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IL
LIUTAIO A CURA DI RUGgGIO
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L'arte
del costruire gli strumenti musicali a corda: prende il nome da "liuto".
Il liutaio produce
violini, viole, violoncelli, contrabbassi, mandolini, mandole e
chitarre.
Quest’arte giunse
al sommo
splendore in
Italia nel XVIII secolo.
Occorrono
duecentoventi ore di lavoro per costruire un violino;
un lavoro che dura mesi. Nella bottega del liutaio vi si trovano dalle semplici sagome, una vasta serie
di scalpelli, pialletti e morsetti, vari pentolini di colle varie riscaldate
a bagno-maria emananti acri profumi, e vari
strumenti in fase più o meno avanzata di costruzione, in attesa di essere
completati.
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Davide
Bernabovi
(1867-1945)
detto
"Davida"
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Aveva
il suo laboratorio artigianale al Ponte Vecchio, dove alternava l’arte del
Liutaio
a quelle dello zoccolaio, dell’insegnante di musica e del suonatore di violino
nelle feste del paese.
Durante la seconda guerra mondiale, all’età di 75 anni
si trasferì, sino alla sua morte, in una botteguccia del borgo, vicino alla
farmacia Cortesini, luogo che diventerà poi la sede della Ditta Zani &
Simonini, autobus di linea.
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É
per me piacevole il ricordarlo e parlarne, perchè oltre che al vanto dell'artista, c’è anche l’orgoglio del nipote. Si!...
Era mio nonno, il maestro, discendente della nobile famiglia dei
Bernabovi di Canale. Nella foto con la moglie, la Fabiola, sorella dei
Bicchierai del ponte, Anselmo e Romeo.
Sul portale dell’entrata della loro casa d’origine
a Canale, era scolpita l’insegna della famiglia, oggi andata perduta a seguito dei lavori di
restauro che hanno alterato l'antica dimora.
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Autodidatta,
e come
abbia fatto è un mistero, intagliava il candido legno di acero dal quale
ricavava la tavola superiore di risonanza detta il coperchio; il fondo; la
fascia che unisce con una strana colla di una composizione puzzolente e nota solo a mio nonno, il coperchio al fondo; il manico terminante
col riccio; il capotasto, la tastiera, il ponticello, il pallino e le
chiavette, dette biroli o bischeri, che servono a tenere le corde.
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Il
violino ha 4 corde, accordate per quinta (sol, re, la e mi); la più sottile
il mi è detta comunemente cantino. Verniciati ed accordati, da quei
violini, dai violini del
nonno uscivano squillanti melodie.
Gli
strumenti da lui costruiti, violini, viole, violoncelli, contrabbassi,
mandolini e chitarre, sono stati numerosissimi e sono
ancora oggi richiesti ed apprezzati dai vari strumentisti, che ne vantano le
doti e le qualità armoniche.
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Esposizione
di antichi strumenti musicali
a
Bagnone nel
60º della morte del Liutaio:
DAVIDE
BERNABOVI, 1867-1945.
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Il
Centro di Cultura Bagnonese, nell'ambito delle sue attività annuali
ha organizzato, con la collaborazione della Filarmonica "Santa
Cecilia" di Bagnone ed il Gruppo Bandistico "G.
Puccini" di Moncigoli, una esposizione di antichi ottoni e
strumenti musicali vari, raccolti nella regione, e che hanno servito
a creare quel costume che oggi vogliamo salvare e conservare per la
memoria.
Tra
i vari ottoni di forma e sonorità diverse, che hanno suonato nel
tempo nelle varie bande che si sono succedute, si pensi che a
Bagnone alla fine dell'ottocento esitevano ben tre bande musicali,
ciò ci fa capire come erano divise le fazioni e come i giovani
dovevano aderirvi, senza indugi, con il solo volere paterno. |
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Nell'esposizione
ha primeggiato il liutaio bagnonese Bernabovi Davide, vulgo Davida,
nato nel 1867 e deceduto nel 1945; mantenendo attiva la sua bottega
di liutaio sita in località Pontevecchio di Bagnone, sino al 1943.
Liutaio
per passione ne fece una professione; di Lui esistono numerosissimi
esemplari di violini, viole, mandolini, chitarre, violoncelli,
contrabbassi, sparsi un po' ovunque in Italia del nord, nelle case
dei nostri Barsan, che gli anziani hanno suonato e che per amore e
passione hanno portato con loro durante l'emigrazione, dall'inizio
del novecento in poi. |
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Si
dice che non c'era casa al Gropo e alla Pieve di Bagnone, che non
possegga un violino
di Bernabovi.
