| L'immagine che presento č quella
di una maschera patetica che ricorda quella francese di
"Pierrot", ma mi si dice che in Beppe Mappā non č un
malinconico. Beppe Nappā č la
figura di un siciliano fannullone, affaticato dalla noia che lo fa
sbadigliare continuamente.
Essere un "Nappa" in dialetto vuol
dire essere un "uomo buono a nulla". E' il
servitore pigro di un padrone benestante, anche dell'aristocrazia.
Incapace di adempiere con efficacia a qualsiasi mansione, si
abbandona all'ozio, al sonnecchiamento continuo ed al suo
acutissimo odorato che lo risveglia per il pasto. Una
maschera che ha da sempre rappresentato il siciliano saccense.
E
vestito con un abito bianco, con il camiciotto adorno di bottoni
arancione, ha un grande colletto bianco alla Pierot; le
maniche del camiciotto sono lunghissime che nascondono le mani;
calza scarpe nere con lacci e pon pon rossi; porta un cappello
marrone.
Quando
č sveglio ha un atteggiamento felice, sorride e canticchia, tra
salterelli, danze e piroette, che provocano anche incidenti. Di
carattere č sciocco, ha poca furbizia.
Il
nome Beppe, č il diminutivo di Giuseppe, ed il suo cognome Nappā,
in dialetto siciliano, significa "toppa dei pantaloni".
Nel dopoguerra, dagli anni cinquanta, gli
Amministratori Comunali di Sciacca, hanno voluto
ingrandire la tradizione carnevalesca e creare un vero Carnevale ,
con corteo mascherato e carri allegorici. La scelta della
maschera rappresentativa cadde su quella siciliana di Beppe Mappā.
Ogni anno, un carro č prescelto a raffigurarne il personaggio
principale, ed alla fine del Carnevale, la Maschera di Beppe
Mappā viene arsa nel bel mezzo della piazza principale, in un
grande falō, tra canti e danze.
Una singolaritā č stata apportata, per la
gioia dei partecipanti al carnevale; dietro al carro di Beppe
Mappā, viene allestito un grosso "grill" sul
quale sono cotte alla brace le migliori salsicce di produzione
locale, che con dell'ottimo vino, sono distribuite ai presenti.
Il folklore ha voluto anche comporre un inno
a Beppe Mattā, che viene suonato e cantato per tutto il periodo
carnevalesco seccense e che per onore di cronaca copio e riporto.
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L'inno
di Beppe Nappā
Versi
del poeta V. Licata
A
tutti l'anni veni carnivali,
lu populu di Sciacca sa chi fa?
A la marina scinni a aspittari,
lu Re ritorna 'nta la so cittā.
Ed eccu c'arriva,
cantannu e abballannu,
ridennu e scialannu,
lu nnippitinnā.
Eh Peppi Nnappa,
eh Peppi Nnappa,
chi nomu curiusu,
chi nomu scialusu
chi nnippitinnā.
Eh Peppi Nnappa,
eh Peppi Nnappa,
lu cannalivari, lu vosi purtari
'nta chista cittā!
Curriti picciotti,
chi Peppi arrivau
la nnappa purtau
'nta chista cittā
Eh Peppi Nnappa,
eh Peppi Nnappa,
chi nomu scialusu,
chi nomu amurusu, chi felicitā.
Chista č la festa cchių disiata,
chi veni di lu mari finu ccā,
e Peppi Nnappa la vosi purtari,
pi renniri felici sta cittā.
E ogni saccensi,
cantannu e abballannu,
ridennu e scialannu, la festa ti fā
ww.carnevaledisciacca.it/carnevale2001/peppenappa.htm
In
questa sezione č possibile leggere, e stampare lo
spartito musicale
e
ascoltare il nuovo inno di Peppe Nappa |
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