d’Appello di Genova, del Comune di Spezia, alte personalità dell’Industria, il podestà di Fiume di cui il Senatore Quartieri era cittadino onorario, quasi tutti i Podestà della Provincia coi gonfaloni dei rispettivi comuni, le Associazioni del Regime, Istituti religiosi. Al mattino era venuto a pregare davanti alla salma e a porgere le condoglianze alla famiglia S. E. Mons. Vescovo di Pontremoli.

Dietro al feretro su tre cuscini di velluto venivano portate le varie decorazioni italiane ed estere dell’estinto. La morte del Sen. Ferdinando Quartieri fu, veramente un lutto per l’Italia, ma specialmente per Bagnone. Egli era un uomo superiore: riformatore e organizzatore della grande industria chimica, convincente dialettico e pieno di attività era stato scelto dal Governo per delicati incarichi e lavori pubblici per Fiume nei momenti tormentati della città; abile diplomatico fu chiamato fra gli esperti al congresso per la pace di Versailles e poi dal Governo Fascista nominato Presidente Plenipotenziario nella controversia della delimitazione dei confini di Fiume e del trattato di Nettuno. Per circa 40 anni era stato consigliere Provinciale e capo della Deputazione Provinciale.

Portò grande affetto a Bagnone suo paese nativo, dove nacque il 6 Gennaio 1865, e fu verso di esso e verso i singoli specialmente verso i poveri, generosissimo, lo abbellì profondendovi delle somme ingenti.

Fra i meriti insigni del compianto Senatore Ferdinando Quartieri dobbiamo annoverare il seguente atto di generosità, che ha messo Bagnone nella possibilità di continuare ad avere il Cappellano (Vicario Cooperatore): Il 9 Aprile 1932 versava alla Curia Vescovile di Pontremoli la somma di £. 50 000 (cinquantamila) perché coi frutti di essa fosse mantenuto un Cappellano a Bagnone coll’obbligo di una messa festiva (senza applicazione) nella Chiesa di S. Maria ed altri piccoli impegni, come risulta da regolare scritta firmata dal Vescovo e dal Senatore

Furono aggiunte £. 2000 (duemila) per provvedere coi frutti al mantenimento delle suppellettili di S. Maria.

Poiché dopo pochi anni la conversione della rendita italiana aveva ridotto dell’1,50 % il suddetto capitale e quindi falcidiato l’onorario del Cappellano, il figlio Ing. Giovanni Quartieri seguendo le orme del padre nell’Aprile del 1941 reintegrava la suddetta rendita consegnando alla Curia la somma di £. 15 000 (quindicimila).

Luglio 1936 – Il 9 Luglio di quest’anno Sua Santità Pio XI si degnava di nominare suo Cameriere d’onore in abito paonazzo il Proposto di Bagnone Don Luigi Rosa e tale onorificenza veniva rinnovata dal S. Padre Pio XII.

Nel mese di Novembre 1936 fu inaugurato il nuovo orologio sul campanile del Castello; fu acquistato a spese del Comune ed è opera della Ditta Villiams e Tolbino.

Teatro

In Marzo1937. Il presidente dell’O.N.B. d’accordo col Sig. Proposto ebbero l’idea di una felicissima iniziativa: portare sulla scena il più alto dramma umano:

"La Passione di Cristo"  

I filodrammatici locali ebbero la costanza per tutta la Quaresima di sottoporsi a prove faticose, ma l’esito compensò la loro costanza e le loro fatiche. La prima recita, avvenuta la sera della Domenica delle Palme, vide la chiesa di S. Rocco insufficiente ad accogliere il pubblico straboccante; erano presenti anche le Autorità cittadine e S. E. Mons. Vescovo di Pontremoli, che ebbe sentite parole di elogio per gli attori e gli iniziatori della recita.

I scenari – opera del Conte Prof. Properzy vero maestro di scenografia – non potevano inquadrare meglio i vari atti: L’orto del Getzemani e il Calvario erano così suggestivi da giustificare da soli una gita a Bagnone. Anche la “Schola S. Cecilia” della parrocchia, con scelti e classici pezzi seppe mirabilmente contribuire al successo.

