Macco

Note storiche

Rugggio - 2004

Macco proviene dalla commedia latina è una delle maschere della farsa atellana. È il classico contadino rustico, rozzo e grossolano, crapulone e goloso, che  finisce sempre per essere deriso, e preso in giro per la sua goffagine.

Le sue parti sono complementari e servono di riempimento scenico o di secondo piano.

Nell'arte Macco indossa un abito ampio alla greca, di colore preferibilmente bianco, stretto in vita da una cintola. Sulla spalla destra e sul braccio tiene la tunica di colore scuro, porta calzari marron. 

Non è bello di fisonomia, è calvo, e porta una maschera dotata di un enorme naso adunco, di un paio di orecchie spropositate e di una bocca larga con denti radi, che gli conferiscono un'espressione da ebete, è anche dotato di gobba.

L'origine del nome Macco è  controversa: per alcuni significa semplicemente "sciocco, stupido", per altri allude invece al "maco", pietanza di fave maciullate, il cui colore somiglia al suo livido, quello dovuto alle botte che spesso riceve.