| Maschera della
Commedia dell'Arte, di origine bergamasca, della grande famiglia
dei servi. Portata al successo da Francesco Gabbrielli, che visse
verso la fine del '500 inizi '600, e che fu un grande attore
comico e un valido musicista e cantore.
La maschera acquisì le doti del suo
interprete nella commedia "Gli strumenti di Scapino". In
questa folta schiera di personaggi servi, Scapino si differenzia
per la sua abilità nel suonare la chitarra ed nel cantare.
Giovanni Bissoni porterà Scapino in Francia
agli inizi del '700 ed a lui fecero seguito L. A.
Ciaravelli e B. A. Camerani con risultati meno positivi.
In Francia lo Scapino bergamasco venne
ripescato e riproposto da Molière, il quale lo trasformò
radicalmente, cambiandolo da servo a quello di un uomo con un vero
valore umano, arguto, satirico e dinamico; con un carattere che lo
rendono più che una maschera un personaggio completo; ed è il
successo e la fama del personaggio in tutta Europa.
Con questi interventi artistici, anche il costume di Scapino
ha avuto necessariamente delle forti trasformazioni. L’ampio
abito bianco di taglio paesano, la maschera e il cappello a punta
piumato, barbetta e spadino di legno, vengono abbandonati per
assumere le sembianze di un Brighella, variano nel colore
gli alamari e le guarnizioni, che da verdi diventeranno turchesi.
Sparirà la maschera e l’attore si presenterà in scena col viso
infarinato. |