Non
é stato facile raccogliere alcuni esemplari di questi strumenti,
noi di famiglia ne possediamo solo alcuni, una grande quantità,
ereditata dalle figlie alla morte del padre Davide, è stata portata
a Viareggio in casa Greco, che se ne sarebbe occupato per
l'evalutazione, ma di questa partita di strumenti non si è
conosciuta la fine. Dei Greco non vive più nessuno e l'eredità del
nonno si è volatilizzata. |
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Anche
i violini portati al nord tanti anni orsono, dagli appassionati
suonatori, alla loro morte sono sicuramente finiti
nel dimenticatoio, o appesi in qualche angolo di una umida cantina,
come quello che mi è capitato di recuperare, trovato per puro caso appeso ad un chiodo in un
vecchio laboratorio di falegname, roso dai tarli e rovinato dalla
polvere che si era incrostata sulle superfici verniciate. Nonostante
tutto, con buona volontà sono stato capace di rivitalizzarlo,
ridarle il suo antico splendore ed esporlo con gli altri nella
mostra allestita. |
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Tante promesse di prestito non hanno avuto buon
esito, conosciamo tanti antichi suonatori di violino, ma nessuna
delle famiglie interpellate è riuscita, malgrado le promesse, a
collaborare consegnandoci lo strumento per l'esposizione; strumento
che avremmo garantito e restituito subito, una settimana dopo.
Alla
cerimonia di inaugurazione della lapide ricordo, che si è tenuta
davanti alla casa oggi della signora Tosi Clara, ove il Bernabovi ha
tenuto bottega di Liutaio per oltre mezzo secolo, in località Ponte
vecchio di Bagnone, hanno partecipato tantissimi cittadini e
l'Amministrazione Comunale è stata rappresentata dal Dott. Mori
Lorenzo, vice sindaco di Bagnone, il quale indirizzandosi ai
presenti ha rivolto le seguenti parole di circostanza. |
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Cari
concittadini.
Porto
i saluti del Sindaco, i miei personali e quelli di tutta
l'Amministrazione Comunale. Ringrazio per il gentile invito il
Centro di Cultura Bagnonese.
Mi
fa piacere essere qui a ricordare Bernabovi Davide, liutaio
bagnonese perchè oggi, in un mondo che corre con le tecnologie,
ricordare chi con ore di duro e sapiente lavoro è entrato e fa
parte della nostra cultura e tradizione ci insegna che da solide
radici nascono solidi olivi.
Dalle
tradizioni dobbiamo apprendere come gestire il cambiamento del
nostro modo di vivere. |
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Voglio
anche sottolineare quale valore culturale fosse espresso allora a
Bagnone. Bernabovi infatti nasce circa 150 anni fa, così come la
Banda Musicale "Santa Cecilia", lavora come zoccolaio e
liutaio, ma insegna musica e suona nelle feste. Dopo di lui altri
artigiani hanno continuato questa utile tradizione.
Il
ricordo di questi concittadini ci deve essere d'esempio per
proseguire in queste attività culturali e sociali ancora oggi.
Di
nuovo un ringraziamento al Centro di Cultura Bagnonese, che devo
dire, con grande impegno e valore si prodiga sul valorizzare quanto
ho detto e a ciò anche l'Amministrazione Comunale dedica un
cospicuo impegno. |
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Hanno
allietato la serata i componenti dell'Orchestrina GODI GODI di
Bagnone, che hanno suonato melodie del passato; mentre il
Comitato rionale ha organizzato un rinfresco con numerose leccornie,
che sono state offerte a tutti i numerosi partecipanti, presenti
alla manifestazione. |
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IL
VIRTUOSO PRETARI ANTONIO
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Pretari
Antonio, nato a Iera di Bagnone il 23-04-1922 ha emigrato a Pinerolo
(TO) dove ha esercitato la professione di Ambulante.
Appassionato
violinista non ha mai abbandonato il suo violino costruito ed
acquistatpo in gioventù da Bernabovi Davide di Bagnone, che
conserva e suona ancora con passione.
I
suoi pezzi forti sono: |
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"TORNERAI
DA ME" parole: Nino Rastelli, musica: Dino Olivieri,
titolo francese J'ATTENDRAI, cantato da Dalida.
"BUONA
NOTTE ANGELO MIO" di B. Pallesi-Danpa-MacGillar,
cantata da A. Rabagliati, G.
Latilla, L. Tajoli e da C. Villa. |
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Nella
foto al centro, il più piccolo é Antonio Pretari, durante una
premiazione avvenuta nel Torinese negli anni ottanta. |
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