Un grande Amministratore

Il 23 Aprile 1938 in seguito ad una infezione alla gola moriva in una clinica di La Spezia il Podestà di Bagnone Cav. Dott. Umberto Giuliani. Nato a Bagnone il 25 Gennaio 1878, di professione notaio. La sua salma trasportata a Bagnone e deposta nella chiesa di S. Rocco veniva vegliata dagli impiegati municipali e dalle Associazioni giovanili del Regime Fascista. Egli era stato sindaco e poi podestà del Comune per oltre un ventennio dando prova di grande tenacia ed onestà di propositi. Molti furono i lavori compiuti sotto la sua amministrazione, ultimo dei quali per ordine di tempo, il grandioso acquedotto che portò l’acqua al Capoluogo e ad altre frazioni.

Il 14 Settembre – Nella solennità e fiera di S. Croce  fu fatta una copiosa “fiera di Beneficenza” per la costruzione di una bussola alla porta maggiore della Chiesa Parrocchiale. La somma raccolta fu così abbondante che fu possibile dopo pochi mesi vedere a posto l’attuale bussola di noce massiccio, progettata dall’Architetto Prof. Conte Properzy ed eseguita dai falegnami Romiti e Davini di Bagnone al prezzo di £ 7500.

La mattina di Pasqua del 1939 dopo la Messa Solenne, fu inaugurata la lapide ricordo nella facciata dell’Asilo, in memoria del Senatore Ferdinando Quartieri. L’epigrafe è opera del  Comm. Prof. Marco Bocconi.

 

VIGILA SU QUESTE MURA

OVE PIETÀ SI FA CAREZZA E SORRISO

LA LUMINOSA MEMORIA

DEL PRIMO FONDATORE E ANIMATORE

SENATORE FERDINANDO QUARTIERI

NEL SOLCO RADIOSO

DELL’UOMO MUNIFICO E BUONO

TROVINO I PICCOLI OSPITI

CHIARA E SICURA

LA STRADA DEL BENE

Prima messa

Da moltissimi anni Bagnone non aveva più dato Sacerdoti. Il 2 Luglio 1939 in una grande solennità e in vero tripudio di tutto il paese, celebrava la sua prima S. Messa il Rev.do Don Luigi Simonini, ottavo figlio di una numerosissima famiglia di Bagnone.

Novembre 1940 – Un decreto Prefettizio nominava il nuovo Podestà nella persona dell’Avv. Demetrio Simonini, bagnonese, figlio del Cav, Emilio che per tanti anni, nel secolo scorso, era stato con lodevole prova Sindaco del nostro Comune.

Il 20 Aprile 1941, Domenica in Albis, è stato inaugurato a Bagnone il monumento al Sen. Ing. Ferdinando Quartieri, alla presenza  di Mons. Giovanni Sismondo Vescovo di Pontremoli, del Prefetto di Apuania, del Segretario Federale, di altri gerarchi e numerose personalità. Mons. Sismondo benedice il monumento, opera riuscitissima e pregevole del Prof. Cav. Uff. Alessandro Lazzerini, indi rivolge commosse e vibranti parole rievocanti la generosità del compianto Senatore; poi l’oratore ufficiale Comm. Avv. Marco Bocconi, da vero signore della parola, ritrae in modo perfetto la figura dell’uomo grande che la Lunigiana e tutta la Provincia onora.

Lutti

A Roma, il 2 Giugno 1941, moriva il bagnonese Padre Carlo Raffaelli, Barnabita, nato a  Bagnone il 1 Gennaio 1865. Uomo di Meriti e di scienze, religioso dall’anima limpida, serena e pia come di un fanciullo, umile e ritrosa a dare quelle sentenze che tutti invece da lui ricercavano, è passato lasciando in cuore a tutti l’edificazione della forte pietà, dell’inalterabile pazienza ed abbandono con cui ha santificato i lunghi e tormentati mesi di sofferenza. Bagnone che durante le sue rare visite intravedeva le sue rare virtù, altamente lo stimava ed ha sentito immenso dolore per la sua perdita.

Il 7 Agosto è deceduto il concittadino Cav. Dott. Luigi Raffaelli, già Colonnello Medico, vulgo dottor Raggi. Da oltre 40 anni era stato medico condotto e, affezionato alla sua terra natale, la servì sempre con infaticabile ardore e con disinteresse. Da molti anni era tesoriere dell’Opera Parrocchiale, fu uomo di fede ed affezionato alla sua chiesa in vita ed in morte.

