Rugantino

 

 

Note storiche

Rugggio - 2004

 

Dalla rivista satirica "Il Rugantino" del 13 settembre 1848 si legge:

«Cor cappello a du' pizzi, cor grugno lungo du' parmi, co' 'na scucchia rivortata 'nsù a uso de cucchiaro, co' no' spadone che nun ce la po' quello der sor Radeschio, e co' le cianche come l'Arco de Pantano, se presenta, Signori mia, Rugantino er duro, nato 'nsto piccolo castelluccio e cresciuto a forza de sventole, perché ha avuto 'gni sempre er vizio de rugà e d'arilevacce».

Odoardo Zuccari Redattore

Maschera romana, tipica del linguacciuto, del brontolone e dell'attaccabrighe, spesso si vanta senza averne motivo, è poltrone e crudele; che finisce spesso per pigliarle da tutti, pur conservando il suolinguaggio caffonesco.

Il suo nome deriva dal verbo romanesco "ruga", cioè "protestare con arroganza".

Il primo Rugantino appariva vestito da sbirro; alcune volte veniva rappresentato come capo degli sbirri, altre volte come brigante.

Rugantino è del Lazio; bazza prominente, gambe storte, veste una giacca marrone lunga orlata di giallo, un panciotto rosso, calze a strisce orizzontali rosse e gialle,  scarpe con fibbia e porta un  cappello rosso. Costume da sbirro della fine del secolo XVIII.

La commedia musicale “Rugantino” andata in scena il 15 dicembre 1962 al teatro Sistina di Roma è stata senza dubbio la più applaudita delle creazioni di Garinei e Giovannini.
Scritta in collaborazione con Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa per le musiche di Armando Trovaioli, è la storia della maschera romana immortalata dal Belli: nella Roma papalina del 1830.

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