Coviello

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Note storiche

Rugggio - 2004

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L'origine di questa maschera risale alla fine del '500, diffuso soprattutto nell'Italia Centro-meridionale, dove è noto con il cognome di Cetrullo Cetrulli, Ciavala, Gazzo o Gardocchia.

Coviello, diminutivo di Iacoviello (Giacomino), non ha solitamente un ruolo ben definito né stabile: un giullare a volte è stupido, altre rude o  taverniere intrigante, servo sciocco, mite padre di famiglia, a seconda delle esigenze della commedia e delle caratteristiche dell'interprete. Anche il suo costume  non è sempre costante, varia nel tempo e a seconda delle esigenze sceniche. In alcune incisioni del '600  lo ritroviamo vestito con lunghi pantaloni attillati allacciati sui fianchi, un corpetto aderente e una corta mantella. Un cappello di feltro arricchito da lunghe piume colorate svolazzanti. Indossa anche una maschera con un naso enorme sopra il quale poggiano degli occhiali smisurati. Elemento costante è l'immancabile mandolino che suona con abilità.

Fu un personaggio interpretato da moltissimi attori tra i quali si ricordano Ambrogio Buonomo, Gennaro Sacco, Salvator Rosa, Giacomo Rauzzini, che lo portarono alla notorietà.