Scapino

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Note storiche

Rugggio - 2004

Maschera della Commedia dell'Arte, di origine bergamasca, della grande famiglia dei servi. Portata al successo da Francesco Gabbrielli, che visse verso la fine del '500 inizi '600, e che fu un grande attore comico e un valido musicista e cantore.

La maschera acquisì le doti del suo interprete nella commedia "Gli strumenti di Scapino". In questa folta schiera di personaggi servi, Scapino si differenzia per la sua abilità nel suonare la chitarra ed nel cantare.

Giovanni Bissoni porterà Scapino in Francia agli inizi del '700 ed a lui fecero seguito L. A. Ciaravelli e B. A. Camerani con risultati meno positivi.

In Francia lo Scapino bergamasco venne ripescato e riproposto da Molière, il quale lo trasformò radicalmente, cambiandolo da servo a quello di un uomo con un vero valore umano, arguto, satirico e dinamico; con un carattere che lo rendono più che una maschera un personaggio completo; ed è il successo e la fama del personaggio in tutta Europa.

Con questi interventi artistici, anche il costume di Scapino ha avuto necessariamente delle forti trasformazioni. L’ampio abito bianco di taglio paesano, la maschera e il cappello a punta piumato, barbetta e spadino di legno, vengono abbandonati per assumere le sembianze di un Brighella,  variano nel colore gli alamari e le guarnizioni, che da verdi diventeranno turchesi. Sparirà la maschera e l’attore si presenterà in scena col viso infarinato.