Ottobre – È stata inaugurata in questo mese, la nuova sede del Dopolavoro di Bagnone, alla presenza dell’Ecc. Rino Parenti, Presidente dell’Opera Nazionale Dopolavoro e delle Autorità Ecclesiastiche e Civili.

Nota Mons. Rosa che, l’11 Giugno 1940, quando l’Italia dichiarò guerra all’Inghilterra e alla Francia, l’impressione del popolo fu grande, temperata però dalla speranza che sarebbe finita presto.

Nomina

Il 25 Giugno del 1942, il giornale della Santa Sede. “L’Osservatore Romano” annunziava: ”La Santità di Nostro Signore si è benignamente degnata di promuovere alla chiesa Cattedrale di Bagnoregio (Viterbo) il Rev.mo Mons. Luigi Rosa, Prevosto di Bagnone in Diocesi di Pontremoli”.

Nella giornata stessa il Vescovo Diocesano, S. E. Giovanni Sismondo, recatosi a Bagnone, ne comunicava la nomina. La Divina Provvidenza voleva così premiare l’operosa attività, svolta dal Mons. Luigi Rosa, in oltre trent’anni di apostolato.

Nato a Montelungo nella Diocesi e Comune di Pontremoli il 7 Marzo 1883, studiò dapprima nel Seminario Diocesano, poi si recò a Pisa per frequentarvi gli studi teologici, e in questa città fu ordinato Sacerdote il 4 Aprile 1908 dal Cardinale Pietro Maffi. Tornato in Diocesi, dopo aver trascorso oltre un anno a Bagnone in qualità di coadiutore, in seguito a concorso canonico, il 19 Agosto 1909, con Rescritto Pontificio, veniva nominato Priore di Valdantena.

In questa parrocchia rimase per 17 anni, fino al 1926, nel qual anno fu trasferito a Bagnone col titolo di Prevosto e Vicario Foraneo.

E a Bagnone dopo oltre 16 anni di Apostolato lo raggiunse la Pienezza del Sacerdozio.

Consacrazione Episcopale

di S. E. Mons. Luigi Rosa Vescovo di Bagnoregio (Viterbo)

Bagnone ha scritto, Domenica 23 Agosto, una pagina di storia veramente memoranda: forse la più bella di tutta la Sua lunga vita. Una folla immensa convenne tra le sue mura e Autorità ecclesiastiche e civili del più alto grado.

S. E. aderendo alle insistenti preghiere e volendo esaudire il desiderio dei Bagnonesi aveva ottenuto, all’udienza avuta dal S. Padre, la facoltà di tenere la Sua Consacrazione Episcopale nella Chiesa Prepositurale di Bagnone e i Bagnonesi hanno voluto che la festa fosse veramente grandiosa e solenne.

Già alla sera del Sabato 22, Autorità e popolo si raccolsero nel piazzale della Chiesa Parrocchiale per una grandiosa dimostrazione d’affetto al loro amatissimo padre e pastore: la presentazione di doni, che i Bagnonesi e i conterranei hanno voluto regalare in questa Santissima Solennità, il Comune di Pontremoli il Pontificale Romano; l’ A C. Diocesana il canone; Bagnone, Cittadinanza e Associazioni Cattoliche l’anello, la collana, la croce pettorale d’oro, il pastorale, i guanti; le Suore la mitra preziosa; il Clero della Vicaria la mitra dorata; gli amici poi hanno offerto altri numerosi e bellissimi doni.

Il giorno seguente, 23 Agosto, ebbe luogo la Solenne Consacrazione.

 Vescovo Consacrante fu S. E. Mons. Giovanni Sismondo, Vescovo di Pontremoli; primo Assistente: S. E. Mons. Evasio Colli, Vescovo di Parma; e secondo Assistente:  S. E. Mons. Giovanni Costantini, Vescovo di La Spezia.

Da Bagnoregio era venuto alla solenne cerimonia un bel gruppo di Sacerdoti e laici; da tutte le parti della Diocesi e dai paesi del Comune una folla immensa si riversò a Bagnone, si che la Chiesa Prepositurale fu incapace ad accoglierli.

FINE

S. E. ALOYSIUS ROSA - VESCOVO

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