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L'origine di questa maschera
risale alla fine del '500, diffuso soprattutto nell'Italia
Centro-meridionale, dove è noto con il cognome di Cetrullo
Cetrulli, Ciavala, Gazzo o Gardocchia.
Coviello, diminutivo di
Iacoviello (Giacomino), non ha solitamente un ruolo ben definito né
stabile: un giullare a volte è stupido, altre rude o
taverniere intrigante, servo sciocco, mite padre di famiglia, a
seconda delle esigenze della commedia e delle caratteristiche
dell'interprete. Anche il suo costume non è sempre costante,
varia nel tempo e a seconda delle esigenze sceniche. In alcune
incisioni del '600 lo ritroviamo vestito con lunghi
pantaloni attillati allacciati sui fianchi, un corpetto aderente e
una corta mantella. Un cappello di feltro arricchito da lunghe
piume colorate svolazzanti. Indossa anche una maschera con un naso
enorme sopra il quale poggiano degli occhiali smisurati. Elemento
costante è l'immancabile mandolino che suona con abilità.
Fu un personaggio interpretato
da moltissimi attori tra i quali si ricordano Ambrogio Buonomo,
Gennaro Sacco, Salvator Rosa, Giacomo Rauzzini, che lo portarono
alla notorietà. |