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Maschera milanese creata verso la
fine del seicento.
Il nome deriva da Domenichino,
servo tenuto soltanto per la domenica dalle signore milanesi
decadute.
Porta
un costume colorato, molto simile a quello di un maggiordomo del
'600
. Giacchetta marrone bordata arancione con ampie tasche,
camicia bianca e gilet giallo bordato su pantaloni verdi con
bandoliera rossa. Calzettoni a righe bianche e rosse con scarpe
nere con fibbia dorata. Parrucca e cappello marrone.
Ebbe anche un cognome: Pecenna (pèttina)
nel significato metaforico di strigliare.
Personifica il popolano accorto e
prudente, un po' egoista ma di buon cuore, gaudente, spiritoso.
Fino all'invasione francese, Meneghino "pèttina" l'aristocrazia
ligia alla Spagna e all'Austria, poi "pèttina" la
democrazia straniera.
Dopo il 1821 é prudentemente
austriacante. Dopo il 1860, compiuto il suo compito satirico e
canzonatorio, Meneghino passó modestamente tra i burattini con la
consorte Cecca.
Nella
vita:
É un servitore, spavaldo a
parole, ma in realtà bonario e accorto.
Detti:
Il tipo divenne cosí popolare che
il suo nome é sinonimo di "milanese". É un buon meneghino; parla un perfetto
meneghino.
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