Capitano

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Note storiche

Rugggio - 2004

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Maschera, tipica della Commedia dell'Arte, è antica, la si può far derivare dal teatro romano. E' la maschera di un soldato spaccone, millantatore, vanaglorioso. Trae origine dalla satira popolare contro il dominatore spagnolo e contro i vari mercenari che invasero l'Italia. Le grandi imprese e le guasconate sono all'ordine del giorno nel suo linguaggio denso di spagnolismi maccheronici.

È ricordato e recita con nomi pomposi diversi: Capitan Spaventa, Fracasso, Spezzaferro, ecc.; e sovente di marca spagnola come: Matamoros e Sangre y Fuego.

Il suo ruolo nella commedia dell'Arte è quello dell'innamorato esigente di turno: divertenti sono i suoi contrasti con gli "Zanni", dove Si esibisce in lunghi racconti delle sue intrepide e sempre vittoriose imprese guerresche alle quali non viene dato molta importanza ed ascolto.

Assume spesso il ruolo dell'innamorato esigente e pretenzioso ed è spesso in contradizione con se stesso nei rapporti con i suoi avversari.

Il suo abbigliamento, che ha cambiato più volte nel tempo, raffigura oggi la divisa di un Capitano: un abito  damascato e variopinto, arricchito da bottoni dorati. Sul capo porta un cappello piumato ad ampie falde e ad un grosso cinturone di cuoio marron è appesa la sua enorme spada. Calza stivaloni alla moschettiera ed ha il viso scoperto che mette in risalto un paio di baffoni neri ricurvi all'insù.